Categoria: Comunicati stampa

  • Ex GKN e GFF: in Commissione lavoro di Palazzo Vecchio, il Comune aderisca al Consorzio

    Ex GKN e GFF: in Commissione lavoro di Palazzo Vecchio, il Comune aderisca al Consorzio

    “Iniziata la discussione dell’atto in cui chiediamo all’Ente di aderire al progetto industriale di recupero per la piana fiorentina”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    La legge regionale è arrivata. Il progetto del Consorzio per recuperare l’ex GKN può avviarsi e il Collettivo di Fabbrica ha già dimostrato quanto interesse c’è intorno alla Cooperativa GFF, anche raccogliendo manifestazioni di interesse in modo importante.

    La mozione presentata oggi dà seguito al Patto di solidarietà con l’Associazione di Promozione Sociale Insorgiamo e ricorda quanto la nostra Città fa parte della piana fiorentina.

    Palazzo Vecchio per noi deve entrare direttamente dentro il progetto. Per fare un esempio, forse impreciso: Amazon annuncia un servizio di Cargo Bike e la Giunta applaude. Immaginiamoci quanto sarebbe interessante che ci fosse un consorzio pronto a fornire servizi di mobilità sostenibile (sul piano sociale e ambientale). C’è poi tutto il futuro della logistica e dell’area Mercafir, dove c’è interesse anche per i pannelli fotovoltaici.

    C’è un futuro tutto da scrivere, mentre il presente parla di risorse ancora insufficienti da parte del sistema istituzionale.

    Ringraziamo la Presidente della Commissione 9 (lavoro e scuola), anche per aver invitato Dario Salvetti e l’Assessore Danti nella seduta odierna: è emersa un’ampia disponibilità a sostenere il progetto. Per noi deve essere chiaro l’interesse politico del nostro Comune di far parte del Consorzio. Chiediamo anche di votare il prima possibile.

    Il tema va oltre ex GKN. Riguarda il consumo del suolo, il recupero delle aree industriali, la difesa del territorio rispetto al rischio di speculazione finanziaria e una serietà nel tutelare la dignità delle classi lavoratrici.

    Chiediamo alle Commissioni 2 e 9 di convocare il prima possibile e procedere a esprimere parere, perché a brevissimo la mozione possa essere votata in Consiglio comunale.

  • Ufficio della Sindaca e relazioni internazionali: non si risolve con l’organigramma

    Ufficio della Sindaca e relazioni internazionali: non si risolve con l’organigramma

    “Il tema politico emerso anche ieri in aula non è tecnico. Non risolve con articoli ex 90 e 110”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo visto le deliberazioni 97 e 98 del 2025 della Giunta, con cui si crea una struttura di supporto per la parte “cerimoniale, cooperazione e relazioni internazionali”.

    Un nuovo ufficio, che risponde alla Sindaca, dove lavorano due persone scelte con incarico ex articolo 90, cioè a chiamata diretta e a tempo determinato, rispondendo direttamente all’esecutivo.

    Questo avviene nel giorno in cui ci sono stati forniti i dati richiesti con un accesso agli atti: al 31 marzo 2025 il Comune di Firenze ha 23 ex articoli 90 e 16 ex articolo 110.

    Abbiamo sempre avuto attenzione su questi aspetti, perché il lavoro per noi deve essere stabile e il pubblico deve investire limitando i “rapporti fiduciari”.

    Qui però il tema riguarda nello specifico l’ambito delle relazioni internazionali e della cooperazione. Ieri l’Assessore Bettarini, per la delega ai rapporti con il Consiglio, ha risposto a un’interrogazione che giaceva all’ordine dei lavori da troppo tempo.

    Firenze ha un tessuto importante di movimenti, associazioni e realtà non governative, che in molti casi si rivolge direttamente alla Sindaca. La Commissione 7 (pace e diritti) ha più volte supplito all’assenza di risposte.

