Firenze non è un tempio da depredare

Ma una città di cui prendersi cura e da valorizzare, con grande attenzione alla tutela.

Serve turismo di qualità e una difesa dell’integrità della nostra città!

Ecco una delle molte ragioni per cui il 26 maggio è necessario voltare pagina, votando Antonella Bundu sindaca! Il progetto di speculazione per l’ex ospedale militare, ben 16.000 metri quadri tra via Cavour e via San Gallo, che rivela la povertà culturale attualmente al governo in Palazzo Vecchio. Leggi tutto “Firenze non è un tempio da depredare”

Il problema ecologico

Risolviamo il problema ecologico a casa nostra: riduciamo il traffico, gestiamo i rifiuti, prendiamoci cura dei parchi.

Macchina, bicicletta, autobus, tramvia: non costringiamo la gente a stressarsi per andare a lavoro,  ad alzarsi alle cinque per essere puntuali alle otto.

Integriamo la tramvia con la rete degli autobus, estendiamo le linee esistenti e creiamone di nuove fino a coprire tutta la città. Aumentiamo le corse. Contestualmente facciamo una battaglia per rimettere il trasporto in mano pubblica, sia quello su gomma che quello su ferro, per poter così garantire un efficace sistema integrato.

Costruiamo piste ciclabili, anche a misura dell’infanzia: sicure, senza buche, senza interruzioni sul più bello.

Pensiamo a dei parcheggi intorno a un’area centrale da collegare meglio con il trasporto pubblico.

Vigiliamo sui prezzi dei box auto e ragioniamo del tema anche nell’ottica della riqualificazione abitativa con cui pensare il nostro tessuto urbano.

Garantiamo una scelta a tutti coloro che non vogliono utilizzare l’auto (o che non possono permettersela) e invitiamo per contagio tutti gli altri a mettersi in discussione: il nostro è l’unico pianeta che abbiamo, vale la pena distruggerlo e rovinarsi la vita per venti minuti in meno?

Abbattiamo i tempi morti che passiamo in macchina nel traffico: diamoci un’alternativa.

Richieste specifiche

  • Pianificazione del traffico sulla base delle esigenze reali della popolazione.
  • Collegare tutte le zone di Firenze eliminando la distinzione centro/periferie.
  • Realizzare un sistema di piste ciclabili in linea con le logiche richieste che arrivano da chi si muove pedalando.
  • Costruire un piano di trasporto integrato tra ferro e gomma, avviando tutte le procedure e i percorsi di sensibilizzazione necessari per rimettere il trasporto sotto mano direttamente pubblica.
  • I programmi della coalizione per Antonella Bundu e quello della lista Firenze Città Aperta contengono molte altre proposte giuste e necessarie che vanno in questa direzione!

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Antifascismo

Antifascismo: partigiani ieri, partigiani oggi

Viviamo tempi difficili, in cui sembra non esserci alternativa allo stato di cose presenti, nonostante sia evidente che la storia non si è conclusa nel Novecento.

La crisi economica non è bastata a sviluppare una volontà di cambiamento in chi si ritrova a viverla. Prevale la rassegnazione o una sterile contestazione su argomenti fuorvianti.

Siamo, ad esempio, tutti interessati a capire quanti corrotti siedono in Parlamento, tralasciando il tipo di professioni da cui provengono le persone che siedono nelle istituzioni (un tempo si sarebbe parlato di “composizione di classe”).

Ci raccontano che siamo tutti sulla stessa barca ma così non è. Le divisioni esistono e sono molto più materiali dei confini tracciati sulle carte geografiche.

La divisione è tra chi è costretto a vivere del proprio lavoro e chi sfrutta il tempo delle altre persone. La società è certo cambiata, ma non la necessità di organizzare una resistenza in tutti gli ambiti delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che in ogni altro spazio di vita (come lo studio), in cui si è imposto un modello individualista dove viene cancellata ogni aggregazione ed organizzazione. 

La parola sinistra è diventata in larga parte d’Europa sinonimo di gestione dell’esistente, di riforme che con false promesse hanno cancellato diritti e conquiste fondamentali per la dignità di ognuno di noi. Siamo consapevoli degli errori che abbiamo alle spalle, ma vogliamo farne tesoro senza cancellare la positiva tradizione di quel movimento delle lavoratrici e dei lavoratori con cui si è regalato a intere generazioni un futuro migliore di quello dei loro nonni.

