Categoria: Consiliatura 2024/2029

  • Costoli: la variante conferma i ritardi. Due interrogazioni senza risposta, quasi 200 bambine e bambini senza una soluzione

    Costoli: la variante conferma i ritardi. Due interrogazioni senza risposta, quasi 200 bambine e bambini senza una soluzione

    “La variante approvata l’8 maggio dice quello che l’Amministrazione non ha ancora detto alle famiglie: i lavori sono più complicati del previsto, i costi sono aumentati, i tempi si allungano. E intanto la scadenza a Bellariva si avvicina.”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    L’8 maggio 2026 il Comune di Firenze ha adottato la determina dirigenziale n. 03552, pubblicata il giorno seguente: approvazione di un progetto di variante con variata spesa per i lavori di manutenzione straordinaria alla piscina Costoli, affidamento di maggiori lavori alla ditta edile e adeguamento del quadro economico. Un atto tecnico, formulato nel linguaggio consueto per questi atti, ma che vuol dire molto per circa 200 bambine e bambini con disabilità plurihandicap e DSA che frequentano il Progetto Integrato Terapeutico Acquatico di Astrolabio ASD APS. I lavori sono più complessi del previsto, i costi sono aumentati, e i tempi si allungano ancora.

    Non lo dice l’Amministrazione rispondendo alle domande che arrivano dal territorio o replicando alle nostre interrogazioni: lo dice un atto tecnico.

    Abbiamo già raccontato questa vicenda in aprile: la vasca per le persone con disabilità alla Costoli è chiusa dal settembre 2025. Il P.I.T.A. è stato trasferito provvisoriamente a Bellariva, una soluzione insufficiente, perché Bellariva non consente nemmeno l’inserimento dei nuovi bambini in lista d’attesa (ci risultano essere 90 al momento) e ha altri limiti: oltretutto è una situazione che presenta una scadenza fissata a fine maggio 2026, quindi tra pochi giorni. Nonostante due atti urgenti — INT/2025/00912, presentata nell’aprile 2025 e rimasta senza risposta per quasi un anno, e INT/2026/00705, presentata il 23 aprile 2026 — la Giunta non ha ancora comunicato una data certa di riapertura della vasca, né ha indicato alcuna soluzione alternativa per l’estate.

    La variante del 8 maggio non è una risposta, ma la conferma che una risposta rischia di non arrivare in tempo. Quando si approvano maggiori lavori e si rimodula il quadro economico, si rinvia. E alle famiglie del P.I.T.A. non è stato detto nulla.

    Chiediamo nuovamente che l’Assessorato comunichi pubblicamente entro pochi giorni qual è la nuova data prevista per il completamento della vasca per la disabilità, quale piano concreto esista per garantire la continuità del servizio dopo la scadenza di Bellariva, e cosa sia previsto per i centri estivi terapeutici. Chiediamo che le due interrogazioni urgenti, presentate a distanza di un anno l’una dall’altra, ricevano finalmente risposta formale. E chiediamo che si chiarisca l’entità dell’aumento di spesa approvato con la variante.

    Ci sono quasi duecento bambine e bambini per cui la continuità di questo progetto non è una comodità: è parte del loro equilibrio e della loro crescita. Non basta che l’Amministrazione sia consapevole di questo, deve agire di conseguenza, e deve farlo adesso.

  • Stadio Franchi: tre varianti, dieci SAL, lavori fino alle 22:00, corsa contro il tempo

    Stadio Franchi: tre varianti, dieci SAL, lavori fino alle 22:00, corsa contro il tempo

    “Con 200 milioni pubblici in gioco, la Città merita risposte certe e un ruolo centrale della politica”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    In poche settimane, tra fine aprile e inizio maggio 2026, il Comune di Firenze ha pubblicato una serie di atti sul cantiere di riqualificazione dello stadio Artemio Franchi che, letti insieme, restituiscono un quadro di forte pressione operativa e finanziaria. La DD 03536 approva il decimo Stato di Avanzamento Lavori al 31 marzo 2026. La DD 03420 rimodula il quadro economico, disimpegnando le economie sugli interventi propedeutici per riallocarle sul cantiere principale. La DD 03483 approva la terza variante al contratto della direzione lavori — la terza modifica in meno di due anni da un contratto firmato nel giugno 2024.