    Non è con un ufficio che si risolve la questione politica. Perché sta alla politica dire cosa ne pensa di un Comando NATO a Rovezzano (ieri nessuna risposta è arriva) e se vuole accettare l’invito di una lettera per la pace che suggeriva di inviare delegazioni nelle zone di guerra.

    C’è un problema evidente di lettura del potere e delle istituzioni, di senso della democrazia. Visti i tempi angoscianti sul piano della politica internazionale, invitiamo la maggioranza e la Sindaca a prendere decisioni e spiegare, andando oltre gli aspetti tecnici. A cosa serve il Comune, oltre all’erogazione dei servizi dovuti dall’Ente?

  • IRPEF comunale e progressività fiscale: il PD più a destra delle destre

    IRPEF comunale e progressività fiscale: il PD più a destra delle destre

    “Aula spaccata su una proposta che chiedeva semplicemente di conoscere cosa succederebbe se fosse superata la tassa piatta sull’addizionale“


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    4 favorevoli, 14 contrari, 5 non votanti: è andata così sul nostro ordine del giorno relativo alla progressività fiscale. Se Fratelli d’Italia e Lista Schmidt hanno preferito non esprimersi in modo ostile, è il Partito Democratico che ha scelto di spolverare una retorica degna della nascita di Forza Italia, dicendo chiaramente di non voler permettere di far dire “il Sindaco alza le tasse” (è stato usato il maschile, non è stato detto Sindaca, forse sempre pensando di omaggiare le destre).

    Abbiamo ascoltato un altro elemento interessante: la Giunta uno studio probabilmente lo ha già fatto e ogni gruppo deve farsi il proprio, ci è stato detto, sempre dai banchi del PD.

    Ma cosa chiedevamo esattamente?

    Di realizzare «un prospetto specifico per comprendere quali importi avremmo potuto ottenere con aliquote addizionali comunali Irpef aumentate in modo progressivo per le fasce di reddito più alte, lasciando intatta la fascia di esenzione attualmente prevista».

    Non a caso AVS-Ecolò ha sostenuto l’idea e Fratelli d’Italia ha chiarito di non vedere nulla di male a far emergere un quadro conoscitivo preciso, per una discussione nel merito delle possibili decisioni da prendere.

    Abbiamo però preso un impegno, perché negli anni sappiamo che da più parti è stato chiesto di evitare la cosiddetta flat tax per una nostra imposta: continueremo a proporre all’aula il tema. E faremo accesso agli atti: se l’Amministrazione ha dati e informazioni, come suggerisce il PD, allora condivida gli elementi di conoscenza.

  • Dai Comuni della Toscana per la pace, contro riarmo ed economia di guerra: le prime 100 firme

    Dai Comuni della Toscana per la pace, contro riarmo ed economia di guerra: le prime 100 firme

    “Un appello delle amministratrici e degli amministratori degli Enti Locali: ha aderito anche il nostro gruppo consiliare”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il nostro gruppo consiliare ha aderito a un appello lanciato oggi con le prime 100 firme di amministratrici e amministratori dei Comuni della Toscana. Riportiamo il testo integrale, evidenziando la mail per le adesioni: incomuneperlapace@gmail.com

    «”Un appello delle amministratrici e degli amministratori dei Comuni della Toscana: le prime 100 firme

    Pace vuol dire casa, sanità, scuola e lavoro, non riarmo e finanziamento dell’economia di guerra: rilanciamo dalle città il no alla guerra”.

    Come figure presenti all’interno delle amministrazioni locali siamo il livello istituzionale più vicino ai bisogni della cittadinanza, in cui si offrono maggiori possibilità di ascolto e confronto diretto con chi ogni giorno vive il territorio. Per questo sentiamo la necessità di esprimere una profonda preoccupazione per il baratro in cui ci stanno portando i governi nazionali e l’Unione Europea.

