Piazza del Cestello: di assemblee pilotate e ipotesi non smentite….

Sopra il video del question time discusso durante il consiglio comunale del 4 novembre 2019 sull’ipotesi di parcheggio in piazza del Cestello, sotto il comunicato…

Queste le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi

“Cos’è la partecipazione per questa Amministrazione? È una domanda che nasce spontanea dopo aver ascoltato la risposta in aula, durante il consiglio comunale di oggi, relativamente all’ipotesi di un parcheggio sotterraneo in piazza del Cestello. Leggi tutto “Piazza del Cestello: di assemblee pilotate e ipotesi non smentite….”

Stadio, fare bene e e garantire un futuro a tutta la città

Uno step burocratico in meno… così Nardella giudica la possibilità di fare a meno della valutazione ambientale strategica per l’operazione del nuovo stadio nell’area Mercafir, con spostamento del mercato in un’area più piccola…

Un atteggiamento coerente con la linea generale seguita dall’Amministrazione, che mette in difficoltà un’intera zona della città, quella di Campo di Marte, senza che esista un progetto chiaro per il nuovo complesso sportivo. Leggi tutto “Stadio, fare bene e e garantire un futuro a tutta la città”

Unimog, un autobus fuoristrada a zonzo sui lungarni?

“Walkabout”, si chiama cosi il sito dove è possibile prenotare una indimenticabile gita nei vigneti del Chianti con un mezzo decisamente idoneo, un Unimog Mercedes Benz, ovviamente trazione 4×4, per poter viaggiare sullo sterrato senza pericoli, allestito come fosse un autobus e di un bel verde militare. Un veicolo che certo non passa inosservato..

La gita non costa poco, sul sito si indica la tariffa di 150euro a persona (per la “gioventù” però si scende a ben 145 €), ma d’altronde vengono a prenderti sul Lungarno alle Grazie..

Cosa c’è di strano?

UNIMOG – Chianti Wine & Food

Che il veicolo in questione non ci risulterebbe avere avuto nessuna autorizzazione per entrare nel territorio del Comune e che attende i turisti in sosta alla fermata del bus Ataf, Leggi tutto “Unimog, un autobus fuoristrada a zonzo sui lungarni?”

Piazza del Cestello: sull’ipotesi di parcheggio, oltre i nervosismi

Abbiamo depositato un’interrogazione, dopo aver letto sulla stampa di un’ipotesi di parcheggio sotterraneo in piazza del Cestello. Vi proponiamo qui lo scambio di comunicati con l’Assessore Giorgetti.


Palagi (SPC): “Parcheggio di piazza del Cestello, il confronto è utile solo se c’è disponibilità ad ascoltare”

Con un po’ di sorpresa abbiamo letto sulla stampa le dichiarazioni dell’Assessore Giorgetti in merito alla volontà di realizzare un parcheggio interrato sotto piazza del Cestello. Un percorso di partecipazione era stato promosso tra maggio e giugno del 2018 (‘Cestello in piazza’) e sembrerebbe che proprio durante tali iniziative sarebbe emersa questa idea. Quello che ci stupisce è aver letto il giorno seguente numerose dichiarazioni di chi vive nella zona in cui venivano espresse critiche e perplessità da parte della cittadinanza residente. Per questo per il gruppo Sinistra Progetto Comune ho depositato oggi un’interrogazione, per capire esattamente come è nato il progetto e se c’è la volontà di promuovere un nuovo appuntamento di confronto. Dato che il concorso internazionale annunciato dall’Assessore per la progettazione è ancora di là da venire, ci sono tutte le possibilità per evitare il dubbio che i percorsi di ascolto siano solo un momento di finta partecipazione per legittimare progetti su cui manca l’effettivo consenso della popolazione residente.