    Il motivo di tanta attività è leggibile nei numeri: l’intervento vale circa 200 milioni di euro, di cui circa 151 finanziati con fondi PNC-MIC e PNRR con scadenza di certificazione al 31 dicembre 2026. Il primo lotto avrebbe dovuto concludersi il 16 aprile: è già scattata una proroga di 198 giorni, che sposta la fine al 31 ottobre. Per recuperare il ritardo, a fine aprile il Comune ha autorizzato orari di cantiere estesi fino alle 22:00 nei feriali e nel fine settimana. Chi abita a Campo di Marte lo sa già. Nel frattempo la Fiorentina continuerà a giocare al Franchi con il cantiere attivo, come stabilito dalla DG 00123 del 24 aprile sugli indirizzi per la stagione 2026/27.

    Come Sinistra Progetto Comune riteniamo che un investimento di questa entità, finanziato con risorse pubbliche vincolate a scadenze precise, richieda una rendicontazione trasparente – non i comunicati stampa dell’Amministrazione. Vogliamo sapere a quale percentuale di avanzamento reale corrisponde il decimo SAL e se il cronoprogramma accelerato è effettivamente in linea con le scadenze. Vogliamo sapere cosa prevede la terza variante alla direzione lavori e se comporta maggiori oneri per l’Amministrazione. Vogliamo sapere se i fondi PNC-MIC saranno integralmente certificati entro dicembre e quale sia il rischio concreto di definanziamento in caso contrario. E vogliamo sapere quali misure siano state adottate per tutelare la sicurezza durante le partite e per monitorare l’impatto acustico dei lavori serali sui residenti.

    Presenteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale per ottenere risposte puntuali e documentate. I 200 milioni investiti sul Franchi non sono un affare privato della Giunta: appartengono alla Città.

    A tutto questo si aggiungono i soldi che mancano per finire il progetto e il rischio di regalare alla proprietà della Fiorentina una situazione di massimo vantaggio rispetto alle risorse pubbliche, ritrovandoci in una posizione di debolezza nella trattativa in corso, di cui non si sta dando nessuna informazione al Consiglio di Quartiere 2 e a quello comunale.

  • Solidarietà agli attivisti per la Palestina aggrediti a Greve in Chianti

    Solidarietà agli attivisti per la Palestina aggrediti a Greve in Chianti

    “Appuntamento il 9 maggio alle 10:30 in piazza del Comune”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il 29 aprile in Piazza Matteotti a Greve in Chianti, due attivisti di BDS Firenze e Firenze per la Palestina sono stati minacciati e aggrediti verbalmente mentre affiggevano drappi con i nomi delle bambine e dei bambini uccisi in Palestina, nell’ambito dell’iniziativa “20.000 drappi per i bambini vittime dei conflitti” promossa dal Comitato Greve per la Palestina. Il Comune, chiamato in causa dagli aggressori, non avrebbe condannato la violenza ma rimosso i drappi.

    Esprimiamo piena solidarietà ai due attivisti e a tutte le realtà che portano avanti questa iniziativa di memoria nonviolenta. Intimidire chi esercita il diritto costituzionale di espressione e opinione è grave: le istituzioni dovrebbero garantire l’espressione di chi si indigna di fronte alla barbarie, non schierarsi contro chi si mobilità per i diritti umani.

    Questi episodi non sono isolati: in tutta Italia si moltiplicano intimidazioni, denunce e restrizioni contro chi sostiene il popolo palestinese: il silenzio delle istituzioni davanti a ogni singolo atto di intolleranza contribuisce a normalizzarli.

    Per questo prendiamo convinta e chiara posizione, rilanciando a nostra volta la notizia del presidio di solidarietà previsto sabato 9 maggio, alle 10.30, in piazza del Comune a Greve in Chianti.

  • Aggredito un sindacalista a Prato: la politica non può continuare a non vedere

    Aggredito un sindacalista a Prato: la politica non può continuare a non vedere

    Chi organizza il lavoro precario ha diritto a farlo senza essere picchiato: è una questione costituzionale

    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

    Esprimiamo solidarietà piena al sindacalista di Sudd Cobas Prato, aggredito ieri durante un’azione sindacale alla stamperia Mix. Quello che è accaduto non è un episodio isolato: è il risultato di un sistema che strutturalmente tollera, quando non alimenta, la violenza contro chi prova a organizzare il lavoro più precario e meno tutelato, che ha radici profonde e lontane. È da prima della nascita della Repubblica italiana che la tendenza di chi sta al potere è di reprimere ogni conflitto, se non si riesce a disciplinarlo.

