Aeroporto di Firenze, jet privati ed evasione: l’ampliamento a chi serve?

“In corso di deposito un’interrogazione dopo l’indagine della Guardia di Finanza sull’aviazione privata allo scalo Vespucci”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

L’indagine della Guardia di Finanza sull’aviazione privata allo scalo Amerigo Vespucci ha fotografato in modo netto chi usa davvero quella parte privilegiata dell’aeroporto. Tra il 2020 e il 2023 sono transitati oltre 12.900 voli privati e più di 42.100 passeggeri: una clientela ristretta, che in oltre il 62% dei casi controllati non versava nemmeno l’imposta dovuta, per un’evasione accertata di 4,3 milioni di euro. Aerei di grande valore intestati a società domiciliate in giurisdizioni a fiscalità privilegiata, costruite apposta per restare invisibili al fisco.

È la fotografia di un modello: mentre alla cittadinanza si chiede di cambiare abitudini per il clima, una minoranza di persone facoltose attraversa i cieli della Piana in jet privato senza pagare le tasse. Un volo privato emette in media dieci volte più di un volo di linea e cinquanta volte più di un viaggio in treno: è il segmento di trasporto più climalterante che esista, e a Firenze c’è anche un segmento di evasione.

Il punto politico di Sinistra Progetto Comune è il collegamento con l’ampliamento dello scalo. Il decreto ministeriale del novembre 2025 ha dato il via libera ambientale, con tredici prescrizioni, al masterplan al 2035: nuova pista da 2.200 metri, traffico atteso quasi raddoppiato a sei milioni di passeggeri, cantiere atteso entro la metà del 2026. Le stesse prescrizioni riconoscono l’impatto dell’opera, dai monitoraggi acustici e atmosferici alle compensazioni per gli Stagni della Piana.

Ci raccontano l’ampliamento come crescita e lavoro ma i numeri della Guardia di Finanza ci dicono che dentro quella crescita c’è anche l’aviazione privata, cioè il lusso di pochi pagato dall’ambiente di tutti. E l’infrastruttura viene ingrandita con risorse e suolo pubblici per essere gestita da un soggetto privato, la multinazionale Corporación América che controlla Toscana Aeroporti, mentre alla Regione resta una quota di minoranza. Profitti privatizzati, costi socializzati: lo schema di sempre.

Con l’interrogazione il gruppo chiede alla Sindaca e alla Giunta se siano a conoscenza degli esiti dell’indagine, se ritengano coerente con gli obiettivi climatici del Comune un ampliamento che incentiva i voli privati, e se intendano farsi parte attiva (verso Toscana Aeroporti, ENAC e Regione) perché siano resi pubblici i dati sull’aviazione privata allo scalo e siano valutate misure per contenerla. Soprattutto, se la Giunta intenda subordinare il proprio sostegno al masterplan a impegni verificabili sulla tutela di chi abita la Piana.

Non accettiamo che il Comune faccia da tifoseria di un’opera privata: chi governa la città deve dire da che parte sta: con chi vola in jet senza pagare le tasse o con chi, sotto quelle rotte, respira l’aria e subisce il rumore.

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