Autore: Dmitrij Palagi

  • Oltre 1.000 atti, tra le istituzioni e le strade di Firenze

    31 maggio 2026

    Ben ritrovate e ritrovati.

    A giugno questa consiliatura compirà due anni: gli atti che abbiamo depositato nel frattempo sono più di 1.000. Grazie a voi e al percorso fatto insieme (anche con chi magari ha preso altre strade) siamo riusciti a fare un’opposizione ferma e puntuale nel merito e anche a portare all’approvazione atti importanti.

    Continueremo a farlo, anche la prossima settimana, portando il nostro punto di vista in modo trasparente e netto, presentando emendamenti e proposte, sollevando i conflitti altrimenti sottaciuti, sempre allo scopo di migliorare la vita delle persone e della comunità.

    Il nostro essere autonomi dal centrosinistra e alternativi alle destre nasce esattamente dalla volontà di poter esercitare forme di libertà utili a chi nella società non ha posizioni di rendita. Non ci sentiamo la realtà “più di sinistra” di tutte le altre, semplicemente crediamo serva anche il nostro punto di vista, perché il futuro sia migliore del presente, per tutte e per tutti, fuori dalla costante estrazione di profitto, che colonizza ogni attimo della nostra vita.

    Se vi va di rispondere a questa mail indicando quale tema potrebbe interessarvi di più vedere approfondito, sarà un riscontro utile.

    Grazie, anche del tempo che dedicate alla lettura di queste mail.

    Buona lettura e buona domenica,

    Dmitrij

    Affitti brevi e diritto alla casa

    La Giunta Funaro ha licenziato le integrazioni al regolamento sugli affitti brevi: arriveranno in Consiglio il 4 giugno. Abbiamo individuato cinque punti critici e stiamo lavorando ad alcuni emendamenti per arrivare nel Salone dei Duecento con proposte migliorative quanto precise (maggiori informazioni qui). Dagli accessi agli atti sui verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO emerge che la regolazione delle locazioni brevi è richiesta da undici anni: nei primi cinque mesi del 2026 le nuove autorizzazioni sono già 270, il doppio del ritmo dell’intero 2025 (maggiori informazioni qui). Il TAR ha stabilito che 150 appartamenti dell’ex sede della Cassa di Risparmio in via Bufalini — 18.000 mq in centro storico UNESCO — possono essere destinati agli affitti brevi, perché nel settembre 2023 l’Amministrazione aveva firmato un atto d’obbligo che consolidava una convenzione del 2017 priva di limitazioni. Il principio giuridico usato dal TAR può valere anche per altri soggetti che abbiano firmato convenzioni simili, e abbiamo chiesto di capire quanti casi simili ci sono in Città (maggiori informazioni qui). In Commissione 6 la mozione su blatte e overtourism ha registrato segnali positivi: l’Amministrazione riconosce che l’intervento a chiamata non basta e annuncia un programma progressivo, con protocolli già attivi con Booking e Airbnb per il conferimento corretto dei rifiuti (maggiori informazioni qui). Il 29 giugno è fissata l’asta per 137 alloggi a canone concordato in Quartiere 4 — ex Le Quinte — con un’offerta irrevocabile da 4,5 milioni già sul tavolo: le aste precedenti erano andate deserte perché il mercato non vuole case con vincolo permanente, la nostra mozione sull’acquisizione pubblica è ferma in commissione dal novembre 2025 (maggiori informazioni qui).

    Urbanistica e rendita

    Sul Colle delle Rovinate, in centro storico UNESCO, con doppio vincolo paesaggistico e monumentale, per Costa Scarpuccia ci risultano undici provvedimenti edilizi in cinque anni, tre direzioni comunali coinvolte e nessuna valutazione unitaria. Ogni atto che abbiamo visto è qualificato come “modifica di modesta entità”, ma cumulativamente appare già una riconfigurazione completa (maggiori informazioni qui). A San Salvi il progetto FESR di housing sociale prevede appartamenti da 40-45 mq — sotto la soglia minima raccomandata persino per una persona sola. Rimane inoltre l’errata decisione di prevedere nuove strade in un’area verde da tutelare (maggiori informazioni qui). All’ex Ospedale Militare San Gallo la deroga acustica per i lavori notturni fino alle 4.30 esisteva, ma la residenza non è mai stata avvisata. Al question time la risposta ha indicato il direttore dei lavori privato come responsabile della comunicazione ai cittadini: uno scarico di responsabilità istituzionale, non una risposta (maggiori informazioni qui). Sullo stadio Franchi il nostro accesso agli atti ha ricevuto tre “non risulta”: nessuna interlocuzione formale con la proprietà dell’ACF Fiorentina sul project financing da oltre 100 milioni per il secondo lotto. Eppure sei giorni prima della nostra richiesta era stato firmato un atto modificativo della convenzione di concessione. La scadenza per candidare il Franchi a sede di Euro 2032 è il 31 luglio (maggiori informazioni qui).

