Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Autore: Dmitrij Palagi

  • Piazzale Michelangelo, la scalinata monumentale chiusa da anni: e ora l’ex Play Bar lo paga la Città

    Piazzale Michelangelo, la scalinata monumentale chiusa da anni: e ora l’ex Play Bar lo paga la Città

    “Nei tribunali è stato dato torto al Comune di Firenze: continuiamo a chiedere più politica e maggiore chiarezza”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Sopra la scalinata della Via Crucis che sale a Piazzale Michelangelo c’è l’ex Play Bar, che molti ricordano come Galaxy bar: una concessione privata finita nel 2016, manufatti realizzati abusivamente, un contenzioso ancora aperto. I giudici hanno stabilito che a demolire quei volumi deve essere il Comune, proprietario. Ma la demolizione non è ancora partita, la scalinata resta chiusa e recintata, e nella delibera di bilancio la Giunta mette 180.000 euro di avanzo pubblico per farla. Abbiamo depositato un’interrogazione e stiamo protocollando un accesso agli atti: la prima domanda è se quei soldi la Città li recupererà dal privato.

    Chi sale a Piazzale Michelangelo da San Niccolò conosce quella scalinata: il percorso monumentale della Via Crucis, uno dei tratti più belli e più fotografati della città. Da tempo è chiusa e recintata. Il motivo, all’origine, è l’edificio che le sta sopra, l’ex Play Bar, in viale Giuseppe Poggi: un bar dato in concessione a un privato nel 2006, con un titolo scaduto nel 2016 e mai rinnovato, e con manufatti realizzati abusivamente sull’area collinare tra viale Galilei e viale Poggi.

    La vicenda ha una spina dorsale giudiziaria che vale la pena raccontare per intero, anche nella parte scomoda per chi la solleva. Con una sentenza del 2018, confermata dal Consiglio di Stato nel 2023, i giudici hanno stabilito che a farsi carico della demolizione di quei volumi deve essere il Comune, in quanto proprietario, e non il concessionario. Su questo, dunque, l’onere pubblico non è un regalo discrezionale: è un obbligo che discende da una sentenza.

    Il resto, però, è ciò che non torna. A distanza di anni la demolizione non è ancora stata avviata: negli atti del Comune non risulta alcun affidamento dei lavori. Nel frattempo l’ex concessionario continua a contendere l’immobile in tribunale, arrivando a rivendicarne per sé la proprietà; il Comune si è costituito e ha chiesto a sua volta i danni, ma la causa è ancora in corso. E i costi si accumulano sul bilancio pubblico: 180.000 euro di avanzo per la demolizione iscritti nella delibera di verifica degli equilibri, a cui si aggiungono le spese di lite e la consulenza tecnica del giudizio, la cui quota a carico del Comune è già stata riconosciuta come debito fuori bilancio.

    La domanda che poniamo non è quindi «perché il Comune paga» (a quello ha risposto un giudice) ma «il Comune si riprenderà questi soldi?». L’Amministrazione ha già in mano lo strumento: è lei stessa ad aver chiesto i danni all’ex concessionario nel giudizio civile. Vogliamo sapere se intenda coltivare quella richiesta fino in fondo, così da recuperare presso il responsabile i costi sostenuti e i danni arrecati a un bene pubblico; se sia stata disposta la revoca della concessione, che le stesse sentenze indicano come passaggio necessario per poter demolire; e, soprattutto, quando la demolizione partirà davvero e la scalinata tornerà aperta alle fiorentine e ai fiorentini.

    Con l’interrogazione chiediamo alla Sindaca e alla Giunta le loro intenzioni. Con l’accesso agli atti abbiamo chiesto i documenti che permettono di verificare i fatti: la concessione del 2006 con gli obblighi e le garanzie a carico del privato, gli atti tecnici sui danni alla scalinata, e il conto complessivo delle risorse pubbliche impegnate in tutta la vicenda.

    Perché il punto è semplice. Una concessione privata gestita male dalla politica ha chiuso per anni un pezzo di patrimonio di tutti e ha presentato il conto alla collettività. Il minimo che la Città può pretendere è che adesso si cambi metodo.

  • Difendersi dalla rendita, tutelare chi lavora

    Ben ritrovate e ritrovati.

    Il 16 luglio 2024 ci avete permesso di rientrare in Consiglio comunale, in un momento storico in cui a sinistra del centrosinistra si fatica a intravedere spazi e prospettive.

    A due anni da quella data, la Rete Civica (lo spazio web del Comune di Firenze) registra 1137 atti depositati a firma del nostro gruppo. Di questi, 116 sono stati approvati e 62 respinti; i restanti, oltre a molte interrogazioni, sono soprattutto testi ancora sospesi, in attesa di approfondimento o discussione.

    Sinistra Progetto Comune è un riferimento per una parte della Città. Comprensibile dunque che, in attesa del voto nazionale del prossimo anno, la maggioranza di centrosinistra (che ricordiamo, in Palazzo Vecchio, non include Italia Viva e Movimento 5 Stelle) preferisca in questa fase evitare di bocciare le nostre posizioni, se non quando diventa inevitabile.

    A Firenze (ma ci raccontano che anche in altre città le cose non sono diverse) il sistema di potere punta a conservarsi, evita di assumersi responsabilità oltre lo stretto necessario e, soprattutto, rinuncia a esercitare in modo aperto quelle forme efficaci di potere che servirebbero a costruire risposte ai bisogni delle persone e del territorio, per aiutare chi di potere non ne ha.

    L’importanza del lavoro che proviamo a restituirvi, seppure parzialmente, ogni domenica con queste mail non sta nel sistema istituzionale, ma in ciò che facciamo tutti i giorni intorno e fuori dalle istituzioni, provando a portarlo dentro, a costringere il potere a confrontarsi.

    Crediamo nei rapporti di forza e nella realtà, più che nei sondaggi e nel consenso occasionale: abbiamo bisogno di processi e di partecipazione.

    Grazie quindi a voi, alle realtà organizzate della nostra coalizione (Possibile, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista), a chi fa parte di Sinistra Progetto Comune senza tessera di partito, a chi ha messo la propria candidatura a disposizione nel 2024, a chi ci ha votato e a chi, pur non avendolo fatto (anche per sfiducia verso le elezioni), partecipa alle lotte.

    C’eravamo, ci siamo e ci saremo.

    Buona lettura e buona domenica,
    Dmitrij

    Di quel che è stato

    Casa, abitare e rendita

    Le Quinte all’asta, case popolari cedute a Invimit, fondi europei dirottati, studentati fuori controllo.

    La Giunta continua a trattare la casa come una variabile residuale, da sacrificare ogni volta che occorre far quadrare altri conti. Con una delibera di sola Giunta, senza passaggio in Consiglio, Palazzo Vecchio ha riscritto il Piano da quasi 148 milioni del PN Metro Plus 2021-2027, sottraendo quasi sette milioni ad ambiente e mobilità sostenibile per finanziare politiche abitative che restano comunque fuori dall’edilizia residenziale pubblica (maggiori informazioni qui). È la stessa logica che riporta all’asta sei ex alloggi popolari con Invimit entro il 23 settembre, ceduti nel dicembre 2017 a un fondo del Ministero dell’Economia: abbiamo chiesto alla Giunta di fermarsi finché è possibile (maggiori informazioni qui). Una scheda di approfondimento che parte dal caso di via de’ Pepi, dove una vittoria è arrivata grazie alla mobilitazione dei movimenti e di Giuseppe Cazzato (qui). Intanto sugli studentati privati il quadro resta opaco: alla nostra domanda di attualità su controlli e numero di strutture operative, la Giunta ha ammesso che le verifiche sono appena partite e che il fenomeno le sfugge (maggiori informazioni qui). E su Le Quinte, con l’asta ormai conclusa e la scadenza del 14 luglio alle porte, l’Amministrazione continua a eludere i nodi veri: la prelazione, la tutela del vincolo davanti al TAR, le garanzie per i nuclei che vi abitano, come abbiamo ribadito anche in Consiglio (il racconto video qui). Tutti i materiali raccolti su questo tema sono nel fascicolo dedicato (qui). Il video della seduta di lunedì in cui abbiamo parlato molto di queste tematiche (qui).

    Lavoro e appalti nei servizi pubblici

    Rifiuti, pulizie e docce pubbliche: la stessa logica del massimo ribasso, sulla pelle di chi lavora e di chi resta indietro.

    Dalla casa agli appalti dei servizi il meccanismo non cambia: comprimere i costi sulle spalle di chi lavora e di chi ne ha più bisogno. Al presidio dei Cobas di ALIA Plures sotto Palazzo Vecchio una delegazione è stata ricevuta, ma il nodo resta politico prima che aziendale (turni imposti all’ultimo, carichi insostenibili e appalti al ribasso pesano sulle lavoratrici e i lavoratori della raccolta rifiuti) e abbiamo chiesto che i Comuni soci se ne assumano la responsabilità (maggiori informazioni qui). Sull’appalto delle pulizie degli immobili comunali, dal 1° luglio è subentrato un nuovo gestore con un ribasso del 51%, deciso in esecuzione d’urgenza senza un atto di Palazzo Vecchio e con un ricorso ancora pendente al TAR (maggiori informazioni qui). E sulle docce pubbliche per chi vive in marginalità la promessa della Giunta di potenziare il servizio nel 2025 è rimasta lettera morta: a Sant’Agostino i bagni pubblici, chiusi da dieci anni, non riaprono (maggiori informazioni qui).

    La città non si svende

    Patrimonio pubblico piegato alla rendita: da Polimoda allo stadio Franchi.

    Anche il patrimonio pubblico, questa settimana, viene piegato a una logica che non è quella di chi lo vive o ci lavora. Dall’audizione in Commissione Controllo su Polimoda emerge un vuoto organizzativo che ricade sul personale della scuola: la cura riservata al patrimonio immobiliare non si traduce in cura per chi lo fa vivere ogni giorno, e chiediamo che la priorità torni a essere la didattica, non il rendimento finanziario (maggiori informazioni qui). Sullo stadio Franchi, dentro un adempimento contabile obbligatorio sugli equilibri di bilancio, la Giunta ha infilato la concessione sessantennale della gestione dell’impianto: 55 milioni di capitale privato a fronte di un valore complessivo che, sull’intera operazione, supera il miliardo e mezzo, e tutto deciso senza un vero passaggio politico in Consiglio, come diremo in seduta domani (maggiori informazioni qui).

    Diritto alla mobilità

    Tramvia, Ponte al Pino e la differenza di trattamento tra chi viaggia in alta velocità e chi resta a piedi.

    Chi paga il conto della mobilità non è mai chi decide. Sulla tramvia, un’inchiesta di FirenzeToday ha ricostruito gli arbitrati milionari tra Comune, Tram di Firenze S.p.A. e GEST S.p.A., chiusi a fine dicembre con transazioni dai contenuti riservati: da tempo avevamo depositato interrogazioni per chiedere chiarezza, che la politica continua a non dare (maggiori informazioni qui). A Ponte al Pino la disparità è ancora più netta: per i lavori di Rete Ferroviaria Italiana il Comune scorta con la Polizia Municipale i passeggeri dell’Alta Velocità, mentre chi viaggia sui regionali, Mugello e Valdarno compresi, resta senza le stesse garanzie (maggiori informazioni qui). E nello stesso punto, a pagare l’assenza di percorsi pedonali e ciclabili sicuri sono le persone con disabilità, le persone anziane e chi accompagna bambine e bambini o spinge un passeggino (maggiori informazioni qui).

    Carcere e sicurezza sociale

    Sollicciano tra scontro istituzionale e sovraffollamento, mentre la RSA Le Civette resta senza garanzie.

    Il conflitto tra poteri dello Stato su Sollicciano non può far dimenticare chi vive e lavora dentro il carcere: il Gruppo Foucault, dopo la visita del 3 luglio, segnala un sovraffollamento oltre il 150%, degrado nelle sezioni maschili e formazione quasi assente (maggiori informazioni qui). Nel frattempo oltre cento persone detenute sono già state trasferite lontano da famiglie e percorsi, in attesa della decisione del Riesame: chiediamo che si rafforzi la magistratura di sorveglianza, qualunque sia l’esito (maggiori informazioni qui). La stessa incertezza pesa sulla sicurezza sociale: la RSA Le Civette a San Salvi resta una struttura pubblica lasciata a se stessa, con l’appalto in scadenza senza una gara, i posti dimezzati e il Centro Diurno chiuso (maggiori informazioni qui).

    Quartieri e quiete pubblica

    Fuochi d’artificio in centro: le segnalazioni ci sono, la Giunta tace.

    In centro le segnalazioni sui fuochi d’artificio notturni proseguono da tempo, anche nei Consigli di Quartiere aperti, ma Sindaca e Giunta restano in silenzio: le verifiche annunciate dal Presidente del Quartiere 1 sono un primo passo, non la soluzione, perché il problema non può ridursi a ciò che arriva sporadicamente alle istituzioni (maggiori informazioni qui). Per questo lo portiamo direttamente in aula, chiedendo che si dica con chiarezza se le regole vengono rispettate o no, prendendo atto della risposta piccata e sbagliata del Presidente del Quartiere 1 (maggiori informazioni qui).

    Iniziative

    Appuntamenti

    Domenica 12 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle 15:30, al Parco di Villa Montalvo (Campi Bisenzio), assemblea popolare Ciò che il capitale distrugge, il movimento crea: assemblea generale di convergenza, dell’azionariato popolare, della rete solidale e della Soms Insorgiamo, per il quinto anniversario di lotta (maggiori informazioni qui).

    Domenica 12 luglio 2026, dalle 19:00 alle 22:00, presso il Parco delle Cascine (Piazza Vittorio Veneto, Firenze), presidio La pace senza giustizia è propaganda sionista, mobilitazione di Firenze per la Palestina (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 13 luglio 2026, alle 14:30, presso il Salone dei Duecento (piazza della Signoria 1, Firenze), seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Martedì 14 luglio 2026, alle 18:30, presso i Giardini di viale Tanini (Galluzzo, Firenze), assemblea pubblica Sollicciano: oltre il limite. Cosa sta succedendo nel carcere di Sollicciano?, con il Gruppo Foucault dopo la visita della delegazione nell’istituto (maggiori informazioni qui).

    Da martedì 14 a domenica 19 luglio 2026, presso l’area feste dei Giardini di viale Tanini (Firenze), nuova edizione della festa di Liberazione del Galluzzo dei Circoli di zona di Rifondazione Comunista. Tra gli incontri: martedì 14 alle 21:15 Palestina e Cuba: vivere e raccontare la solidarietà internazionale, con Gabriele Brazzini, Antonella Bundu, Chiara Sgreccia e Peter Wood; mercoledì 15 alle 21:15 Servizio di Pubblica… Opposizione! Due anni di opposizione e proposte nei Quartieri, con le consigliere e i consiglieri di Quartiere di Sinistra Progetto Comune Francesca Lupo, Lorenzo Palandri, Lorenzo Fantoni, Giulia Marmo e Thomas Maerten; domenica 19 alle 18:00 La traversata nel deserto: Rifondazione Comunista tra il 2011 e il 2025, con Sergio Dalmasso, Frida Nacinovich e Dmitrij Palagi (il programma qui).

    Martedì 14 luglio 2026, alle 21:00, presso la Comunità delle Piagge (piazza Ilaria Alpi e Milan Hrovatin 2, Firenze), proiezione del film Il diritto di uccidere (Eye in the Sky) di Gavin Hood, nell’ambito della rassegna Guerra tecnologica, minaccia nucleare: l’umano di fronte alla responsabilità, promossa dal Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo e dalla Comunità di base Le Piagge (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 15 luglio 2026, alle 18:30, presso il CPA Firenze Sud (Via Villamagna 27/a, Firenze), presentazione del libro Nel dolore di Gaza. Testimonianza di Yousri Alghoul. A seguire cena gazawi (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 16 luglio 2026, alle 07:00, appuntamento con la rassegna stampa di Lady Radio, con la conduzione di Eva Edili (il sito dell’emittente qui).

    Venerdì 17 luglio 2026, alle 21:00, presso il CPA Firenze Sud (Via Villamagna 27/a, Firenze), presentazione del libro Nessun Rimorso – Reloaded di Supporto Legale, nell’ambito del tour nazionale di presentazione (maggiori informazioni qui).

    Martedì 21 luglio 2026, dalle 19:00 alle 23:00, presso il Circolo SMS ARCI Peretola (via Pratese 48, Firenze), presentazione dei Bollettini Ferrovieri Contro la Guerra e HUB, apericena e a seguire dibattito con attivist* sull’inchiesta dai territori ai posti di lavoro per la mobilitazione (maggiori informazioni qui).

    Martedì 21 luglio 2026, alle 21:00, presso la Comunità delle Piagge (piazza Ilaria Alpi e Milan Hrovatin 2, Firenze), proiezione del film L’ultima spiaggia (On the Beach) di Stanley Kramer, nell’ambito della stessa rassegna Guerra tecnologica, minaccia nucleare: l’umano di fronte alla responsabilità (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 23 luglio 2026, alle 21:00, presso le Ex Baracche Verdi (Via degli Aceri 1, Firenze), lo spettacolo Lavoro a senso indeterminato, tratto da Bullshit jobs di David Graeber e diretto da Marco Di Costanzo (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 29 luglio 2026, alle 21:00, presso la Sala Conferenze Sibilla Aleramo (Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Chiedo scusa se vi parlo di Genova, di Lorenzo Guadagnucci, con l’autore, Sara Nocentini, Dario Salvetti e Dmitrij Palagi (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 19 agosto 2026, alle 20:30, presso Le Murate Caffè Letterario (Piazza delle Murate, Firenze), proiezione del docufilm Un mare di porti lontani con il regista Marco Daffra, Marco Tarquinio, Saverio Tommasi (maggiori informazioni qui).

    Dal 16 al 20 settembre 2026 non prendete impegni: stiamo preparando un appuntamento importante come Sinistra Progetto Comune!

    Non perdiamoci di vista…

  • Il rapporto con il potere e i territori

    Ben ritrovate e ritrovati.

    Nei giorni scorsi abbiamo preso parte a due iniziative (un’assemblea a Signa e la festa degli Anelli Mancanti a Casa Caciolle) in cui abbiamo avuto modo di condividere un paio di considerazioni che, messe una accanto all’altra, mettono a fuoco bene una prospettiva verso cui muoversi.

    La prima riguarda il rapporto con il potere, che è quasi strutturalmente conservativo e finisce per pesare su chi ne ha meno. Provincia e periferie non sono necessariamente luoghi geografici, così come le colonie: possono essere spazi di resistenza allo stato di cose presenti. La domanda è se l’ambizione sia sedersi alla grande tavola di chi comanda, o lavorare perché chi ne è escluso avanzi fino a farla saltare quella tavola (per chi ama un certo tipo di cinema, il riferimento a John Wick è voluto, benché decisamente poco fine).

    La seconda: servono alleanze sociali, e vanno tenute distinte da quelle elettorali. Siamo a due anni, ormai, dall’inizio di questa consiliatura. Domenica prossima proveremo a raccontarvi qualche numero sull’attività istituzionale di questo periodo, ma continuiamo a insistere su un metodo: rifiutiamo di piegare il lavoro quotidiano alla logica di capitalizzare consenso a ridosso della singola scadenza. Proviamo a fare l’esatto contrario: mettiamo a disposizione quello che il voto del 2024 ci ha dato.

    Grazie ancora, come sempre, per il tempo che ci dedicate leggendo queste mail.

    Buona lettura e buona domenica,
    Dmitrij

    Di quel che è stato

    Casa e abitare

    Un anno senza Marzia Mecocci, i dati sugli studentati che il Comune non approfondisce, il varco ZTL di Costa San Giorgio ancora fermo.

    Un anno fa moriva Marzia Mecocci: Firenze l’ha ricordata con un appuntamento alla sede di Fuori Binario e con un dibattito sul diritto all’abitare organizzato dagli Anelli Mancanti (maggiori informazioni qui). Restando sul tema di come si vivono gli spazi, i dati sugli studentati privati pretendono un approfondimento che finora non c’è stato: solo 4 soggetti su una decina risultano aver pagato la tassa di soggiorno, un gestore è senza SCIA da due anni, e l’IMU viene versata da altri soggetti (maggiori informazioni qui). La residenza non sembra essere al centro delle politiche cittadine: a Costa San Giorgio il muro di via dei Bastioni è finito, come conferma anche il Comitato Canneto le Coste, ma il varco ZTL promesso resta fermo, e la Giunta non ha più alibi per continuare a rinviarlo (maggiori informazioni qui).