Parcheggio di piazza del Cestello, la replica dell’assessore Giorgetti: “Chi lancia accuse di finta partecipazione evidentemente non conosce il percorso di ascolto fatto da Comune e Università”


Parcheggio di piazza del Cestello, la replica dell’assessore Giorgetti: “Chi lancia accuse di finta partecipazione evidentemente non conosce il percorso di ascolto fatto da Comune e Università”

“Dispiace che il consigliere non si sia documentato e liquidi un percorso svolto in modo scientifico insieme all’Università come ‘finta partecipazione’. Ancora una volta siamo di fronte a una polemica sterile, portata avanti senza conoscere il pregresso e prendendo come verità le opinioni di alcuni cittadini riportate dalla cronaca locale di un quotidiano”. L’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti replica così alle dichiarazioni del consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi sull’ipotesi di un parcheggio interrato sotto piazza del Cestello. “Questa idea è emersa nel corso del percorso di ascolto promosso dall’Amministrazione insieme all’Università di Firenze. Ed è stata inserita tra le linee guida per il concorso di progettazione che sarà bandito per la riqualificazione della piazza”. Sul percorso di ascolto, l’assessore sottolinea: “l’Amministrazione insieme all’Università ha fatto un lavoro serio per il recupero di una piazza storica proseguendo nella politica finalizzata al miglioramento del tessuto esistente e alla riqualificazione per avere una città più efficiente e moderna. Le riunioni non sono state gestite dall’Amministrazione ma dall’Università che ha registrato tutti gli incontri, le visite e sopralluoghi. Al termine è stato pubblicato un volume con tutti i riepiloghi e le linee guida che poi saranno la base del concorso progettazione. Un percorso lungo concluso con un incontro di presentazione di tutto il lavoro. “Liquidare questo lavoro che ha visto la presenza anche di numerosi residenti, operatori economici e rappresentanti delle realtà della zona come ‘finta partecipazione’ mi sembra alquanto ingeneroso” conclude l’assessore Giorgetti.


Parcheggio di piazza del Cestello, Palagi (SPC) all’assessore Giorgetti: “Dispiace il suo nervosismo, noi abbiamo solo posto delle domande”

“Ci auguriamo maggiore serenità e rispetto per il lavoro delle opposizioni nella risposta all’interrogazione che abbiamo presentato”

Queste le dichiarazioni del consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi

“Dispiace il nervosismo manifestato dall’Assessore Giorgetti nella sua replica, forse dovuto al caldo di agosto. Da parte del sottoscritto non c’era nessuna liquidazione e neanche un giudizio. Solo domande, formulate oltretutto anche sotto forma di interrogazione. Non siamo purtroppo ancora riusciti a reperire una copia cartacea della pubblicazione a cui fa riferimento l’Amministrazione, ma avevamo trovato il file consultabile e volentieri segnaliamo il link (qui). Proprio in virtù del percorso di ascolto (citato nel porre le domande) ci siamo stupiti delle modalità con cui si è annunciato un nuovo progetto. Nell’interrogazione si chiede se c’è la disponibilità dell’Assessore di svolgere un nuovo incontro pubblico per verificare il consenso di chi abita nella zona, visto che ancora deve partire la fase di progettazione. E abbiamo chiesto come esattamente sia emersa l’idea. Proprio per evitare dubbi su un tema importante come la partecipazione. L’Assessore sceglie di giudicare sterili le nostre domande, o fraintende evidentemente il senso delle parole, ridimensionando anche il contenuto di un articolo della stampa locale. Un atteggiamento poco adatto a chi governa e confidiamo che la risposta all’interrogazione abbia maggiore accortezza nei toni ed evidenzi rispetto istituzionale verso le domande poste”.


Immagine di Sailko da wikipedia.org

Non è la nostalgia che potrà salvare la sinistra, anche se “nobile”

Poco tempo è passato dalla crisi del governo giallo-verde (Movimento 5 Stelle – Lega per Salvini premier). Non sono ancora chiari gli sviluppi. il manifesto sceglie di proporre un’intervista a Emanuele Macaluso, classe 1924. Si tratta di un nome importante per la storia della sinistra italiana, a cui si deve sicuramente rispetto e attenzione. Il titolo è fuorviante. «Nessuno ora indebolisca il centrosinistra». Suggerisce la necessità di una grande casa per chiunque si ritenga incompatibile con Salvini (5 Stelle esclusi, si guarda a un campo composto da +Europa, area LEU e qualche altro satellite di una galassia a rischio sopravvivenza).