    Ogni bilancio comunale presenta obblighi stringenti, spesso fatti di tagli e servizi privi di adeguate coperture. La scelta scellerata di rendere possibile la spesa militare fuori dai meccanismi di stabilità economica è lontana da quello che serve alla maggioranza delle persone ogni giorno, mentre evidentemente risponde ai grandi interessi economici e a chi trae profitto dall’industria bellica.

    In un contesto sociale sempre più frammentato, in cui i tagli a scuola e sanità vanno di pari passo con la precarizzazione e l’impoverimento del mondo del lavoro, in cui le giovani generazioni si trovano a fronteggiare un futuro di crisi ecologica e sociale, la svolta guerrafondaia di questa Unione Europea è coerente con una gestione del potere che negli ultimi decenni si è fatta sempre meno democratica e sempre più al servizio dei grandi soggetti economici.

    Improvvisamente, le politiche di austerity, il pareggio di bilancio in costituzione, tutti gli imperativi categorici che hanno giustificato i tagli al welfare e agli enti locali e che hanno sgretolato le nostre comunità, impoverendole e svuotandole di partecipazione e di voce, sono messi da parte. I soldi magicamente appaiono: 800 miliardi (presi anche da quei fondi che dovrebbero proprio servire al welfare) per riarmare gli stati dell’Unione. O per meglio dire, per armare di più. Perché la spesa bellica degli stati europei è in aumento da anni.

    E le politiche securitarie, repressive e antidemocratiche del governo italiano sono la logica conseguenza di questo clima di riarmo generalizzato: in tempi di guerra, il controllo democratico sulle istituzioni va limitato, il diritto di parola silenziato e il dissenso nascosto.

    Anche le azioni di contrasto alla crisi climatica sono trattate come un inutile ostacolo: se in Italia si propone di togliere i vincoli ambientali alle infrastrutture militari, l’Unione Europea ci ha già pensato, togliendo gran parte dei vincoli all’agire delle grandi industrie che erano contenuti nel Green Deal. Nel frattempo i vincoli di bilancio restano per la prevenzione degli effetti nefasti del cambiamento climatico, limitando gli investimenti contro il dissesto idrogeologico di cui ci sarebbe bisogno.

    Non abbiamo bisogno di più armi, di più basi militari o di più eserciti per difenderci da una fantomatica invasione Russa. Abbiamo invece bisogno di soldi per finanziare il diritto alla casa, alla sanità, all’istruzione, agli enti locali che in questi decenni sono stati strangolati dai tagli e dai vincoli del patto di stabilità. Abbiamo bisogno di investimenti per ricostruire e fare ripartire un tessuto economico-produttivo messo in crisi, appunto, dalla guerra e dalla chiusura nei confronti di buona parte del mondo. L’Europa di oggi propone di costruire una economia di guerra che invece farà arricchire soltanto chi produce armi (spesso statunitensi) e che porterà ancora di più ad un impoverimento della maggioranza della popolazione e ad una maggior riduzione dello stato sociale, a vantaggio dei grandi fondi speculativi (anche questi, spesso americani).

    Diciamo sì al disarmo generalizzato, alla pace tra i popoli, al multipolarismo, ad uno stato sociale più avanzato e capace di garantire risposte ai bisogni reali.

    Diciamo no all’economia di guerra, alla ricchezza in mano a una ristretta minoranza, alla militarizzazione dei territori.

    È necessario che i Comuni siano i primi ad opporsi a questa politica di riarmo e di escalation bellica, rifiutando la logica della militarizzazione del territorio e del finanziamento all’industria bellica. L’alternativa è tra sostenere una economia di pace o una economia di guerra, fra la partecipazione e la democrazia o l’autoritarismo e il segreto militare.

    Riteniamo che le Città possano essere luogo in cui aumentare i percorsi di incontro tra i movimenti per la pace e di solidarietà internazionale, per convergere in ogni appuntamento nazionale ed europeo assolutamente necessario e urgente. La denuncia di quanto succede intorno alle basi militari (a partire da quelle statunitensi e della NATO) vede tante comunità da tempo attive su questo. Convergere è una necessità, come alternativa a quelle Sindache e a quei Sindaci che invece scendono in piazza per chiedere risposte legate alla difesa militare».