    Quartieri e territorio

    I quattro mesi di attesa per il decentramento, i cassoni del Verrazzano mai ispezionati, Novoli e la Mercafir, piazza Bartali.

    Sono passati quattro mesi dalla delibera con cui la Giunta annunciava di voler rafforzare la centralità dei Quartieri, ma un atto sulle risorse ancora non c’è: la stampa dà per acquisiti i 60.000 euro per Quartiere, ma in Rete Civica non risulta pubblicato alcun provvedimento formale che li stabilisca (maggiori informazioni qui). Sul ponte di Verrazzano emerge che i cassoni non erano mai stati ispezionati, nonostante siano stati affidati 355.000 euro di fondi PNRR a lavori già in corso (maggiori informazioni qui). A Novoli, dal bosco abbattuto al futuro della Mercafir, abbiamo depositato quattro atti su tre temi diversi: serve una nuova alleanza sociale a tutela del territorio e di chi lo vive (maggiori informazioni qui). Il Consiglio del Quartiere 3 ha infine approvato la nostra mozione su piazza Bartali, tra le principali isole di calore della città: il punto più caldo della circoscrizione resta il quadrilatero del centro commerciale di viale Giannotti (maggiori informazioni qui).

    La città non si svende

    L’unanimità in Commissione sui dati turistici aperti, il tunnel sotto l’Arno senza informare il quartiere, la delibera sull’imposta di soggiorno.

    In Commissione 2 è arrivata un’unanimità su un ordine del giorno proposto dal nostro gruppo, per avere dati turistici aperti rispetto al territorio fiorentino, comunale e provinciale (maggiori informazioni qui). Continua a mancare trasparenza per il tunnel sotto l’Arno di San Niccolò: i lavori proseguono senza che Quartiere 1 e Comune siano stati informati, e abbiamo depositato una nuova interrogazione perché la finalità dell’opera non è mai stata definita con un atto, non c’è stato alcun incontro con il rione (maggiori informazioni qui). Sul fronte delle risorse economiche, il centrosinistra ha approvato la delibera sull’imposta di soggiorno scritta dalla destra, che propone di usarla per coprire i costi che paghiamo in TARI. Il problema è che questo avviene senza sufficiente chiarezza sia sul piano dei servizi ambientali, sia sulla precisa destinazione di quello che arriva dall’overtourism (maggiori informazioni qui).

    Partecipate e servizi pubblici

    Il dividendo di Plures dopo il bilancio rifatto, l’alleanza tra i 14 Comuni per più pubblico, la confusione su Firenze Mobilità.

    L’assemblea dei soci di Plures (già Alia) ha approvato il bilancio 2025 (quello rifatto dopo il ritiro della versione di aprile) e la distribuzione di 34,4 milioni di euro di dividendo dalle riserve: il Consiglio comunale resta senza risposte sul punto (maggiori informazioni qui). Chiediamo che Firenze si schieri con i 14 Comuni che rivendicano più pubblico dentro ALIA-Plures: il ruolo della politica deve essere centrale e trasparente, non subalterno alle logiche societarie (maggiori informazioni qui). Anche su Firenze Mobilità serve fare chiarezza con urgenza: è una realtà societaria su cui il Comune non sembra riuscire a svolgere un ruolo reale, che opera in città pur senza avere dipendenti (maggiori informazioni qui).

    Lavoro e sfruttamento

    Lo sgombero di Seano, la sanzione di chi ha scioperato agli Uffizi, l’appalto della refezione scolastica.

    A Seano lo Stato ha scelto di sgomberare chi lotta, invece di intervenire contro chi sfrutta: un centinaio di persone, in gran parte migranti, rischia di pagare la chiusura di un’azienda del pronto moda già sotto inchiesta europea per frode e a giudizio per sfruttamento del lavoro (maggiori informazioni qui). Una vicenda che dice molto su chi paga il prezzo delle scelte economiche di questi anni. Sullo stesso crinale si muove quanto accaduto agli Uffizi, dove riteniamo gravissimo sanzionare chi ha scioperato: le contestazioni sono state ritirate, ma l’azienda ci risulta che parli erroneamente di una sorta di concessione verso i sindacati (maggiori informazioni qui). Sulla refezione scolastica, infine, un appalto da 97 milioni di euro conferma le realtà che gestivano già il servizio: si parla di studi e innovazione, ma nella sostanza tutto rimane com’era, e pretendiamo un approccio diverso da parte di chi governa la città (maggiori informazioni qui).

    Diritti, carcere e pace

    Il Garante regionale in Commissione 4 e aggiornamenti sul tema carcere, il voto contro la guerra e le azioni del Governo USA.

    In Commissione 4 abbiamo ascoltato il Garante regionale delle persone private della libertà personale: le risposte alle nostre domande confermano che manca il coordinamento politico necessario per intervenire sul sistema penale (maggiori informazioni qui). Domani mattina terremo una conferenza stampa di una delegazione del gruppo Foucault, dopo il sopralluogo presso la Casa Circondariale di Sollicciano, di cui vi daremo conto anche nella prossima mail. In questi giorni, inoltre è uscita la nuova relazione del Garante regionale, all’interno della quale si trova quella del Garante comunale (maggiori informazioni qui). In Commissione 7 è arrivato un parere favorevole sulla mozione contro la guerra e le azioni del Governo USA: tra i bombardamenti sull’Iran, l’invasione del Libano e la complicità taciuta della NATO, chiediamo che nessuna infrastruttura militare in Toscana sia mai al servizio delle guerre in corso (maggiori informazioni qui).

    Iniziative

    Appuntamenti

    Abbiamo pubblicato la registrazione della presentazione del libro Quel che non è salvato è perso (effequ, 2026), della scorsa settimana, con l’autore Lorenzo Fantoni, Irene Chellini e Dmitrij Palagi (il video qui).

    Domenica 5 luglio 2026, dalle 09:30 alle 10:30, in piazza dell’Isolotto, 27esimo appuntamento di Insieme per la pace, un momento di condivisione, per raccogliere le sensibilità più ampie e plurali possibili, raccogliendo parole e sentimenti in modo aperto (maggiori informazioni qui).

    Domenica 5 luglio 2026, dalle 16:00 a fine serata, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), ultimo giorno della Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 6 luglio 2026, alle 14:00, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria, Firenze), seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Mercoledì 8 luglio 2026, alle 17:00, nuovo appuntamento con Destra/Sinistra ai microfoni di Lady Radio, con la conduzione di Eva Edili (l’ultima puntata qui, il sito dell’emittente qui).

    Giovedì 9 luglio 2026, alle 19:00, presso il Circolo Pampaloni Isolotto (Via Maccari 104, Firenze), Punto de Reunion! Illuminiamo Cuba: incontro promosso da DISARMA per sostenere la campagna COSPE di raccolta fondi per impianti fotovoltaici a Cuba (maggiori informazioni qui).

    Sabato 11 luglio 2026, dalle ore 20:00, al presidio ex GKN (Via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio), concerto del quinto anniversario della lotta GKN con Murubutu & Moon Jazz Band, Assalti Frontali & Kiki, Giorgio Canali & Rossofuoco, Lucio Leoni e reading di Pierpaolo Capovilla; a seguire corteo notturno e tendata (maggiori informazioni qui).

    Domenica 12 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle 15:30, al Parco di Villa Montalvo (Campi Bisenzio), assemblea popolare Ciò che il capitale distrugge, il movimento crea: assemblea generale di convergenza, dell’azionariato popolare, della rete solidale e della Soms Insorgiamo, per il quinto anniversario di lotta (maggiori informazioni qui).

    Da martedì 14 a domenica 19 luglio 2026, presso l’area feste dei Giardini di viale Tanini (Firenze), nuova edizione della festa di Liberazione del Galluzzo, dei Circoli di zona di Rifondazione Comunista (maggiori informazioni nella prossima mail, ma se volete intanto qualche anticipazione: martedì si parla di politica internazionale, mercoledì appuntamento con i gruppi consiliari dei Quartieri e domenica pomeriggio presentazione di un libro sulla storia di Rifondazione, le altre sere musica: tutte le sere ristorante e pizzeria).

    Mercoledì 15 luglio 2026, alle 18:30, presso il CPA Firenze Sud (Via Villamagna 27/a, Firenze), presentazione del libro Nel dolore di Gaza. Testimonianza di Yousri Alghoul. A seguire cena gazawi (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 17 luglio 2026, alle 21:00, presso il CPA Firenze Sud (Via Villamagna 27/a, Firenze), presentazione del libro Nessun Rimorso – Reloaded di Supporto Legale, nell’ambito del tour nazionale di presentazione (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 29 luglio 2026, alle 21:00, presso la Sala Conferenze Sibilla Aleramo (Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Chiedo scusa se vi parlo di Genova, di Lorenzo Guadagnucci, con l’autore, Sara Nocentini, Dario Salvetti e Dmitrij Palagi (la locandina nella prossima mail).

    Mercoledì 19 agosto 2026, alle 20:30, presso Le Murate Caffè Letterario (Piazza delle Murate, Firenze), proiezione del docufilm Un mare di porti lontani con il regista Marco Daffra, Marco Tarquinio, Saverio Tommasi (maggiori informazioni qui).

    Dal 16 al 20 settembre 2026 non prendete impegni: stiamo preparando un appuntamento importante come Sinistra Progetto Comune!

    Non perdiamoci di vista…

  • Il caldo non è uguale per tutte e tutti

    Ben ritrovate e ben ritrovati.

    Stiamo raggiungendo i limiti della capacità di adattamento delle nostre società: giugno è ormai il mese in cui più rapidamente salgono le massime diurne e le minime notturne, e queste ondate uccidono più di tutti gli altri rischi naturali messi insieme. Secondo il World Weather Attribution, un’ondata di caldo come quella che stiamo vivendo in Europa sarebbe stata «praticamente impossibile» appena cinquant’anni fa.

    Le cause sono note: l’ostinazione a produrre energia bruciando combustibili fossili ha già scaldato il pianeta di circa 1,4°C, e l’Europa (scrive il WWA) «si sta scaldando più rapidamente della media globale, una tendenza attribuita con elevata confidenza al cambiamento climatico di origine antropica». Non è un destino naturale né un’estate “sfortunata”: è il risultato di un modello economico che continua a estrarre e bruciare per profitto, scaricandone i costi su chi ha meno strumenti per difendersi. La via d’uscita, indicano gli stessi ricercatori, è «un rapido abbandono dei combustibili fossili».

    Ed è qui che la crisi climatica si rivela, fino in fondo, una questione di giustizia sociale. A pagarne il prezzo più alto è chi vive in condizioni di svantaggio: chi non ha aria condizionata, chi abita spazi piccoli e surriscaldati, chi è recluso in carcere, chi lavora esposto al sole, chi è reso più fragile da una malattia. Il caldo non colpisce tutte e tutti allo stesso modo: segue le linee della disuguaglianza. E le città sono i luoghi dove i rischi sono più alti e le conseguenze più dure, perché l’asfalto, il cemento e la densità trattengono il calore proprio dove vive chi ha meno vie di fuga.

    Firenze avrebbe gli strumenti per agire da subito: alberature e ombra nelle piazze e lungo i percorsi quotidiani, superfici permeabili al posto dell’asfalto, riqualificazione energetica degli edifici pubblici e popolari, raffrescamento passivo, punti di refrigerio per le persone fragili. A Firenze, in teoria, c’è una maggioranza che si dice più attenta a questi temi; nei fatti si fa troppo poco, come se il compito fosse giustificare l’esistente anziché ridurre un rischio concreto e crescente.

    Il caso più eloquente è l’ostinazione sull’ampliamento di Peretola. Non è un dettaglio fuori tema: è una scelta che va nella direzione opposta a tutto questo. Più traffico aereo significa più emissioni nel settore che cresce più in fretta e che è più difficile da decarbonizzare; significa consumo di suolo e nuove superfici impermeabili in una piana che dovrebbe invece raffreddarsi e respirare; significa alimentare quell’industria del turismo e del consumo rapido che mette sotto pressione, ecologica, sociale ed anche economica, la città (i suoi servizi, le sue case, la sua vivibilità) proprio mentre il pianeta ci chiede il contrario, se vogliamo continuare a viverci. Difendere chi abita questa città dal caldo e difenderla dall’ampliamento dell’aeroporto sono, semplicemente, la stessa lotta.

    A proposito di spazi che cambiano forma: ieri avremmo dovuto presentare il libro di Lorenzo Fantoni, nostro Consigliere al Quartiere 3, sull’altana della Biblioteca delle Oblate, a fine pomeriggio. L’allerta caldo ci ha spostati in una stanza chiusa e condizionata (un segno, fra i tanti, di come questa crisi entri nei nostri spazi e ce li restringa). La registrazione la troverete nella prossima mail.

    Parlavamo, ieri, di internet e di come ne è cambiato l’uso, di quanto certe trasformazioni stiano modificando anche il linguaggio politico. Il fatto che leggiate queste mail, le inoltriate, le commentiate quando ci incontriamo fuori dal digitale rafforza un’alternativa alla performatività individuale e lo spazio che ci diamo per anteporre la cooperazione alla concorrenza (concorrenza che, per giunta, ha anche un costo energetico altissimo).

    Buona domenica e buona lettura,
    Dmitrij

    Di quel che è stato

    Servizi e partecipate

    Il bilancio di Plures riscritto a dividendi invariati, la mobilitazione del personale di ALIA, i rischi su San Salvi e una scheda sui servizi funebri.

    Domani (29 giugno 2026) si tiene l’assemblea dei soci di Plures. Il Consiglio comunale ci arriva senza una risposta pubblica da parte della Giunta su questioni importanti che abbiamo sollevato. La cosiddetta multiutility della Toscana ha approvato il bilancio 2025 due volte: tra le due versioni l’utile consolidato cala di 26,9 milioni di euro (quasi il 57%), ma il dividendo ai Comuni rimane identico al centesimo (34.359.000 euro), pagato però attingendo alle riserve. La cassa effettivamente generata non cambia: l’utile «sparito» non era denaro incassato, ma ricavi solo contabilizzati e poi stornati. La TARI, nel frattempo, continua a salire (maggiori informazioni qui). La rivolta della RSU di Plures nell’empolese contesta la stessa Direzione aziendale che gestisce il servizio a Firenze: è un avvertimento che non si può ignorare (maggiori informazioni qui). Abbiamo anche depositato un’interrogazione sull’assicurazione privata proposta in relazione a Estra: i servizi essenziali non sono un mercato su cui fare profitto (maggiori informazioni qui). L’utilizzo dei soldi pubblici deve vedere la politica muoversi con trasparenza e chiarezza di prospettiva. A San Salvi, una determina del 22 giugno 2026 ha spostato 460.000 euro: un segnale in più che quell’area richiede attenzione costante (maggiori informazioni qui). In Piazza dei Mozzi i cassonetti sono rimasti chiusi anche a lavori ultimati: abbiamo raccolto la segnalazione dei comitati e depositato un’interrogazione (maggiori informazioni qui).

    A Firenze la cremazione riguarda ormai circa la metà dei decessi, eppure l’area per la dispersione delle ceneri alle Cascine è inadeguata da almeno sette anni, la Socrem è impegnata in tre ricorsi contro il Comune e tariffari pubblici non chiari. Tutti i materiali su questo tema sono nel fascicolo dedicato (qui).

    Casa, patrimonio pubblico e territorio

    Il «Piano Città» senza vincoli sull’abitare, il demanio sull’Arno a un solo offerente, l’orologio di Santa Maria Novella.

    Il 6 maggio 2026 il Comune ha firmato il «Piano Città degli immobili pubblici» con l’Agenzia del Demanio e l’Università: diciassette immobili, tante destinazioni annunciate in conferenza stampa, nessun vincolo scritto nell’accordo effettivamente sottoscritto. Le destinazioni vengono rimesse a un Tavolo tecnico le cui ipotesi sono «suscettibili di modifiche», e i dieci principi di sostenibilità sbandierati restano semplici indicatori di monitoraggio, non vincoli preventivi. In una città con un’emergenza abitativa drammatica, non si vincola un solo alloggio a canone realmente sociale. La risposta della Giunta alla nostra interrogazione non ha sciolto nessuno di questi nodi (maggiori informazioni qui). Sul demanio pubblico lungo l’Arno: l’Habana500 è stato concesso a un solo offerente, senza requisiti verificati, per nove anni. Dagli atti emerge con chiarezza una questione politica di cui il centrosinistra deve rispondere (maggiori informazioni qui). Una notizia positiva: la Soprintendenza ha autorizzato il restauro dell’orologio storico della Stazione di Santa Maria Novella. La pressione istituzionale avviata con la cittadinanza (e da Riccardo Sacchettini in particolare) ha prodotto un risultato: manca ancora la data di inizio dei lavori (maggiori informazioni qui).

    Giustizia climatica e ambiente

    Il Piano dell’aria senza obiettivi, i jet privati allo Vespucci, le lavoratrici del servizio di assistenza domiciliare senza adeguate tutele, il microclima di Palazzo Vecchio.

    Il Piano dell’aria approvato questa settimana è un atto imposto dalla normativa europea, ma privo di obiettivi numerici verificabili: il finanziamento è quasi interamente affidato a fondi straordinari e manca il coordinamento con le scelte di scala metropolitana che l’aria la peggiorano davvero (maggiori informazioni qui). Mentre si discute di qualità dell’aria, l’aeroporto Vespucci vede la Guardia di Finanza indagare sull’aviazione privata per evasione: abbiamo depositato un’interrogazione per chiedere a chi serva davvero l’ampliamento dello scalo (maggiori informazioni qui). Sul fronte del lavoro esposto al caldo, chi lavora nel Servizio di Assistenza Domiciliare è escluso dalle tutele previste per le ondate di calore: abbiamo chiesto al Comune di rispettare i propri obblighi come stazione appaltante e di sollecitare la Regione a colmare l’asimmetria normativa (maggiori informazioni qui). Gli stessi problemi (caldo, ventilazione, impianti che peggiorano il microclima invece di migliorarlo) colpiscono chi lavora e chi visita le sale monumentali di Palazzo Vecchio, nonostante un impegno unanime del Consiglio in materia (maggiori informazioni qui).

    Mobilità, lavoro e partecipazione

    I sistemi di climatizzazione nei musei civici, i meccanismi di partecipazione e la legge elettorale della Toscana: cosa hanno in comune? Non funzionano.

    Abbiamo presentato una mozione per chiedere che per le grandi trasformazioni (come i 595 milioni di interventi sulla mobilità) venga attivata una consultazione pubblica: non chiediamo qualcosa di straordinario, ma l’esercizio di una facoltà che la legge prevede (maggiori informazioni qui). Abbiamo depositato un’interrogazione sul portale di Servizi alla Strada: ci sono state segnalazioni su problemi di alcune persone che provano a registrare la propria targa, ritrovandosi a dover compilare una dichiarazione di atto notorio (maggiori informazioni qui). Sui musei civici, FP CGIL e UIL FP hanno denunciato pubblicamente le condizioni di chi ci lavora, raccontate anche nel paragrafo sopra. Nelle sale monumentali di Palazzo Vecchio ci sono impianti che buttano aria calda e fredda contemporaneamente nello stesso spazio, perché non hanno collegato lo scarico alle finestre: la segnalazione sindacale rafforza le ragioni del question time che porteremo in aula lunedì (maggiori informazioni qui). Infine, il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Toscana Rossa sulla legge elettorale: la posizione è stata ritenuta giuridicamente plausibile, ma l’esito conferma una precisa responsabilità politica del centrosinistra, che non ha ancora proposto nessuna modifica a una legge che distorce la rappresentanza (maggiori informazioni qui).

    Carcere e città

    L’assenza di risposte da parte del Comune, i trasferimenti che rischiano di avvenire senza criteri.

