30 chilometri orari: un limite per salvare vite

“Approvata la proposta di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 1 per favorire il rispetto del limite dei 30 km/h in area UNESCO. Ora serve rafforzare ed estendere la stessa logica ad altre aree della Città, in cui costruire forme diverse di mobilità, più sostenibili”


Daniel Marcos Pina, da zaragoza.es

“Come noto da più studi, la mortalità di un investimento pedonale a 50 all’ora è dell’80%, a 30 del 10%. L’evidenza suggerisce poi che andando a 30 km/h sia molto più difficile investire un pedone.

Nell’area UNESCO, e in altre strade fiorentine, vige da anni tale limite. Uno dei limiti meno rispettati, e meno conosciuti.

Eppure un limite che salva vite, ancor più importante col crescente diffondersi della micromobilità elettrica.

E migliora la vivibilità del centro, meno rumore e inquinamento.

Per queste ragioni ci fa piacere che la mozione presentata da Sinistra Progetto Comune in Consiglio di Quartiere 1 in favore di tale rispetto, sia stata approvata.

La mozione – spiegano i consiglieri in Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi con i consiglieri al Quartiere 1 di Sinistra Progetto Comune Francesco Torrigiani e Giorgio Ridolfi – chiede di migliorare la cartellonistica, di dare maggior visibilità e comunicazione all’esistenza di questo limite, di studiare meccanismi dissuasivi.

Ovviamente sarà fondamentale dare seguito a questa mozione e verificare la sua applicazione in tempi rapidi.

Ma è già un segnale importante da parte del Consiglio di Quartiere e della maggioranza, quando si diffondono sempre più esperienze di città “più lente” e sicure (anche in relazione alla pandemia Covid-19), quindi esperienze che portano al drastico calo della mortalità negli incidenti urbani.

Per questo crediamo che si debba estendere tale limite ad altre parti della città. Abbassare il limite a 30 km/h salva vite e riduce rumore e inquinamento.

Tale misura – concludono Bundu, Palagi, Torrigiani e Ridolfi – sarebbe coerente e complementare, come molte esperienze ovunque già mostrano, alla necessità di ridisegnare gli spazi urbani per favorire il distanziamento che il Covid-19 impone. Revisione che dovrà privilegiare una mobilità più lenta, più spazi per pedoni, biciclette e micromobilità elettrica, meno barriere architettoniche, un sistema pubblico meglio interconnesso e così via. E, inevitabilmente, richiederà il sempre minore utilizzo di auto private, da rendere una necessità sempre più limitata attraverso il trasporto pubblico e l’incentivazione di altre forme di mobilità”.