Appalti: tutelare i servizi, tutelare chi li garantisce

LEGOS workers fired from their jobs di woodleywonderworks, da flickr.com

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“Condividiamo la preoccupazione dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi in appalto.

La situazione sicuramente è emergenziale e più complessa del consueto, ma a rimetterci non possono essere né l’utenza, né chi garantisce il servizio.

Servono quindi soluzioni politiche straordinarie, capaci di garantire i diritti, i livelli occupazionali e quelli retributivi.

Certo se in questi anni non si fosse provveduto a esternalizzare, provando invece a internalizzare (i servizi come il personale già impiegato) forse oggi potremmo trovare strade meno impervie per risolvere il contesto in cui ci troviamo.

Questa mattina in Palazzo Vecchio sono arrivate due comunicazioni, che si aggiungono a quelle di numerose sigle sindacali e rappresentanze della classe lavoratrice dei giorni scorsi: si chiede di non costringere il personale a recarsi presso case private quando non strettamente necessario, senza adeguata formazione e protezione, garantendo però la retribuzione già prevista dai contratti, per la quale sono state già stanziate le risorse.

L’assistenza domiciliare in particolare riguarda quella fascia di cittadinanza più fragile a cui abbiamo sempre chiesto di guardare con particolare attenzione.

Come attestano anche gli atti presentati è da inizio febbraio che abbiamo chiesto un confronto tra parti sindacali, Amministrazione e associazioni per fare fronte a questo difficile periodo, tenendo conto dei diritti, dei servizi e delle retribuzioni.

La comunicazione della Vice Sindaco di ieri non ci ha rassicurato sul fronte degli appalti. Anzi. Ci sono servizi primari che devono essere garantiti, limitando però tutte le attività allo stretto necessario. Sono le indicazioni del Governo nazionale. Occorre garantirlo senza lasciare nell’angoscia chi lavora. Perché ci sono affitti da pagare e spese di sopravvivenza da sostenere. Soprattutto per chi aveva anche prima una vita segnata da precarietà e incertezza”.


Il testo dell’interrogazione depositata cliccando qui.