    Per aderire: incomuneperlapace@gmail.com.


    Primi firmatari:
    Ilaria Antonelli, consigliera “Montelupo è partecipazione” (Montelupo Fiorentino)
    Ciccio Auletta, consigliere “Diritti in comune: Una Città in Comune – PRC” (Pisa)
    Veronica Bagni, consigliera “Filo Rosso” (San Miniato)
    Lorenzo Ballerini, assessore (Campi Bisenzio)
    Lorenzo Banchi, presidente consiglio comunale (Vicchio)
    Luigi Barbugli, consigliere “Borgo in Comune” (Borgo San Lorenzo)
    Laura Barlotti, consigliera “Dicomano che verrà” (Dicomano)
    Samuele Baroni, assessore (Bientina)
    Amos Bartolini, consigliere “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Lorenzo Bellini, assessore “Movimento 5 stelle” (Impruneta)
    Daniela Bennati, consigliera comunale “Polo Progressista e di Sinistra di Massa” (Massa)
    Teresa Bettini, consigliera “Impegno Comune” (Campiglia Marittima)
    Lisa Boni, assessora (Borgo San Lorenzo)
    Carla Bonora, assessora (Campi Bisenzio)
    Cristina Braschi, assessora (Vicchio)
    Gabriele Brazzini, consigliere “Campi a Sinistra” (Campi Bisenzio)
    Ilaria Burresi presidente del Consiglio Comunale (Rosignano Marittimo)
    Fabrizio Callaioli, consigliere “Partito della Rifondazione Comunista” (Piombino)
    Vanni Campo, consigliere “Sinistra per Pelago” (Pelago)
    Giacomo Cantini, assessore (Rosignano Marittimo)
    Giuseppe Carovani, sindaco (Calenzano)
    Enrico Carpini, consigliere “Ora! Barberino” (Barberino di Mugello)
    Carlo Carriero, consigliere “Rosignano nel cuore” (Rosignano Marittimo)
    Alessio Cattelan, consigliere “Officina San Vincenzo” (San Vincenzo)
    Brian Ceccherini, consigliere “Campi a sinistra” (Campi Bisenzio)
    Federica Cerbai, presidente del consiglio comunale (Borgo San Lorenzo)
    Francesca Cerbai, consigliera “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Massimo Cerri, consigliere “Insieme per Vecchiano” (Vecchiano)
    Denise Ciampi, consigliera “Pontedera a Sinistra” (Pontedera)
    Sabrina Ciolli, consigliera “Buongiorno Empoli – SiAmo Empoli” (Empoli)
    Francesco Ciompi, consigliere “Follonica a sinistra” (Follonica)
    Paola Coppini, assessora (Borgo San Lorenzo)
    Gabriel Cordero, consigliere “L’è tutto da rifare” (Cerreto Guidi)
    Donatella Corsi, consigliera “Civica Gambassi” (Gambassi Terme)
    Caterina Corti, consigliera “Libera Sinistra in Movimento” (Scarperia e San Piero)
    Sandrine Cortes, consigliera “Viviamo” (Capraia e Limite)
    Antonella Cucinotta, assessora (San Vincenzo)
    Graziano D’Apice, capogruppo “Movimento 5 stelle” (Rosignano Marittimo)
    Guicciardo Del Rosso, consigliere “Viviamo” (Capraia e Limite)
    Francesca Fabbiani, consigliera “Movimento 5 Stelle” (Rosignano Marittimo)
    Dario Filippi, consigliere “Partito della Rifondazione Comunista” (Piombino)
    Nicola Filippi, consigliere “Sinistra Unita per un’Altra San Giuliano” (San Giuliano Terme)
    Ivana Fiorita, consigliera “Si Parco No aeroporto” (Campi Bisenzio)
    Davide S. Franchi, consigliere comunale “Rosignano nel Cuore” (Rosignano Marittimo)
    Caterina Deborah Franzoi, assessora (San Vincenzo)
    Laura Maria Cosetta Fratini, consigliera “Libera Sinistra in Movimento” (Scarperia e San Piero)
    Marco Gasparrini, vice sindaco (Vicchio)
    Fulvio Ghelardini, consigliere “Rosignano nel Cuore” (Rosignano Marittimo)
    Alessandro Giannelli, consigliere “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Roberto Innocenti, consigliere “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Alessio Landi, consigliere “Movimento 5 stelle” (San Vincenzo)