    Trasparenza e conti pubblici

    ALIA – Plures S.p.A. — 100% capitale pubblico, primo azionista Firenze col 37% — ha chiesto formalmente ad ATO Toscana Centro di non trasmettere la documentazione che avevamo richiesto con accesso civico: contabilità separata del servizio rifiuti, corrispondenza sulle contestazioni contabili, costi imputati alla TARI. Parliamo di una società pubblica che per quanto ci riguarda continua a voler sfuggire alla nostra funzione di controllo (maggiori informazioni qui). Il Comune di Firenze incassa da Toscana Aeroporti 15.964 euro l’anno di IMU sull’aeroporto Vespucci: la stessa società ha chiuso il 2025 con 16 milioni di utile netto. Il Comune di Pisa ha già iscritto a ruolo 2,2 milioni per gli stessi immobili; Firenze, sei anni dopo la prima sentenza di Cassazione, non ha ancora emesso nessun accertamento formale. Il 2021 rischia di andare in prescrizione a dicembre (maggiori informazioni qui). Il PalaGeminiani di Novoli è stato inaugurato il 6 ottobre 2025 — tre giorni dopo il verbale di ultimazione dei lavori, con il collaudo ancora in corso. Quarantadue giorni dopo il deposito dell’interrogazione urgente, la risposta è finalmente arrivata: riapertura prevista per la stagione 2026-27, con incongruenze rilevanti tra quanto dichiarato e gli atti pubblici che avevamo già raccolto (maggiori informazioni qui e qui). Sul parcheggio interrato di piazza del Cestello l’Assessore alla Mobilità ha dichiarato pubblicamente che molto probabilmente non si farà: il Comune continua però a pagare HYDEA S.p.A. per completare uno studio di fattibilità su un’opera già informalmente abbandonata, senza rendere disponibile nessun documento al Consiglio (maggiori informazioni qui).

    Lavoro, sicurezza, mobilità

    L’inchiesta “Fantasmi” del TG3 Toscana ha documentato un sistema di caporalato nel cantiere della nuova stazione AV di Firenze Belfiore: circa sessanta operai costretti a restituire parte del salario. Il Protocollo Appalti firmato dal Comune dopo la strage di via Mariti non ci risulta aver mai avuto attuazione formale — nessuna delibera, nessuna determina vincolante (maggiori informazioni qui). COBAS Lavoro Privato denuncia decine di bus di Autolinee Toscane con climatizzatori guasti e posti guida senza protezione per i turni notturni: il Comune ha firmato un Protocollo sulla sicurezza del TPL a novembre 2025 e ha chiesto più corse notturne senza condizionarle alla sicurezza di chi guida (maggiori informazioni qui). Il Comitato Manoiquandosidorme ha scritto direttamente alla Sindaca: un anno e mezzo dopo il voto del Consiglio, la mozione ZTL non è ancora stata discussa in Commissione. Sosteniamo la lettera e chiederemo alla prossima conferenza capigruppo di iscrivere l’atto all’ordine del giorno (maggiori informazioni qui).

    Diritti, welfare, quartieri

    A Sollicciano tra alcuni detenuti sono comparsi febbre ed eruzioni cutanee legate sospettamente all’acqua dei rubinetti: il carcere è al 158% di sovraffollamento e il Tribunale di Sorveglianza ha già sollevato questione di legittimità costituzionale sulle condizioni di detenzione. Il Comune presiede la Società della Salute, ha firmato protocolli interni, non può essere spettatore (maggiori informazioni qui). Il Consiglio ha approvato senza voti contrari la risoluzione su Agripunk ETS — il rifugio antispecista ad Ambra con oltre cento animali che non possono essere spostati né macellati: il 22 maggio si è tenuto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario ed è in corso un’importante raccolta fondi in vista della prossima scadenza del 19 giugno (maggiori informazioni qui). Al Parco Florentia di Ponte all’Indiano il 21 maggio — con la Sindaca presente e le telecamere accese — sono state demolite anche le strutture precarie di cinque persone in stato di fragilità, tra cui una coppia di anziani: la stessa area era già stata sgomberata il 3 maggio, senza comunicazione pubblica. Non c’è un censimento preventivo delle presenze, non c’è un piano sociale nel programma europeo. I fondi FESR per la riqualificazione urbana finiscono per essere fondi per pulire le città dalle persone più fragili (maggiori informazioni qui).