Con la possibilità di un veloce ritorno alle urne è chiara l’angoscia di tutto ciò che galleggia a sinistra del Partito Democratico. La nostalgia però non potrà aiutare. Il centrosinistra non esiste, per quanto qualche esperienza amministrativa possa essere citata dagli interventi nelle assemblee (su tutte il Comune di Padova). Questo Governo ha misurato una forte rottura sulla TAV in Val di Susa. Zingaretti sostiene la stessa cosa del centrodestra. Sulle grandi opere in generale la convergenza tra alcune opzioni politiche è significativa (con i “pentastellati” incapaci di affermare le loro posizioni). Sul tema dei migranti qualche elemento comune si è ravvivato, tra le due sinistre di bertinottiana memoria. Le piazze della Liberazione e quelle antirazziste rivedono fianco a fianco chi poco tempo fa era impegnato a contestare/essere contestato (non è solo Minniti il “problema”, ma poco senso ha costruire un elenco degli ultimi anni).

In una dinamica nota a chi ha vissuto l’antiberlusconismo, ecco profilarsi il nemico assoluto presso il Ministero dell’Interno.

Con Macaluso si registra più in generale la gravità dell’impolitica in cui ci troveremmo.

«Di Maio sembra uno che ha vinto la lotteria. […] È un ignorantello, non ha cultura, né generale né politica, non ha storia, non esiste al mondo una persona che passa da quello che ha fatto, cioè niente, a vicepresidente del consiglio. […] Non ha mai letto un libro, non so neanche se prima leggeva i giornali».

Nella satira di oltre un decennio fa ricordo una versione di Bossi a cui si chiedeva se avesse letto qualcosa, ovviamente evidenziandone l’assenza di formazione (c’è anche un video de L’ottavo nano del 2001 propedeutico, disponibile qui). Si tratta di un piano di critica poco efficace, anche perché ricordo di essere cresciuto in un senso comune che attribuiva a Bertinotti e Fini il miglior livello di qualità educativa espressa (nessuno dei due ha fatto una fine invidiabile, sul piano politico).

Per Macaluso  legittimamente il punto però è questo: «è un pauroso abbassamento della cultura politica di massa. Un bracciante siciliano dei miei tempi aveva più cultura politica di quanta ne abbia Conte o Di Maio», insiste.

Il problema però è la capacità di interpretare il presente, analizzarlo e saper dare delle risposte convincenti. Su tutto questo la soluzione non può essere la formazione di qualche quadro, capace di riorganizzare delle strutture. Neanche unire qualche neurone brillante, a prescindere dalla collocazione politica, basterà, fino a che non ci si chiarisce su cosa si governa a fare. Quali sono gli scopi e gli obiettivi? Arrivare ai ministeri tanto per arrivarci, strappando qualcosa di buono, è ormai l’unico sogno di larga parte del mondo progressista. Il dubbio è che sia del tutto insufficiente per riattivare volontà, militanza e voto.

Per Macaluso il PD è nato male e paga il suo destino, «ma siccome ora non c’è altro – ripeto: non c’è altro – dico a tutti che demolirlo significa rafforzare la destra. Quindi bisogna semmai dare argomenti, suggerire temi, mettere in campo questioni, anche fuori dal partito». Questa è la parte dell’intervista che mi ritrovo a sottoscrivere. La “morte” (politica) del Partito Democratico non dovrebbe essere l’obiettivo per chi è impegnato (almeno dal disastro de La Sinistra l’Arcobaleno del 2008) a rimettere in piedi qualcosa alla sua sinistra. Se la repressione di Genova e il secondo esecutivo Prodi hanno affogato pur coraggiosi tentativi di innovazione, poi tutto pare essersi dissolto in liti tra organismi sempre più ridotti, mentre la mobilitazione sociale perdeva di vista gli orizzonti di cambiamento più grandi, indebolendosi a sua volta. Non basta neanche rivolgersi all’associazionismo e al sindacato. Fanno un altro “lavoro” e semmai la sfida è dimostrarsi capaci di rispondere alle loro esigenze (non appoggiarsi a loro finendo per schiacciarli).

C’è un possibile gioco, dai tratti infantili. “Oggi vorrei andare al governo perché così potrei …”. Una volta registrate una serie di risposte tra una serie di soggetti impegnati a contendersi un residuo di consenso microscopico, si provano a trovare le convergenze. Poi si rimane nel merito dei contenuti e infine si ammettono quali sono gli impulsi di sopravvivenza materiale degli stessi interlocutori. A quel punto il collocamento tattico e la forma potrebbero dimostrarsi più semplici di come appaiono quando servono come scuse per giustificare una serie di lunghe sconfitte…


Articolo pubblicato su Il Becco

Immagine di Francesco Gasparetti da Senigallia, ItalyFlickr