Categoria: Da Palazzo Vecchio

  • Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    “L’Amministrazione riconosce che l’intervento a chiamata non basta a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Era un nostro punto, e ci fa piacere vederlo accolto. Restano aperte le domande tecniche, a cui attendiamo risposta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Gli uffici dell’Amministrazione comunale hanno trasmesso una prima nota di riscontro alla mozione 2025/01203 “Blatte e overtourism, affrontare e prevenire i problemi”, presentata da Sinistra Progetto Comune nell’estate scorsa.

    Registriamo segnali positivi che vanno nella direzione che chiediamo dall’estate del 2025. L’Amministrazione conferma che è in fase di definizione un programma di interventi progressivi a partire dal centro storico, che dovrebbe finalmente superare la logica del solo intervento a chiamata — riconosciuta dagli stessi uffici come insufficiente a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Apprezziamo anche l’annuncio di un’ordinanza sindacale in stesura che richiederà la deblattizzazione anche ai proprietari privati, agli amministratori condominiali e alle attività commerciali; la prossima pubblicazione del calendario degli interventi sul sito istituzionale; e la campagna informativa rivolta ai condomini. Particolarmente significativo è che l’ufficio rifiuti stia lavorando, attraverso i protocolli di intesa già attivi con i grandi gestori degli affitti brevi — Booking e Airbnb — per coinvolgere direttamente gli host nella corretta gestione del conferimento dei rifiuti porta a porta. È esattamente quel collegamento tra overtourism, affitti brevi e igiene urbana che la mozione chiedeva di affrontare.

    Allo stesso tempo restano sul tavolo le domande tecniche che abbiamo posto con l’interrogazione urgente 2026/00858 del 14 maggio: quali principi attivi vengono utilizzati e se rispettino i Criteri Ambientali Minimi per gli appalti di pest management; se siano stati effettuati monitoraggi delle concentrazioni di biocidi e piretroidi nelle acque reflue a valle degli interventi; come venga garantito il coordinamento operativo tra i tre contratti distinti oggi in essere — Direzione Ambiente con Alia, Direzione Istruzione per le scuole, Archimede Società Cooperativa per le aree non stradali; se si intenda adottare un sistema di monitoraggio continuo sul modello del progetto europeo LIFE BIOREPEM, già sperimentato in altri Comuni italiani con il supporto di ISPRA; e come si intenda affrontare il documentato problema di resistenza ai piretroidi sviluppata dalla Blattella germanica. Su questi punti attendiamo le risposte della Giunta.

    Raccogliendo la disponibilità espressa dalla maggioranza, siamo pronti a lavorare con tutta la Commissione VI alla costruzione di un atto più specifico e costruttivo, che metta a sistema quanto già si sta facendo e affronti gli aspetti ancora aperti: dal recepimento dei CAM al prossimo rinnovo contrattuale, al monitoraggio dei biocidi nell’ambiente, fino allo studio della correlazione tra crisi climatica, modello turistico-ricettivo e diffusione delle specie infestanti. Il Consiglio comunale può essere all’altezza di una discussione che — come dimostrano le anomalie termiche già registrate dalla Toscana — non riguarda solo questa estate, ma il modo in cui la città sceglie di abitare il proprio territorio nei prossimi anni.

    Ringraziamo il Presidente della Commissione 6, così come le Consigliere e i Consiglieri che hanno partecipato alla discussione, insieme al personale degli uffici che non ha mancato di dare dettagli su cosa sta facendo l’Amministrazione.

  • PalaGeminiani: annunciata la riapertura per la stagione 2026-2027

    PalaGeminiani: annunciata la riapertura per la stagione 2026-2027

    “Alcuni punti della risposta non ci tornano con la documentazione vista”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Thomas Maerten — Sinistra Progetto Comune

    Oggi ci è arrivata la risposta dell’Assessora allo Sport all’interrogazione urgente 2026/00645 sul PalaGeminiani di Novoli: quarantatré giorni dopo il deposito. La palestra aprirà “per l’inizio della stagione sportiva 2026-27”. Prendiamo atto della risposta e la confrontiamo con i dati degli atti pubblici che avevamo già raccolto.

