Autore: Dmitrij Palagi

  • Global Sumud Flotilla: in Commissione 7 audizione di Bundu e Salvetti

    Global Sumud Flotilla: in Commissione 7 audizione di Bundu e Salvetti

    “Ringraziamo la Presidente per aver convocato questa seduta. Importante ascoltare le testimonianze dirette in Comune”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Questa mattina la Commissione 7 del Consiglio Comunale di Firenze ha convocato in audizione Antonella Bundu e Dario Salvetti per sentire la loro testimonianza diretta sull’esperienza della Global Sumud Flotilla. Ringraziamo la Presidente per questa scelta: è un’audizione che aveva senso fare, e aveva senso farla subito.

    I fatti sono noti, ma vale la pena ricordarli. Il 19 maggio, a circa duecento miglia nautiche dalla costa di Gaza — in acque internazionali — la marina israeliana ha abbordato l’imbarcazione Don Juan, come ha fatto con le tutte le altre imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Entrambi sono stati detenuti per due giorni finendo anche in container circondati da filo spinato, senza acqua né cibo per ventiquattr’ore, senza accesso a legali o personale consolare. Le testimonianze in questi giorni per fortuna vengono riportate da più parti e pensiamo sia importante evitare di normalizzare o dimenticare.

    L’audizione di oggi non è un fatto isolato. Il 30 aprile, dopo la prima intercettazione, il Consiglio comunale aveva approvato senza voti contrari un ordine del giorno di solidarietà che chiedeva al Governo italiano di intervenire diplomaticamente: quell’atto si inseriva in una linea coerente che include il riconoscimento dello Stato di Palestina, l’adesione alla Rete degli enti locali per i diritti del popolo palestinese, la delibera sulla cooperazione sanitaria in West Bank e Gaza. Una linea costruita atto per atto, tra la precedente consiliatura e questa.

    Il contesto in cui questa Commissione si è tenuta è quello di un conflitto che, nonostante un cessate il fuoco formalmente in vigore dal 10 ottobre 2025, ha già prodotto ulteriori 800 vittime palestinesi dall’inizio della cosiddetta tregua, tra cui duecento bambini. Secondo WAFA, al 28 maggio 2026 il bilancio complessivo dall’ottobre 2023 ha raggiunto 72.819 morti. A marzo 2026 è stata dichiarata ufficialmente la carestia in alcune zone della Striscia: quattro bambini su cinque affrontano livelli catastrofici di fame, con il Flash Appeal ONU finanziato solo al 13%. Il mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale contro Netanyahu, emesso nel novembre 2024, è ancora inevaso – l’Italia non ha ancora dichiarato che lo eseguirebbe. Il 20 maggio 2026 il Parlamento europeo ha respinto l’emendamento per l’embargo delle armi verso Israele: i rappresentanti delle destre italiane hanno votato contro, mentre i partiti di centrosinistra che a Firenze chiedono di stare dalla parte dei diritti non sempre hanno la stessa coerenza a Bruxelles.

    Quello che Bundu e Salvetti hanno vissuto non è una storia privata: è una testimonianza politica su cosa accade quando si prova a rompere un blocco illegale con azioni civili non violente. Firenze può e deve trarne le conseguenze istituzionali: nella pressione diplomatica sul Governo nazionale, nelle reti di enti locali, negli atti concreti di cooperazione e interruzione di relazioni con chi pratica quel blocco, denunciando eventuali connivenze economiche del nostro tessuto.

  • Bus come serre, notti senza protezione: il protocollo Comune – Autolinee Toscane non sta funzionando

    Bus come serre, notti senza protezione: il protocollo Comune – Autolinee Toscane non sta funzionando

    “Sei mesi dopo la firma del Protocollo d’intesa sulla sicurezza del TPL, arriva la denuncia di bus con climatizzatori guasti, posti guida senza protezione, turni notturni in condizioni inaccettabili”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Raccogliamo e facciamo nostra la denuncia di COBAS Lavoro Privato – Autolinee Toscane pubblicata in queste ore: decine di bus fermi nei depositi per impianti di climatizzazione guasti, altri veicoli formalmente “funzionanti” che non abbassano le temperature interne, personale esposto a turni serali e notturni su vetture prive di protezione totale del posto guida. E — dettaglio che riguarda direttamente il Comune di Firenze — una richiesta di aumento delle corse notturne da parte dell’amministrazione comunale avanzata senza affrontare preventivamente la questione della sicurezza di chi guida. È una miscela che COBAS definisce pericolosa e che non pensiamo possa passare sotto silenzio istituzionale o politico.

