Aggressione alla Dreamland: le istituzioni e la politica non restino in silenzio

“Ieri sera, al termine del consiglio comunale, abbiamo raggiunto il presidio dei lavoratori aggrediti con mazze per far cessare la loro mobilitazione. Un episodio gravissimo, che nessuno può accettare”


Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Ieri sera siamo usciti dal consiglio comunale di Firenze, per raggiungere il Comune di Prato con il corteo dei lavoratori della Dreamland e il Si Cobas, insieme a Francesco Torrigiani (consigliere del quartiere 1) e Lorenzo Palandri (quartiere 2). La protesta è nata dopo immagini impressionanti, di aggressione fisica, con bastoni e altri oggetti, a danno di un presidio di lotta pacifico. Dalle ricostruzione pare che le forze dell’ordine siano rimaste a osservare l’episodio, nonostante fossero presenti.

Ancora una volta, nella zona del cosiddetto macrolotto, si registrano episodi di violenta intimidazione, su cui però le istituzioni non sembrano volersi esprimere. Questo silenzio è inquietante, come se il sistema di sfruttamento, ignaro di qualsiasi tipo di diritto e dignità umana, fosse considerato tollerabile, se non utile al sistema di profitto per poche realtà private.

Con il massimo rispetto per l’autonomia di ogni realtà politica e istituzionale, ci permettiamo di ritenere davvero grave il vuoto creato attorno a vertenze come quella della Dreamland. Cerchiamo di essere il più presenti possibili anche nel vicino territorio di Prato e continueremo ovviamente a farlo, insieme alle forze politiche della nostra coalizione e a chi ci ha spesso accompagnato ai presidi e alle manifestazioni, in particolare per la vertenza legata alla Texprint, come Lorenzo Ballerini (Campi a Sinistra) ed Enrico Carpini (Territori Beni Comuni – Città Metropolitana).


Foto: NotiziediPrato.it