    Flotilla, Palestina, pace

    Lunedì 25 maggio, in Consiglio comunale, abbiamo portato in aula le parole di ringraziamento a Bundu, a Salvetti e a tutti gli equipaggi di mare della Global Sumud Flotilla (maggiori informazioni qui). Lo stesso 25 maggio il Consiglio ha approvato all’unanimità la risoluzione su Mario Paciolla — sei anni dopo la sua morte in Colombia, la famiglia ha già ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani (maggiori informazioni qui) — e, con 20 voti favorevoli e nessun contrario, la risoluzione per completare il recepimento nel diritto interno del Codice dei crimini internazionali: l’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma nel 1999, ma non ha mai inserito genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nel proprio codice penale. Il caso Almasri ha reso visibile questo vuoto; il voto di Firenze chiede al Governo e al Parlamento di colmarlo (maggiori informazioni qui). Giovedì il professor Angelo D’Orsi avrebbe dovuto tenere una conferenza sulla pace a Fiesole: è stata cancellata per pressioni che avrebbero coinvolto esponenti del centrosinistra (maggiori informazioni qui). Giovedì la Commissione 7 ha convocato Bundu e Salvetti in audizione: sentire la testimonianza diretta di cosa significa subire l’impunità israeliana in acque internazionali è necessario, non retorico (maggiori informazioni qui).

    Il racconto video dell’ultima seduta del Consiglio comunale è disponibile (qui).

    Appuntamenti

    Martedì 2 giugno 2026, alle 21:00, in piazza Tanucci (Firenze), presidio con proiezione del film Ribelli, alla presenza del regista Domenico Guardino e con interventi dei figli dei protagonisti.

    Giovedì 4 giugno 2026, alle 09:00, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria 1, Firenze), nuova seduta del Consiglio comunale, dedicata esclusivamente alla proposta di deliberazione avente ad oggetto Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Da giovedì 4 a sabato 6 giugno 2026, al CPA Firenze SUD (via di Villamagna 27/a, Firenze), torna la nuova edizione di Sgrana & (Tra)balla (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 5 giugno 2026, alle 21:00, presso il Circolo ARCI 25 Aprile (via Bronzino 117, Firenze), assemblea pubblica sulle case a canone convenzionato finite all’asta dopo il fallimento della società Le Quinte, organizzata da Sinistra Progetto Comune (maggiori informazioni qui).

    Domenica 7 giugno 2026, alle 12:00, presso Un Tetto sulla Testa APS (via Aldini 5, Firenze), consegna del premio Lorenzo e Donato Bargellini, giunto alla VII edizione, con a seguire pranzo sociale, per cui è richiesta prenotazione (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 8 giugno 2026, alle 17:30, presso la Sala ARCI di piazza dei Ciompi 11 (Firenze), Dagli ultimi conflitti novecenteschi ai contesti bellici dell’intelligenza artificiale. Cos’è cambiato nel modo di fare guerra?, una riflessione a più voci organizzata dal Centro per la Riforma dello Stato con diverse altre realtà (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 12 giugno 2026, alle 17:00, presso la Sala Conferenze Infopoint (piazza della Stazione 4, Firenze), Suprematismo bianco nella società occidentale, con Alessandro Scasselati Sforzolini, organizzato da Firenze per la Palestina (maggiori informazioni qui).

    Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026, presso il NextEmerson (via di Bellagio 15, zona Castello, Firenze), Hackmeeting 2026, incontro annuale delle controculture digitali italiane (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:00, presso la Biblioteca delle Oblate – Sala storica Dino Campana (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza, di Massimo Lensi, con l’autore, Adriano Sofri, Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e Gaia Pedrolli (maggiori informazioni qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

  • Approvata la risoluzione sul Codice dei crimini internazionali

    Approvata la risoluzione sul Codice dei crimini internazionali

    “Il Consiglio di Firenze chiede al Governo di completare il recepimento di ciò che l’Italia ha già sottoscritto”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Il 25 maggio 2026 il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2025/01225 “Per completare il recepimento nel diritto interno del Codice dei crimini internazionali” con 20 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto. Il lavoro che ha portato a questo risultato è iniziato molto prima del voto: vogliamo ringraziare Massimo Lensi e l’Associazione Progetto Firenze, che con noi hanno elaborato l’impianto della proposta, ne hanno curato la profondità giuridica e hanno tenuto vivo il percorso dalla deposizione in luglio 2025 al parere favorevole della Commissione 7 in ottobre, fino all’approvazione in aula.