    Il 25 novembre 2025 la Direzione Infrastrutture di viabilità e mobilità del Comune di Firenze ha approvato lo schema di un Protocollo d’intesa tra il Comune stesso e Autolinee Toscane, finalizzato a promuovere e garantire la sicurezza del servizio di trasporto pubblico locale e regionale (DD 00483/2025). Sei mesi dopo arriva la denuncia di condizioni che quel protocollo avrebbe dovuto affrontare.

    Il quadro che emerge non è accidentale. Nel frattempo i fondi PNRR per il rinnovo delle flotte bus erano stati accertati già nel giugno 2025 (DD 04660/2025): a che punto è il cronoprogramma del rinnovo per il territorio fiorentino? Autolinee Toscane ha dichiarato di aver avviato il dispiegamento delle prime cabine integralmente protette, ma i dati pubblici indicano che a oggi meno della metà della flotta toscana è equipaggiata con protezioni adeguate, con un obiettivo del 69% entro dicembre 2026. Non è abbastanza, e non è abbastanza in fretta. Nel frattempo l’estate è già arrivata.

    Se il Comune ha effettivamente richiesto ad Autolinee Toscane un aumento delle corse notturne senza contestualmente esigere il rispetto delle condizioni di sicurezza per il personale, ha sbagliato. Il trasporto pubblico notturno è un servizio essenziale — di mobilità, di riduzione dell’uso dell’auto privata, di qualità della vita — ma non può essere conquistato a spese della salute e dell’incolumità di chi lo rende possibile. Non si espande un servizio scaricando i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori.

    Chiediamo alla Giunta di riferire in Consiglio se e come il Protocollo d’intesa del novembre 2025 con Autolinee Toscane sia stato attuato e quali meccanismi di verifica siano stati attivati; se la richiesta di aumento delle corse notturne sia stata condizionata al rispetto di standard di sicurezza per gli autisti, e in caso negativo perché; quali azioni il Comune intenda assumere, nei limiti delle proprie competenze e nell’ambito del contratto di servizio regionale, per accelerare il completamento della protezione totale del posto guida su tutta la flotta operante sul territorio fiorentino.

  • Affitti brevi, undici anni di ritardo dai verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO

    Affitti brevi, undici anni di ritardo dai verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO

    «Si continua a operare in modo parziale e insufficiente, occorre una svolta politica e la volontà di un confronto reale»


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    I verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO «Centro Storico di Firenze» — organo consultivo del Comune presieduto dalla stessa amministrazione — acquisiti nelle scorse settimane dal gruppo Sinistra Progetto Comune via accesso atti, dimostrano che la regolazione delle locazioni turistiche brevi è richiesta da almeno undici anni. Nella seduta della Maratona dell’Ascolto del novembre 2015, il tavolo Residenza chiedeva «la regolazione delle locazioni turistiche non professionali»; nello stesso documento l’allora Sindaco Nardella in apertura ammetteva che il centro storico era «sempre più ostile alla residenza».

    Nel verbale del 9 luglio 2020, in piena pandemia, la rappresentante del Ministero dei Beni Culturali chiedeva esplicitamente di «riaffittare appartamenti che prima del Covid erano ad uso turistico ed ora potrebbero essere destinati alla residenza»: un programma di riconversione, sei anni fa, mai avviato.

    Nel verbale del 12 dicembre 2023 il Focal Point UNESCO Italia per il Ministero della Cultura indicava «Berlino e Barcellona come riferimento per buone pratiche per la gestione degli affitti brevi». Nello stesso verbale il responsabile dell’Ufficio UNESCO comunale concludeva che «Firenze non può legiferare a differenza di New York». Due anni dopo, la sentenza della Corte Costituzionale 186/2025 ha smentito quella tesi.