    La Giunta attribuisce i ritardi al collaudo ai “tempi necessari per gli allacciamenti da parte di Enel e Toscana Energia” — la stessa giustificazione già fornita dall’Assessora il 15 aprile, quando la Nazione aveva pubblicato la notizia di una palestra inaugurata ma chiusa. Il problema è che gli atti pubblici permettono di datare questi allacciamenti con precisione: l’allaccio idrico con Publiacqua è stato formalizzato il 14 febbraio 2022, tre anni e tre mesi fa; l’allaccio elettrico con Edison il 31 ottobre 2024, diciannove mesi fa, mentre era già in corso la quinta proroga contrattuale. Se i gestori di rete hanno completato il loro lavoro nel 2022 e nel 2024, come possono essere loro la causa del mancato collaudo nel maggio 2026? I ritardi riguardano le certificazioni degli impianti elettrici, meccanici e strutturali che l’impresa costruttrice deve ancora consegnare — come la risposta stessa in parte conferma, citando certificazioni “in fase di completamento”. Sono carte che deve fornire chi ha costruito, non chi ha allacciato la rete, a quanto ci risulta.

    Sul fronte dei costi, la risposta afferma che il Comune non deve affrontare “alcun costo diretto o indiretto, perché fino alla conclusione di tutte le operazioni di collaudo l’opera è in carico all’impresa”. Questa affermazione va incrociata con gli atti: il 2 dicembre 2025 il Comune ha contratto un prestito di 150.000 euro con Cassa Depositi e Prestiti per finanziare le “Opere di completamento” della palestra Geminiani (DD 08835/2025). Il 9 dicembre 2025 queste opere sono state aggiudicate all’impresa costruttrice stessa; il 16 dicembre 2025 è stato formalizzato l’impegno di spesa. Si tratta di soldi pubblici — un mutuo che il Comune dovrà restituire — speso per lavori aggiuntivi su un’opera la cui inaugurazione era già avvenuta tre mesi prima. Non è un costo zero.

    L’inaugurazione con taglio del nastro si è tenuta il 6 ottobre 2025 e l’apertura effettiva al pubblico è programmata per settembre o ottobre 2026: significa che la palestra di Novoli sarà rimasta chiusa per almeno undici mesi dall’inaugurazione. Ad aprile l’Assessora aveva dichiarato che il collaudo si sarebbe concluso “entro circa due mesi”. Siamo a fine maggio, e l’orizzonte si è spostato di altri quattro mesi. Un impianto da oltre quattro milioni di euro, con un cartello “Chiuso — in attesa collaudo impianti” che gli abitanti del rione vedono da ottobre.

    L’interrogazione chiedeva anche se l’Amministrazione intendesse adottare un protocollo che subordini le inaugurazioni di opere pubbliche all’effettiva fruibilità degli impianti. Non c’è risposta su questo punto. È una domanda di sistema, non solo sul PalaGeminiani: a Firenze, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i casi in cui l’inaugurazione ha preceduto l’apertura effettiva. Un protocollo trasparente tutelerebbe la cittadinanza, i quartieri che aspettano e la credibilità dell’Amministrazione stessa.

    Restano aperti i nodi principali che avevamo evidenziato. Il collaudo non è ancora concluso. L’impresa ha firmato la contabilità apponendo riserve, e il Comune ha individuato penali per il ritardo: la partita economica si deciderà in sede di collaudo tecnico-amministrativo, con un esito non ancora determinato. L’impresa originale è stata incorporata da un’altra nel 2026, e le garanzie residue sono ora in capo alla nuova società. L’apertura per la stagione 2026-27 è un impegno formale che prendiamo nota. Chiediamo che sia rispettato — e che quando aprirà si dica chiaramente alla Città quando e perché è rimasta chiusa per un anno.

  • Le Quinte: c’è un’offerta per le case da 4,5 milioni di euro. Il Comune deve agire ora

    Le Quinte: c’è un’offerta per le case da 4,5 milioni di euro. Il Comune deve agire ora

    “Un’offerta irrevocabile è già sul tavolo. La nostra mozione per l’acquisizione pubblica è ferma in commissione dal 14 novembre 2025 «per approfondimenti»”


    Giulia Marmo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 4
    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    L’avviso di gara del Concordato Preventivo Le Quinte n. 61/2014 fissa per il 29 giugno 2026, ore 9:30, l’asta competitiva per la vendita in blocco di 137 alloggi a canone concordato: 42 in via Niccolò da Tolentino 23, 72 in via Niccolò da Tolentino 92, 23 in via Alberto Arnoldi 6/A. Tutti gravati dal vincolo permanente di affitto a canone concordato, in forza delle convenzioni urbanistiche del 24 e 25 ottobre 2005 sottoscritte tra il Comune di Firenze e la società Le Quinte nell’ambito del programma sperimentale “ventimila abitazioni in affitto”.