    Arianna Lombardi, consigliera “Camaiore Popolare” (Camaiore)
    Jacopo Maccari, consigliere “Movimento 5 stelle” (Empoli)
    Fabrizio Macchi, consigliere “Movimento 5 stelle” (Castelfiorentino)
    Nilde Mantellassi, consigliera “Progressisti Democratici” (Borgo San Lorenzo)
    Claudio Marabotti, Sindaco (Rosignano Marittimo)
    Giampaolo Marangi, consigliere “Dicomano che verrà” (Dicomano)
    Jadi Marinai, consigliere “Sinistra Progetto Comune per San Casciano” (San Casciano)
    Alberto Mariotti, consigliere “Laboratorio Politico di Rignano sull’Arno” (Rignano sull’Arno)
    Elena Marsili, assessora (Vicchio)
    Leonardo Masi, consigliere “Buongiorno Empoli – SiAmo Empoli” (Empoli)
    Giulia Masini, consigliera “Borgo in Comune” (Borgo San Lorenzo)
    Susanna Masoni, assessora (Rosignano Marittimo)
    Leonardo Mastroleo, consigliere “Impegno Comune” (Campiglia Marittima)
    Maria Matteini, consigliera “Progressisti Democratici” (Borgo San Lorenzo)
    Marcella Merlini, consigliera “Bene Comune” (Portoferraio)
    Stefano Montagnani, consigliere “Rosignano nel Cuore” (Rosignano Marittimo)
    Andrea Morini, consigliere “Movimento 5 Stelle” (Livorno)
    Andrea Morreale, consigliere “Campi a Sinistra” (Campi Bisenzio)
    Paola Nardi, consigliera “Ora! Barberino” (Barberino di Mugello)
    Silvia Notaro, assessora (Borgo San Lorenzo)
    Rita Oncini, consigliera “Rosignano nel cuore” (Rosignano Marittimo)
    Marzia Paladini, consigliera “Borgo in Comune” (Borgo San Lorenzo)
    Dmitrij Palagi, consigliere “Sinistra progetto Comune” (Firenze)
    Daniele Palmieri, consigliere “Bene Comune” (Portoferraio)
    Pietro Panciatici, consigliere “Buongiorno Livorno” (Livorno)
    Giuseppe Pandolfi, consigliere “In Comune per Vinci” (Vinci)
    Costanza Pernici, consigliera comunale “Rosignano Nel Cuore” (Rosignano Marittimo)
    Federica Petti, vicesindaca (Campi Bisenzio)
    Mauro Pinzauti, consigliere “Borgo in Comune” (Borgo San Lorenzo)
    Francesco Polverini, consigliere “Montelupo è partecipazione” (Montelupo Fiorentino)
    Andrea Profeti, consigliere “Movimento 5 Stelle” (Rosignano Marittimo)
    Giulia Quintavalle, assessora (Rosignano Marittimo)
    Roberto Repeti, assessore (Rosignano Marittimo)
    Leonardo Romagnoli, sindaco (Borgo San Lorenzo)
    Ettore Rosari, consigliere “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Emiliano Saletta, assessore (Vicchio)
    Viola Salotti, consigliera “Obiettivo Comune” (Vicchio)
    Andrea Salvoni, consigliere “Progetto Comune” (Barga)
    Cristina Santinelli, assessora (Rosignano Marittimo)
    Mauro Sargenti, consigliere “Progressisti Democratici” (Borgo San Lorenzo)
    Lorenzo Scoccati, consigliere “Rifondazione Comunista” (Poggibonsi)
    Mario Settino, vicesindaco (Rosignano Marittimo)
    Samira Shabana, consigliera “Ora! Barberino” (Barberino di Mugello)
    Stella Sorgente, consigliera comunale “Movimento 5 stelle” (Livorno)
    Andrea Tagliaferri, sindaco (Campi Bisenzio)
    Francesco Tagliaferri, sindaco (Vicchio)
    Giacomo Tagliaferri, consigliere “Progressisti Democratici” (Borgo San Lorenzo)
    Cristina Ticci, consigliera “Dicomano che verrà”
    Gabriele Timpanelli, assessore (Borgo San Lorenzo)
    Tommaso Tofani, consigliere “Campi a Sinistra” (Campi Bisenzio)
    Alessandro Ubaldini, consigliere “Si Parco No Aeroporto” (Campi Bisenzio)
    Lorenzo Verdi, assessore (Borgo San Lorenzo)
    Fabrizio Zucconi, consigliere “Impegno Comune” (Campiglia Marittima)