    Lunedì l’assessore al Welfare ha risposto al nostro question time su Sollicciano con molte parole (commissioni, tavoli, coprogettazione, disponibilità) e una conferma: il Comune si è attivato «la settimana scorsa», cioè a sequestro già avvenuto. Avevamo chiesto, da mesi, insieme all’Associazione Progetto Firenze e al Gruppo Foucault, quello che ha poi fatto il Tribunale: dichiarare inagibili le sezioni usando i poteri che l’articolo 50 del TUEL riconosce alla Sindaca. I verbali dell’AUSL Toscana Centro (infiltrazioni, muffa, blatte nelle cucine, docce non funzionanti, celle inagibili) erano in mano al Comune da dicembre 2025. Non mancavano le informazioni: mancava la volontà di agire. Sui trasferimenti, anche fuori regione, l’assessore ha ammesso che il Comune non ha ancora nessun elenco: stima che «circa il 25%» abbia legami col territorio fiorentino, ma nessuno sa chi siano. Sui posti per le misure alternative non è stato detto niente di concreto (maggiori informazioni qui). È un tema su cui continueremo a lavorare anche nel mese di luglio e aggiorneremo la scheda dedicata al tema carcere (che può essere letta qui).

    Memoria e disciplinamento

    La Sindaca ignora il Consiglio sul Fiorino d’Oro, la socialità contrastata sul territorio, la targa per Idy Diene e il ruolo della polizia di prossimità.

    Lunedì 22 giugno 2026 abbiamo portato in aula la solidarietà al CPA, a Gavinana e alla Firenze antifascista scesa in piazza la settimana scorsa (maggiori informazioni qui). Lo stesso giorno la Sindaca ha ignorato il voto del Consiglio comunale sul Fiorino d’Oro 2026: la cellula fiorentina dell’Associazione Luca Coscioni, che porta avanti un lavoro prezioso sul diritto all’autodeterminazione, è rimasta esclusa da questo riconoscimento (maggiori informazioni qui). Il 24 giugno, nel giorno dei fochi, la Rete Antirazzista ha riportato la targa su Ponte Vespucci in memoria di Idy Diene: era stata di nuovo tolta. Continuiamo ad aspettare quella istituzionale, chiesta dal Consiglio e da oltre 1.100 persone (maggiori informazioni qui). Intanto chi fa cultura e socialità nei rioni aspetta un incontro con Palazzo Vecchio da oltre un mese: il Comune non ha ancora risposto, mentre la «sicurezza» diventa sempre più il pretesto per disciplinare chi anima i quartieri fuori dalla logica del profitto (maggiori informazioni qui).

    Sul versante della polizia di prossimità abbiamo depositato un’interrogazione che mette in luce uno scarto netto tra comunicazione istituzionale e atti amministrativi: non esiste nessuna delibera di Giunta che istituisca il progetto, eppure i dati vengono diffusi (242 controlli, 20 denunce, 119 interventi). Tra le risorse impiegate: 24 operatori privati per notte affidati con affidamento diretto alla Marshall Investigazioni & Security Group di Prato per 143.120 euro, e volontari nei parchi a 6,50 euro a turno. Il problema non è solo amministrativo: 14 delle 20 denunce riguardano la normativa sull’immigrazione. Non è presidio per la sicurezza diffusa, è un dispositivo che colpisce persone già marginalizzate (maggiori informazioni qui). Tutti i materiali raccolti su questo tema, inclusa la documentazione sul progetto 2019–2022 lasciato spegnere e la nostra proposta sul Vigile di Quartiere, sono nel fascicolo dedicato (qui).

    Iniziative

    Appuntamenti

    Lunedì 29 giugno 2026, alle 14:30, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria 1, Firenze), nuova seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Lunedì 29 giugno 2026, alle 18:00, presso il Circolo ARCI S.M.S. di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), presentazione di Barrage, di Ludovica Suriano, in dialogo con l’autrice ed Emanuela Bavazzano, con il coinvolgimento della sezione fiorentina di Medicina Democratica (maggiori informazioni qui, l’evento Facebook qui).

    Martedì 30 giugno 2026, alle 20:00, presso il Circolo Arci Stella Rossa (Via Manlio Romoli 2, Castello – Signa), incontro pubblico Flotilla e territorio con Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, moderato da Carla Pieraccini. A partire dalle 19:30 apericena con prenotazione obbligatoria (maggiori informazioni qui).

    Martedì 30 giugno e mercoledì 1 luglio 2026, presso il Teatro Affratellamento (Via Giampaolo Orsini 73, Firenze), due serate per i 150 anni della Società Ricreativa L’Affratellamento (1876–2026) (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 1 luglio 2026, dalle 17:00 alle 18:00, nuovo appuntamento con Destra/Sinistra su Lady Radio, con la conduzione di Eva Edili (l’ultima puntata qui, il sito dell’emittente qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 2 luglio 2026, alle 07:00, nuovo appuntamento con la rassegna stampa di Lady Radio, a cura di Francesco Pini (il sito dell’emittente qui).

    Giovedì 2 luglio 2026, alle 18:30, presso i locali di Fuori Binario (piazza Tasso, Firenze), Quelli come te: ricordando Marzia, a un anno dalla scomparsa di Marzia Mecocci (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 2 e venerdì 3 luglio 2026, dalle 18:30, a Casa Caciolle (Via di Caciolle 5, Firenze), La Festa! de Gli Anelli Mancanti. La due giorni si apre con un dibattito sull’abitare: Firenze è la mia casa. La mia casa dov’è? (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 3 luglio 2026, alle 21:00, presso il Teatro Affratellamento (Via Giampaolo Orsini 73, Firenze), celebrazione del 31° anniversario dalla morte di Alex Langer, proiezione del docufilm Everyday in Gaza (vincitore del David di Donatello 2026) con interventi di parlamentari, giornalisti e attivisti delle Flotilla, e presentazione del libro fotografico Gaza attraverso i miei occhi di Francesca Merz. Ingresso libero (maggiori informazioni qui).

    Sabato 11 luglio 2026, dalle ore 20:00, al presidio ex GKN (Via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio), concerto del quinto anniversario della lotta GKN con Murubutu & Moon Jazz Band, Assalti Frontali & Kiki, Giorgio Canali & Rossofuoco, Lucio Leoni e reading di Pierpaolo Capovilla; a seguire corteo notturno e tendata (maggiori informazioni qui).

    Domenica 12 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle 15:30, al Parco di Villa Montalvo (Campi Bisenzio), assemblea popolare Ciò che il capitale distrugge, il movimento crea: assemblea generale di convergenza, dell’azionariato popolare, della rete solidale e della Soms Insorgiamo, per il quinto anniversario di lotta (maggiori informazioni qui).

    Non perdiamoci di vista…

  • Quel che non è salvato è perso, di Lorenzo Fantoni

    Quel che non è salvato è perso, di Lorenzo Fantoni

    Sabato 27 giugno 2026, alle 19:00, nella Sala Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate, è stato presentato Quel che non è salvato è perso di Lorenzo Fantoni (Effequ, 2026). Con l’autore hanno dialogato Irene Chellini e Dmitrij Palagi.

  • Assemblea sul diritto all’abitare

    Assemblea sul diritto all’abitare

    Lunedì 22 giugno 2026, alle 21:00, in piazzetta Raffaele Bongo, si è tenuta l’assemblea sul diritto all’abitare di Sinistra Progetto Comune. Hanno partecipato i gruppi consiliari di Comune e Quartieri; erano invitati la cittadinanza, i movimenti e le organizzazioni sindacali.

  • Casa, caldo e città: chi paga il prezzo più alto

    Ben ritrovate e ritrovati.

    Domani sera, se ci siete, ci vediamo in piazzetta Raffaele Bongo per parlare di diritto alla casa e politiche abitative, condividendo una fetta di cocomero: questione sociale e questione climatica si accompagnano, e non solo nell’aria calda di giugno.

    A Firenze le notti tropicali (quelle in cui la temperatura non scende sotto i 20°C) sono quasi triplicate negli ultimi trent’anni. L’Italia è da tre estati di fila il Paese europeo con più morti da caldo: oltre 19.000 solo nel 2024. Ma il caldo non è democratico: chi vive in una casa surriscaldata, ai piani alti, senza verde intorno e senza poter pagare un condizionatore (il 64% delle famiglie italiane non ne ha uno) paga il prezzo più alto. Sono spesso le stesse persone che il mercato immobiliare espelle dalla città.

    Sempre domani, lunedì 22 giugno 2026, il Consiglio comunale voterà il Piano di Azione per il Clima e una modifica al regolamento sull’edilizia residenziale pubblica proposta da Fratelli d’Italia: casa e clima nello stesso ordine del giorno, un’occasione per misurare quanto le politiche del Comune siano all’altezza dei problemi reali.

    Venerdì il CPA, Gavinana e la città di Firenze hanno dato la migliore risposta possibile all’eurodeputato Vannacci, che aveva annunciato una passeggiata identitaria per chiederne lo sgombero: in migliaia eravamo per le strade del Quartiere 3, non contro le destre, ma per prenderci cura di noi stessə.

    Così continueremo a fare, giorno dopo giorno, rispettando le pluralità e dando forza ai conflitti che producono cambiamento.

    Buona lettura e buona domenica,
    Dmitrij

    Di quel che è stato

    Diritto all’abitare

    Gli 837 alloggi ERP vuoti, Le Quinte, il caso di via de’ Pepi e il rischio di convertire patrimonio pubblico in social housing.

    I numeri sulle case popolari sfitte non migliorano: siamo a 837 alloggi vuoti al maggio-giugno 2026, con oltre 3.500 famiglie in lista d’attesa e il 48% degli sfitti concentrato nel solo Quartiere 5. Il piano triennale da 20 milioni della Giunta è interamente a mutuo e i numeri mostrano il problema strutturale: ogni anno rientrano tra 200 e 400 alloggi per decessi di assegnatarie e assegnatari anziani, il piano recupera ma non riduce l’arretrato (maggiori informazioni qui). Ne parleremo in assemblea pubblica cittadina (i dettagli tra gli appuntamenti), dove condivideremo tutte le informazioni che abbiamo raccolto in questi anni sulle cosiddette case popolari e che abbiamo provato a sistemare in forma sintetica anche in formato digitale (il fascicolo qui). Lunedì siamo tornati a parlare del caso Le Quinte, alloggi edificati con agevolazioni fiscali, a condizione che fossero assegnati a nuclei familiari a canone concordato, ora all’asta. L’incertezza che ha colpito centinaia di persone non è sciolta, ma abbiamo ottenuto un concreto canale di confronto con il Comune (maggiori informazioni qui, mentre il fascicolo completo aggiornato sul caso è qui). In radio questa settimana ci è capitato di raccontare la storia degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica di via de’ Pepi, che resta emblematica: 16 unità abitative nel cuore del centro storico che il Comune ha tentato di cedere a un fondo d’investimento, perdendo in ogni grado di giudizio dopo sette anni di causa, e che oggi restano in larga parte ancora vuote mentre più di tremila famiglie aspettano (maggiori informazioni qui).

    Servizi, cura e diritti

    Il regolamento dei servizi sociali fermo al 1994, la sicurezza di chi lavora nell’assistenza domiciliare, la TARI e Plures, il Crematorio di Trespiano, il Ponte Nencioni.

    Il regolamento sui servizi sociali del Comune è fermo al 1994 e la convenzione con la Società della Salute è scaduta: è un problema di programmazione che emerge in modo clamoroso (maggiori informazioni qui). Si aggiunge il fatto che il regolamento sugli interventi economici di assistenza sociale (approvato nel 2016 dall’Assemblea dei Soci della Società della Salute) non è mai passato dal Consiglio comunale (maggiori informazioni qui). Sul fronte dell’assistenza domiciliare, una lavoratrice dei servizi SAD è stata aggredita: il Comune è il committente, non può far finta di non sapere (maggiori informazioni qui). Sulla TARI: abbiamo ascoltato in Commissione Controllo ATO Toscana Centro e la Vicesindaca. Su alcune questioni si conferma quanto siano fondate le nostre critiche, mentre ad una domanda abbiamo ricevuto come risposta un lapidario “no comment”. Questo la dice lunga su quanto potere sia esercitato da Plures, rispetto alla politica (maggiori informazioni qui). Sul crematorio comunale di Trespiano, la Giunta ha confermato che una tariffa per la sala del commiato viene applicata alle famiglie in lutto senza essere pubblicata e senza un atto formale che la autorizzi: vedremo quali azioni sceglierà la Giunta per superare l’attuale situazione (maggiori informazioni qui). Infine: abbiamo depositato una nuova interrogazione sulla pendenza delle rampe del Ponte Nencioni e sulla sua accessibilità (maggiori informazioni qui).

    Carcere, repressione e disciplinamento

    Sollicciano sequestrata, il Decreto Sicurezza che colpisce chi manifesta, la provocazione ai danni della Polveriera, il carcere minorile.

    Tre sezioni di Sollicciano sotto sequestro: la magistratura ha certificato quello che la politica ha preferito non vedere (sovraffollamento, condizioni materiali tra le peggiori d’Italia secondo il XXI Rapporto di Antigone, 620 detenuti su 366 posti). Avevamo chiesto alla Sindaca di agire ben prima che arrivassero i sigilli, e lo ribadiremo in aula (maggiori informazioni qui e qui). Sul carcere minorile, la Procuratrice Pieri ha segnalato in Commissione i ritardi della Regione e il fatto che una parte consistente della popolazione detenuta potrebbe non entrare nel circuito penitenziario se le norme vigenti fossero applicate davvero (maggiori informazioni qui). Il sistema politico non sembra voler affrontare i problemi della sicurezza, che è sempre una questione sociale, prima che di ordine pubblico. Futuro Nazionale è attualmente la declinazione più estrema di una logica strutturalmente sbagliata. Per questo abbiamo voluto prendere posizione dopo la provocazione avvenuta ai danni della Polveriera: entrare in uno spazio pubblico spacciando narrazioni false è irresponsabile (maggiori informazioni qui). Intanto il Decreto Sicurezza DL 23/2026 ha prodotto i suoi effetti anche fuori Firenze: un flash mob per la Global Sumud Flotilla a Montespertoli è stato sanzionato per la prima volta su quel territorio — siamo con chi ha manifestato (maggiori informazioni qui).

    Territorio, clima e mobilità

    La mozione contro gli aumenti del trasporto pubblico e per la gratuità progressiva, piazza Bonsanti isola di calore, transizione energetica ed efficientamento del patrimonio.

    Abbiamo depositato una mozione contro gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico e per avviare uno studio sulla progressiva gratuità: sterilizzare il rincaro, vincolare ogni risorsa comunale a trasparenza e tutela del lavoro (maggiori informazioni qui). Sul verde urbano, la Commissione ambiente ha bocciato il nostro atto che chiedeva di riconoscere come il verde su cemento non si possa considerare verde, ma la maggioranza ha scelto di difendere il Piano Operativo e dare priorità al valore immobiliare. Speriamo che in Consiglio le posizioni possano cambiare (maggiori informazioni qui). Sulla transizione energetica, abbiamo risposto alle critiche arrivate da Mauro Romanelli sulla prima variazione di bilancio: i solleciti alla Giunta sono giusti e noi non stiamo a guardare (maggiori informazioni qui). In Commissione 6, proprio pochi giorni fa, è arrivato parere favorevole sull’efficientamento energetico del patrimonio comunale: sulla quasi totalità degli interventi pesano fondi straordinari (PNRR, regionali, ministeriali) e il Piano Energetico Comunale da redigere nel 2026 è l’occasione per costruire una visione strutturale (maggiori informazioni qui).

    Pace, lavoro e laicità

    La vertenza degli Uffizi, il Giglio d’Oro a Osama Rashid e la laicità che non si delega, il Fiorino d’Oro alla cellula Luca Coscioni, il Rojava, Cuba.

    Lunedì il Consiglio ha votato all’unanimità il conferimento del Giglio d’Oro a Osama Rashid: abbiamo colto l’occasione per proporre un ordine del giorno sulla laicità, perché il potere politico non può delegare alle comunità religiose la promozione della pace e dei diritti. Purtroppo il nostro è stato l’unico voto favorevole (maggiori informazioni qui). In vista del 25 giugno abbiamo posto la questione del Fiorino d’Oro alla cellula fiorentina dell’Associazione Luca Coscioni: il voto del Consiglio non può essere ignorato dalla Sindaca, c’è una questione di civiltà e di diritti a cui dare pieno riconoscimento (maggiori informazioni qui). In Commissione 7 il sostegno al Rojava e al popolo curdo ha ottenuto parere favorevole: porteremo in Consiglio una posizione netta sull’assedio di Kobane, i crimini di guerra e le violenze contro le donne curde (maggiori informazioni qui). Nella stessa occasione abbiamo ricordato anche l’importanza di non dimenticare Cuba: a 60 anni dall’alluvione, la solidarietà non è un ricordo ma una pratica da costruire prima della pausa estiva, con un impegno condiviso con la Commissione Cultura (maggiori informazioni qui). In Commissione Lavoro abbiamo finalmente ottenuto parere positivo alla risoluzione sulla vertenza degli Uffizi. È solo un primo passo: a novembre lavoratrici e lavoratori con contratto part-time verticale rischiano zero ore e zero salario. Per questo cercheremo di ottenere un voto del Consiglio comunale prima della pausa estiva (maggiori informazioni qui).

    Il racconto della seduta del Consiglio comunale del 15 giugno 2026 è disponibile (qui).

    Iniziative

    Appuntamenti

    Se non avete avuto modo di partecipare alla presentazione del libro di Massimo Lensi Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza, potete recuperare la registrazione (il video qui).

    Entro il 30 giugno 2026 è possibile iscriversi per l’edizione 2026 del Cammino per la pace e il disarmo, da Montesole a Sant’Anna di Stazzema, che si terrà il 5-7 e l’11-12 agosto 2026 (maggiori informazioni qui).

    Domenica 21 giugno 2026, alle 21:30, presso la festa di liberAzione (Colle di Val d’Elsa, località Agrestone), L’alternativa parte dai territori: esempi di opposizione vincente alle politiche neoliberiste, incontro organizzato da Rifondazione Comunista, con Leonardo Masi (Buongiorno Empoli), Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Lorenzo Scoccati (Rifondazione Comunista) e Samira Shabana (Ora Barberino). Prima del dibattito è possibile cenare (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 22 giugno 2026, alle 14:40, nel Salone dei Duecento (piazza della Signoria, Firenze), seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Lunedì 22 giugno 2026, alle 21:00, in piazzetta Bongo, Firenze, assemblea pubblica sul diritto all’abitare e politiche della casa del Comune di Firenze, a cui è invitata tutta la cittadinanza, oltre che movimenti e organizzazioni sindacali. Partecipano: i gruppi consiliari comunale e di Quartiere (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 26 giugno 2026, alle 19:30 (cena a buffet) e alle 20:30 (dibattito), nel parco del CPA Firenze Sud (Via Villamagna 27/A, Firenze), 25 anni dal G8 di Genova, serata organizzata da Spartaco Firenze e CPA Firenze Sud con un compagno sopravvissuto alla caserma di Bolzaneto e Zerocalcare (maggiori informazioni qui).

    Sabato 27 giugno 2026, alle 19:00, presso l’Altana Marielle Franco della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Quel che non è salvato è perso, di Lorenzo Fantoni, con l’autore, Irene Chellini e Dmitrij Palagi (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 29 giugno 2026, alle 18:00, presso il Circolo ARCI S.M.S. di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), presentazione di Barrage, di Ludovica Suriano, in dialogo con l’autrice ed Emanuela Bavazzano, con il coinvolgimento della sezione fiorentina di Medicina Democratica (maggiori informazioni qui, l’evento Facebook qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 11 luglio 2026, dalle ore 20:00, al presidio ex GKN (Via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio), concerto del quinto anniversario della lotta GKN con Murubutu & Moon Jazz Band, Assalti Frontali & Kiki, Giorgio Canali & Rossofuoco, Lucio Leoni e reading di Pierpaolo Capovilla; a seguire corteo notturno e tendata (maggiori informazioni qui).

    Sabato 12 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle 15:30, al Parco di Villa Montalvo (Campi Bisenzio), assemblea popolare Ciò che il capitale distrugge, il movimento crea: assemblea generale di convergenza, dell’azionariato popolare, della rete solidale e della Soms Insorgiamo, per il quinto anniversario di lotta (maggiori informazioni qui).