    Il 24 aprile 2026 il Liquidatore Giudiziale ha ricevuto un’offerta irrevocabile di acquisto in blocco per 4.500.000 euro oltre IVA, accompagnata da cauzione di 500.000 euro: mediamente circa 33.000 euro ad alloggio, oltre ai relativi box e posti auto. Eventuali offerte migliorative devono essere depositate presso un notaio di Firenze, entro le ore 12.00 del 26 giugno 2026.

    Il medesimo avviso certifica che la vendita ha ottenuto il previsto nulla osta del Comune ai sensi dell’art. 11 delle convenzioni del 25 ottobre 2005? Si tratterebbe di un atto che ha sbloccato l’asta competitiva e di cui, alla data odierna, non sono noti data, numero, ufficio firmatario né istruttoria.

    Presenteremo in queste ore un’interrogazione urgente alla Sindaca e alla Giunta, accompagnata da una richiesta di accesso agli atti. Il provvedimento non risulta sia stato preceduto da alcun passaggio in Consiglio comunale, neanche è stata informata la Commissione di competenza: la nostra mozione sull’acquisizione pubblica degli stessi immobili è ferma in commissione dal 14 novembre 2025 “per approfondimenti”.

    Sul vincolo permanente che grava sugli immobili pende un giudizio al TAR Toscana (RG 472/2023), promosso dal Liquidatore Giudiziale: chi acquista all’asta subentra in quel ricorso.

    A seguito dell’eventuale aggiudicazione del 29 giugno, gli effetti del trasferimento resteranno comunque sospensivamente condizionati al nulla osta del Comune al subentro dell’aggiudicatario nelle convenzioni, da rilasciarsi entro 60 giorni dalla richiesta.

    È uno strumento che l’Amministrazione conserva nelle proprie mani, e che chiediamo venga usato politicamente: o si valuta seriamente la presentazione di un’offerta migliorativa entro il 26 giugno — anche in raccordo con la Regione Toscana, Casa S.p.A. e gli strumenti di cofinanziamento disponibili — oppure si imposta una trattativa pubblica con l’aggiudicatario, condizionando il subentro alla conferma del vincolo permanente e alla tutela dei nuclei oggi residenti.

    Resta un dato oggettivo: le aste precedenti, sui medesimi immobili, sono andate ripetutamente deserte. Vuol dire che il mercato privato non compra immobili con vincolo permanente di canone concordato. Vuol dire anche che l’unico soggetto per cui quel vincolo non è un problema è il pubblico: l’amministrazione non ricava un profitto sull’affitto, ma garantisce il diritto alla casa di 137 nuclei familiari e amplia il patrimonio dell’Ente.

    Il prezzo a cui oggi il mercato valuta quegli immobili è eloquente; per il Comune si tratterebbe di un’occasione, non di un onere.

    Ai tanti nuclei familiari che continuano a vivere in una condizione di incertezza ribadiamo il nostro impegno, invitandoli in assemblea pubblica venerdì 5 giugno 2026, alle 21:00, presso il Circolo ARCI 25 Aprile, in via del Bronzino (Firenze).

  • Mario Paciolla, sei anni dopo. Firenze vota per la verità all’unanimità

    Mario Paciolla, sei anni dopo. Firenze vota per la verità all’unanimità

    “Il Consiglio di Firenze prende una posizione chiara”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Il 25 maggio 2026 il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2025/01201 su Mario Paciolla con 27 voti a favore, nessun contrario, nessuna astensione.

    Mario Paciolla era un cooperante napoletano, osservatore dell’ONU in Colombia per la Missione di Verifica degli accordi di pace. Il 15 luglio 2020, a 33 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione di San Vicente del Caguán. La polizia colombiana ha archiviato immediatamente il caso come suicidio: la famiglia non ci ha mai creduto e negli anni successivi ha documentato anomalie legate alle impronte, all’ambiente domestico, ai fatti precedenti alla morte, alla gestione del corpo. Nel luglio 2020, a meno di tre settimane dai fatti, il Consiglio Comunale di Firenze votò all’unanimità una prima risoluzione, chiedendo al Governo italiano di attivarsi per fare luce. Lo stesso fece il Consiglio del Quartiere 1, con la deliberazione n. 17/2020.

    Sei anni dopo, la situazione è peggiorata sul piano istituzionale: il 30 giugno 2025 la Procura di Roma ha concesso l’archiviazione del fascicolo aperto a carico di ignoti, nonostante la famiglia si fosse opposta per la seconda volta. I genitori Anna Motta e Pino Paciolla, assistiti dall’avvocatessa Alessandra Ballerini — che rappresenta anche le famiglie Regeni e Trentini — hanno depositato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo. È la strada che rimane quando le istituzioni nazionali si chiudono.

    La risoluzione approvata il 25 maggio impegna il Comune a trasmettere l’atto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, al Ministro della Giustizia e al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Chiede al Governo italiano di esercitare pressione diplomatica sulla Colombia perché siano garantite indagini indipendenti e trasparenti, di sollecitare la piena cooperazione della Missione ONU e dello Stato colombiano, e di istituire in Parlamento una commissione d’inchiesta che faccia luce sul ruolo delle istituzioni italiane e internazionali. Non è retorica: è il minimo che uno Stato può fare quando un suo cittadino muore in servizio per l’ONU e la verità non è stata accertata.

  • Conferenza sulla pace cancellata dal centrosinistra: solidarietà ad Angelo D’Orsi

    Conferenza sulla pace cancellata dal centrosinistra: solidarietà ad Angelo D’Orsi

    “La paura di parlare di alcuni argomenti si accompagna al silenzio attorno al Comando NATO”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Giovedì sera il professor Angelo d’Orsi avrebbe dovuto tenere una conferenza al Circolo ARCI Il Girone di Fiesole sul tema “Quale politica internazionale per una pace giusta e duratura”. La conferenza è stata cancellata: dai social si legge che questo sarebbe dovuto a pressioni che avrebbero riguardato il Presidente del Circolo ARCI e una Consigliera regionale del Partito Democratico prevista nel volantino. In poche ore, PCUP, ANPI Brozzi e altre realtà fiorentine hanno riprogrammato l’evento alla SMS Peretola, via Pratese 48, stesso giorno, stesso orario: giovedì sera alle 21.

    Esprimiamo solidarietà al Professor d’Orsi: anche chi non concorda con le sue idee riconoscerà l’assurdità di invitarlo a un dibattito e poi dirgli che non è gradito ciò che potrebbe dire. La risposta alle tesi che non si condividono è il confronto, non la cancellazione. Facendo così si alimenta un clima di ostilità e contrapposizione: è un comportamento davvero assurdo.

    Il centrosinistra del nostro territorio non sapeva chi aveva invitato? Ha scoperto ora che c’è una guerra in Ucraina? Si tratta di un episodio isolato e non c’è stata nessuna pressione?

    C’è però un altro punto che vogliamo sollevare. Il centrosinistra sa della presenza del Comando NATO sul territorio fiorentino? Non risultano prese di posizione, mentre i nostri atti giacciono congelati in Palazzo Vecchio, senza venire nemmeno discussi, a differenza di quanto abbiamo ottenuto in alcuni Consigli di Quartiere.

    Il clima che si sta costruendo a Firenze — dove esprimere posizioni fuori dal consenso atlantista diventa motivo di esclusione e pressione — è un problema politico serio, indipendentemente da quello che si pensa delle singole posizioni in campo. Una Città che vuole dirsi per la pace dovrebbe essere il luogo in cui queste contraddizioni si discutono, non in cui si nascondono. Una politica incapace di assumersi responsabilità è anche pericolosa.

  • Costa Scarpuccia: undici provvedimenti in cinque anni, tre direzioni coinvolte, manca una valutazione unitaria

    Costa Scarpuccia: undici provvedimenti in cinque anni, tre direzioni coinvolte, manca una valutazione unitaria

    “Sul Colle delle Rovinate, area doppiamente vincolata e Patrimonio UNESCO, il Comune deve svolgere una funzione diversa. L’Oltrarno merita tutela, non un parco esclusivo per pochissime persone”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Sul complesso di Costa Scarpuccia 3-7 sono stati rilasciati, in cinque anni, undici provvedimenti edilizi, paesaggistici e ambientali: due Permessi di Costruire, quattro autorizzazioni paesaggistiche, quattro SCIA edilizie e una SCIA per il taglio di alberi del giardino. A questi si aggiungono sei determine pubbliche di deroga acustica della Direzione Ambiente per i lavori di cantiere. Tre le Direzioni del Comune coinvolte — Urbanistica, Ambiente Verde Zona 2, Ambiente Acustica — oltre alla Soprintendenza ABAP. Non ci risultano conferenza di servizi e non abbiamo trovato nessun atto di sintesi, nessuna valutazione complessiva.