  • Dal consiglio comunale del 31/03/2025

    Dal consiglio comunale del 31/03/2025

    Il racconto del Consiglio Comunale di Firenze del 31 marzo 2025! Sindaca in aula per pochi minuti. Solidarietà ottenuta per il personale in appalto dei Servizi di Assistenza Domiciliare in appalto. Atti approvati sul bilancio partecipativo e la memoria. Bocciato quello che chiedeva progressività fiscale (hanno paura del tema tasse). Novità sulla multiutility. Una sintesi dal punto di vista di Sinistra Progetto Comune.

  • Servizi di Assistenza Domiciliare: unanimità del Consiglio per il sostegno al personale

    Servizi di Assistenza Domiciliare: unanimità del Consiglio per il sostegno al personale

    “Intervenuti gli Assessori Paulesu e Danti: da domani parte la nuova gestione, serve attenzione massima. Ci vuole più cautela da parte della Giunta”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità l’ordine del giorno con cui esprime «gratitudine e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei Servizi di Assistenza Domiciliare, che garantiscono vicinanza a fasce di popolazione in condizione di bisogno, spesso fragili».

    Serve a poco, ma è un segnale dato a chi si è ritrovato con incertezza di continuità lavorativa e problemi salariali (buste paga a zero, o a importi molto bassi per banca ora negativa, cioè ero retribuite ma non lavorate da recuperare).

    Abbiamo presentato il testo anche per garantire massimo impegno su punti specifici:
    •⁠  ⁠il superamento dei problemi legati alla banca ore negativa e alle buste paga del personale in questione;
    •⁠  ⁠la continuità lavorativa per tutto il personale interessato dalla vicenda;
    •⁠  ⁠la garanzia del pagamento del cosiddetto salario minimo introdotto dal Comune di Firenze nel 2024.

    L’ordine del giorno era legato a una variazione di bilancio discussa oggi in Consiglio comunale, che vedeva aumentare gli importi proprio sui servizi sociosanitari e sociali.

    Da domani ci sarà il nuovo soggetto gestore dell’appalto. La firma tra alcune organizzazioni sindacali e controparti non ha risolto i problemi. Palazzo Vecchio è disponibile a intervenire direttamente per garantire completamente il salario? Si recupererà anche il salario trattenuto dal precedente gestore? Come si garantisce che il problema banca ore negativa non si traduca in ulteriori problemi in busta paga? Aumenteranno le attivazioni di nuovi servizi e fino a oggi da dove sono venuti i problemi a vederli attivare? Come si garantisce che venga rispettato il monte ore del personale nella nuova organizzazione?

    Insomma, non è ancora finita. Se serve torneremo in aula anche con un question time. Le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, sappiano che però adesso hanno uno strumento politico in più. Un voto unanime per chiedere il pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti.