Dal consiglio comunale
del 2/12/2024
Con un dibattito non all’altezza della Città si è votata la cornice di governo dei prossimi cinque anni.
Con un dibattito non all’altezza della Città si è votata la cornice di governo dei prossimi cinque anni.
“Il testo dell’intervento seguito in aula in risposta all’illustrazione della Sindaca”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
È un Documento Unico di Programmazione sfuggente, in chiave politica. Non ci sono indicazioni precise ed è evidente come possa accontentare programmi elettorali diversi (quello di AVS-Ecolò, come quello di Italia Viva).
C’è una scena di Frankenstein Junior, in cui in sogno, in modo un po’ tormentato, Gene Wilder recita una sorta di cantilena: “il destino… il destino è quel che è, non c’è scampo più per me!”.
In occasione dell’ultima variazione di bilancio la Sindaca ci ha accusato di avere una sorta di ossessione rispetto alla continuità. Ma l’ossessione è una cosa seria. Temo che questa maggioranza, per quanto visto fino a oggi, non si meriti l’ossessione, anche se la si volesse considerare un sentimento negativo.
La cornice di governo per i prossimi cinque anni, a distanza di quasi un semestre dal nostro insediamento, non contiene particolari elementi di novità e non è chiara. Non è un equilibrio facile quello richiesto alla Sindaca, lo riconosciamo. Però è un DUP in cui sono poche le scelte per il futuro.
Descrivete una Firenze che unisce il bello e il bene. Preferiamo rappresentare la parte della Città che invece accetta anche il brutto e il male. Un territorio capace di fare i conti con la complessità della vita. C’è bisogno di una sinistra capace di sporcarsi le mani e di essere presente nel contrastare il populismo penale dilagante, su cui provano a soffiare le destre.
Gli indicatori si mescolano, si fanno schemi che riportano i diversi parametri, in cui è facilissimo perdersi. Tutto viene ricondotto a standard neutri e neutrali, come da quadri normativi vigenti. Assolvete al compito, in modo diligente, ma senza politica.
A essere preponderante è la ricerca di finanziamenti, secondo un ordine invertito tra finalità e strumenti. Non una visione che ricerca risorse, ma il tentativo di poter spendere il più possibile per poi rivendicare “il fare”.
Qualcosa è migliorato? L’aeroporto è in effetti sparito dalle pagine, rimane solo come fermata della tramvia. Questo però è il nuovo corso? Tacere su questioni controverse, vedere cosa il tempo renderà inevitabile e cercare di agire con un pizzico in meno di autoreferenzialità, in attesa di un eventuale secondo mandato?
Non c’è una parola sui prossimi passi della multituility. Niente sulla postura da tenere nei confronti di Fiorentina, rispetto a Franchi e Padovani.
Su Sollicciano dite che lavorerete per ristrutturarlo, ma passerete questi anni a dirci che non è di competenza di Palazzo Vecchio. Andrebbe invece ripensato e rafforzato il ruolo della figura di garante comunale, che dovremo votare come Consiglio comunale. Pensare che la soluzione sia l’edilizia carceraria, invece di un ruolo degli Enti Locali sul piano della giustizia riparativa, è esplicativo.
Colpisce l’assenza dell’antifascismo e del lavoro che pure, almeno in parte, viene portato avanti sul tema della memoria. CasaPound e Casaggì non sono un problema buono solo per le campagne elettorali.
Ci sono obiettivi che condividiamo, almeno sulla carta.
L’internalizzazione del servizio di refezione scolastica viene da lontano e non abbiamo nessuna chiarezza sui possibili rischi che il nostro bacino di utenza potrebbe rappresentare per una realtà relativamente piccola, quale è Qualità e Servizi, al centro di una fase non semplice. Per noi rimane un obiettivo su cui tentare di dare una mano, coinvolgendo il futuro di Mercafir. È difficile, però, dialogare e confrontarsi di fronte alla vaghezza.
Quella del salario minimo è una partita delicata. Saremo al fianco dell’Amministrazione per dare il messaggio giusto, ma appare come uno slogan, per segnalare le mancanze del Governo nazionale, invece che essere costruito per riconoscere l’assenza di centralità di chi fa le pulizie dentro questo Palazzo.
Si chiedono fontanelli. Non una parola sul come mai questa promessa nel recente passato sia stata disattesa. Abbiamo già depositato una mozione che tiene conto degli accordi necessari con Publiacqua e della necessità di fare i conti con le disponibilità di bilancio e di programmazione.
Si parla della cosiddetta carriera alias, senza riconoscere minimamente il ruolo che hanno avuto associazioni, Consulta e Consiglio comunale nel portare avanti questa istanza. Chi governa dovrebbe essere in grado di ascoltare e rivendicare questa capacità, invece di sussumere e appropriarsi delle istanze in modo apparentemente scaltro.
È così che agisce il capitalismo. Toglie ogni idea di possibile alternativa, ingloba le critiche e si presenta come ineluttabile. Non c’è nessuna rottura rispetto a questa logica in cui siamo immerse e immersi.
Per questo non condividiamo la visione proposta.
Senza il privato il pubblico appare incapace di costruire novità. Proponente fondazioni, terzo settore e co-programmazione, così la cittadinanza sembra avere più spazi nel privato, rispetto al dialogo con la politica.
In quest’aula è già stata bocciata la nostra proposta di riportare i Quartieri alla situazione pre-Renzi. Ci avete detto che era troppo. Qui nel DUP però non c’è scritto come si pensa di dare potere e gestione diretta dei servizi alle circoscrizioni.
Volete lasciare chi affoga in mano alla carità, ma questa non è una politica di sinistra all’altezza del compito di governo che è chiamata a esercitare.