    E non si è trattato di un’apertura giuridica improvvisa. Le 19 sentenze del TAR Toscana del 14 maggio 2026, che hanno respinto i ricorsi contro il Regolamento comunale del 5 maggio 2025, si fondano espressamente sull’art. 99 della legge regionale toscana 65/2014 — il Testo unico sul governo del territorio approvato dalla Giunta Rossi su impulso dell’allora Assessora Anna Marson — che già attribuiva ai Comuni il potere di stabilire «specifiche condizioni e limitazioni» per i mutamenti di destinazione d’uso. Lo strumento giuridico, in altre parole, è a disposizione del Comune di Firenze da dodici anni.

    Dalle carte lette emerge la conferma di un ritardo del Comune di Firenze che rischia di non essere risolto da quanto sta avvenendo in questi giorni. Nei primi cinque mesi del 2026 sono state rilasciate 270 nuove autorizzazioni; in tutto il 2025 erano state 132. Il ritmo è raddoppiato.

    I dati restano impietosi. Firenze conta 16.906 strutture di locazione turistica registrate dall’Osservatorio Regionale e oltre 13.000 annunci attivi sulla sola piattaforma Airbnb. La pressione residenziale è la più alta d’Italia: le locazioni brevi corrispondono a due terzi delle abitazioni locate ai residenti, secondo i dati elaborati dal Dipartimento MEMOTEF della Sapienza per il Comune di Firenze. Gli effetti misurati da IRPET sono che ogni dieci per cento di crescita degli annunci nel centro storico fa salire i prezzi residenziali dell’1,6 per cento, ottantadue euro al metro quadro. Le quindicimila famiglie in difficoltà abitativa documentate dallo stesso istituto non sono un effetto collaterale: sono la conseguenza prevedibile di un’industria estrattiva sulle case della città.

    Quello che la maggioranza presenta come svolta è scritto da otto anni nei verbali dei suoi stessi organi. Allora la domanda diventa una sola: perché solo ora, e quali altre politiche si pensano di intraprendere? Perché non c’è un programma pubblico di riconversione come Renda Segura a Lisbona, sebbene il Ministero della Cultura lo abbia chiesto al Comune nel luglio 2020? Perché non si vincola una parte del gettito dell’imposta di soggiorno — 82 milioni nel 2025 — alla casa pubblica? Perché non si mette al centro l’atto sul lavoro nell’housekeeping degli affitti brevi, dove Filcams CGIL ha promosso la prima vertenza italiana?

    In queste ore lavoreremo su alcune proposte di emendamento, facendo tesoro di quello che emerge da documenti dell’Amministrazione stessa e dalla necessità di dare centralità al Comune come ente capace di incidere e programmare, mentre Regione e Governo nazionale sembrano voler togliere strumenti agli enti locali.

  • Inchiesta «Fantasmi» nei cantieri TG3 Toscana: il Comune di Firenze deve dare segnali

    Inchiesta «Fantasmi» nei cantieri TG3 Toscana: il Comune di Firenze deve dare segnali

    “Palazzo Vecchio aveva rilasciato sei deroghe acustiche al cantiere di via Mariti prima della strage. Ne ha già firmate quattro al cantiere Foster. Il Protocollo Appalti del 2024 che novità ha portato sul ruolo del nostro Ente?”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    L’inchiesta «Fantasmi» della TgR Rai Toscana, trasmessa il 28 maggio 2026, documenta un sistema di caporalato che attraversa il cantiere della nuova stazione AV di Firenze Belfiore e tre Case di Comunità PNRR in provincia di Siena. Circa sessanta operai stranieri in subappalto avrebbero dovuto restituire ai reclutatori parte del salario ricevuto in busta paga — il meccanismo classico della paga decurtata in nero, che lascia formalmente regolare tutta la documentazione contabile e scarica il rischio penale sul lavoratore. Non la riteniamo una notizia isolata, anzi conferma l’urgenza di riflettere su quanto sia debole il pubblico sul territorio.