    Il distretto tessile pratese è uno dei più importanti d’Europa. Produce per i marchi del lusso globale, compreso quel gruppo Kering che in questi stessi giorni annuncia cinquantaquattro esuberi nella filiera fiorentina e troverà lavoratori e lavoratrici in piazza il 20 maggio. C’è un filo preciso che attraversa questi avvenimenti: il lusso guadagna, la filiera paga, e chi prova a tutelare chi lavora nella filiera subisce aggressioni.

    Come Sinistra Progetto Comune abbiamo già chiesto al Consiglio comunale di Firenze di occuparsi del nesso tra economia del lusso, appalti, subappalti e diritti di chi lavora. Continueremo a farlo, evidenziando l’importanza di dare riconoscimento a vertenze che spesso finiscono ai margini.

    Quello che colpisce è quanto poco emergano queste vicende in campagna elettorale e nel dibattito pubblico. Si parla di imprese – raramente delle condizioni di chi dentro quelle imprese ci lavora. Si parla di immigrazione, ma non del sistema organizzato che sfrutta le persone e di come mai alla fine tutto sembra essere tollerato, se rimane fuori dal visibile.

    La solidarietà non è ovviamente sufficiente, se non si mette in discussione il modello di sistema a cui i Sudd Cobas si oppongono ormai da molto tempo: ed è su questo che torneremo a chiedere azioni pratiche anche al Comune di Firenze, per quanto avviene sul nostro territorio secondo logiche analoghe.

  • Studentati a Firenze: fondi internazionali con oltre 60mila euro di TARI arretrata

    Studentati a Firenze: fondi internazionali con oltre 60mila euro di TARI arretrata

    “Oltre alla tassa di soggiorno, un altro tassello al vuoto di controllo politico sulla città”

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    €60.191,91 di TARI non pagata da alcuni studentati: è quanto risulta dalla risposta ufficiale della Direzione Risorse Finanziarie del Comune di Firenze – che ringraziamo – a un accesso agli atti che avevamo presentato dopo aver appreso che queste strutture avevano versato solo 311.000 euro di tassa di soggiorno tra il 2022 e il 2025.

    I dati sono questi. Florentia Living — già CDS Novoli, gestita da ASAF-SICAF in Gestione Esterna SpA prima della cessione del 12 novembre 2024 a NOVOLI STUDENTS Srl, riconducibile ai fondi internazionali Ardian e Rockfield — risulta debitrice di €30.092,58 di TARI 2024. La compravendita ha lasciato aperte obbligazioni tributarie nei confronti del Comune. Campus X risulta debitrice di €30.099,33 tra il 2025 e la prima rata 2026. Alunno Firenze e TSH Florence non hanno pendenze.

    Questi dati confermano quello che sosteniamo da tempo. Gli studentati a gestione di grandi fondi non sono una efficace risposta al diritto all’abitare degli studenti e delle studentesse: si accompagnano a operazioni di finanziarizzazione immobiliare, su cui il Comune non riesce a esercitare nemmeno le funzioni di controllo più elementari. TARI e tassa di soggiorno sono due voci diverse, ma il problema è uno solo: grandi strutture per residenza temporanea, spesso di proprietà o gestione di fondi di investimento internazionali, che operano in una città già in emergenza abitativa senza che chi governa eserciti un reale ruolo di indirizzo e verifica.

    C’è poi una questione specifica che merita risposta: le compravendite di grandi immobili possono complicare il recupero di obbligazioni fiscali pregresse. Chiediamo al Comune di chiarire se ci sono contenziosi aperti e come si intenda procedere.

    Va ricordato il contesto. Da poco sono scaduti i termini della prima rata TARI 2026, con aumenti che molte famiglie fanno fatica ad affrontare. E siamo nel pieno della vicenda ALIA-Plures — raccontata dal nostro gruppo pochi giorni fa — con un’assemblea dei soci rinviata, un bilancio annullato e una questione aperta con ATO Toscana Centro su costi che finiscono direttamente in tariffa. Chi paga puntualmente è la residenza. Chi accumula arretrati indisturbato sono i grandi operatori finanziari.

    Presenteremo nuove interrogazioni e nuove istanze di accesso agli atti. Il sistema politico deve pretendere il rispetto delle regole da parte delle grandi realtà finanziarie — e tutelare chi ha meno potere ma vive questo territorio ogni giorno.

  • Piano immobili pubblici di Firenze: 150 milioni per la sicurezza, zero per la casa. E il Consiglio comunale resta fuori dalla porta.

    Piano immobili pubblici di Firenze: 150 milioni per la sicurezza, zero per la casa. E il Consiglio comunale resta fuori dalla porta.