Il documento, tecnicamente impeccabile, rende sfuggente, direi impossibile nei fatti, il confronto politico. Accompagnate il progressivo sottrarsi del Comune rispetto al territorio. Amministrate, invece di governare. Oggi vediamo confermate le ragioni di un’alternativa, da far vivere nella società, perché diventi inevitabile per voi prendere atto delle trasformazioni in positivo di cui Firenze ha bisogno.
“Le risposte alla domanda di attualità confermano la necessità di prevedere un ruolo del pubblico”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Il Comune è in contatto con la realtà gestrice del Cinema Spazio Uno, ci ha detto oggi l’Assessora, in risposta a una domanda di attualità depositata a seguito della notizia letta stamani su Repubblica.
La proprietà dell’immobile è stata sentita stamani, confermando sia la volontà di procedere alla vendita che quella di avviare i lavori, ancora fermi. È previsto un incontro per comprendere come meglio sistemare i cantieri è stato aggiunto.
A questo punto è necessario che il Comune promuova una campagna per chiarire che comunque andrà, la Città sarà ostile a qualsiasi soluzione che non preveda la riapertura dello Spazio Uno dove era.
Ci mettiamo a disposizione, ribadendo anche l’invito a contattare la curatela fallimentare dell’ex Cinema Fulgor, prima che sia troppo tardi. È uno spazio in cui il pubblico potrebbe fare molto.
Tempestività, impegno politico, partecipazione ed efficacia: arriviamo insieme a trovare soluzioni utili per tutta Firenze?
“Confermata la disponibilità a incontrare la cittadinanza anche entro i primi giorni di dicembre”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Thomas Maerten – Sinistra Progetto Comune
Non sappiamo se le novità normative rendono necessario un voto del Consiglio comunale, per realizzare la cabina di trasformazione elettrica del Sodo, che è considerata “opera essenziale”. L’Assessora ha risposto a un nostro question time dando notizia di approfondimenti in corso, anche se auspicando che possa esserci un coinvolgimento che pensiamo debba essere esteso anche al Consiglio del Quartiere 5.
Questa storia sarebbe iniziata, per Palazzo Vecchio, nel 2023, con la prima conferenza dei servizi insieme a Enel e Regione Toscana. Faremo accesso agli atti per conoscere tutte le interlocuzioni, proseguite nel corso degli ultimi mesi, da quanto ci è stato detto.
È stata esplicitata la disponibilità a un incontro e interlocuzione entro i primi dieci giorni di dicembre, con l’osservatorio delle cittadine e dei cittadini, a cui consegniamo questa possibilità.
Nel frattempo, apprendiamo che è partita anche una raccolta firme per la realizzazione di aree verdi attrezzate nella zona di via Chiuso de’ Pazzi, che segue l’ordine del giorno fatto approvare poche sedute fa.
È in parte frustrante non avere ancora un quadro di certezze, ma proseguiremo a sostenere queste istanze, fino a risultati ottenuti.
“Manca una risposta politica alle istanze scese nelle piazze. La politica non strumentalizzi”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori che oggi hanno attraversato le strade di Firenze, così come le organizzazioni sindacali promotrici (Cgil, Cobas, Cub, Uil).
Il capoluogo Toscano ha ospitato una mobilitazione fondamentale per rilanciare la centralità del lavoro e dei bisogni della maggioranza della popolazione.
Alla politica il compito di costruire risposta, a partire dalla società e non dai giochi di palazzo. Confidiamo che il centrosinistra non voglia strumentalizzare il sacrificio salariale di chi lotta per la sua dignità, anche se bene fanno le opposizioni a sottolineare il grave atteggiamento di questo Governo, pronto a disciplinare e restringere gli spazi dei conflitti.
Da parte nostra prendiamo atto della difficoltà di scegliere in quale piazza essere oggi, così come della scelta di USB di proclamare autonomamente un’altra data per lo sciopero generale. Saremo anche lì.
La nostra coalizione ha una pluralità che vuole favorire le convergenze a partire dai percorsi reali. Il Comune di Firenze ha davanti a sé obiettivi di programma importanti. Ne citiamo due: salario minimo e internalizzazione di alcuni appalti, come quello delle mense. C’è ancora aperta, inoltre, la partita dei servizi bibliotecari e di quelli educativi.
Non basta esprimere solidarietà. Ogni livello istituzionale può e deve fare molto per dare forza alle ragioni dello sciopero di oggi.
“Fatta propria dalla Commissione 6 la nostra proposta legata a una realtà degli anni ’30 oggi in stato di abbandono”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Ringraziamo la Commissione 6 per aver espresso parere favorevole e fatta propria la mozione che abbiamo depositato nel corso delle ultime settimane. Nasceva da alcune interrogazioni che avevano avviato interlocuzioni tra Comune e RFI, per l’orologio della biglietteria della stazione di Firenze Santa Maria Novella.
Si tratta di un’opera degli anni ’30, azionata da un motore elettrico, comandato da impulsi polarizzati.
Con lo sviluppo tecnologico si sono creati problemi e anomalie, tali da compromettere con frequenza il funzionamento stesso dell’orologio.
Questo ha creato una situazione di sostanziale abbandono, che ha attivato in particolare Riccardo Sacchettini, che ringraziamo per la costante attenzione avuto in questi mesi, insieme a una parte di cittadinanza sensibile alla questione.
C’è chi ha manifestato perplessità sull’utilità di questa mozione. Ci permettiamo però di ritenere fondamentale che istanze che arrivano dal basso siano ascoltate per arrivare a soluzione. Soprattutto, viste le difficoltà di interlocuzione con RFI, pensiamo sia importante che Giunta e Sindaco possano muoversi con alle spalle di un voto del Consiglio comunale che speriamo arrivi entro la fine dell’anno.