Andiamo in controtendenza: proponiamo un modello di partecipazione diretto, capace di accogliere le comodità delle nuove tecnologie ma non privo di momenti di reale confronto (non bastano un sito ed una mail). Costruiamo una città capace di guardare in avanti e in cui vivere solidarietà e unità tra chi condivide la stessa condizione.

L’attualità della Resistenza e l’importanza del Primo Maggio sono valori fondamentali perché di stimolo per il presente. Contro ogni strumentalizzazione e vuota celebrazione sappiamo di doverci impegnare per continuare a far vivere la dignità di chi vive nel proprio lavoro in queste due importanti giornate!

Noi vogliamo:

  • Promuovere cultura e conoscenza, sviluppando coscienza critica all’interno delle scuole.
  • Promuovere un’informazione plurale e di qualità, sia per quanto riguarda l’attualità che rispetto al passato, coinvolgendo l’Università di Firenze per la promozione di una adeguata diffusione della storia di Firenze.
  • Sviluppare, in collaborazione con l’ANPI, percorsi della memoria, per un turismo di qualità capace di incrociare strade meno note ai principali flussi “mordi&fuggi”, valorizzando anche quanto esiste fuori dal centro storico.
  • Contrastare l’indebolirsi degli anticorpi antifascisti e antirazzisti che dovrebbero essere propri di tutte le forze democratiche che concorrono alla politica del Comune (e del Paese).

Salute

In questi anni la lungimiranza della Costituzione, che vedeva nella salute dell’individuo un interesse della collettività, è stata ampiamente disattesa dalle politiche liberiste, per le quali vale sempre più l’individuo e sempre meno la società. Così le soluzioni sono sempre di più il bonus, il contributo, gli 80 euro, e sempre meno i servizi universali.

Il diritto alla salute interessa tutte e tutti ed è uno dei presupposti per una vita libera e piena. In tutta Europa ci stiamo mobilitando per la difesa del nostro diritto a vivere bene! 

La nostra città può fare molto. Smettere di svendere gli immobili comunali per farne hotel di lusso ed accordarsi con la Regione per la riapertura dei presidi medici di quartiere (come il Lungarno Santa Rosa, per esempio). Vigilare sugli appalti delle cooperative di servizi che impiegano centinaia di lavoratrici e lavoratori negli ospedali e strutture assistenziali, spesso in vergognose condizioni di sfruttamento. 

Le politiche sanitarie, ad ogni livello, devono essere impostate sui bisogni della cittadinanza e i dati epidemiologici dei territori, non sulla definizione a priori di standard di prestazioni artificiali. Vogliamo una sanità vicina a noi, tarata sui nostri bisogni e sulle nostre necessità.

Il sistema che ha ridotto i posti letto, accentrato le specialità, chiuso i piccoli presidi e contemporaneamente non ha potenziato il territorio ed ha fatto del terzo settore un punto cardine delle prestazioni di base e specialistiche deve essere abbandonato, pena la distruzione dell’intero sistema sanitario pubblico. 

È stata tolta dignità politica al tema della sanità, che è stato sottratto per anni e anni al dibattito politico e popolare; mentre tutto passava alla gestione delle Regioni non ne discutevano i Consigli Comunali, e intanto si era modificata la struttura delle USL/ASL. Mentre si tagliavano i servizi sul territorio, si chiudevano i distretti sanitari, si eliminavano i consultori, si chiudevano gli ospedali periferici, il Comune non discuteva dei Piani sanitari regionali.

L’articolo 32 della Costituzione è l’unico che definisce un diritto “fondamentale”: è quello alla salute. Dobbiamo riaprire il discorso politico sul diritto alla salute, pretendere che sia centrale e che sia destinato all’interesse dei cittadini; dobbiamo pretendere finanziamenti per i servizi a tutti i livelli, a cominciare da quello comunale. Possiamo usare la voce ed il peso del nostro Comune per questa causa.