    Non perdiamoci di vista…

  • Fiorino d’Oro alla cellula fiorentina dell’Associazione Luca Coscioni: un appello alla Sindaca

    Fiorino d’Oro alla cellula fiorentina dell’Associazione Luca Coscioni: un appello alla Sindaca

    Il voto del Consiglio comunale non sia ignorato, c’è una questione di civiltà e di diritti a cui dare pieno riconoscimento

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Apprendiamo dalla stampa che la Sindaca ha annunciato il conferimento del Fiorino d’Oro all’agente Giuseppe Balasso, primo intervenuto nella notte della strage dei Georgofili. Una scelta comprensibile, che onora una memoria che la città non può e non deve dimenticare.

    Ricordiamo però alla Sindaca che il Consiglio comunale ha già deliberato, il 16 marzo 2026, con 17 voti favorevoli e la partecipazione attiva della stessa maggioranza, di procedere al conferimento del Fiorino d’Oro alla cellula fiorentina dell’Associazione Luca Coscioni. La mozione impegnava la Sindaca in questo senso, e prevedeva espressamente che, nel caso avesse deciso diversamente, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto procedere con un proprio riconoscimento pubblico.

    Il regolamento istitutivo del Fiorino d’Oro, risalente alla deliberazione di Giunta n. 1801/1155 del 3 marzo 1988, prevede esplicitamente che il conferimento avvenga anche "su segnalazione dei membri della Giunta o del Consiglio Comunale". Il Consiglio ha esercitato questo canale con un voto formale e trasparente. La Sindaca non ha ancora risposto a quella segnalazione.

    Non si tratta di scegliere tra il poliziotto dei Georgofili e le attiviste del fine vita: ogni anno vengono assegnati tra dieci e dodici Fiorini d’Oro. C’è spazio per entrambi. La domanda che poniamo è più semplice: la massima onorificenza civica della città verrà conferita anche a chi ha raccolto diecimila firme, ha contribuito all’approvazione della legge regionale toscana sul fine vita e ha rischiato fino a dodici anni di carcere per accompagnare in Svizzera Massimiliano, che in Italia non poteva morire con dignità? Un processo è ancora in corso, dopo che la stessa GIP di Firenze ha sollevato questione di legittimità costituzionale sull’articolo che criminalizza chi aiuta a morire (segno che la vicenda non riguarda solo Firenze, ma l’intero ordinamento). Felicetta Maltese e chi ha agito con lei lo ha fatto esponendosi, pubblicamente, in nome di un principio.

    Il Consiglio ha risposto sì. Aspettiamo che la Sindaca e la Giunta facciano altrettanto.

    Nel frattempo proporremo un atto di indirizzo per una riscrittura complessiva dei regolamenti per i conferimenti dei riconoscimenti pubblici, perché più si coinvolgono le assemblee elettive, più valore avranno.

  • Il crimine dei crimini, di Massimo Lensi

    Il crimine dei crimini, di Massimo Lensi

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:00, alla Biblioteca delle Oblate, è stato presentato Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza di Massimo Lensi (Left, 2026). Con l’autore hanno dialogato Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e Gaia Pedrolli.

    Il libro colloca il genocidio in una cornice giuridica, oltre che storica e morale, a partire dalla Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio del 9 dicembre 1948.

  • Le provocazioni passano, Firenze resta

    14 giugno 2026

    Ben ritrovate e ritrovati.

    Tra le funzioni di chi siede in Consiglio comunale c’è quella di celebrare unioni civili e matrimoni in Sala Rossa: prendersi qualche ora per garantire questo servizio è una delle cose belle di questo ruolo. Allo stesso modo, è bello che da qualche tempo ci sia chi si avvicina per dirci che conosce il lavoro che facciamo come Sinistra Progetto Comune, come quando per strada ci fermate per un saluto, un sorriso o uno scambio di battute. Condividere cose belle, di questi tempi, appare controcorrente: per questo partiamo con un grazie, invece che con le scuse per l’oretta di ritardo con cui parte questa mail.

    Sono settimane in cui proviamo a tenere insieme molti piani: il sostegno alle mobilitazioni in Città, la messa a disposizione di strumenti e spazi per dare forza ai conflitti, le scadenze istituzionali, la riorganizzazione della comunicazione, senza rinunciare a momenti di discussione aperta. Qualcosa, ogni tanto, ci sfugge: la settimana scorsa non funzionava il link con cui vi chiedevamo una mano per l’appuntamento che stiamo preparando per settembre. Ora è corretto, basta cliccare (qui).

    Tenere tutto questo insieme è decisivo, e per riuscirci la vostra partecipazione conta davvero. Mercoledì saremo alle Oblate per parlare di genocidi e diritto internazionale; lunedì 22, in serata, discuteremo di politiche abitative e del ruolo che può avere il Comune. Vi aspettiamo.

    E se non riuscite a esserci di persona, non dispiacetevi: anche il tempo che dedicate a leggere le restituzioni, o a interagire da remoto, ci aiuta. Sappiamo che il mondo non è solo quello raccontato dal sistema, e che lottiamo per la nostra città — anzi, per il pianeta — insieme. Siamo in una fase di cantieri aperti: se qualcosa non vi convince, o avete suggerimenti, scriveteci senza remore.

    Buona domenica e buona lettura,

    Dmitrij

    Di quel che è stato

    RSA, servizi e partecipate

    Nel sociosanitario e nei servizi ambientali il ruolo del pubblico è insufficiente, sia in materia di programmazione che rispetto alle funzioni di controllo.

    La Commissione Consiliare 4 ha fatto propria, il 10 giugno, con voto unanime, una richiesta di monitoraggio permanente sulle RSA convenzionate in vista del rinnovo delle convenzioni previsto per il 2027: è un primo passo, ma le criticità restano aperte (quote sociali che variano da 53,50 a 70 euro giornalieri senza motivazioni trasparenti, rette fino a 3.200 euro mensili per le famiglie a fronte di coperture pubbliche insufficienti, liste d’attesa fino a 11 mesi, moduli specialistici come quello per l’Alzheimer non ancora definiti), a cui si aggiunge la finanziarizzazione dei gestori, con la separazione tra proprietà immobiliare e gestione operativa e risorse pubbliche che non bastano alle famiglie ma garantiscono rendimenti ai fondi: trasformare il parere unanime in pressione concreta per il 2027 è il passo successivo (maggiori informazioni qui). Lo stesso intreccio tra interesse pubblico e opacità delle partecipate torna sulla TARI: Plures S.p.A. (di cui il Comune è primo socio con il 36,99%) ha cercato di bloccare la nostra richiesta di accesso civico ai dati sulla validazione dei costi del servizio rifiuti qualificandoli come «informazioni privilegiate» ai sensi della normativa europea sull’insider trading, tesi che ATO Toscana Centro ha respinto accogliendo parzialmente l’istanza, mentre in Consiglio la Giunta ha risposto in modo evasivo senza dire se condivide o meno la posizione di Plures. Poiché il Consiglio dovrà votare la TARI entro il 31 luglio, riteniamo non sia possibile deliberare su cifre che la nostra partecipata qualifica come segrete, per cui presenteremo una nuova istanza di accesso direttamente al Comune (maggiori informazioni qui).

    Tutti i materiali raccolti sulle RSA sono nel fascicolo dedicato (qui), quelli su TARI e multiutility nel fascicolo dedicato (qui).

    Dissenso, disciplinamento e repressione

    Le provocazioni di Futuro Nazionale, l’importanza dei conflitti sociali, le sanzioni ad Antonella Bundu e Sudd Cobas, le perquisizioni ai CARC.

    Una doppia vicenda apre la settimana: il 10 giugno i Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di giovani simpatizzanti del Partito dei CARC per l’ipotesi di diffamazione nei confronti del console onorario di Israele per la Toscana. Basta un’ipotesi di diffamazione per entrare in case private all’alba? Da quando una campagna politica contro una figura pubblica giustifica perquisizioni domiciliari (maggiori informazioni qui)? Il 12 giugno è poi arrivata ad Antonella Bundu la notifica di una sanzione della Questura di Prato per il presidio antifascista del 7 marzo in piazza Europa (quello che ricordava le deportazioni nazifasciste dei pratesi), contestazione fondata sull’articolo 18 del TULPS modificato dal cosiddetto decreto sicurezza, una norma di matrice fascista che punisce chi «prende la parola» in una riunione con sanzioni fino a 10.000 euro. Anche i Sudd Cobas hanno ricevuto verbali per lo stesso presidio, con sanzioni fino a 30.000 euro: si protegge chi predica la «remigrazione» e si multa chi la contesta, questo è lo schema (maggiori informazioni qui). Sullo stesso fronte abbiamo chiesto alla Sindaca e alla Presidente di Quartiere di prendere posizione sulla passeggiatina di Futuro Nazionale con Vannacci prevista per il 19 giugno a Gavinana, con ritrovo in piazza Bartali (a pochi metri dal Memoriale delle Deportazioni): il loro obiettivo dichiarato è lo sgombero del CPA. La convocazione non è una casualità ma una provocazione con un’intenzione precisa (maggiori informazioni qui). Il 12 giugno l’assemblea pubblica al CPA Firenze Sud ha preparato la risposta: come coalizione e gruppi consiliari saremo in piazza il 19 giugno al fianco del CPA e di tutte le realtà che hanno aderito. Torniamo a chiedere alla Sindaca e alla Presidente del Quartiere 3 da che parte stanno (maggiori informazioni qui).

    Diritto alla mobilità

    Il problema della sosta, la mancata centralità di chi lavora nel trasporto pubblico locale, la ZTL e il caso di Costa San Giorgio.

    Il diritto alla mobilità per le persone con disabilità è compromesso anche quando si muovono con mezzi privati. I dati aggiornati fotografano una situazione critica: 3.004 stalli riservati nelle sole aree mappate contro 7.225 contrassegni attivi, senza che venga mai incrociato l’elenco dei titoli con l’anagrafe dei decessi pur essendo dati che il Comune possiede. Abbiamo depositato richieste formali per un censimento completo e un piano di adeguamento che metta al centro tutte le aree della Città (maggiori informazioni qui). Sul trasporto pubblico notturno la delibera di Giunta che raddoppia i turni estivi esiste (è stata pubblicata molto dopo la conferenza stampa in cui era stata illustrata), ma nelle sue quarantacinque pagine di percorsi e fermate non c’è una parola su chi quei turni li farà: 1,3 milioni di euro per i chilometri, zero clausole sulle condizioni di chi lavora, lo stesso nodo all’origine dello sciopero del 14 giugno in Autolinee Toscane proclamato dal Coordinamento COBAS anche per turni pesanti e indennità ferme da decenni. Per questo abbiamo chiesto conto dell’accordo del 28 maggio (quello che garantisce agli autisti notturni 9 euro lordi a turno) e del perché i sindacati di base restino fuori dai tavoli (maggiori informazioni qui e qui). Su Costa San Giorgio, infine, la Giunta ha confermato in Consiglio che si sta valutando la possibilità di far passare mezzi pesanti per il cantiere del futuro resort attraverso Forte Belvedere, mentre la realizzazione del varco telematico a tutela di chi vive nel rione resta avvolta nel mistero, nonostante gli annunci e le promesse (maggiori informazioni qui). Abbiamo chiesto formalmente che la mozione sulla ZTL H24, depositata nel marzo 2025 e mai discussa in Commissione, venga iscritta all’ordine dei lavori del Consiglio di lunedì 15 giugno: il Comitato Manoiquandosidorme ha ribadito questa richiesta, come pure il Comitato Oltrarno Futuro e altre realtà dell’area UNESCO. C’è inoltre un atto approvato a ottobre 2024, rimasto lettera morta: il centrosinistra si deve almeno assumere la responsabilità di votare, se vuole dire no (maggiori informazioni qui).

    Casa, abitare e turismo

    Uno sgombero sminuito, persone rese invisibili, assenza di risposte strutturali e scarsa trasparenza dei dati.

    Questa settimana è arrivata la risposta della Giunta alle nostre interrogazioni sullo sgombero del 21 maggio sotto il Ponte all’Indiano: una risposta che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto chiudere la questione e invece la conferma, perché ammette che una coppia di persone anziane presenti non era nota ai Servizi sociali ed è stata avvicinata solo il giorno "della ruspa", salvo poi sostenere che la tutela delle persone era stata «condizione preliminare e strutturante». Parole che capovolgono i fatti, visto che per quelle persone non risulta alcuna soluzione abitativa garantita e sulle altre presenti, tra cui una con fragilità psichiatrica, non si è spesa nessuna parola chiara (maggiori informazioni qui). Sul fronte dei servizi per le persone senza dimora abbiamo documentato come l’accoglienza in alloggio venga gestita da oltre due anni con la stessa convenzione con ASP Firenze Montedomini, prorogata per la quarta volta fino a settembre, mentre gli uffici scrivono da diciotto mesi di voler costruire «un più strutturato e stabile contratto di servizio»: a fronte di 410 persone senza dimora censite dall’ISTAT a gennaio 2026, quasi sei su dieci in strada, occorre costruire risposte diverse (maggiori informazioni qui). Sul versante del turismo, il Consiglio comunale ha respinto per pochi voti e con una maggioranza spaccata il nostro ordine del giorno sugli affitti brevi, con cui chiedevamo tre cose elementari (pubblicare le relazioni del Dipartimento MEMOTEF della Sapienza, convocare in audizione il responsabile scientifico, aggiornare i dati): la motivazione del no è stata un parere tecnico sulla privacy applicato a dati aggregati che per definizione non identificano nessuno. Una posizione debole e sbagliata, mentre ci sarebbe bisogno di aperture verso chiunque vuole contrastare le logiche della rendita (maggiori informazioni qui).

    Territorio e società

    L’assenza di programmazione e la debolezza della politica sono il tratto comune di vicende che dimostrano chi paga questa assenza del pubblico: i casi di Sollicciano, piazza Nannotti, Agripunk e dello stadio Franchi.

    Quel che lega le ultime vicende della settimana è il divario tra annunci e controllo democratico. Il protocollo per l’impiego di detenuti di Sollicciano nella manutenzione del verde pubblico (annunciato nel 2023 con conferenza stampa e «belle foto») è scaduto a maggio 2026 senza essere mai partito, come la Direttrice della Casa Circondariale di allora aveva dichiarato già nell’ottobre 2024. La stessa struttura penitenziaria è finita davanti alla Corte Costituzionale e il XXI Rapporto di Antigone la indica come la struttura con le condizioni materiali peggiori d’Italia, 620 detenuti su 366 posti (maggiori informazioni qui). Lo stesso scarto tra annunci e realtà torna su piazza Nannotti, dove ieri si è svolta l’iniziativa «Apriti Piazza – Chiusi i CPR», a un anno dal murale dedicato a Ousmane Sylla e Moussa Baldé, con la rete Florence Must Act e il sostegno di Cesvot. L’appuntamento è utile per rilanciare dentro le istituzioni entrambi i temi, quello dello spazio urbano abbandonato e della necessità di opporsi a ogni ipotesi di centro detentivo per migranti (maggiori informazioni qui). Il 10 giugno Agripunk ha organizzato un presidio davanti alla Regione Toscana in piazza Duomo e l’ufficio del Presidente Giani ha preso in carico la richiesta di incontro. È un segnale, ma non basta, perché il 19 giugno ci sarà un nuovo accesso da parte dell’ufficiale giudiziario. Il tema non riguarda solo il Comune di Bucine e continueremo a sostenere questa lotta in tutti i modi possibili (maggiori informazioni qui). Stessa logica per lo stadio Franchi, dove il 3 giugno è stata adottata la sesta variante al contratto di appalto dei lavori (Ambito B – Stralcio 1), su un contratto da circa 200 milioni di euro con scadenza PNRR al 31 dicembre 2026: sei modifiche in poco più di due anni dalla firma, con frequenza crescente, più ulteriori impegni di spesa per forniture elettriche e nuovi subappalti, tutto per via amministrativa senza alcun passaggio in Consiglio comunale né nel Quartiere 2 e nel pieno della trattativa sul project financing del secondo lotto, di cui non si dà alcuna informazione pubblica (maggiori informazioni qui).

    Lavoro

    Lo sciopero del comparto cultura e il licenziamento di un sindacalista da parte di TIM, con il Comune che non vuole prendere posizione.

    Il 12 giugno si è svolto lo sciopero generale del settore cultura, con presidio agli Uffizi: per noi la mobilitazione riguarda direttamente anche il Comune di Firenze. I servizi bibliotecari sono stati messi a gara per oltre 18 milioni di euro e nelle biblioteche comunali finiscono i soldi della tassa di soggiorno, cioè un servizio pubblico viene finanziato dall’overtourism con un appalto a tempo, senza adeguate tutele per chi ci opera da anni in condizioni precarie. Gli atti che avevamo proposto contro la trasformazione di MUS.E in Fondazione di partecipazione nel 2023 chiedevano esattamente quel che in questi giorni rivendica la piattaforma nazionale (reinternalizzazione e investimento sul personale diretto): porteremo nuovamente in Consiglio una serie di atti in questa direzione (maggiori informazioni qui). Sul licenziamento di Simone Vivoli, Segretario Nazionale di FLMUniti-CUB licenziato da TIM per otto email sindacali, la Giunta ha risposto alla nostra interrogazione urgente elencando i contratti attivi con TIM (oltre 1,5 milioni di euro, con impegni fino al 2028) senza spendere una parola di solidarietà al lavoratore, senza impegnarsi ad aprire un’interlocuzione e senza rispondere alle domande sulle clausole a tutela della libertà sindacale negli appalti: un’amministrazione che «favorisce ogni utile interlocuzione» e aspetta di essere convocata, invece di prendere posizione, non esercita il peso politico che la sua condizione di cliente rilevante le darebbe (maggiori informazioni qui).

    Il racconto video della seduta del Consiglio dell’8 giugno 2026 è disponibile (qui).

    Appuntamenti

    Lunedì 15 giugno 2026, alle 14:00, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria, Firenze), nuova seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Lunedì 15 giugno 2026, alle 17:00, presso la Sala conferenze Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), L’età dei movimenti: Rossana Rossanda, con gli interventi di Rosario Croce, Ida Dominijanni, Riccardo Bellofiore, Filippo Magni e Luigi Luporini (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:00, presso la Biblioteca delle Oblate – Sala storica Dino Campana (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza, di Massimo Lensi, con l’autore, Adriano Sofri, Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e Gaia Pedrolli (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:30, presso la BiblioteCaNova Isolotto (via Orsini 4/A, Firenze), Sprigioniamo umanità, incontro della Rete sulle Scritture d’Evasione a cura del Collettivo Informacarcere e del Centro Sociale Evangelico di Firenze, con presentazione della nuova Antologia di scritture dal carcere (letture a cura dell’Associazione A Voce Alta) e inaugurazione della mostra fotografica di Lucia Baldini (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 19:30 (con dibattito alle 21:00), presso il Circolo la Loggetta (via Aretina 301, Firenze), Quanto ci costa la NATO?, incontro sul costo economico, politico e sociale della guerra che ricade sulla popolazione, con Alessandro Volpi (docente di Storia Contemporanea all’Università di Pisa), Paola Sabatini (Coord. Regionale Toscano S.A.S.), Corrado Cirio (Libero osservatorio di Geopolitica), Sandra Carpi Lapi (Coordinamento Fiorentino Contro il Riarmo) e un contributo video di Francesco Vignarca (Osservatorio Mil€x). Iniziativa del Comitato NoComandoNATO Firenze (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 18 giugno 2026, alle 17:00, su Lady Radio, nuova puntata di Destra / Sinistra, con Dmitrij Palagi e la conduzione di Eva Edili (il sito dell’emittente qui).

    Venerdì 19 giugno 2026, alle 18:30, in via Uguccione della Faggiola altezza Largo Boscoli (Firenze), Gavinana è partigiana, manifestazione di quartiere antifascista e antirazzista (maggiori informazioni qui).

    Dal 19 al 21 giugno 2026, presso la Casa del Popolo Le Panche «Il Campino» (via Giulio Caccini 13b, Firenze), Festa della Riscossa Popolare Toscana, tre giorni di dibattiti, presentazioni di libri, tavoli tematici, cene a prezzi popolari e musica, organizzati dal Partito dei CARC Toscana (maggiori informazioni qui).