    Il problema che la risoluzione affronta è semplice da descrivere e grave da ignorare. L’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale nel 1999, entrato in vigore nel 2002. Da allora, ha adottato soltanto una legge di adattamento procedurale (L. 237/2012) che regola la cooperazione con la CPI, ma non ha mai introdotto nell’ordinamento i reati previsti dallo Statuto. Genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra come categoria autonoma: non esistono nel codice penale italiano. Il crimine di aggressione nemmeno. Nel 2022 la Ministra Cartabia aveva incaricato una commissione di esperti — i professori Francesco Palazzo e Fausto Pocar — che aveva prodotto un articolato completo. Nel marzo 2023 il Consiglio dei Ministri aveva approvato un disegno di legge. Quel DDL non è mai stato assegnato a una commissione parlamentare. È fermo.

    Il caso Almasri ha trasformato questo vuoto da questione tecnica a questione politica concreta. Osama Almasri, generale libico ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, è stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025 e rimesso in libertà due giorni dopo, perché il Ministro della Giustizia non aveva adottato il provvedimento di convalida previsto dalla stessa legge del 2012. Il 24 gennaio veniva rimpatriato in Libia con un volo di Stato. Il 17 ottobre 2025 la Camera Preliminare I della CPI formalizzava come l’Italia avesse violato i propri obblighi internazionali. Il 26 gennaio 2026 l’Italia veniva deferita all’Assemblea degli Stati Parti della CPI. Il 9 ottobre 2025, nel mezzo di questa vicenda, la Camera dei Deputati aveva votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti dei tre ministri indagati. Il 29 maggio 2026 — tre giorni dopo il voto di Firenze — la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo comunicava di aver ricevuto due ricorsi contro l’Italia da parte di vittime di torture nelle prigioni libiche sotto il comando di Almasri.

    La proposta di legge presentata in luglio 2025 alla Camera a prima firma Laura Boldrini — con il sostegno esplicito di Amnesty International e la consulenza dei professori Alessandra Annoni, Triestino Mariniello e Antonio Marchesi — contiene esattamente quello che il DDL del 2023 continuava a rimandare: la tipizzazione completa di tutti i crimini internazionali, la giurisdizione universale, l’attribuzione ai tribunali ordinari. È ferma in Commissione Giustizia. La risoluzione approvata da Firenze chiede al Governo e al Parlamento di sbloccarla, e al Comune di promuovere una campagna di sensibilizzazione sulla giustizia penale internazionale in raccordo con la Commissione 7.

    Il contesto internazionale dice chiaramente che la direzione è questa. La Germania ha adottato il suo Codice dei crimini internazionali nel 2002: da allora ha aperto oltre cento indagini internazionali e ottenuto condanne per crimini commessi in Siria, Iraq, Rwanda. Il rapporto annuale sulla giurisdizione universale pubblicato ad aprile 2025 da TRIAL International, REDRESS, ECCHR e FIDH documenta 95 procedimenti in 16 Paesi e 27 condanne nel solo 2024 — quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Gli ordinamenti nazionali non sono un ripiego rispetto alla CPI: sono il pilastro su cui la giustizia penale internazionale regge quando le pressioni politiche internazionali — come le sanzioni americane agli ufficiali della Corte firmate da Trump nel febbraio 2025 — ne ostacolano il funzionamento.

    Il voto del Consiglio comunale di Firenze non è un gesto simbolico: è una richiesta precisa, con destinatari precisi, su un obbligo internazionale che l’Italia ha assunto ventisei anni fa e non ha ancora rispettato per intero.

  • IMU e Toscana Aeroporti: dopo il caso Pisa, i dati di Firenze

    IMU e Toscana Aeroporti: dopo il caso Pisa, i dati di Firenze

    “Quindicimila euro l’anno di IMU da un’azienda che fa 16 milioni di utile. A Pisa la stessa società deve 2,2 milioni al Comune. A Firenze, dopo sei anni dalla prima sentenza di Cassazione, nessun accertamento formale. E il 2021 potrebbe andare in prescrizione a dicembre”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    La risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti al Comune di Firenze relativa a Toscana Aeroporti S.p.A. contiene un numero che vale da solo una storia: il Comune di Firenze incassa da questa società 15.964 euro l’anno di IMU sugli immobili in concessione all’aeroporto di Peretola.