Noi vogliamo:

  • Centralità della prevenzione e promozione della salute in tutti gli aspetti della vita e del lavoro.
  • Prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci accessibili a tutte e a tutti, senza vincoli di cittadinanza.
  • Finanziamento basato sulla fiscalità generale.
  • Protezione della sanità da logiche di mercato.
  • Ruolo attivo delle persone nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute.
  • Rifinanziamento del SSN per tutti e tutte al posto del welfare aziendale.
  • Eliminazione dei ticket.
  • Cure per le persone non autosufficienti.
  • Aumento dei posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato.
  • Attivazione dei distretti e dei consultori territoriali in rapporto al numero di abitanti. 
  • Dimissioni con assistenza.
  • Valutazione partecipata delle politiche sanitarie.

Partigiani ieri, partigiani oggi

Un breve ricordo del partigiano fiorentino Alessandro Sinigaglia scritto dal compagno Mario Noferini.

Un breve ricordo del partigiano fiorentino Alessandro Sinigaglia scritto dal compagno Mario Noferini.


Alessandro Sinigaglia è una delle figure più significative, e forse anche tra le più dimenticate, della Resistenza fiorentina. 

La sua biografia umana e politica ne sono una testimonianza. Nato nel 1902, figlio di un padre di lontana origine ebraica e di una madre nera americana, meccanico l’uno e domestica l’altra in una villa di proprietà di una famiglia di ricchi statunitensi a Fiesole, già di per se costituiva una bella singolarità nella Firenze di inizio secolo.

Ebreo, nero e comunista che non ebbe paura a combattere a viso aperto i nazifascisti

Da subito aderisce al movimento comunista, partecipando alle azioni degli arditi del popolo, e dopo il servizio militare svolto in marina come sommergibilista, riprende intensamente l’attività militante ormai in semi clandestinità. Nel 1928 viene spiccato un mandato d’arresto nei suoi confronti da parte delle autorità fasciste ma riuscirà, con una freddezza che diventerà poi leggendaria, a sfuggire agli agenti di polizia venuti ad catturarlo.

Raggiungerà poi l’Unione Sovietica, dove frequentata la scuola di partito, inizierà una attività, di organizzatore e attivista, principalmente rivolta alla lotta antifascista. Nel 1935 lascerà la Russia inviato a collaborare con la missione dell’Unione Sovietica in Svizzera. Allo scoppio della guerra di Spagna sarà uno dei primi a raggiungere le forze della Repubblica e contribuirà alle attività di sminamento del porto di Barcellona.

Nell’ora della Retirada rientrerà in Francia dove verrà internato nel campo profughi di Vernet  e  da lì, finito nelle mani  del regime di Vichy, trasferito in Italia e confinato a Ventotene. 

Dopo la caduta di Mussolini si stabilisce a Firenze dove contribuisce all’immediata riorganizzazione del partito comunista locale e soprattutto alla creazione del Gap, i gruppi di azione patriottica, le formazioni partigiane che combattono in città. La sua convinzione ideale, l’età, l’esperienza militare ne fanno un comandante naturale. Come tale parteciperà alle prime significative azioni della resistenza armata a Firenze.

Riconosciuto in un’osteria nella zona di Santa Croce da alcuni componenti della banda Carità, privo di armi, riuscito in un primo momento a sfuggire agli assassini, verrà ucciso in via Pandolfini, dove una lapide ricorda il suo sacrificio. Era il 13 febbraio 1944, il suo corpo rimarrà per ore sul selciato.

Una delle brigate partigiane che l’11 agosto 1944 parteciperanno alla liberazione di Firenze sarà intitolata a suo nome.

Nel dopoguerra verrà assegnata una medaglia d’argento al valor militare, ben poco riconoscimento per un combattente della libertà della sua statura. Ebreo, nero e comunista che non ebbe paura a combattere a viso aperto i nazifascisti, sapendo di rischiare ben più di molti altri per quel suo impegno.


Casa per tutte e tutti: è un nostro diritto!

La casa è un diritto umano e la nostra priorità è riprenderci questo diritto: iniziamo creando un elenco degli immobili, pubblici e privati, sfitti. Vogliamo nomi e cognomi!