    Domenica 21 giugno 2026, alle 21:30, presso la festa di liberAzione (Colle di Val d’Elsa, località Agrestone), L’alternativa parte dai territori: esempi di opposizione vincente alle politiche neoliberiste, incontro organizzato da Rifondazione Comunista, con Leonardo Masi (Buongiorno Empoli), Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Lorenzo Scoccati (Rifondazione Comunista) e Samira Shabana (Ora Barberino). Prima del dibattito è possibile cenare (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 22 giugno 2026, alle 21:00, in piazza Bongo, Firenze, assemblea pubblica sul diritto all’abitare e politiche della casa del Comune di Firenze, a cui è invitata tutta la cittadinanza, oltre che movimenti e organizzazioni sindacali. Partecipano: i gruppi consiliari comunale e di Quartiere (maggiori informazioni qui).

    Sabato 27 giugno 2026, alle 19:00 [l’orario potrebbe variare, nel caso il link vi porterà a una locandina aggiornata], presso l’Altana Marielle Franco della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Quel che non è salvato è perso, di Lorenzo Fantoni, con l’autore, Irene Chellini e Dmitrij Palagi (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 29 giugno 2026, alle 18:00, presso il Circolo ARCI S.M.S. di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), presentazione di Barrage, di Ludovica Suriano, in dialogo con l’autrice ed Emanuela Bavazzano, con il coinvolgimento della sezione fiorentina di Medicina Democratica (maggiori informazioni qui, l’evento Facebook qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

    Sabato 11 e domenica 12 luglio 2026, il Collettivo di Fabbrica ex GKN ha chiesto di tenersi libere e liberi.

  • Piazza Nannotti: progetto approvato tre volte, cantiere mai aperto, diciotto anni di rinvii

    Piazza Nannotti: progetto approvato tre volte, cantiere mai aperto, diciotto anni di rinvii

    «Apriti Piazza – Chiusi i CPR»: uno spazio che la comunità ha riempito di senso, intrecciando più istanze


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri — Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Sabato 13 giugno 2026 piazza Nannotti si è riempita di attività: il laboratorio di muralismo della crew di Flores da Favela, il Gioco dell’Oca sulla detenzione amministrativa curato dall’operatrice legale Alessia Cecchetti, la presenza della rete Florence Must Act, con il sostegno di Cesvot. «Apriti Piazza – Chiusi i CPR», a un anno dal murale dedicato a Ousmane Sylla e Moussa Baldé, ha mostrato una cosa semplice: dove le istituzioni rinviano, una comunità sa prendersi uno spazio e dargli vita.

    Ed è proprio guardando quella piazza viva che salta agli occhi il paradosso. Perché Piazza Nannotti, da quasi vent’anni, attende.

    Abbiamo ricostruito la vicenda atto per atto. La piazza viene intitolata a Franco Nannotti nel 2007 e dotata di aree pedonali nel 2010; la sua riqualificazione è una promessa che aleggia dal 2008, dalla stagione dei «cento luoghi». Dal 2018 l’area ha una scheda norma urbanistica dedicata (la ATs 03.23 «Pedonale Nannotti») con variante al Regolamento Urbanistico approvata e verifica ambientale conclusa con esclusione nel 2019. Il progetto definitivo viene approvato una prima volta nel 2018, di nuovo nel 2020 e una terza volta nel dicembre 2025. La delega per gli espropri arriva nell’aprile 2026.

    Il dato è questo: progetto definitivo approvato tre volte, urbanistica a posto, ripetuti voti del Consiglio comunale — e il cantiere non è mai partito. Su questa piazza il Consiglio si è espresso più volte, anche con un ordine del giorno per il completamento dell’opera presentato dal nostro gruppo e approvato l’11 aprile 2022. Siamo tornati sul tema con interrogazioni, question time e domande di attualità, dal 2021 a oggi. La risposta, ogni volta, è stata di fatto un nuovo rinvio.

    Non ci sono alibi tecnici, il problema è politico: è la scelta di non dare priorità a quel territorio e a chi lo vive. È lo stesso ordine di priorità che, sull’altro fronte, costruisce sistemi fondati sul disciplinamento delle persone — come i CPR, contro i quali la Commissione 7 di Palazzo Vecchio ha approvato pochi giorni fa la mozione che chiede di non realizzare alcuna struttura di questo tipo in Toscana.

    Sabato la piazza è stata attraversata con creatività: arte, laboratori, socialità, comunità. Ringraziamo il Quartiere 2 per aver dimostrato interesse e vicinanza verso queste attività, e ringraziamo tutte le persone e le realtà che hanno reso possibile la giornata.

    Aprire le piazze, chiudere i CPR. Su entrambe le cose proseguiremo il nostro impegno.

  • Gavinana: la Città sa da che parte stare, noi saremo al suo fianco

    Gavinana: la Città sa da che parte stare, noi saremo al suo fianco

    “Le provocazioni di Futuro Nazionale non nascono dal nulla, ma dalla copertura che hanno e dal contesto in cui nasce la loro proposta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Fantoni — Sinistra Progetto Comune Quartiere 3

    Ieri eravamo al CPA Firenze Sud, per l’assemblea pubblica convocata in vista della manifestazione prevista per il pomeriggio del 19 giugno 2026. Abbiamo dato la nostra piena disponibilità a sostenere il percorso, nel pieno rispetto della pluralità e dell’autonomia dei diversi soggetti presenti.

    Partiamo da una premessa: a noi non interessa fare pubblicità all’eurodeputato Vannacci, ma non siamo convinti che il silenzio sia la migliore risposta, anzi. Perché Futuro Nazionale agisce con una copertura economica e di ordine pubblico: si è preso pezzi di potere grazie alle destre già presenti nelle istituzioni, e li usa ora per scaricare odio su chi da anni è al centro degli attacchi pubblici. Migranti e centri sociali vengono indicati in tutto l’Occidente come il nemico.

    Dire cose sempre più cattive non è un atto di coraggio, ed è perfino comodo: è la viltà di chi ha scelto la comodità del Governo Meloni per svolgere una funzione decisiva in quella coalizione. Anzi, oggi non ha più nulla di provocatorio. Davvero controcorrente, semmai, è il contrario: rifiutare le scorciatoie che fanno leva sulla nostra parte peggiore e avere il coraggio di sostenere politiche di integrazione, solidarietà, redistribuzione.

    I centri popolari autogestiti, gli spazi non disciplinati, le realtà solidali che si muovono fuori dalle logiche di profitto hanno sempre spaventato chi comanda dall’alto e reprime. Chi si prende cura dei quartieri senza bisogno delle forze dell’ordine non piace a chi non ha la minima idea di come potrebbe essere una società basata su solidarietà, mutualismo e autodeterminazione.

    Non si può parlare di deportazioni accanto al Memoriale di Auschwitz: perché il secolo scorso ci ha insegnato cosa succede quando certe idee arrivano al potere, senza alcun riguardo per l’inviolabilità di ogni esistenza umana.

    Come coalizione e gruppi consiliari saremo in piazza il 19 giugno 2026, al fianco del CPA e di tutte le realtà che ieri hanno aderito alla mobilitazione. Vedere tantissime persone presenti è stata la migliore risposta alle provocazioni di un eurodeputato che chiama chi vive a Firenze “fave”.

    Siamo “fave” che ogni giorno vivono Firenze e si preoccupano di sicurezza sociale, denunciando la speculazione finanziaria, l’emergenza abitativa, l’insostenibilità del costo della vita, la violazione di quegli articoli costituzionali che promettevano la rimozione degli ostacoli che producono disuguaglianza.

    Chiediamo nuovamente alla Sindaca e alla Presidente del Quartiere 3 di prendere una posizione. Da che parte stanno?

    A noi dell’eurodeputato non interessa nulla. Lui passa, come è passato dall’Esercito alla Lega e dalla Lega a un partito suo. Restano Gavinana e Firenze. E noi saremo con loro.

  • I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    «Chiederemo tutta la documentazione direttamente a Palazzo Vecchio stavolta, non è vero che ci è stata trasmessa»

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune


    Il Consiglio comunale di Firenze dovrà votare la tariffa rifiuti entro il 31 luglio. Ma la società partecipata dal Comune al 36,99% ha cercato di impedire che quei dati fossero accessibili, qualificandoli come «informazioni privilegiate» ai sensi della normativa europea sugli abusi di mercato. In aula, la Giunta non ha risposto.

    Plures S.p.A. (gestore unico dei rifiuti urbani per l’ATO Toscana Centro e partecipata dal Comune di Firenze con una quota del 36,99%, la più alta tra tutti i soci) si è formalmente opposta alla richiesta di accesso civico generalizzato presentata ai sensi del D.Lgs. 33/2013, relativa alla documentazione sulla validazione dei costi del servizio rifiuti 2023 e all’aggiornamento del Piano Economico Finanziario 2025.

    L’opposizione di Plures non è stata generica. La società ha avanzato tra l’altro l’argomento che «le informazioni e i dati richiesti costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014» — la normativa europea concepita per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari. Secondo Plures, la divulgazione dei dati avrebbe potuto causare un «aggravamento del pregiudizio reputazionale», richiamando esplicitamente le «vicende giornalistiche» che avevano preceduto la richiesta di accesso.

    La questione è di natura strutturale. Plures ha emesso un’obbligazione da 200 milioni di euro collocata presso investitori istituzionali internazionali (PGIM/Prudential USA), e si dichiara soggetta alle regole del mercato finanziario in virtù di tale quotazione. Questo le consentirebbe — secondo la propria tesi — di sottrarre i dati sui costi del servizio rifiuti all’accesso civico previsto per i gestori di servizi pubblici essenziali.

    Ma i costi della raccolta rifiuti non sono informazioni riservate tra privati: sono il fondamento della tariffa che ogni cittadino dei 58 Comuni dell’ATO paga ogni anno. La normativa di regolazione (ARERA, MTR-3) impone trasparenza e separazione contabile proprio per garantire che le tariffe riflettano costi reali e verificabili, non interessi finanziari opachi.

    ATO Toscana Centro, con provvedimento del 1° giugno 2026, ha respinto le argomentazioni di Plures, riconoscendo che «l’interesse conoscitivo del richiedente coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Ha quindi accolto parzialmente l’istanza.

    La risposta della Giunta in aula oggi è stata evasiva: si è minimizzata l’opposizione di Plures («c’è stata un’interlocuzione»), si è rinviato alla tariffa che «passerà dal Consiglio», senza rispondere alla domanda centrale: il Comune condivide la qualificazione dei dati tariffari come «informazioni privilegiate» ai sensi del Reg. UE 596/2014?

    La Legge di Bilancio 2026 ha fissato al 31 luglio il termine per l’approvazione del PEF rifiuti e delle tariffe TARI. Il Consiglio comunale di Firenze è quindi chiamato a deliberare entro la pausa estiva su una tariffa il cui impianto di costo è stato oggetto di opposizione formale da parte della stessa società partecipata, che ha tentato di impedire che tali dati fossero accessibili.

    Non è possibile esercitare una funzione deliberativa su documentazione che la nostra partecipata qualifica come segreta. Approvare la TARI in queste condizioni significherebbe convalidare un sistema in cui i consiglieri comunali votano cifre che non possono esaminare.

    Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Il Consiglio di Amministrazione di Plures risponde all’assemblea dei soci, e quindi ai Comuni. Se il Comune di Firenze non condivide la posizione di Plures sull’applicazione del Reg. 596/2014 ai dati tariffari del servizio rifiuti — e se ritiene, come dovrebbe, che la trasparenza sia un obbligo e non un optional — ha tutti gli strumenti per farlo valere in sede assembleare e di governance.

    Invece oggi in aula non è arrivata nessuna risposta su questo punto. Nessuna posizione del Comune come socio. Nessun impegno a intervenire. Solo un rinvio al voto di luglio, che senza le risposte necessarie rischia di essere un atto formale su basi opache.

    Chiediamo: che prima del voto sulla TARI la Giunta comunichi formalmente la propria posizione sulla qualificazione dei dati tariffari; che il Comune eserciti i propri diritti di socio per garantire che Plures adotti comportamenti coerenti con la trasparenza dovuta a un gestore di servizio pubblico essenziale; che venga chiarita la separazione contabile tra le attività tariffate del servizio rifiuti e le attività del progetto multiutility.

    Faremo una nuova istanza di accesso agli atti: chiederemo quello che ATO non ci ha dato al Comune. Se Palazzo Vecchio non ha quei documenti c’è evidentemente un problema politico profondo: se li ha, non può negarceli, visto che l’Assessore ci ha detto esplicitamente che è legittimo da parte nostra vedere tutta la documentazione che il Comune possiede.

  • TARI, RSA, affitti brevi e un appello per settembre

    7 giugno 2026

    Ben ritrovate e ritrovati.

    Continuiamo ad avere conferma di quanto poco conti la politica quando rinuncia a mettere in discussione il potere e sceglie di appoggiarsi agli equilibri esistenti, seguendo logiche di rendita, o di posizione. Per tenerci alla larga da questo, continuiamo a dedicare molta cura anche all’organizzazione e alla comunicazione: presto dovrebbe nascere il sito di Sinistra Progetto Comune, che non sostituirà, ma integrerà e amplierà lo spazio a cui si legano queste mail.

    Nel frattempo, come leggerete, su alcune tematiche proveremo a rendere più sistematica la restituzione di ciò che sappiamo e facciamo, provando a fornire strumenti utili a chiunque vorrà servirsene. Va da sé che qualsiasi riscontro vorrete darci ci aiuterà.

    Il digitale non sostituisce in nessun modo l’incontro nella realtà, per questo tra gli appuntamenti troverete nuove presentazioni di libri e assemblee sul territorio.

    Infine una richiesta, segnatevi la settimana del 14-20 settembre 2026: stiamo preparando un appuntamento di più giorni, con la possibilità di cenare, ascoltare dibattiti e stare insieme. Se avete qualche minuto da dedicarci diteci cosa vi piacerebbe trovare e come potreste darci una mano, cliccando qui.

    Buona lettura e buona domenica,

    Dmitrij

    TARI, Plures e accesso civico

    Il 1° giugno 2026 Plures ha annunciato l’approvazione del nuovo bilancio 2025, quello che sostituisce il bilancio ritirato a fine aprile dopo essere stato presentato trionfalmente. Quello che abbiamo letto è un comunicato promozionale: non abbiamo il bilancio, non sappiamo come è stato risolto il problema contabile che ha causato il ritiro. Il Comune di Firenze è il primo socio con il 36,8% del capitale, la Giunta Funaro deve avere accesso a quei documenti, ma al Consiglio non è arrivato nulla (maggiori informazioni qui). Nel frattempo è arrivata la risposta alla nostra richiesta di accesso civico ad ATO Toscana Centro: Plures si era formalmente opposta, sostenendo tra l’altro che i dati tariffari del servizio rifiuti costituirebbero “informazioni privilegiate” ai sensi del regolamento europeo sugli abusi di mercato, e che la divulgazione potrebbe danneggiare la propria immagine aziendale. ATO non ha accolto queste impostazioni. Lunedì discuteremo in aula un question time: il Comune non può ignorare le argomentazioni con cui la propria partecipata oppone la trasparenza (maggiori informazioni qui). Tutti i materiali raccolti su TARI e Plures sono in un fascicolo dedicato (qui), mentre nella prossima mail dovrebbe essere pronto quello a cui stiamo lavorando sul tema generale della multiutility.

    Affitti brevi, rendita e Consiglio

    Giovedì 4 giugno 2026 il Consiglio comunale ha votato il regolamento sulle locazioni turistiche brevi. Nelle settimane precedenti avevamo depositato dodici emendamenti: erano proposte che andavano dalla distinzione tra chi affitta una stanza in casa propria e chi gestisce decine di appartamenti in regime industriale, all’estensione del monitoraggio ai Quartieri dove la crescita del fenomeno è più recente, fino a soglie massime di notti e limiti per condominio (maggiori informazioni qui). Tutti e dodici sono stati respinti, senza entrare nel merito. Come Sinistra Progetto Comune abbiamo scelto l’astensione per dare un segnale di disponibilità a costruire un fronte che contrasti la rendita e difenda il diritto alla casa (maggiori informazioni qui), manifestando al contempo una critica netta ai ritardi e al modo con cui la Giunta ha scelto di procedere. Il nostro intervento in aula ha provato a spiegare alla Città come siamo arrivati a questo punto: il pubblico ha finanziato la rendita privata per settant’anni, i Comuni sono stati progressivamente svuotati degli strumenti per intervenire, e la soluzione non è tecnica ma politica (il video dell’intervento qui, il testo che ha fatto da traccia qui). Tutti i materiali raccolti sulla delibera affitti brevi di giugno 2026 sono nel fascicolo dedicato (qui). Il racconto video della seduta del Consiglio comunale di giovedì, registrato dopo l’intervento, il dibattito e la votazione è disponibile qui.

    Casa, patrimonio e UNESCO

    Giovedì sera, al Circolo ARCI 25 Aprile, quasi cento persone hanno partecipato all’assemblea pubblica sugli alloggi a canone concordato della Società Le Quinte: 161 appartamenti costruiti con fondi pubblici, un vincolo permanente di locazione calmierata che qualcuno sta cercando di cancellare in tribunale, un’asta fissata al 29 giugno. È nato un comitato di tutela dei nuclei assegnatari, di cui rispettiamo la piena autonomia e a cui garantiamo il pieno sostegno: porteremo le loro istanze in Consiglio con un question time prima della scadenza (maggiori informazioni qui). Tutti i materiali su questa vicenda sono nel fascicolo Le Quinte (qui). Sinistra Progetto Comune ha aderito alla petizione Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex OGR, su cui sono state raccolte già oltre le 1.200 firme: 42.000 metri quadri adiacenti al parco pubblico più esteso della città non possono essere consegnati a residenze di lusso e usi turistico-alberghieri, mentre il Comune disponeva degli strumenti per esercitare il diritto di prelazione e recuperare l’area a funzione pubblica (maggiori informazioni qui). I verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO acquisiti via accesso atti rivelano che già nel 2015 il Centro del Patrimonio Mondiale contestava al Comune la “vendita di complessi monumentali pubblici a soggetti privati e il loro cambio d’uso”: a undici anni di distanza, ex Teatro Comunale, San Gallo, Sant’Orsola e le stesse ex OGR mostrano che quel modello non si è mai interrotto, e che le sei raccomandazioni ICOMOS del 2017 sono rimaste in larga parte lettera morta (maggiori informazioni qui).

    RSA, salute mentale e cooperazione sociale

    I dati del portale regionale al 2 giugno mostrano che le quote sociali delle RSA fiorentine variano da 52,79 a 70 euro al giorno, e le tre strutture con posti liberi appartengono tutte alla fascia alta. Nel corso del 2025 tre cambi di titolarità hanno trasferito silenziosamente il 70% dei posti accreditati a due holding private con sede a Milano, tutti recepiti con determine dirigenziali di “presa d’atto”, senza alcun dibattito politico (maggiori informazioni qui). Siamo andati più a fondo: la struttura che applica la quota più alta, 70 euro al giorno, è gestita da un gruppo il cui 55% è in mano a Eurizon Capital SGR (Intesa Sanpaolo), i cui immobili sono stati ceduti a un fondo immobiliare francese in un’operazione di sale & leaseback per oltre 120 milioni di euro. È la finanziarizzazione del welfare: chi guadagna sembra diventare chi trasforma la cura delle persone in un asset finanziario (maggiori informazioni qui). In Commissione 4 sono stati adottati i nostri ordini del giorno sul Piano Integrato di Salute: un impegno a rilanciare la salute mentale come priorità e a rafforzare il ruolo del Consiglio comunale (e di quelli dei Quartieri) nella programmazione della Società della Salute (maggiori informazioni qui). Abbiamo infine depositato un’interrogazione sulla Cooperativa Le Rose, che gestisce da oltre trent’anni un centro diurno per persone con disabilità nel Comune di Impruneta: l’ASL risulta averla costretta a scegliere tra il trasferimento fuori dal territorio fiorentino e la revoca immediata del servizio, mentre il protocollo d’intesa firmato nel 2021 dall’allora assessora (oggi Sindaca) non è mai diventato operativo (maggiori informazioni qui).