    Il 16 febbraio 2024, cinque persone morirono nel cantiere Esselunga di via Mariti. L’inchiesta della Procura di Firenze ha ricostruito una rete di circa trenta ditte in subappalto e lavori condotti a tappe forzate, con frammentazione della filiera, pressione sui tempi, assenza di controlli reali sulle imprese esecutrici. Gli atti pubblici del Comune mostrano che l’Amministrazione aveva autorizzato quel cantiere con sei deroghe ai limiti acustici tra il 2021 e il 2023 — dalla demolizione dell’ex panificio militare alle ultime proroghe edilizie. Il Comune sapeva chi lavorava, sapeva che i lavori andavano avanti di notte, ma non ci risulta politicamente abbia mai cercato di produrre un atto di verifica sulla filiera dei subappalti. Ora lo stesso schema si ripete al cantiere Foster: dal 2024 a oggi, il Comune ha rilasciato almeno quattro deroghe acustiche al Consorzio Florentia (Pizzarotti + Saipem) per gli scavi delle gallerie, il pozzo nord, il by-pass Mugnone. Ogni volta: autorizzazione alle lavorazioni, nessun impegno di controllo sulla filiera.

    Dopo la strage di via Mariti, il Comune ha annunciato — con ampio risalto istituzionale e mediatico — un Protocollo sugli appalti siglato con CGIL, CISL e UIL nel maggio 2024, con l’obiettivo dichiarato di fermare il subappalto a cascata, vietare i ribassi sul costo del lavoro e costruire «cantieri trasparenti» per gli appalti sopra i due milioni. Abbiamo cercato le conseguenze di questo Protocollo: non abbiamo trovato nessuna delibera di Giunta, nessuna determina attuativa, nessun atto che lo renda vincolante per i contratti del Comune e per le sue convenzioni con i privati e con RFI. Il Comune ha incassato da RFI un contributo di 21.623.880 euro per il nodo AV (DD 09432 del 9 dicembre 2024) e ha firmato convenzioni attuative con RFI nel 2023, senza produrre nessun atto che applichi il Protocollo Appalti a quel cantiere, da quel che abbiamo ricostruito.

    Un ulteriore elemento era già sul tavolo del Consiglio comunale: il 23 aprile 2026, con un’interrogazione, abbiamo chiesto alla Giunta di chiarire i riflessi della ristrutturazione societaria di Pizzarotti sulle opere TAV a Firenze. Pizzarotti è il capofila del Consorzio Florentia che gestisce l’appalto da oltre un miliardo: la sua instabilità societaria è una variabile attiva — e si aggiunge alla scia di infortuni e sfruttamento dei subappalti che attraversa l’edilizia toscana da mesi, contesto in cui la DDA di Firenze ha condotto nell’aprile 2026 l’Operazione Contractus su ipotizzate infiltrazioni nel settore. Non ci è arrivata ancora risposta.

    Gli altri tre cantieri PNRR coinvolti nell’inchiesta del TG3 — le Case di Comunità di Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e Rapolano Terme — non sono di competenza del Comune di Firenze, ma della ASL Toscana Sud Est e della Regione Toscana. Il modello è però diffuso: scadenze di rendicontazione PNRR incompatibili con la verifica puntuale delle filiere, stazioni appaltanti che pubblicizzano i cantieri come «medicina di prossimità» e affidano i controlli alla patente a crediti e al badge, lavoratori stranieri con permesso di soggiorno legato al contratto e strutturalmente ricattabili.

    Depositeremo un’interrogazione urgente alla Sindaca e alla Giunta per sapere se il Protocollo Appalti del maggio 2024 sia stato recepito in un atto formale vincolante e quale; se le convenzioni tra il Comune e RFI per il nodo AV contengano clausole che impongano al Consorzio Florentia e ai suoi subappaltatori il rispetto del CCNL edilizia e il divieto del subappalto a cascata; quale sia l’elenco completo delle ditte subappaltatrici autorizzate sul cantiere Foster e se il Comune abbia mai richiesto a RFI questa lista; quali azioni la Giunta intenda assumere alla luce dell’inchiesta «Fantasmi» e della ristrutturazione societaria di Pizzarotti. Chiediamo inoltre un’audizione urgente in commissione di sindacati e organizzazioni delle comunità migranti che operano nei cantieri.