    Quello che emerge dall’analisi tecnica di oltre tre gigabyte di documenti acquisiti per accesso agli atti non può essere derubricato a casistica edilizia. Sul Colle delle Rovinate, in centro storico Patrimonio Mondiale UNESCO, in area doppiamente vincolata — paesaggistica dal 1951, monumentale dal 1976 — il Comune di Firenze ha gestito una trasformazione di portata sostanziale attraverso undici atti separati: strip-out totale di tre edifici, sette vani interrati di nuova edificazione, due pozzi profondi, impianto geotermico con paratia di micropali, sostituzione di una copertura storica con struttura in acciaio, fusione delle quattordici unità immobiliari originarie in non più di sei. Ogni atto, preso singolarmente, ci risulta qualificato come “modifica di modesta entità”. Cumulativamente, una riconfigurazione completa del complesso.

    La novità più rilevante è emersa dieci giorni fa, quando la Direzione Ambiente ci ha trasmesso  la SCIA per il taglio di due alberi del giardino, depositata il 16 maggio 2025. La relazione tecnica di asseveramento dichiara — testualmente, in atto pubblico — che è in corso «un importante intervento di riqualificazione paesaggistica del giardino a conclusione delle opere edilizie». È la prima volta che abbiamo letto in un atto ufficiale l’idea di un piano complessivo di trasformazione dell’area verde: un piano per il quale non ci risulta esserci né un inquadramento progettuale unitario né un’autorizzazione paesaggistica complessiva.

    Lo stesso atto segnala che un albero ha sviluppato un apparato radicale che sta provocando “gravi lesioni” allo storico muro di confine fra Villa Scarpuccia e il Giardino Bardini, con rischio di crollo del paramento. È un’ulteriore evidenza materiale di instabilità del sito — il Colle delle Rovinate, la collina che porta nel nome la frana del 1547 — su cui sono stati realizzati sette vani interrati, due pozzi profondi, un impianto geotermico, una paratia di micropali: chiediamo se c’è una valutazione integrata del rischio idrogeologico fra Comune, Soprintendenza, Genio Civile della Regione Toscana e Autorità di Bacino.

    Sul fronte finanziario, nel luglio 2025 il Comune ha riconosciuto formalmente — con la comunicazione GP 281769/2025 sottoscritta dalla Responsabile del Procedimento — che sulla SCIA n. 6268/2025 manca il calcolo del costo di costruzione sulle superfici aggiunte e la dimostrazione del pagamento del contributo dovuto. Su questo a che punto siamo?

    L’interrogazione a risposta scritta depositata oggi pone alla Giunta cinque domande precise. La prima riguarda l’importo del contributo di costruzione non versato e gli atti di recupero avviati. La seconda chiede una valutazione unitaria del progetto — compreso il piano di “riqualificazione paesaggistica del giardino” — e la verifica del non-contrasto con il Piano Operativo entrato in vigore il 6 giugno 2025. La terza riguarda la sorveglianza archeologica prescritta dalla Soprintendenza nel 2020 e la valutazione integrata del rischio idrogeologico del Colle delle Rovinate. La quarta chiede la pubblicazione integrale dei verbali della Commissione comunale per il Paesaggio — già richiesta nel luglio 2025 dai ventiquattro urbanisti e docenti universitari della lettera “Trasparenza e qualità nella gestione del paesaggio urbano” — e una ricognizione amministrativa delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune nel periodo 2020-2024. La quinta chiede conto degli atti sul giardino nel periodo 2020-2024.

    Costa Scarpuccia è il caso emblematico di una città che si lascia trasformare a pezzettini, in cui ogni Direzione fa la sua parte e manca uno sguardo politico complessivo. Vogliamo l’opposto: una linea unica e trasparente di tutela del territorio e della residenza, soprattutto per chi non può permettersi aree di lusso, in una città dove l’alta capacità di spesa di pochi sta riconfigurando il patrimonio comune.