    Pace, diritti e CPR

    Venerdì 5 giugno 2026 si è tenuta a Palazzo Vecchio la conferenza stampa di presentazione fiorentina della campagna L’Italia che ripudia la guerra: ospitarla nelle istituzioni è stato un atto voluto, ovviamente. Il legame tra riarmo, crisi economica e taglio alla spesa sociale merita una risposta politica chiara, che porteremo in Consiglio (maggiori informazioni qui). La Commissione 7 ha dato parere favorevole alla nostra mozione contro i CPR in Toscana: diciamo no a qualsiasi Centro di Permanenza per il Rimpatrio non per ragioni di prossimità, ma perché queste strutture trattengono persone che non hanno commesso reati in condizioni documentate come incompatibili con la Costituzione (maggiori informazioni qui).

    Mobilità, assemblee e autonomia differenziata

    Il Ponte Caterina e Nadia Nencioni è stato inaugurato, primo nuovo attraversamento sull’Arno in quasi cinquant’anni: una notizia importante, su cui poniamo però una domanda concreta. Il ponte è largo 17,45 metri ma non ha piste ciclabili dedicate, solo percorsi ciclopedonali promiscui. Con la pendenza, chi scende in bici acquisisce velocità in modo silenzioso: è una scelta che produce conflitti reali e non rispetta le Linee Guida nazionali. I cantieri sono ancora aperti, c’è tempo per correggere (maggiori informazioni qui). Nella zona di Piazza del Crocifisso e via Faenza è cominciata la quarta estate consecutiva di segnalazioni per musica notturna da Villa Vittoria: l’anno scorso i fonometri della Polizia Municipale hanno rilevato un superamento dei limiti acustici, ma nella risposta resa in aula il 27 maggio questi fatti non sono stati menzionati, e al 1° giugno nessuna deroga acustica 2026 risultava ancora pubblicata (maggiori informazioni qui). Ieri eravamo a Napoli, al Maschio Angioino, per l’Assemblea pubblica nazionale La nostra lotta, le nostre lotte contro l’autonomia differenziata. Non è stata una presenza simbolica: ad aprile abbiamo depositato in Consiglio una risoluzione che chiede alla Sindaca di prendere posizione netta contro la legge 86/2024 e di aderire alle mobilitazioni. Il problema strutturale non è solo di autonomia regionale: è di potere popolare distribuito, che a Firenze si misura anche sulla mancata attuazione del decentramento nei Quartieri. Il nostro atto è stato messo a disposizione di tutta la rete a livello nazionale (maggiori informazioni qui).

    Appuntamenti

    Abbiamo pubblicato la registrazione della presentazione del libro Transizione ecologica e giustizia climatica di Katia Poneti (Castelvecchi, 2025), tenuta alle Oblate il 26 maggio 2026, con gli interventi dell’autrice, Giulia Marmo, Gaia Pedrolli e Sofia Ciuffoletti (la registrazione qui).

    Domenica 7 giugno 2026, dalle 09:30 alle 10:30, in piazza dell’Isolotto (Firenze), 26esimo appuntamento Insieme per la pace, un momento di condivisione sulla pace, che raccolga le sensibilità più ampie e plurali possibili.

    Lunedì 8 giugno 2026, alle 14:00, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria 1, Firenze), nuova seduta del Consiglio comunale (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Lunedì 8 giugno 2026, alle 17:30, presso la Sala ARCI di piazza dei Ciompi 11 (Firenze), Dagli ultimi conflitti novecenteschi ai contesti bellici dell’intelligenza artificiale. Cos’è cambiato nel modo di fare guerra?, una riflessione a più voci organizzata dal Centro per la Riforma dello Stato con diverse altre realtà (maggiori informazioni qui).

    Giovedì 11 giugno 2026, alle 18:30, in piazza Tanucci (Firenze), primo di due appuntamenti intitolati Di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza?, insieme a Vincenzo Scalia, Letizia Bertolucci, Matteo Magni, Stefano Portelli e Francesca Conti, in due sessioni, con nel mezzo un momento di cena condivisa (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 12 giugno 2026, alle 17:00, presso la Sala Conferenze Infopoint (piazza della Stazione 4, Firenze), Suprematismo bianco nella società occidentale, con Alessandro Scasselati Sforzolini, organizzato da Firenze per la Palestina (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 12 giugno 2026, dalle 19:30, presso il CPA Firenze Sud (via Villamagna 27/A, Firenze), Fuori i fascisti dal quartiere, assemblea pubblica aperta a chi vive nel quartiere e a tutte le realtà antifasciste di Gavinana, verso la manifestazione del 19 giugno: cena a buffet a partire dalle 19:30 e assemblea alle 21:00 (maggiori informazioni qui).

    Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026, presso il NextEmerson (via di Bellagio 15, zona Castello, Firenze), Hackmeeting 2026, incontro annuale delle controculture digitali italiane (maggiori informazioni qui).

    Sabato 13 giugno 2026, alle 10:00, presso la Sala Conferenze Infopoint (piazza della Stazione 4, Firenze), Repressione al lavoro, licenziamenti discriminatori e antisindacali, convegno nazionale organizzato dalla CUB, con a seguire un presidio di solidarietà per il licenziamento di Simone Vivoli dalla TIM (maggiori informazioni qui).

    Sabato 13 giugno 2026, dalle 15:30 alle 19:00, in piazza Nannotti (Firenze), Apriti Piazza. Dai muri dei CPR agli spazi condivisi della città, workshop di muralismo aperto a tutt* e laboratorio artistico di sensibilizzazione sulle politiche di rimpatrio, organizzato da Chiusi i CPR con il sostegno di Italy Must Act, Florence Must Act e CESVoT (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 15 giugno 2026, alle 17:00, presso la Sala conferenze Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), L’età dei movimenti: Rossana Rossanda, con gli interventi di Rosario Croce, Ida Dominijanni, Riccardo Bellofiore, Filippo Magni e Luigi Luporini (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:00, presso la Biblioteca delle Oblate – Sala storica Dino Campana (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza, di Massimo Lensi, con l’autore, Adriano Sofri, Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e Gaia Pedrolli (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 19 giugno 2026, Gavinana è Partigiana, manifestazione antifascista nel quartiere, con orario e punto di ritrovo da confermare (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 22 giugno 2026, alle 21:00, piazza Bongo, Firenze, assemblea pubblica sul diritto all’abitare e politiche della casa del Comune di Firenze, a cui è invitata tutta la cittadinanza, oltre che movimenti e organizzazioni sindacali. Partecipano: i gruppi consiliari comunale e di Quartiere (la locandina nella prossima mail).

    Sabato 27 giugno 2026, alle 19:00 [l’orario potrebbe variare, nel caso il link vi porterà a una locandina aggiornata], presso l’Altana Marielle Franco della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Quel che non è salvato è perso, di Lorenzo Fantoni, con l’autore, Irene Chellini e Dmitrij Palagi (maggiori informazioni qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

    Sabato 11 e domenica 12 luglio 2026, il Collettivo di Fabbrica ex GKN ha chiesto di tenersi libere e liberi.

  • RSA a Firenze: quote sociali variano da 52,79 a 70 euro, la situazione è peggiorata

    RSA a Firenze: quote sociali variano da 52,79 a 70 euro, la situazione è peggiorata

    “Non risulta quasi nessun posto libero, chiediamo i dati aggiornati delle liste di attesa. Due holding private milanesi controllano il 70% dei posti accreditati attraverso tre cambi di titolarità. La Regione ha legiferato, ma il Comune che ha fatto dopo?”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    A marzo 2025 avevamo denunciato in Consiglio comunale che le quote sociali delle RSA fiorentine variavano da 53 a 67 euro al giorno senza che il Comune esercitasse alcuna regia. Avevamo chiesto criteri chiari per il rinnovo delle convenzioni, allora scadute da pochi mesi. Oggi, a oltre un anno di distanza, la risposta è che le cose sono peggiorate.

    I dati del portale della Regione Toscana aggiornati al 2 giugno 2026 mostrano che le quote sociali oscillano ora tra 52,79 euro e 70 euro al giorno: la forbice si è allargata. Per capire cosa significhi questo nella vita concreta delle famiglie, è necessario ricordare come funziona la retta RSA. Si compone di due parti: una quota sanitaria, a carico del Servizio Sanitario Regionale, che la Regione Toscana ha incrementato progressivamente con la DGR 1132/2023 (+2,00 euro da luglio 2023, +1,60 da gennaio 2024, +1,50 da gennaio 2025) portandola a circa 59,10 euro al giorno; e una quota sociale, la cui differenza tra quanto il Comune riconosce e quanto la struttura richiede ricade interamente sulle famiglie. È proprio questa la parte che è esplosa: le strutture con posti disponibili chiedono oggi quote totali tra 57 e 70 euro al giorno, e chi non può coprire la differenza privata non trova accesso.

    Vale la pena precisare il quadro pubblico-privato: le strutture dell’ASP Montedomini (l’unico soggetto pubblico rimasto nel sistema fiorentino) applicano €59,10/g, la quota standard regionale. Sono 3 strutture su 35 e non hanno posti liberi. Dall’altra parte, 10 strutture private chiedono tra € 60 e € 65/g, e 6 arrivano oltre € 65 fino al picco di € 70/g di Villa Gisella — gestita da Zaffiro Healthcare s.r.l. di Milano. Le 3 strutture con posti disponibili oggi appartengono tutte a questa fascia alta. Ogni importo superiore alle indicazioni della Regione deve essere giustificato, se abbiamo ben compreso il meccanismo.

    Il dato più preoccupante riguarda la disponibilità: su 35 strutture RSA accreditate nel Comune di Firenze, solo 3 risultano con posti liberi, tutte con quote superiori a 57 euro. Chi non può permettersi di pagare la differenza tra il massimo coperto dal Comune e la quota richiesta dalla struttura non solo è discriminato, come scrivevamo un anno fa, ma è di fatto escluso da qualsiasi scelta.

    Nel frattempo, nel corso del 2025, tre cambi di titolarità hanno trasferito silenziosamente la gestione di circa 290 posti su 430 totali a due holding private con sede a Milano: SAB s.r.l. ha rilevato RSA Il Giglio (64 posti) e RSA Le Magnolie (74 posti), Zaffiro Healthcare ha incorporato RSA Villa Gisella (153 posti). Tutti e tre i passaggi sono stati recepiti con determine dirigenziali di “presa d’atto”, senza alcun dibattito politico, senza valutazione della qualità del servizio in ingresso, senza passaggio in Commissione o in Consiglio comunale.

    Questo è avvenuto in un contesto normativo che avrebbe dovuto sollecitare tutt’altra attenzione. Nel dicembre 2024 la Società della Salute ha approvato un nuovo Regolamento di accesso ai servizi per la non autosufficienza (delibera n. 14/2024, Assemblea dei Soci), che ha sostituito quello in vigore dal 2016 cambiando i criteri di accesso e di calcolo della compartecipazione: il testo non è mai stato illustrato in nessuna sede consiliare. Nel luglio 2025 la Regione Toscana ha approvato la LR 35/2025 (“Riordino del sistema della presa in carico della persona anziana non autosufficiente e della persona con disabilità”) che modifica la legge regionale 66/2008 e ridefinisce le funzioni dei Punti Unici di Accesso (PUA), delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) e dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI): anche su questa legge, che cambia concretamente chi valuta e come si accede alle strutture, nessuna discussione in Consiglio.

    A luglio 2025 la Giunta regionale ha approvato anche la DGR 1108/2025 sulla ridefinizione del ruolo delle RSA, rinviando però a un atto successivo la parte più delicata — quella sui livelli di assistenza in coerenza con i LEA — per “verificarne l’effettiva sostenibilità finanziaria”: un rinvio che segnala come nemmeno la Regione abbia ancora sciolto il nodo di fondo. Infine, a marzo 2026, la DGR 244/2026 ha approvato nuovi requisiti specifici di accreditamento per le strutture residenziali, aggiornando dopo il primo quinquennio i parametri di qualità e gli indicatori di autovalutazione: esattamente nel momento in cui tre strutture cambiavano proprietà, il Comune ci risulta non abbia usato questo strumento come leva per condizionare le convenzioni, né ha richiesto passaggi formali in nessuna sede.

    Chiediamo alla Giunta: quali criteri sono stati applicati nel rinnovo delle convenzioni con le strutture che richiedono fino a 70 euro al giorno? Cosa cambia concretamente per le famiglie con il nuovo Regolamento SdS (delibera 14/2024)? La LR 35/2025 ha prodotto modifiche alle procedure di accesso e valutazione a Firenze? E ritiene normale che il 70% dei posti RSA accreditati in città sia gestito da due soggetti privati con sede a Milano, acquisiti senza procedure pubbliche di evidenza e senza che il rinnovo dei requisiti di accreditamento sia stato usato per rinegoziare le condizioni, da quel che abbiamo ricostruito?

    La non autosufficienza non è un mercato. Il Comune deve tornare a fare programmazione.


    In allegato: scheda riepilogativa delle RSA accreditate nel Comune di Firenze con quote sociali e disponibilità posti (rilevazione al 2 giugno 2026).

  • Plures: i bilanci non sono comunicati stampa, serve chiarezza

    Plures: i bilanci non sono comunicati stampa, serve chiarezza

    “Oggi attesa la risposta da ATO Toscana Centro, la cittadinanza merita una politica più attenta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Oggi Plures ha diffuso un comunicato stampa per annunciare l’approvazione del nuovo bilancio 2025, quello che sostituisce il bilancio ritirato a fine aprile dopo essere stato approvato, presentato trionfalmente ai media e certificato da PwC, almeno in un primo momento.

    Ne prendiamo atto. Ma dobbiamo essere precisi: quello che abbiamo letto è un comunicato promozionale firmato dall’AD e dal Presidente. Non abbiamo ancora il bilancio da mettere in relazione con quello che viene sostituito.

    È la stessa azienda che si è opposta alla nostra richiesta di accesso civico generalizzato, trasmettendo all’ATO Toscana Centro un’istanza di opposizione perché quei documenti (secondo lei) non si possono vedere. In teoria la risposta deve arrivarci proprio entro oggi.

    È la stessa azienda che ha ritirato un bilancio certificato senza spiegarne le ragioni: ed è la stessa azienda direttamente interessata da un percorso che potrebbe portare all’affidamento del servizio idrico a una nuova società invece che a Publiacqua.

    Il comunicato dice che il ratio PFN/EBITDA è 2,77x e che tutto va bene. Ma non possiamo verificarlo, perché non abbiamo il bilancio e non sappiamo come è stato risolto l’eventuale errore di circa 58 milioni di euro che (secondo le ricostruzioni giornalistiche) poteva aver causato il ritiro del bilancio precedente. Non sappiamo cosa ha cambiato concretamente l’applicazione anticipata di IFRS 18, un principio contabile omologato dall’UE a febbraio 2026 e già usato per rielaborare un bilancio che si chiude al 31 dicembre 2025. Non sappiamo come è messo il bilancio separato (quello della holding che gestisce direttamente il servizio rifiuti), dopo i problemi già documentati.

    Il Comune di Firenze è il primo socio di Plures con il 36,8% del capitale. Significa che la Giunta Funaro ha accesso a quei documenti. Li ha visti, eppure al Consiglio comunale non è arrivato nulla: né il bilancio, né il parere del collegio sindacale, né le comunicazioni alle banche sulla revoca dell’assemblea.

    Rinnoviamo le richieste già formalmente depositate: accesso al parere dei revisori dei conti; trasmissione al Consiglio del nuovo bilancio consolidato e separato; chiarimenti su come è stato risolto il problema contabile che ha portato al ritiro. Valuteremo le ulteriori iniziative, compreso il ricorso al TAR in caso di diniego all’accesso civico.

    Un’azienda pubblica si valuta sui documenti, non sui comunicati.

  • Ponte Nencioni: percorsi ciclopedonali o piste ciclabili dedicate?

    Ponte Nencioni: percorsi ciclopedonali o piste ciclabili dedicate?

    “Il ponte è largo 17,45 metri. La domanda che poniamo è se fosse davvero impossibile prevedere piste ciclabili dedicate”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri — Sinistra Progetto Comune Consiglio di Quartiere 2
    Lorenzo Fantoni — Sinistra Progetto Comune Quartiere 3

    La Città di Firenze ha inaugurato il Ponte Caterina e Nadia Nencioni, il primo nuovo attraversamento sull’Arno in quasi cinquant’anni, realizzato nell’ambito della linea tramviaria per Bagno a Ripoli. Un’opera che ha saputo creare un clima di attesa e carica di significato nella scelta di intitolarla a due sorelle uccise nella strage mafiosa di via dei Georgofili del 1993 (anche se sarebbe stato meglio che la scelta non avvenisse con sondaggi su piattaforme private).

    Ma l’inaugurazione ha aperto immediatamente una discussione concreta tra chi abita e si sposta nei rioni collegati: il ponte non ha piste ciclabili dedicate, bensì percorsi ciclopedonali promiscui (marciapiedi condivisi da pedoni e biciclette sulla stessa superficie). Una scelta che produce conflitti reali, soprattutto in presenza di pendenza: chi scende in bici acquista velocità in modo silenzioso, spesso non prevedibile da chi cammina o si ferma.

    Il problema non si esaurisce sulla sede del ponte. La pista ciclabile di via di Villamagna, che alimenta i flussi verso il nuovo attraversamento, genera un’intersezione critica: i veicoli in svolta a destra verso il ponte hanno l’obbligo di cedere la precedenza ai ciclisti in transito. Con i volumi attesi, questo punto diventa un nodo potenzialmente pericoloso: la stessa situazione si ripresenta sul lato Bellariva.

    Le Linee Guida nazionali per la progettazione delle infrastrutture ciclabili (DM 2 maggio 2022, n. 226) sono esplicite: i percorsi promiscui pedoni-ciclisti sono la soluzione meno sicura e vanno adottati solo dove la separazione delle utenze non sia praticabile. Il ponte è largo 17,45 metri: la domanda che poniamo alla Sindaca e alla Giunta — come consiglieri al Consiglio Comunale e nei Quartieri 2 e 3, direttamente interessati dall’infrastruttura — è se fosse davvero impossibile, tecnicamente o politicamente, prevedere piste ciclabili dedicate in quella sezione.

    Per questo abbiamo depositato un’interrogazione chiedendo:

    1. perché sia stata scartata l’opzione di piste ciclabili dedicate, tenuto conto della larghezza della sezione trasversale;
    2. se siano state effettuate analisi di sicurezza sulle intersezioni di accesso (lato via Villamagna e lato Bellariva) e con quali esiti;
    3. se i percorsi ciclopedonali rispettino il DM 226/2022 in termini di larghezza e gestione della pendenza;
    4. se la Giunta intenda valutare interventi correttivi prima della conclusione dei lavori, prevista entro ottobre 2026.

    Con i cantieri ancora aperti, c’è ancora tempo per intervenire. La ciclabilità sicura non è un accessorio: è una scelta strutturale su quale mobilità si intende garantire a chi non ha un’automobile, a chi si sposta ogni giorno a piedi o in bici, a chi vive e lavora nei quartieri che questo ponte collega.

  • Affitti brevi a Firenze: dodici emendamenti per il Consiglio comunale

    Affitti brevi a Firenze: dodici emendamenti per il Consiglio comunale

    “Giovedì si vota. Occorre evitare di cristallizzare 16.906 locazioni esistenti, distribuire potere verso il basso, restituire centralità e tutele a residenza e condomini”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Il Consiglio Comunale di Firenze è convocato per giovedì 4 giugno per votare la delibera 2026/00034, che estende il blocco delle nuove autorizzazioni alle locazioni turistiche brevi anche alle sottozone A3 e A4 (Centro storico extra-UNESCO, Campo di Marte, Cure, parti di Rifredi e Statuto). La Sindaca e la Giunta hanno scelto di non costruire un’alleanza con il Consiglio comunale, tenendo lo studio del Professor Celata nascosto per mesi e arrivando a imporre al Consiglio un calendario che preclude qualsiasi reale confronto. Non ci convince che la ragione sia quella di evitare una corsa a nuove registrazioni: il calendario poteva essere concordato prima, anche con scadenze ravvicinate urgenti, senza per questo trattare il Salone dei Duecento come uno spazio di ratifica.

    Ciò nonostante, poiché da anni chiediamo di agire a contenimento di questo fenomeno anche usando gli strumenti urbanistici di cui il Comune dispone da tempo, abbiamo voluto depositare 12 emendamenti, ancora una volta dimostrando che ci interessa il merito di ogni processo.