    Il cantiere più grande di Firenze è autorizzato dal Comune, finanziato con fondi pubblici via RFI, sorretto da una narrazione istituzionale di «transizione sostenibile». Chi lavora in quel cantiere, e a quali condizioni, non è una questione che può essere lasciata all’autorità giudiziaria. È una questione politica. Politica è anche un’altra domanda che consideriamo centrale: il Presidente della Regione Toscana che festeggia il rispetto dei cronoprogrammi ha forse da farsi due domande sulla sua ostinazione per l’opera della TAV e la scelta di non ascoltare i dubbi di comitati e movimenti?

  • Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    “L’Amministrazione riconosce che l’intervento a chiamata non basta a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Era un nostro punto, e ci fa piacere vederlo accolto. Restano aperte le domande tecniche, a cui attendiamo risposta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Gli uffici dell’Amministrazione comunale hanno trasmesso una prima nota di riscontro alla mozione 2025/01203 “Blatte e overtourism, affrontare e prevenire i problemi”, presentata da Sinistra Progetto Comune nell’estate scorsa.

    Registriamo segnali positivi che vanno nella direzione che chiediamo dall’estate del 2025. L’Amministrazione conferma che è in fase di definizione un programma di interventi progressivi a partire dal centro storico, che dovrebbe finalmente superare la logica del solo intervento a chiamata — riconosciuta dagli stessi uffici come insufficiente a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Apprezziamo anche l’annuncio di un’ordinanza sindacale in stesura che richiederà la deblattizzazione anche ai proprietari privati, agli amministratori condominiali e alle attività commerciali; la prossima pubblicazione del calendario degli interventi sul sito istituzionale; e la campagna informativa rivolta ai condomini. Particolarmente significativo è che l’ufficio rifiuti stia lavorando, attraverso i protocolli di intesa già attivi con i grandi gestori degli affitti brevi — Booking e Airbnb — per coinvolgere direttamente gli host nella corretta gestione del conferimento dei rifiuti porta a porta. È esattamente quel collegamento tra overtourism, affitti brevi e igiene urbana che la mozione chiedeva di affrontare.

    Allo stesso tempo restano sul tavolo le domande tecniche che abbiamo posto con l’interrogazione urgente 2026/00858 del 14 maggio: quali principi attivi vengono utilizzati e se rispettino i Criteri Ambientali Minimi per gli appalti di pest management; se siano stati effettuati monitoraggi delle concentrazioni di biocidi e piretroidi nelle acque reflue a valle degli interventi; come venga garantito il coordinamento operativo tra i tre contratti distinti oggi in essere — Direzione Ambiente con Alia, Direzione Istruzione per le scuole, Archimede Società Cooperativa per le aree non stradali; se si intenda adottare un sistema di monitoraggio continuo sul modello del progetto europeo LIFE BIOREPEM, già sperimentato in altri Comuni italiani con il supporto di ISPRA; e come si intenda affrontare il documentato problema di resistenza ai piretroidi sviluppata dalla Blattella germanica. Su questi punti attendiamo le risposte della Giunta.

    Raccogliendo la disponibilità espressa dalla maggioranza, siamo pronti a lavorare con tutta la Commissione VI alla costruzione di un atto più specifico e costruttivo, che metta a sistema quanto già si sta facendo e affronti gli aspetti ancora aperti: dal recepimento dei CAM al prossimo rinnovo contrattuale, al monitoraggio dei biocidi nell’ambiente, fino allo studio della correlazione tra crisi climatica, modello turistico-ricettivo e diffusione delle specie infestanti. Il Consiglio comunale può essere all’altezza di una discussione che — come dimostrano le anomalie termiche già registrate dalla Toscana — non riguarda solo questa estate, ma il modo in cui la città sceglie di abitare il proprio territorio nei prossimi anni.

    Ringraziamo il Presidente della Commissione 6, così come le Consigliere e i Consiglieri che hanno partecipato alla discussione, insieme al personale degli uffici che non ha mancato di dare dettagli su cosa sta facendo l’Amministrazione.

