A Firenze i bagni non servono, la cittadinanza non è mica umana

“Question time lunedì per capire le ragioni per cui tutti i bagni pubblici – che già sono pochi – restano chiusi. Con l’alzarsi delle temperature sempre più persone escono per alcune passeggiate e in molti casi la loro situazione di bisogno diventa frustrante”
Foto di Giorgio Ridolfi

Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Giorgio Ridolfi e Francesco Torrigiani – SPC Quartiere 1

“Le fiorentine e i fiorentini non hanno bisogno di andare in bagno. Evidentemente è quello che pensa chi governa la città. La situazione di scarsità è evidente da tempo.

Un tempo si diceva che bastava andare in un bar, poi hanno chiuso i bar, o meglio qualcosa da asporto si può anche prendere, ma per questioni sanitarie non si possono utilizzare i servizi.

La pandemia Covid-19 ha rafforzato le continue segnalazioni che ci arrivano da parte della cittadinanza. In caso di bisogno cosa si è costretti a fare?

Quei pochi bagni pubblici che ci sono sono chiusi, nonostante i servizi igienici siano centrali per garantire la salute delle persone e la vivibilità del tessuto urbano.

La gestione dei bagni è stata data in concessione fino al 2023, quindi non è la necessità di un nuovo concorso a tenere chiusi i servizi. Non capiamo quindi come mai restino chiusi anche ora.

Da gennaio la Toscana è stata quasi sempre zona gialla o arancione, fasce che consentono la circolazione delle persone durante il giorno. In più nelle ultime settimane stiamo vivendo un anticipo di primavera che invoglia a stare fuori durante le ore più calde. I vari presidi igienici potrebbero quindi essere fondamentali per garantire la sicurezza della cittadinanza che si trova fuori casa per un motivo o per un altro.

Ci sarebbe poi da incentivare ogni possibilità per lavarsi le mani, è una delle prime cose che ci è stato detto per contrastare SARS-CoV-2.

Non solo viene quindi sospeso un diritto importante per tutte e tutti, ma si elimina uno strumento che potrebbe anche aiutare a tutelare la salute delle persone.

Abbiamo quindi proposto un question time per sapere dall’Amministrazione di chi è stata la scelta di chiudere i bagni pubblici, a cui seguirà un’interrogazione anche al Quartiere 1. Sindaco e Giunta aprono alle ipotesi di cancellate e militarizzazione della città; per loro è più semplice questo che riaprire i bagni”.