    La stessa società ha chiuso il 2025 con 16,1 milioni di euro di utile netto e ha distribuito 7 milioni di dividendi — una quota prevalente dei quali è andata alla multinazionale argentina Corporación América Italia, che controlla il 62,28% del capitale. Quindicimila euro di IMU, a fronte di sedici milioni di utile. Non è una svista: è la conseguenza di anni in cui una parte consistente degli immobili aeroportuali è rimasta classificata in categoria catastale E — esenzione IMU per legge — senza che nessuno verificasse la correttezza di quella classificazione.

    Va detto, a margine, che questa risposta è arrivata tramite accesso agli atti al Comune: quando proviamo a ottenere documentazione direttamente da Toscana Aeroporti, il diniego è la risposta ordinaria, perché è una tipologia di società esentata dal controllo delle assemblee elettive. In sette anni, l’Amministratore Delegato non si è mai presentato in Commissione di Controllo a Palazzo Vecchio nonostante i ripetuti inviti, pur dichiarando alla stampa la propria disponibilità al confronto istituzionale. Non è una novità: un parere del Segretario Generale del Comune del 17 novembre 2022 ha già stabilito che la Commissione di Controllo non può convocare formalmente gli amministratori di Toscana Aeroporti, perché con l’1,3968% il Comune non designa nessun amministratore nella società: una conseguenza precisa del centrosinistra che ha scelto di privatizzare la gestione degli scali.

    La Corte di Cassazione ha stabilito, con le sentenze n. 23678/2020 e n. 29225/2024, che il concessionario del demanio aeronautico è il soggetto tenuto al pagamento dell’IMU: anche se il suolo è proprietà dello Stato, chi gestisce l’aeroporto in concessione ha un possesso qualificato che la legge fiscale assimila alla proprietà. Eppure il Comune di Firenze, a distanza di sei anni dalla prima sentenza, non risulta aver emesso nessun atto formale di accertamento nei confronti di Toscana Aeroporti per l’aeroporto di Peretola. Ha aperto un’istruttoria interna — lo ha ammesso in aula il 18 maggio 2026, in risposta alla nostra domanda di attualità (DPC 00843/2026) — e ci ha comunicato per iscritto che è in corso una verifica su una “rettifica di rendita” rilevata dagli uffici su alcuni immobili. Ma niente accertamenti formali.

    Il Comune di Pisa non ha aspettato. Ha formalizzato accertamenti per 2,2 milioni di euro relativi agli anni 2013-2025: 1,6 milioni già notificati per il periodo 2013-2020, altri 540mila euro in corso di notifica per il 2021-2025. La Corte di Giustizia Tributaria ha sostanzialmente rigettato le contestazioni della società in primo grado; Toscana Aeroporti ha presentato appello. Va detto come ci si è arrivati: decisivo è stato il ruolo del gruppo di opposizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in Comune – Rifondazione Comunista), con Ciccio Auletta e Giulia Contini, che insieme a tutta la loro coalizione hanno presentato un’interrogazione a SEPI — la società di riscossione del Comune di Pisa — facendo emergere i dati. Il comunicato del gruppo è esplicito: «Un fatto fino ad oggi taciuto da questo Comune e che è emerso solo grazie ai nostri atti ispettivi». Anche a Pisa il rappresentante del Comune nel CdA di Toscana Aeroporti si è rifiutato di presentarsi alla Commissione di Controllo. E anche a Pisa, Fratelli d’Italia ha votato contro l’ordine del giorno che stigmatizzava la condotta della società. La questione è poi arrivata in Regione Toscana il 28 maggio, quando l’assessore Boni ha risposto a un’interrogazione del consigliere regionale Diego Petrucci (FdI) — lo stesso partito che governa Pisa e ha votato contro l’atto di Auletta e Contini — dichiarando che la Regione «non era a diretta conoscenza dell’entità del debito della società verso il Comune di Pisa, avendo appreso del contenzioso a mezzo stampa». La Regione è socia, partecipa ai CdA, riceve rendiconti finanziari. Ha saputo del debito fiscale della sua partecipata dai giornali.

    C’è anche una scadenza concreta. Gli accertamenti IMU devono essere notificati entro cinque anni dall’anno d’imposta. Per il 2021, la finestra si chiude il 31 dicembre 2026. Se il Comune non formalizza nulla entro quella data, il 2021 è definitivamente perso. Per gli anni precedenti, la prescrizione potrebbe essere già maturata. Con la nostra interrogazione depositata oggi chiediamo: quando si conclude l’istruttoria? Sono stati adottati atti interruttivi della prescrizione? Il Comune ha consultato Pisa sulla strategia di accertamento?