    Riteniamo imprescindibile agire per evitare di cristallizzare lo stock esistente di 16.906 locazioni turistiche brevi (il 56% di tutti i posti letto della città) e distinguere chi mette a reddito una stanza di casa propria da chi gestisce decine di unità in regime industriale. Pensiamo inoltre sia importante estendere lo studio della pressione delle locazioni brevi anche a livello condominiale, dove la pressione abitativa e i costi dell’abitare si misurano davvero (l’80% delle locazioni turistiche brevi a Firenze risulta essere in condominio). Deve inoltre essere previsto un programma di riconversione e una leva fiscale dedicata, ascoltando quei mondi (sindacali, associativi, accademici) che da anni e anni suggeriscono le strade da intraprendere.

    Il primo blocco dei nostri emendamenti è di metodo: cinque correzioni puntuali che non comportano alcun costo politico per la maggioranza e che, se rigettate, configurerebbero una chiusura preconcetta al confronto.

    1. Ripristina lo standard di misure minime per tutti i servizi igienici, che la stessa delibera abbassa contraddicendo la propria motivazione.
    2. Corregge quello che appare essere un refuso tecnico nella numerazione dei commi.
    3. Chiarisce una formulazione sanzionatoria che altrimenti parrebbe configurarsi come un alleggerimento involontario.
    4. Chiude la finestra temporale tra l’adozione della delibera da parte della Giunta, il voto in aula e i 15 giorni che devono passare dalla pubblicazione del regolamento.
    5. Prevede la pubblicazione su Open Data di una mappa georeferenziata di tutti gli esercizi ricettivi regolarmente registrati, con aggiornamento trimestrale.

    Il secondo blocco mette sul tavolo le proposte politicamente forti che derivano dal lavoro importante fatto sul territorio da realtà come SUNIA e Progetto Firenze, e dal confronto con il rapporto MEMOTEF dell’Università Sapienza e le esperienze internazionali di Barcellona, Amsterdam, Parigi, Lisbona, Berlino e New York.

    1. Introduce la distinzione normativa tra regime non imprenditoriale (persona fisica, fino a 2 unità gestite direttamente) e regime imprenditoriale (3 o più unità, oppure gestione affidata a un’impresa anche con una sola unità) — la soglia delle 2 unità è quella oltre la quale la normativa fiscale impone già oggi l’obbligo di partita IVA. Per il regime imprenditoriale chiediamo una dichiarazione asseverata di rispetto dei contratti collettivi nella filiera e una superficie minima dell’alloggio.
    2. Fissa un limite di 120 giornate/anno nelle sottozone A1-A3-A4 e 150 nelle altre zone, sul modello di Parigi (Loi Le Meur 2024) e Amsterdam.
    3. Propone una variante con tetto uniforme di 120 giornate su tutto il territorio, come opzione più semplice da applicare.
    4. Sul modello Barcellona prevede che le autorizzazioni per Locazioni Turistiche Brevi con attività consolidata da almeno cinque anni al 31 maggio 2028 non siano automaticamente rinnovate alla scadenza, lasciando al Comune la valutazione caso per caso in funzione degli obiettivi di riduzione dello stock: senza misure di questo tipo i 16.906 esercizi non diminuirebbero di certo.
    5. Estende il monitoraggio ai Quartieri 3, 4 e 5, dove i dati Inside Airbnb 2025 documentano la crescita più dinamica nel 2024-2025 (la delibera interviene sulla geografia del fenomeno di due-tre anni fa).
    6. Prevede assemblee aperte obbligatorie presso ciascun Consiglio di Quartiere come precondizione operativa dell’applicazione dell’art. 8-bis, come strumento di ascolto strutturato con le decisioni amministrative che restano in capo agli organi elettivi.
    7. Introduce una soglia massima di pressione ricettiva per condominio, misurata sul rapporto tra unità destinate a locazioni turistiche brevi o altre forme di ricettività e numero totale di unità abitative dello stabile, da definirsi con deliberazione di Giunta entro 90 giorni applicando i criteri MEMOTEF (l’80% degli affitti brevi fiorentini è in condominio, il carico antropico turistico supera di molto quello residenziale, ma le ripartizioni millesimali restano invariate).

    Giovedì presenteremo ovviamente anche ordini del giorno altrettanto puntuali.

    Rispetto alla mobilitazione contraria del Ministro Salvini (che vuole togliere poteri ai Comuni) siamo dalla parte di chi vuole un pubblico forte dalla parte di chi ha meno potere. Ma siamo autonomi e fuori dalla coalizione di centrosinistra che in Regione sembra voler a sua volta smontare le competenze degli Enti Locali di maggiore prossimità.

    Come forza di opposizione continuiamo a pensare che il nostro ruolo sia quello di portare nelle istituzioni un punto di vista radicalmente alternativo a chi in questi decenni ha permesso ai nostri territori di trasformarsi in luoghi da cui estrarre continuamente rendita e profitto, a danno del lavoro e della vita quotidiana della maggioranza delle persone.

    Attendiamo i pareri tecnici e la discussione di giovedì, ribadendo che il modo in cui si sono poste Sindaca e Giunta non aiuta il confronto.

  • Villa Vittoria, quarta estate di rumori notturni: nuove segnalazioni

    Villa Vittoria, quarta estate di rumori notturni: nuove segnalazioni

    “La risposta del 27 maggio non ha risolto i problemi di un anno fa. La deroga acustica 2026 non risulta ancora pubblicata”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Ci risulta essere il quarto anno consecutivo in cui i problemi di chi vive nella zona di Piazza del Crocifisso, via Faenza e via Guelfa si ripetono: l’estate 2026 comincia con le stesse segnalazioni delle precedenti, cioè musica fino alle ore piccole nel giardino di Villa Vittoria, in piazza Adua, nell’area tra la Fortezza da Basso e il Palaffari. Le persone ci segnalano di essere tornate a non riuscire a dormire: per questo come gruppo consiliare abbiamo depositato una nuova interrogazione urgente alla Sindaca e alla Giunta.

    Dal 2022 al 2025 il Comune di Firenze ha rilasciato ogni anno un’autorizzazione in deroga ai limiti acustici alla società Vivi s.r.l., gestore dell’evento Estate in Villa. La deroga del 2025 è stata firmata il 19 giugno 2025: quattro giorni prima che fosse depositata la nostra interrogazione urgente sul tema. Al 1° giugno 2026, nessuna deroga equivalente risulta ancora pubblicata sul portale del Comune, da quel che abbiamo potuto vedere.

    L’anno scorso i fonometri della Polizia Municipale hanno rilevato un superamento dei limiti acustici di legge: è stata elevata una sanzione amministrativa nei confronti di Vivi s.r.l., che ha presentato ricorso. Lo si apprende dalla risposta scritta della Vicesindaca con delega all’Ambiente, datata 13 gennaio 2026. Nella risposta resa in aula il 27 maggio 2026 (quindi quasi un anno dopo l’interrogazione urgente) questi fatti non sono stati menzionati: non ci è stato detto se il procedimento amministrativo è concluso, se per il 2026 è stata presentata una valutazione di impatto acustico adeguata all’area UNESCO, se il Comune intende usare la propria posizione di socio di Firenze Fiera per trovare soluzioni, agendo anche politicamente.

    L’area in cui si trova il locale ricade nel perimetro UNESCO, con specifiche disposizioni per la prevenzione dell’inquinamento acustico. Firenze Fiera, che ha in concessione gli spazi dalla Regione Toscana e li ha subaffittati a Vivi s.r.l. tramite procedura a evidenza pubblica, è una società partecipata dal Comune di Firenze per oltre il 9% delle quote. Palazzo Vecchio non può girarsi dall’altra parte e neanche il Quartiere 1.

    La nostra nuova interrogazione chiede chiarimenti su tutti i punti e vuole essere un modo per metterci al fianco della residenza. Ogni momento di socialità fuori dalle regole di mercato, che non insegue il profitto, trova poco spazio in città, mentre la logica del consumo che prevale sulla socialità sembra dettare legge a Firenze. Abbiamo esempi positivi che anche in questi giorni hanno dimostrato un’altra idea di quotidianità possibile, capace di rispettare la pluralità di bisogni e il riconoscimento delle differenze. Continueremo a impegnarci per questa prospettiva.

  • Cubo nero, San Gallo, ex OGR, Sant’Orsola: l’UNESCO segnalava il problema nel 2015

    Cubo nero, San Gallo, ex OGR, Sant’Orsola: l’UNESCO segnalava il problema nel 2015

    «A undici anni di distanza, le sei raccomandazioni ICOMOS restano in larga parte disattese»


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    I verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO «Centro Storico di Firenze», acquisiti via accesso atti, contengono una citazione che a undici anni di distanza dalla sua produzione non ha mai ricevuto l’attenzione che merita. Nelle richieste formulate dal Centro del Patrimonio Mondiale al Comune di Firenze in data 6 maggio 2015, registrate nel verbale del Comitato di Pilotaggio del 25 ottobre 2016, fra le criticità contestate alla città si legge testualmente: «vendita di complessi monumentali pubblici o semi-pubblici (palazzi, conventi e Rotonda del Brunelleschi) a soggetti privati e il loro cambio d’uso». Non un singolo edificio, non una singola operazione: una contestazione dell’intero modello di gestione del patrimonio architettonico pubblico della città, da parte dell’organo delle Nazioni Unite preposto alla sua tutela.

    Da allora, quel modello si è verificato puntualmente in una sequenza impossibile da non leggere come unitaria: l’ex Teatro Comunale, venduto e trasformato in appartamenti di lusso per locazione turistica (il cosiddetto cubo nero, oggetto del dossier comunale al MiC e all’UNESCO di marzo 2026), l’ex Ospedale Militare San Gallo (oggi resort di lusso e residenze ad alto valore immobiliare), l’ex Sant’Orsola (concessionario ARTEA), la Manifattura Tabacchi (anch’essa in via di trasformazione dopo decenni di indecisione), le ex Officine Grandi Riparazioni alla Leopolda, acquisite dal fondo lussemburghese Ginkgo 3 (su cui il Comune ha annunciato di voler attivare ex post il Comitato di Pilotaggio).

    Nel maggio 2017 la missione consultiva ICOMOS-UNESCO, attivata anche da una serie di esposti, formulò al Comune sei raccomandazioni formali:

    1. valutare le conseguenze sul flusso turistico dell’alta velocità ferroviaria e dell’ampliamento aeroportuale;
    2. abbandonare definitivamente il progetto di tramvia sotterranea sotto il centro storico;
    3. non consentire nuovi parcheggi pubblici nel centro storico, con esplicito stop al parcheggio di Piazza Brunelleschi;
    4. istituire un registro pubblico degli edifici a rischio di sottoutilizzo o decadimento;
    5. esplicitare meglio gli attributi dell’Outstanding Universal Value nel nuovo Piano di Gestione;
    6. incorporare l’Heritage Impact Assessment come prassi obbligatoria per ogni intervento sul sito.

    A nove anni di distanza, il bilancio è impietoso: si continua a parlare di nuovi parcheggi interrati in area centrale, non si sta discutendo degli edifici a rischio individuati dal laboratorio HHeRe_Lab (che ne ha individuati 280 e schedati oltre 70, da quel che ci risulta), e l’Heritage Impact Assessment è entrato formalmente in vigore solo il 6 giugno 2025 con il nuovo Piano Operativo, quindi otto anni dopo la raccomandazione ICOMOS, troppo tardi per i grandi interventi già realizzati o in stato avanzato (ex Teatro Comunale in primo luogo, ma anche Sant’Orsola e San Gallo). Sul cosiddetto “Cubo Nero”, lo stesso Comune ammette nel dossier inviato al MiC nel marzo 2026 che la valutazione preventiva non è stata effettuata.

    La risposta che la maggioranza sta costruendo in questi giorni è puntuale e cosmetica: toppe applicate al sintomo, non risposte al modello. Il modello è quello di una città che ha consegnato pezzi importanti del proprio patrimonio monumentale alla rendita immobiliare e turistica, e che oggi prova a coprire l’esito con procedure post-decisionali. Le sei raccomandazioni di ICOMOS del 2017 erano un’occasione di riforma strutturale; sono state in larga parte disattese o ridotte a esercizio tecnico. La domanda che non viene mai posta è quella politica: chi possiede il patrimonio della città, e a quale uso lo destina?

    Depositeremo un’interrogazione consiliare articolata in capitoli (uno per ciascuno dei dossier elencati) per chiarire, per ogni intervento, se l’Ufficio UNESCO comunale abbia espresso parere preventivo, se sia stato eseguito un Heritage Impact Assessment, se l’intervento sia stato inserito nei monitoraggi del Piano di Gestione 2016 e 2021, se ne sia stata data informativa al Centro del Patrimonio Mondiale di Parigi. In parallelo, con una richiesta integrativa di accesso atti chiederemo il dossier integrale di 18 pagine trasmesso al MiC nel marzo 2026 sull’ex Teatro Comunale, la nota del Centro del Patrimonio Mondiale che lo ha originato, l’atto formale di convocazione del Comitato di Pilotaggio sulle ex OGR, e i pareri preventivi rilasciati dall’Ufficio UNESCO sulle delibere comunali dal giugno 2025 (data di entrata in vigore della procedura HIA con il nuovo Piano Operativo) a oggi.

  • Oltre 1.000 atti, tra le istituzioni e le strade di Firenze

    31 maggio 2026

    Ben ritrovate e ritrovati.

    A giugno questa consiliatura compirà due anni: gli atti che abbiamo depositato nel frattempo sono più di 1.000. Grazie a voi e al percorso fatto insieme (anche con chi magari ha preso altre strade) siamo riusciti a fare un’opposizione ferma e puntuale nel merito e anche a portare all’approvazione atti importanti.

    Continueremo a farlo, anche la prossima settimana, portando il nostro punto di vista in modo trasparente e netto, presentando emendamenti e proposte, sollevando i conflitti altrimenti sottaciuti, sempre allo scopo di migliorare la vita delle persone e della comunità.

    Il nostro essere autonomi dal centrosinistra e alternativi alle destre nasce esattamente dalla volontà di poter esercitare forme di libertà utili a chi nella società non ha posizioni di rendita. Non ci sentiamo la realtà “più di sinistra” di tutte le altre, semplicemente crediamo serva anche il nostro punto di vista, perché il futuro sia migliore del presente, per tutte e per tutti, fuori dalla costante estrazione di profitto, che colonizza ogni attimo della nostra vita.

    Se vi va di rispondere a questa mail indicando quale tema potrebbe interessarvi di più vedere approfondito, sarà un riscontro utile.

    Grazie, anche del tempo che dedicate alla lettura di queste mail.

    Buona lettura e buona domenica,

    Dmitrij

    Affitti brevi e diritto alla casa

    La Giunta Funaro ha licenziato le integrazioni al regolamento sugli affitti brevi: arriveranno in Consiglio il 4 giugno. Abbiamo individuato cinque punti critici e stiamo lavorando ad alcuni emendamenti per arrivare nel Salone dei Duecento con proposte migliorative quanto precise (maggiori informazioni qui). Dagli accessi agli atti sui verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO emerge che la regolazione delle locazioni brevi è richiesta da undici anni: nei primi cinque mesi del 2026 le nuove autorizzazioni sono già 270, il doppio del ritmo dell’intero 2025 (maggiori informazioni qui). Il TAR ha stabilito che 150 appartamenti dell’ex sede della Cassa di Risparmio in via Bufalini — 18.000 mq in centro storico UNESCO — possono essere destinati agli affitti brevi, perché nel settembre 2023 l’Amministrazione aveva firmato un atto d’obbligo che consolidava una convenzione del 2017 priva di limitazioni. Il principio giuridico usato dal TAR può valere anche per altri soggetti che abbiano firmato convenzioni simili, e abbiamo chiesto di capire quanti casi simili ci sono in Città (maggiori informazioni qui). In Commissione 6 la mozione su blatte e overtourism ha registrato segnali positivi: l’Amministrazione riconosce che l’intervento a chiamata non basta e annuncia un programma progressivo, con protocolli già attivi con Booking e Airbnb per il conferimento corretto dei rifiuti (maggiori informazioni qui). Il 29 giugno è fissata l’asta per 137 alloggi a canone concordato in Quartiere 4 — ex Le Quinte — con un’offerta irrevocabile da 4,5 milioni già sul tavolo: le aste precedenti erano andate deserte perché il mercato non vuole case con vincolo permanente, la nostra mozione sull’acquisizione pubblica è ferma in commissione dal novembre 2025 (maggiori informazioni qui).

    Urbanistica e rendita

    Sul Colle delle Rovinate, in centro storico UNESCO, con doppio vincolo paesaggistico e monumentale, per Costa Scarpuccia ci risultano undici provvedimenti edilizi in cinque anni, tre direzioni comunali coinvolte e nessuna valutazione unitaria. Ogni atto che abbiamo visto è qualificato come “modifica di modesta entità”, ma cumulativamente appare già una riconfigurazione completa (maggiori informazioni qui). A San Salvi il progetto FESR di housing sociale prevede appartamenti da 40-45 mq — sotto la soglia minima raccomandata persino per una persona sola. Rimane inoltre l’errata decisione di prevedere nuove strade in un’area verde da tutelare (maggiori informazioni qui). All’ex Ospedale Militare San Gallo la deroga acustica per i lavori notturni fino alle 4.30 esisteva, ma la residenza non è mai stata avvisata. Al question time la risposta ha indicato il direttore dei lavori privato come responsabile della comunicazione ai cittadini: uno scarico di responsabilità istituzionale, non una risposta (maggiori informazioni qui). Sullo stadio Franchi il nostro accesso agli atti ha ricevuto tre “non risulta”: nessuna interlocuzione formale con la proprietà dell’ACF Fiorentina sul project financing da oltre 100 milioni per il secondo lotto. Eppure sei giorni prima della nostra richiesta era stato firmato un atto modificativo della convenzione di concessione. La scadenza per candidare il Franchi a sede di Euro 2032 è il 31 luglio (maggiori informazioni qui).

    Trasparenza e conti pubblici

    ALIA – Plures S.p.A. — 100% capitale pubblico, primo azionista Firenze col 37% — ha chiesto formalmente ad ATO Toscana Centro di non trasmettere la documentazione che avevamo richiesto con accesso civico: contabilità separata del servizio rifiuti, corrispondenza sulle contestazioni contabili, costi imputati alla TARI. Parliamo di una società pubblica che per quanto ci riguarda continua a voler sfuggire alla nostra funzione di controllo (maggiori informazioni qui). Il Comune di Firenze incassa da Toscana Aeroporti 15.964 euro l’anno di IMU sull’aeroporto Vespucci: la stessa società ha chiuso il 2025 con 16 milioni di utile netto. Il Comune di Pisa ha già iscritto a ruolo 2,2 milioni per gli stessi immobili; Firenze, sei anni dopo la prima sentenza di Cassazione, non ha ancora emesso nessun accertamento formale. Il 2021 rischia di andare in prescrizione a dicembre (maggiori informazioni qui). Il PalaGeminiani di Novoli è stato inaugurato il 6 ottobre 2025 — tre giorni dopo il verbale di ultimazione dei lavori, con il collaudo ancora in corso. Quarantadue giorni dopo il deposito dell’interrogazione urgente, la risposta è finalmente arrivata: riapertura prevista per la stagione 2026-27, con incongruenze rilevanti tra quanto dichiarato e gli atti pubblici che avevamo già raccolto (maggiori informazioni qui e qui). Sul parcheggio interrato di piazza del Cestello l’Assessore alla Mobilità ha dichiarato pubblicamente che molto probabilmente non si farà: il Comune continua però a pagare HYDEA S.p.A. per completare uno studio di fattibilità su un’opera già informalmente abbandonata, senza rendere disponibile nessun documento al Consiglio (maggiori informazioni qui).

    Lavoro, sicurezza, mobilità

    L’inchiesta “Fantasmi” del TG3 Toscana ha documentato un sistema di caporalato nel cantiere della nuova stazione AV di Firenze Belfiore: circa sessanta operai costretti a restituire parte del salario. Il Protocollo Appalti firmato dal Comune dopo la strage di via Mariti non ci risulta aver mai avuto attuazione formale — nessuna delibera, nessuna determina vincolante (maggiori informazioni qui). COBAS Lavoro Privato denuncia decine di bus di Autolinee Toscane con climatizzatori guasti e posti guida senza protezione per i turni notturni: il Comune ha firmato un Protocollo sulla sicurezza del TPL a novembre 2025 e ha chiesto più corse notturne senza condizionarle alla sicurezza di chi guida (maggiori informazioni qui). Il Comitato Manoiquandosidorme ha scritto direttamente alla Sindaca: un anno e mezzo dopo il voto del Consiglio, la mozione ZTL non è ancora stata discussa in Commissione. Sosteniamo la lettera e chiederemo alla prossima conferenza capigruppo di iscrivere l’atto all’ordine del giorno (maggiori informazioni qui).