Ecco come vogliamo affrontare il problema degli alloggi a Firenze: facciamo un elenco del patrimonio edilizio sfitto, invenduto o abbandonato, pubblico e privato. Conoscendo nomi e numeri interverremo con tutti gli strumenti che il Comune ha per risolvere il problema. Con Antonella Bundu noi costruiremo Firenze Città Aperta per tutte e tutti!

Cercare casa non può essere difficile quanto trovare i piani della Morte Nera. Avere una casa è un diritto umano.


🏠 Diritto all’abitare! Una proposta concreta e immediatamente realizzabile per il Comune di Firenze

📃 A Campi Bisenzio, grazie al lavoro del compagno Lorenzo Ballerini in quel consiglio comunale, è stato approvato «un censimento del patrimonio edilizio abbandonato, sfitto e invenduto da oltre due anni, attivando controlli incrociati sulle utenze, sulle residenze, sulla registrazione dei contratti di affitto, sul pagamento dell’IMU e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione».

Dario Nardella ha ignorato proposte simili avanzate dalla nostra coalizione in questi cinque anni, guidata da Tommaso Grassi.

❗️La politica deve avere il coraggio di affrontare i temi e proporre soluzioni. Pensate a quanti dibattiti facciamo sull’emergenza abitativa, sulla poca edilizia popolare e le graduatorie. Pensate inoltre a come si sta svuotando il centro storico e la nostra città. Questa deve essere necessariamente una delle priorità della nuova amministrazione comunale, con Antonella Bundu sindaca. L’attuale Giunta di Dario Nardella ha infatti ignorato proposte simili avanzate dalla nostra coalizione in questi cinque anni, guidata da Tommaso Grassi.

Proponiamo quindi qualcosa di concreto, pratico, immediatamente realizzabile e già accettato da un comune limitrofo. Con Firenze Città Aperta e gli altri alleati della coalizione sappiamo in che direzione andare!


Riportiamo il contributo di Lorenzo Ballerini, consigliere comunale di Campi Bisenzio, promotore della storica mozione che ha visto la luce in questi giorni. La coordinazione con il territori è un punto centrale per garantire la maggiore efficacia possibile dei nostri provvedimenti.


Nel consiglio comunale di ieri è stata approvata, dopo una bella e appassionata discussione,  un’ importante mozione presentata dal sottoscritto sul tema dell’emergenza abitativa.

Una mozione che ha l’ambizione di guardare lontano e di provare a innescare una discussione più ampia su quali interventi  adottare al fine di contrastare il dramma dell’emergenza casa.È necessario trovare strumenti nuovi per intervenire in modo efficace e concreto, davanti al dramma di  chi rischia di rimanere in strada.

È fondamentale allora capire e studiare come valorizzare il patrimonio sfitto e invenduto del comune, e in questa direzione vuole andare l’atto approvato ieri in Consiglio con il voto favorevole della maggioranza e di SI, il voto contrario di Forza Italia e l’astensione delle Lega oltre che, inspiegabilmente, anche quella del consigliere Matteini.

La sinistra dovrebbe ripartire anche e soprattutto da qui: dalla capacità di formulare idee e soluzioni concrete a problemi reali.

Lorenzo Ballerini

L’amministrazione quindi, con la mozione approvata,  si impegnerà a  promuovere, attraverso la collaborazione degli uffici competenti un censimento del patrimonio edilizio abbandonato, sfitto e invenduto da oltre due anni, attivando controlli incrociati sulle utenze, sulle residenze, sulla registrazione dei contratti di affitto, sul pagamento dell’IMU e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione.

Un primo passo di raccolta dati, utile poi a poter sviluppare una discussione e un dibattito ampio e costruttivo sugli interventi da adottare.L’inizio di un percorso quindi che vedrà, sempre su mia richiesta, la convocazione di una Commissione specifica sul tema casa che possa essere propedeutica anche a un Consiglio Comunale aperto sempre su questo tema.

Un lavoro lungo quindi, ma che ci sta vedendo protagonisti attraverso il contributo di proposte e idee.

La sinistra dovrebbe ripartire anche e soprattutto da qui: dalla capacità di formulare idee e soluzioni concrete a problemi reali.

Lorenzo Ballerini