    “Rimane troppo spazio per la discrezionalità e non ci risulta escluso l’ambito turistico”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il “Piano Città degli immobili pubblici” firmato martedì in Palazzo Vecchio dalla Sindaca Funaro insieme alla direttrice del Demanio Dal Verme, alla rettrice Petrucci, ai sottosegretari Albano (Economia) e Prisco (Interni) è un’operazione importante, ma la cornice raccontata in conferenza stampa lascia fuori almeno cinque elementi che meritano di essere conosciuti dalla cittadinanza.

    Primo: il Consiglio comunale è bypassato, come lo sono i Consigli di Quartiere. L’accordo è stato approvato con delibera di Giunta n. DG/2026/00141 immediatamente eseguibile. Le scelte sostanziali – destinazioni d’uso, varianti urbanistiche, eventuali trasferimenti di proprietà, ingresso di operatori privati – sono affidate a un Tavolo tecnico tripartito Demanio–Comune–UniFi che, come previsto dall’art. 6 dell’Accordo, può modificare in corsa anche le ipotesi di destinazione annunciate ieri. Tutto ciò che è stato presentato in conferenza è promessa politica, non vincolo giuridico.

    Secondo: il partenariato pubblico-privato è “anche turistico”, per scelta esplicita. L’articolo 1 dell’Accordo cita testualmente partenariati «con particolare riferimento a quello culturale, turistico e sociale». A Firenze, città stritolata da overtourism e affitti brevi, infilare il turismo dentro la cornice giuridica di un piano sul patrimonio pubblico significa aprire una porta che non si chiude più con un comunicato.

    Terzo: 150 milioni dichiarati per la “Cittadella della sicurezza” alla ex Caserma Perotti, zero milioni stanziati per la casa.Il sottosegretario Prisco ha annunciato 75 milioni per la Questura e 43 milioni per i Vigili del Fuoco. Almeno sette immobili su diciassette vanno a rafforzamento dell’apparato sicurezza (Perotti, Covercianino, Mameli, Panciatichi, Belfiore, Grilli, Redi). Per l’edilizia residenziale pubblica, le residenze studenti pubbliche e i presidi sociali la stessa Sindaca ha parlato di “fase embrionale” e “suggestione” futura su altri immobili. Le priorità di spesa sono state già scelte: si chiamano sicurezza, controllo, disciplinamento. Non case popolari, non presidi sanitari di prossimità, non spazi sociali.

    Quarto: studentati alla Quarleri “in forma non ancora chiara”. Per la ex Caserma Quarleri di Sesto è prevista la realizzazione di alloggi per studenti universitari, ma non è precisato se saranno residenze pubbliche a canoni del Diritto allo Studio Universitario regionale o studentati privati a prezzo di mercato, o con convenzioni.

    Quinto: bonifica incompleta a Covercianino. L’ex deposito carburanti è stato occupato dal 2006 al 2022, è stato bonificato solo in parte e diventerà la sede dei Carabinieri Forestali: va detto quale sarà lo stato della bonifica al momento del trasferimento e a carico di chi.

    A questi temi si aggiungono questioni che meritano vigilanza: la clausola di prevalenza dell’Accordo sugli accordi precedenti relativi agli stessi immobili (rilevante per la concessione ETS de La Riottosa); l’impegno del Comune a “procedure anche semplificate” e a rilascio celere di pareri e autorizzazioni urbanistiche; il federalismo culturale che scarica sul bilancio comunale costi di gestione senza risorse aggiuntive.

    Per questi motivi procederemo con accesso agli atti e interrogazioni, con cui chiedere trasparenza piena sul Tavolo tecnico, vincolo di passaggio in Consiglio per ogni atto attuativo che incida su destinazioni d’uso e varianti urbanistiche (con il coinvolgimento dei Quartieri coinvolti), esclusione esplicita di destinazioni turistiche, quota minima vincolata di edilizia residenziale pubblica e residenze studenti pubbliche nei beni dismessi, tutela degli usi sociali esistenti.

    Firenze ha bisogno di un piano per il patrimonio pubblico. Ne ha bisogno per fare casa pubblica, presidi sanitari di quartiere, residenze studenti pubbliche, beni comuni urbani, spazi sociali. Non per moltiplicare uffici delle forze dell’ordine e aprire a partenariati turistici sui suoi gioielli. Di fronte a richieste di moratoria e partecipazione, non ci si può limitare ad accordi apicali che tengono fuori le assemblee elettive.