    Diritti, welfare, quartieri

    A Sollicciano tra alcuni detenuti sono comparsi febbre ed eruzioni cutanee legate sospettamente all’acqua dei rubinetti: il carcere è al 158% di sovraffollamento e il Tribunale di Sorveglianza ha già sollevato questione di legittimità costituzionale sulle condizioni di detenzione. Il Comune presiede la Società della Salute, ha firmato protocolli interni, non può essere spettatore (maggiori informazioni qui). Il Consiglio ha approvato senza voti contrari la risoluzione su Agripunk ETS — il rifugio antispecista ad Ambra con oltre cento animali che non possono essere spostati né macellati: il 22 maggio si è tenuto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario ed è in corso un’importante raccolta fondi in vista della prossima scadenza del 19 giugno (maggiori informazioni qui). Al Parco Florentia di Ponte all’Indiano il 21 maggio — con la Sindaca presente e le telecamere accese — sono state demolite anche le strutture precarie di cinque persone in stato di fragilità, tra cui una coppia di anziani: la stessa area era già stata sgomberata il 3 maggio, senza comunicazione pubblica. Non c’è un censimento preventivo delle presenze, non c’è un piano sociale nel programma europeo. I fondi FESR per la riqualificazione urbana finiscono per essere fondi per pulire le città dalle persone più fragili (maggiori informazioni qui).

    Flotilla, Palestina, pace

    Lunedì 25 maggio, in Consiglio comunale, abbiamo portato in aula le parole di ringraziamento a Bundu, a Salvetti e a tutti gli equipaggi di mare della Global Sumud Flotilla (maggiori informazioni qui). Lo stesso 25 maggio il Consiglio ha approvato all’unanimità la risoluzione su Mario Paciolla — sei anni dopo la sua morte in Colombia, la famiglia ha già ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani (maggiori informazioni qui) — e, con 20 voti favorevoli e nessun contrario, la risoluzione per completare il recepimento nel diritto interno del Codice dei crimini internazionali: l’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma nel 1999, ma non ha mai inserito genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nel proprio codice penale. Il caso Almasri ha reso visibile questo vuoto; il voto di Firenze chiede al Governo e al Parlamento di colmarlo (maggiori informazioni qui). Giovedì il professor Angelo D’Orsi avrebbe dovuto tenere una conferenza sulla pace a Fiesole: è stata cancellata per pressioni che avrebbero coinvolto esponenti del centrosinistra (maggiori informazioni qui). Giovedì la Commissione 7 ha convocato Bundu e Salvetti in audizione: sentire la testimonianza diretta di cosa significa subire l’impunità israeliana in acque internazionali è necessario, non retorico (maggiori informazioni qui).

    Il racconto video dell’ultima seduta del Consiglio comunale è disponibile (qui).

    Appuntamenti

    Martedì 2 giugno 2026, alle 21:00, in piazza Tanucci (Firenze), presidio con proiezione del film Ribelli, alla presenza del regista Domenico Guardino e con interventi dei figli dei protagonisti.

    Giovedì 4 giugno 2026, alle 09:00, presso il Salone dei Duecento (Palazzo Vecchio, piazza della Signoria 1, Firenze), nuova seduta del Consiglio comunale, dedicata esclusivamente alla proposta di deliberazione avente ad oggetto Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi (l’ordine dei lavori qui, la diretta streaming qui).

    Da giovedì 4 a sabato 6 giugno 2026, al CPA Firenze SUD (via di Villamagna 27/a, Firenze), torna la nuova edizione di Sgrana & (Tra)balla (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 5 giugno 2026, alle 21:00, presso il Circolo ARCI 25 Aprile (via Bronzino 117, Firenze), assemblea pubblica sulle case a canone convenzionato finite all’asta dopo il fallimento della società Le Quinte, organizzata da Sinistra Progetto Comune (maggiori informazioni qui).

    Domenica 7 giugno 2026, alle 12:00, presso Un Tetto sulla Testa APS (via Aldini 5, Firenze), consegna del premio Lorenzo e Donato Bargellini, giunto alla VII edizione, con a seguire pranzo sociale, per cui è richiesta prenotazione (maggiori informazioni qui).

    Lunedì 8 giugno 2026, alle 17:30, presso la Sala ARCI di piazza dei Ciompi 11 (Firenze), Dagli ultimi conflitti novecenteschi ai contesti bellici dell’intelligenza artificiale. Cos’è cambiato nel modo di fare guerra?, una riflessione a più voci organizzata dal Centro per la Riforma dello Stato con diverse altre realtà (maggiori informazioni qui).

    Venerdì 12 giugno 2026, alle 17:00, presso la Sala Conferenze Infopoint (piazza della Stazione 4, Firenze), Suprematismo bianco nella società occidentale, con Alessandro Scasselati Sforzolini, organizzato da Firenze per la Palestina (maggiori informazioni qui).

    Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026, presso il NextEmerson (via di Bellagio 15, zona Castello, Firenze), Hackmeeting 2026, incontro annuale delle controculture digitali italiane (maggiori informazioni qui).

    Mercoledì 17 giugno 2026, alle 17:00, presso la Biblioteca delle Oblate – Sala storica Dino Campana (via dell’Oriuolo 24, Firenze), presentazione del libro Il crimine dei crimini. Dalla Convenzione ONU del 1948 alla striscia di Gaza, di Massimo Lensi, con l’autore, Adriano Sofri, Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e Gaia Pedrolli (maggiori informazioni qui).

    Da mercoledì 1 a domenica 5 luglio 2026, presso l’SMS ARCI di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303, Firenze), Stella Rossa 2026, nuova edizione del festival di ARCI Firenze (maggiori informazioni qui).

  • Approvata la risoluzione sul Codice dei crimini internazionali

    Approvata la risoluzione sul Codice dei crimini internazionali

    “Il Consiglio di Firenze chiede al Governo di completare il recepimento di ciò che l’Italia ha già sottoscritto”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Il 25 maggio 2026 il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2025/01225 “Per completare il recepimento nel diritto interno del Codice dei crimini internazionali” con 20 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto. Il lavoro che ha portato a questo risultato è iniziato molto prima del voto: vogliamo ringraziare Massimo Lensi e l’Associazione Progetto Firenze, che con noi hanno elaborato l’impianto della proposta, ne hanno curato la profondità giuridica e hanno tenuto vivo il percorso dalla deposizione in luglio 2025 al parere favorevole della Commissione 7 in ottobre, fino all’approvazione in aula.

    Il problema che la risoluzione affronta è semplice da descrivere e grave da ignorare. L’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale nel 1999, entrato in vigore nel 2002. Da allora, ha adottato soltanto una legge di adattamento procedurale (L. 237/2012) che regola la cooperazione con la CPI, ma non ha mai introdotto nell’ordinamento i reati previsti dallo Statuto. Genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra come categoria autonoma: non esistono nel codice penale italiano. Il crimine di aggressione nemmeno. Nel 2022 la Ministra Cartabia aveva incaricato una commissione di esperti — i professori Francesco Palazzo e Fausto Pocar — che aveva prodotto un articolato completo. Nel marzo 2023 il Consiglio dei Ministri aveva approvato un disegno di legge. Quel DDL non è mai stato assegnato a una commissione parlamentare. È fermo.

    Il caso Almasri ha trasformato questo vuoto da questione tecnica a questione politica concreta. Osama Almasri, generale libico ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, è stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025 e rimesso in libertà due giorni dopo, perché il Ministro della Giustizia non aveva adottato il provvedimento di convalida previsto dalla stessa legge del 2012. Il 24 gennaio veniva rimpatriato in Libia con un volo di Stato. Il 17 ottobre 2025 la Camera Preliminare I della CPI formalizzava come l’Italia avesse violato i propri obblighi internazionali. Il 26 gennaio 2026 l’Italia veniva deferita all’Assemblea degli Stati Parti della CPI. Il 9 ottobre 2025, nel mezzo di questa vicenda, la Camera dei Deputati aveva votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti dei tre ministri indagati. Il 29 maggio 2026 — tre giorni dopo il voto di Firenze — la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo comunicava di aver ricevuto due ricorsi contro l’Italia da parte di vittime di torture nelle prigioni libiche sotto il comando di Almasri.

    La proposta di legge presentata in luglio 2025 alla Camera a prima firma Laura Boldrini — con il sostegno esplicito di Amnesty International e la consulenza dei professori Alessandra Annoni, Triestino Mariniello e Antonio Marchesi — contiene esattamente quello che il DDL del 2023 continuava a rimandare: la tipizzazione completa di tutti i crimini internazionali, la giurisdizione universale, l’attribuzione ai tribunali ordinari. È ferma in Commissione Giustizia. La risoluzione approvata da Firenze chiede al Governo e al Parlamento di sbloccarla, e al Comune di promuovere una campagna di sensibilizzazione sulla giustizia penale internazionale in raccordo con la Commissione 7.

    Il contesto internazionale dice chiaramente che la direzione è questa. La Germania ha adottato il suo Codice dei crimini internazionali nel 2002: da allora ha aperto oltre cento indagini internazionali e ottenuto condanne per crimini commessi in Siria, Iraq, Rwanda. Il rapporto annuale sulla giurisdizione universale pubblicato ad aprile 2025 da TRIAL International, REDRESS, ECCHR e FIDH documenta 95 procedimenti in 16 Paesi e 27 condanne nel solo 2024 — quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Gli ordinamenti nazionali non sono un ripiego rispetto alla CPI: sono il pilastro su cui la giustizia penale internazionale regge quando le pressioni politiche internazionali — come le sanzioni americane agli ufficiali della Corte firmate da Trump nel febbraio 2025 — ne ostacolano il funzionamento.

    Il voto del Consiglio comunale di Firenze non è un gesto simbolico: è una richiesta precisa, con destinatari precisi, su un obbligo internazionale che l’Italia ha assunto ventisei anni fa e non ha ancora rispettato per intero.

  • IMU e Toscana Aeroporti: dopo il caso Pisa, i dati di Firenze

    IMU e Toscana Aeroporti: dopo il caso Pisa, i dati di Firenze

    “Quindicimila euro l’anno di IMU da un’azienda che fa 16 milioni di utile. A Pisa la stessa società deve 2,2 milioni al Comune. A Firenze, dopo sei anni dalla prima sentenza di Cassazione, nessun accertamento formale. E il 2021 potrebbe andare in prescrizione a dicembre”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    La risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti al Comune di Firenze relativa a Toscana Aeroporti S.p.A. contiene un numero che vale da solo una storia: il Comune di Firenze incassa da questa società 15.964 euro l’anno di IMU sugli immobili in concessione all’aeroporto di Peretola.

    La stessa società ha chiuso il 2025 con 16,1 milioni di euro di utile netto e ha distribuito 7 milioni di dividendi — una quota prevalente dei quali è andata alla multinazionale argentina Corporación América Italia, che controlla il 62,28% del capitale. Quindicimila euro di IMU, a fronte di sedici milioni di utile. Non è una svista: è la conseguenza di anni in cui una parte consistente degli immobili aeroportuali è rimasta classificata in categoria catastale E — esenzione IMU per legge — senza che nessuno verificasse la correttezza di quella classificazione.

    Va detto, a margine, che questa risposta è arrivata tramite accesso agli atti al Comune: quando proviamo a ottenere documentazione direttamente da Toscana Aeroporti, il diniego è la risposta ordinaria, perché è una tipologia di società esentata dal controllo delle assemblee elettive. In sette anni, l’Amministratore Delegato non si è mai presentato in Commissione di Controllo a Palazzo Vecchio nonostante i ripetuti inviti, pur dichiarando alla stampa la propria disponibilità al confronto istituzionale. Non è una novità: un parere del Segretario Generale del Comune del 17 novembre 2022 ha già stabilito che la Commissione di Controllo non può convocare formalmente gli amministratori di Toscana Aeroporti, perché con l’1,3968% il Comune non designa nessun amministratore nella società: una conseguenza precisa del centrosinistra che ha scelto di privatizzare la gestione degli scali.

    La Corte di Cassazione ha stabilito, con le sentenze n. 23678/2020 e n. 29225/2024, che il concessionario del demanio aeronautico è il soggetto tenuto al pagamento dell’IMU: anche se il suolo è proprietà dello Stato, chi gestisce l’aeroporto in concessione ha un possesso qualificato che la legge fiscale assimila alla proprietà. Eppure il Comune di Firenze, a distanza di sei anni dalla prima sentenza, non risulta aver emesso nessun atto formale di accertamento nei confronti di Toscana Aeroporti per l’aeroporto di Peretola. Ha aperto un’istruttoria interna — lo ha ammesso in aula il 18 maggio 2026, in risposta alla nostra domanda di attualità (DPC 00843/2026) — e ci ha comunicato per iscritto che è in corso una verifica su una “rettifica di rendita” rilevata dagli uffici su alcuni immobili. Ma niente accertamenti formali.

    Il Comune di Pisa non ha aspettato. Ha formalizzato accertamenti per 2,2 milioni di euro relativi agli anni 2013-2025: 1,6 milioni già notificati per il periodo 2013-2020, altri 540mila euro in corso di notifica per il 2021-2025. La Corte di Giustizia Tributaria ha sostanzialmente rigettato le contestazioni della società in primo grado; Toscana Aeroporti ha presentato appello. Va detto come ci si è arrivati: decisivo è stato il ruolo del gruppo di opposizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in Comune – Rifondazione Comunista), con Ciccio Auletta e Giulia Contini, che insieme a tutta la loro coalizione hanno presentato un’interrogazione a SEPI — la società di riscossione del Comune di Pisa — facendo emergere i dati. Il comunicato del gruppo è esplicito: «Un fatto fino ad oggi taciuto da questo Comune e che è emerso solo grazie ai nostri atti ispettivi». Anche a Pisa il rappresentante del Comune nel CdA di Toscana Aeroporti si è rifiutato di presentarsi alla Commissione di Controllo. E anche a Pisa, Fratelli d’Italia ha votato contro l’ordine del giorno che stigmatizzava la condotta della società. La questione è poi arrivata in Regione Toscana il 28 maggio, quando l’assessore Boni ha risposto a un’interrogazione del consigliere regionale Diego Petrucci (FdI) — lo stesso partito che governa Pisa e ha votato contro l’atto di Auletta e Contini — dichiarando che la Regione «non era a diretta conoscenza dell’entità del debito della società verso il Comune di Pisa, avendo appreso del contenzioso a mezzo stampa». La Regione è socia, partecipa ai CdA, riceve rendiconti finanziari. Ha saputo del debito fiscale della sua partecipata dai giornali.

    C’è anche una scadenza concreta. Gli accertamenti IMU devono essere notificati entro cinque anni dall’anno d’imposta. Per il 2021, la finestra si chiude il 31 dicembre 2026. Se il Comune non formalizza nulla entro quella data, il 2021 è definitivamente perso. Per gli anni precedenti, la prescrizione potrebbe essere già maturata. Con la nostra interrogazione depositata oggi chiediamo: quando si conclude l’istruttoria? Sono stati adottati atti interruttivi della prescrizione? Il Comune ha consultato Pisa sulla strategia di accertamento?

    C’è poi il conflitto di interesse che nessuno vuole nominare. Il Comune di Firenze è contemporaneamente soggetto attivo IMU nei confronti di Toscana Aeroporti e azionista della stessa società. Incassa dividendi ogni anno — esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 accertati con regolari determine dirigenziali — e deve decidere se e quando emettere accertamenti fiscali che ridurrebbero l’utile distribuibile e quindi i dividendi futuri. Non è uno scenario astratto: è la struttura concreta dentro cui l’istruttoria si svolge. Abbiamo chiesto alla Giunta se abbia valutato questo conflitto e quali misure intenda adottare per garantire che la posizione societaria non influenzi l’esercizio delle funzioni tributarie.

    Con l’interrogazione depositata oggi chiediamo alla Giunta di rispondere su cinque punti: la stima dell’IMU dovuta dalla rettifica di rendita; i tempi per evitare la prescrizione del 2021; il coordinamento con Pisa; la gestione del conflitto di interesse; l’intenzione di formalizzare accertamenti cautelativi per tutte le annualità non ancora prescritte. Una società che fa 16 milioni di utile può e deve pagare le tasse al Comune dove opera. Il Comune non può continuare a discutere dividendi in un consiglio di amministrazione e non sapere se quell’azienda paga l’IMU dovuta.

  • Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    “Il documento di fattibilità è ancora in lavorazione, disponibile solo al completamento. Nessuna data, nessun termine”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il 28 aprile 2026 abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti sul parcheggio interrato di Piazza del Cestello. Nei termini di legge la Direzione Infrastrutture di Viabilità e Mobilità (che ringraziamo) ci ha risposto. La risposta è però una sospensione a tempo indeterminato: il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) «è ancora in fase di completamento da parte dei redattori» e il Comune potrà fornirci i materiali «solo al completamento dello stesso DOCFAP». Nessuna data. Nessun termine.

    Una decina di giorni prima di questa risposta — il 7 maggio 2026 — l’Assessore alla Mobilità aveva dichiarato pubblicamente, in un incontro con i residenti dell’Oltrarno, che «è realistico pensare che il parcheggio al Cestello non si farà», citando l’opposizione della Soprintendenza alle rampe e la conseguente non funzionalità dell’opera. Il Comune sta quindi continuando a pagare il gruppo incaricato della progettazione — HYDEA S.p.A., affidataria sin dal 2023 — per completare uno studio di fattibilità su un’opera che la stessa amministrazione ha già informalmente abbandonato. Pubblicamente. Non è una questione di tempi tecnici: è una contraddizione istituzionale. Se la decisione politica è che il parcheggio non si farà, lo studio di fattibilità dovrebbe essere sospeso e i risultati già prodotti resi accessibili. Invece il lavoro continua, i fondi scorrono, e al Consiglio comunale non viene mostrato nulla.

    La risposta dell’ufficio contiene una formula significativa: il DOCFAP deve rispondere «pienamente al quadro esigenziale posto dall’Amministrazione». Tradotto: la Giunta ha dato indicazioni precise ai redattori su cosa studiare, quali scenari analizzare, quali vincoli rispettare. Queste indicazioni non ci risultano pubbliche o oggetto di dibattito, in Quartiere come nelle Commissioni di competenza di Palazzo Vecchio. Il Consiglio non sa quale direzione la Giunta abbia chiesto di esplorare — se mantenere il parcheggio, se trovare alternative, se giustificare la rinuncia. Il «quadro esigenziale» è il documento politico che orienta lo studio tecnico, e non è mai stato discusso in Consiglio.

    C’è anche un profilo di diritto che intendiamo valutare. L’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali attribuisce ai consiglieri il diritto di accedere a «tutte le notizie e le informazioni in loro possesso». Il DOCFAP esiste in forma parziale: ha un incarico formalizzato, ha prodotto materiali intermedi, ha richiesto indagini geofisiche già eseguite nel marzo 2025. Tutto questo è «in possesso» dell’ufficio. Non vogliamo aggravare il lavoro del personale, quindi attenderemo l’esito, ma ribadiamo che servono risposte politiche.

    Alla luce della posizione pubblica espressa dall’Assessore sulla non realizzabilità dell’opera, chiediamo alla Giunta di chiarire se il DOCFAP sia ancora formalmente attivo e se il relativo incarico a HYDEA S.p.A. stia producendo nuove spese; quale sia il «quadro esigenziale» fissato dall’Amministrazione per i redattori, e perché non sia stato reso pubblico né discusso in Consiglio; se intenda sospendere l’incarico e rendere accessibili i materiali già prodotti, incluse le indagini geofisiche del 2025. Un’opera che l’Assessore ha già detto che non si farà non ha bisogno di uno studio che continua. Ha bisogno di una decisione formale — e di trasparenza su quanto già speso per arrivarci.