    C’è poi il conflitto di interesse che nessuno vuole nominare. Il Comune di Firenze è contemporaneamente soggetto attivo IMU nei confronti di Toscana Aeroporti e azionista della stessa società. Incassa dividendi ogni anno — esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 accertati con regolari determine dirigenziali — e deve decidere se e quando emettere accertamenti fiscali che ridurrebbero l’utile distribuibile e quindi i dividendi futuri. Non è uno scenario astratto: è la struttura concreta dentro cui l’istruttoria si svolge. Abbiamo chiesto alla Giunta se abbia valutato questo conflitto e quali misure intenda adottare per garantire che la posizione societaria non influenzi l’esercizio delle funzioni tributarie.

    Con l’interrogazione depositata oggi chiediamo alla Giunta di rispondere su cinque punti: la stima dell’IMU dovuta dalla rettifica di rendita; i tempi per evitare la prescrizione del 2021; il coordinamento con Pisa; la gestione del conflitto di interesse; l’intenzione di formalizzare accertamenti cautelativi per tutte le annualità non ancora prescritte. Una società che fa 16 milioni di utile può e deve pagare le tasse al Comune dove opera. Il Comune non può continuare a discutere dividendi in un consiglio di amministrazione e non sapere se quell’azienda paga l’IMU dovuta.

  • Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    “Il documento di fattibilità è ancora in lavorazione, disponibile solo al completamento. Nessuna data, nessun termine”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il 28 aprile 2026 abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti sul parcheggio interrato di Piazza del Cestello. Nei termini di legge la Direzione Infrastrutture di Viabilità e Mobilità (che ringraziamo) ci ha risposto. La risposta è però una sospensione a tempo indeterminato: il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) «è ancora in fase di completamento da parte dei redattori» e il Comune potrà fornirci i materiali «solo al completamento dello stesso DOCFAP». Nessuna data. Nessun termine.

    Una decina di giorni prima di questa risposta — il 7 maggio 2026 — l’Assessore alla Mobilità aveva dichiarato pubblicamente, in un incontro con i residenti dell’Oltrarno, che «è realistico pensare che il parcheggio al Cestello non si farà», citando l’opposizione della Soprintendenza alle rampe e la conseguente non funzionalità dell’opera. Il Comune sta quindi continuando a pagare il gruppo incaricato della progettazione — HYDEA S.p.A., affidataria sin dal 2023 — per completare uno studio di fattibilità su un’opera che la stessa amministrazione ha già informalmente abbandonato. Pubblicamente. Non è una questione di tempi tecnici: è una contraddizione istituzionale. Se la decisione politica è che il parcheggio non si farà, lo studio di fattibilità dovrebbe essere sospeso e i risultati già prodotti resi accessibili. Invece il lavoro continua, i fondi scorrono, e al Consiglio comunale non viene mostrato nulla.

    La risposta dell’ufficio contiene una formula significativa: il DOCFAP deve rispondere «pienamente al quadro esigenziale posto dall’Amministrazione». Tradotto: la Giunta ha dato indicazioni precise ai redattori su cosa studiare, quali scenari analizzare, quali vincoli rispettare. Queste indicazioni non ci risultano pubbliche o oggetto di dibattito, in Quartiere come nelle Commissioni di competenza di Palazzo Vecchio. Il Consiglio non sa quale direzione la Giunta abbia chiesto di esplorare — se mantenere il parcheggio, se trovare alternative, se giustificare la rinuncia. Il «quadro esigenziale» è il documento politico che orienta lo studio tecnico, e non è mai stato discusso in Consiglio.

    C’è anche un profilo di diritto che intendiamo valutare. L’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali attribuisce ai consiglieri il diritto di accedere a «tutte le notizie e le informazioni in loro possesso». Il DOCFAP esiste in forma parziale: ha un incarico formalizzato, ha prodotto materiali intermedi, ha richiesto indagini geofisiche già eseguite nel marzo 2025. Tutto questo è «in possesso» dell’ufficio. Non vogliamo aggravare il lavoro del personale, quindi attenderemo l’esito, ma ribadiamo che servono risposte politiche.

    Alla luce della posizione pubblica espressa dall’Assessore sulla non realizzabilità dell’opera, chiediamo alla Giunta di chiarire se il DOCFAP sia ancora formalmente attivo e se il relativo incarico a HYDEA S.p.A. stia producendo nuove spese; quale sia il «quadro esigenziale» fissato dall’Amministrazione per i redattori, e perché non sia stato reso pubblico né discusso in Consiglio; se intenda sospendere l’incarico e rendere accessibili i materiali già prodotti, incluse le indagini geofisiche del 2025. Un’opera che l’Assessore ha già detto che non si farà non ha bisogno di uno studio che continua. Ha bisogno di una decisione formale — e di trasparenza su quanto già speso per arrivarci.