  • PalaGeminiani: annunciata la riapertura per la stagione 2026-2027

    PalaGeminiani: annunciata la riapertura per la stagione 2026-2027

    “Alcuni punti della risposta non ci tornano con la documentazione vista”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Thomas Maerten — Sinistra Progetto Comune

    Oggi ci è arrivata la risposta dell’Assessora allo Sport all’interrogazione urgente 2026/00645 sul PalaGeminiani di Novoli: quarantatré giorni dopo il deposito. La palestra aprirà “per l’inizio della stagione sportiva 2026-27”. Prendiamo atto della risposta e la confrontiamo con i dati degli atti pubblici che avevamo già raccolto.

    La Giunta attribuisce i ritardi al collaudo ai “tempi necessari per gli allacciamenti da parte di Enel e Toscana Energia” — la stessa giustificazione già fornita dall’Assessora il 15 aprile, quando la Nazione aveva pubblicato la notizia di una palestra inaugurata ma chiusa. Il problema è che gli atti pubblici permettono di datare questi allacciamenti con precisione: l’allaccio idrico con Publiacqua è stato formalizzato il 14 febbraio 2022, tre anni e tre mesi fa; l’allaccio elettrico con Edison il 31 ottobre 2024, diciannove mesi fa, mentre era già in corso la quinta proroga contrattuale. Se i gestori di rete hanno completato il loro lavoro nel 2022 e nel 2024, come possono essere loro la causa del mancato collaudo nel maggio 2026? I ritardi riguardano le certificazioni degli impianti elettrici, meccanici e strutturali che l’impresa costruttrice deve ancora consegnare — come la risposta stessa in parte conferma, citando certificazioni “in fase di completamento”. Sono carte che deve fornire chi ha costruito, non chi ha allacciato la rete, a quanto ci risulta.

    Sul fronte dei costi, la risposta afferma che il Comune non deve affrontare “alcun costo diretto o indiretto, perché fino alla conclusione di tutte le operazioni di collaudo l’opera è in carico all’impresa”. Questa affermazione va incrociata con gli atti: il 2 dicembre 2025 il Comune ha contratto un prestito di 150.000 euro con Cassa Depositi e Prestiti per finanziare le “Opere di completamento” della palestra Geminiani (DD 08835/2025). Il 9 dicembre 2025 queste opere sono state aggiudicate all’impresa costruttrice stessa; il 16 dicembre 2025 è stato formalizzato l’impegno di spesa. Si tratta di soldi pubblici — un mutuo che il Comune dovrà restituire — speso per lavori aggiuntivi su un’opera la cui inaugurazione era già avvenuta tre mesi prima. Non è un costo zero.

    L’inaugurazione con taglio del nastro si è tenuta il 6 ottobre 2025 e l’apertura effettiva al pubblico è programmata per settembre o ottobre 2026: significa che la palestra di Novoli sarà rimasta chiusa per almeno undici mesi dall’inaugurazione. Ad aprile l’Assessora aveva dichiarato che il collaudo si sarebbe concluso “entro circa due mesi”. Siamo a fine maggio, e l’orizzonte si è spostato di altri quattro mesi. Un impianto da oltre quattro milioni di euro, con un cartello “Chiuso — in attesa collaudo impianti” che gli abitanti del rione vedono da ottobre.

    L’interrogazione chiedeva anche se l’Amministrazione intendesse adottare un protocollo che subordini le inaugurazioni di opere pubbliche all’effettiva fruibilità degli impianti. Non c’è risposta su questo punto. È una domanda di sistema, non solo sul PalaGeminiani: a Firenze, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i casi in cui l’inaugurazione ha preceduto l’apertura effettiva. Un protocollo trasparente tutelerebbe la cittadinanza, i quartieri che aspettano e la credibilità dell’Amministrazione stessa.

    Restano aperti i nodi principali che avevamo evidenziato. Il collaudo non è ancora concluso. L’impresa ha firmato la contabilità apponendo riserve, e il Comune ha individuato penali per il ritardo: la partita economica si deciderà in sede di collaudo tecnico-amministrativo, con un esito non ancora determinato. L’impresa originale è stata incorporata da un’altra nel 2026, e le garanzie residue sono ora in capo alla nuova società. L’apertura per la stagione 2026-27 è un impegno formale che prendiamo nota. Chiediamo che sia rispettato — e che quando aprirà si dica chiaramente alla Città quando e perché è rimasta chiusa per un anno.