Carcere: indennità al Garante in ritardo, riconosciuta solo da agosto. Il rapporto con il Consiglio va rafforzato

“Quattordici mesi senza indennità, poi un importo inferiore a quello riconosciuto da Bologna. L’impegno dichiarato dal Comune resta disatteso: cambiamo passo”

Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

Il Comune di Firenze ripete che il carcere è un tema prioritario e urgente, ma le risorse dicono altro. Con il Decreto della Sindaca del 14 luglio 2026 e con la Determinazione Dirigenziale 2026/05526 del 17 luglio 2026, Palazzo Vecchio ha finalmente determinato ed erogato l’indennità del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale. Tre elementi meritano una risposta politica, e rimandano a una questione più ampia: il rapporto tra questa figura e il Consiglio comunale che l’ha eletta.

C’è il tempo: l’indennità decorre da agosto 2026, ma l’incarico è stato conferito dal Consiglio il 19 maggio 2025, oltre quattordici mesi di funzione esercitata senza che fosse riconosciuta alcuna indennità. C’è l’importo: 17.518 euro lordi annui, pari al 15 per cento dell’indennità di carica di un’Assessora o di un Assessore; lo stesso decreto cita Bologna come modello, salvo poi fermarsi sotto, perché Bologna al proprio Garante riconosce 22.500 euro, circa cinquemila in più, e questo pur avendo sul territorio Sollicciano, tra gli istituti più sovraffollati e critici d’Italia, a cui si aggiungono Gozzini e Meucci.

Il Garante non è un incarico calato dall’alto: lo abbiamo ottenuto nella precedente consiliatura. È una figura che il Consiglio elegge e alla quale delega uno sguardo dentro i luoghi di privazione della libertà. Non è un principio astratto: è stato proprio il suo ufficio a permetterci, a fine 2025, di ottenere e rendere pubblici i verbali dell’AUSL Toscana Centro su Sollicciano, gli stessi rilievi su cui mesi dopo la Procura ha costruito il sequestro. Per questo serve un rapporto migliore: va capito come aiutarne gli uffici e come il Consiglio possa essere coinvolto sistematicamente.

Continuiamo a chiedere di capire se e come il Comune possa dichiarare inagibili alcune sezioni, con i poteri che l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali riconosce alla Sindaca, quali confronti ci siano con le direzioni degli istituti penali e quali azioni concrete si possano mettere in campo.

In questa prospettiva, attendiamo con interesse la Commissione 4 di mercoledì, in cui si discuterà la mozione depositata che propone di rafforzare il ruolo della Società della Salute all’interno dell’istituto minorile della città.

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