  • Via Bufalini: il Comune ha firmato l’esenzione dagli affitti brevi mentre scriveva il divieto

    Via Bufalini: il Comune ha firmato l’esenzione dagli affitti brevi mentre scriveva il divieto

    “Il TAR ha chiarito che il principio vale solo per il complesso Bufalini. Ma il principio che ha usato — le convenzioni attuative precedenti non possono essere vanificate dal regolamento successivo — è generale. Quante altre convenzioni simili esistono nel centro storico UNESCO?”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il TAR Toscana ha stabilito che il complesso immobiliare di via Bufalini — 18.000 mq tra via Bufalini e piazza Brunelleschi, ex sede della Cassa di Risparmio, oggi di proprietà di una società di gestione patrimoniale milanese — può destinare i propri 150 appartamenti alle locazioni turistiche brevi. Il Comune ha risposto che si tratta di un “caso specifico”. È un caso specifico. Ma il principio giuridico che lo fonda è generale, e nessuno ha ancora risposto a una domanda semplice: quanti altri casi come questo esistono nel centro storico di Firenze?

    La storia non inizia con la sentenza TAR. Nel 2015 il Regolamento Urbanistico dell’amministrazione Nardella include la scheda norma AT 12.01 dedicata al complesso, con destinazioni d’uso ampie. Nel 2017 il Comune firma la convenzione attuativa con il proprietario dell’epoca: quella convenzione, secondo il TAR, non prevede “alcuna limitazione rispetto alla facoltà di destinare le unità immobiliari alla locazione di breve durata”. Fin qui il passato. Ma la parte più rilevante viene dopo. Nel settembre 2023 — quando il Piano Operativo era già in costruzione e la direzione politica sugli affitti brevi era chiara — la Direzione Urbanistica del Comune di Firenze ha approvato l’atto unilaterale d’obbligo relativo al complesso Bufalini (DD 07456/2023), re-consolidando il regime della convenzione 2017 e rendendo ancora più solide le pretese della proprietà. Quell’atto è del settembre 2023. La continuità politica del centrosinistra fiorentino non lo ha mai rimesso in discussione, neppure quando si stava scrivendo il regolamento anti affitti brevi. Nell’ottobre 2023 la società proprietaria dell’epoca — Colony Capital — ha versato al Comune la monetizzazione della quota di housing sociale prevista dal piano, pagando in denaro anziché costruire case: il Comune ha incassato e ha usato quei fondi per un intervento all’ex caserma dei Carabinieri di Santa Maria Novella (DD 10599/2023). La componente sociale di uno dei complessi più grandi del centro storico è stata fisicamente spostata altrove, con un assegno. Nell’aprile 2024 la proprietà è passata a una società di gestione patrimoniale milanese che gestisce oltre 1,5 miliardi di asset, subito autorizzata a eseguire il progetto operativo di bonifica del sito (DD 03350/2024). Nell’aprile 2025 il Consiglio comunale ha approvato la variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Operativo in materia di locazioni turistiche brevi, rafforzando il divieto nel perimetro UNESCO (DC/2025/00019): contestualmente procedeva la causa al TAR. A maggio 2026 il TAR ha dato ragione alla proprietà.

    Il TAR ha chiarito che il vizio del regolamento accertato non produce effetti erga omnes: vale solo per il complesso Bufalini. Ma il principio che ha usato per arrivarci — le convenzioni attuative che precedono il regolamento non possono essere vanificate da quel regolamento — è un principio generale del diritto urbanistico e amministrativo. Questo significa che qualunque proprietà nel centro storico UNESCO che abbia una convenzione attuativa o un atto d’obbligo stipulato prima dell’entrata in vigore della disciplina sulle locazioni turistiche brevi può teoricamente avanzare la stessa pretesa. Il numero di queste convenzioni non è pubblico. Non esiste, che risulti, una ricognizione ufficiale del Comune su quante siano e quali clausole contengano.

    Con l’interrogazione depositata abbiamo chiesto alla Giunta di rispondere a quattro domande: se abbia condotto o intenda condurre questa ricognizione sistematica; se ci siano altri ricorsi pendenti al TAR con le stesse argomentazioni; se ritenga la disciplina del Piano Operativo ancora efficace o intenda integrarla; e — questa è la domanda più diretta — se in sede di approvazione dell’atto d’obbligo del settembre 2023 fosse stata valutata la compatibilità con il Piano Operativo in costruzione e la sua variante sugli affitti brevi. La risposta a quest’ultima domanda avrà un valore chiarificatore.

    La risposta di Palazzo Vecchio alla sentenza è che il piano anti-affitti brevi “va avanti”. È possibile. Ma un piano urbanistico che ha già un buco certificato dal TAR di 18.000 mq nel cuore del centro storico UNESCO — e che non sa quanti buchi analoghi abbia — non è una politica, è un annuncio.

  • Franchi: il Comune ci dice che non ci sono interlocuzioni con la Fiorentina

    Franchi: il Comune ci dice che non ci sono interlocuzioni con la Fiorentina

    “Siamo la proprietà dello Stadio, il suo futuro non si può negoziare informalmente”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri — Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Il 28 aprile 2026, come gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune avevamo presentato una richiesta di accesso agli atti sul Franchi, chiedendo tre cose precise: se la proprietà della Fiorentina avesse presentato una «proposta di pubblico interesse» per la Fase 2 dei lavori; se esistessero atti connessi a tale proposta; se ci fossero comunicazioni formali tra Comune e proprietà negli ultimi due anni.

    Un mese dopo – come da termini di legge – la Direzione Generale (che ringraziamo) ci ha risposto con tre «non risulta».

    Abbiamo verificato sul portale pubblico delle delibere e determine del Comune di Firenze.

    Il 16 aprile 2026 la Direzione Cultura e Sport ha approvato gli «Indirizzi per l’utilizzo dello stadio comunale Artemio Franchi nella stagione calcistica 2026/2027» (DD 00123/2026). Il 22 aprile 2026 — sei giorni prima della nostra richiesta — la stessa Direzione ha approvato lo «schema di accordo modificativo alla Convenzione del 25.1.2010 per la concessione in uso dello Stadio Artemio Franchi e delle aree limitrofe per la stagione 2026-27» (DD 03071/2026). Modificare la convenzione di concessione è un atto formale che implica un’intesa con il concessionario — cioè la società che usa lo stadio.

    La Direzione Generale risponde che non risultano «correlate comunicazioni formali». La parola «correlate» fa tutto il lavoro: quelle comunicazioni esistono, ma riguardano la gestione ordinaria dello stadio, non il project financing. Il Comune parla formalmente con la Fiorentina per stabilire come usare i bagni e i parcheggi; non parla formalmente con la Fiorentina — o almeno non lascia traccia — quando si tratta dei 110 milioni del secondo lotto.

    La risposta della Direzione Generale non nega l’esistenza della manifestazione d’interesse protocollata (prot. 182470/2026): era l’oggetto stesso della nostra richiesta, e la DG la cita esplicitamente. Dice però che non è qualificabile come «proposta di pubblico interesse» ai sensi della normativa sui contratti pubblici. Questa distinzione non è solo tecnica: se la società sportiva avesse presentato formalmente una proposta di pubblico interesse, scatterebbe un obbligo di pubblicazione, di istruttoria e — auspichiamo — di coinvolgimento del Consiglio comunale. Tenere il documento fuori da quella classificazione significa tenere fuori anche quei vincoli di trasparenza.

    Le nostre domande diventano ancora più urgenti. Chi ha firmato la manifestazione d’interesse di aprile? Con chi sta negoziando il Comune il project financing da 55 milioni di euro a testa e la concessione pluridecennale?

    Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla stampa locale, i colloqui tra Comune e Fiorentina per il project financing del secondo lotto devono concludersi entro il 31 luglio 2026, data entro la quale Firenze deve candidare il Franchi come sede di Euro 2032. Una scadenza irreversibile che si avvicina senza che il Consiglio abbia discusso nulla di formale, tantomeno il Consiglio del Quartiere 2.

    Non vogliamo esprimere una posizione ingenua: immaginiamo che il Comune conduca anche trattative riservate in alcune fasi, o comunque ci siano confronti anche informali. Contestiamo che uno dei maggiori impianti sportivi pubblici della Città – finanziato con fondi statali PNRR, oggetto di un project financing da oltre 100 milioni, destinato a ospitare un campionato europeo – possa vedere il suo futuro trattato senza che il Consiglio comunale sia coinvolto in nessuna fase formale.

    La risposta della Direzione Generale certifica ufficialmente che non esiste un percorso trasparente e verificabile per la decisione più rilevante sul Franchi degli ultimi vent’anni. Questo non è riservatezza negoziale: è esclusione del Consiglio da una scelta che appartiene alla Città.

    Depositeremo un’interrogazione urgente alla Sindaca e alla Giunta.