Firenze in svendita, con il cappello in mano?

Foto di Sailko da wikipedia.org

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“Oggi in Consiglio comunale – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – abbiamo esaminato e votato due proposte di deliberazione: una sul riutilizzo della ex caserma “Vittorio Veneto”, in Costa San Giorgio, e una sul riutilizzo dell’ex ospedale militare di Via San Gallo.

In merito alla ex caserma in Costa San Giorgio, avremmo anzitutto voluto aprire un percorso partecipativo, sul destino di un bene storico ed architettonico, le cui opere d’arte che vi sono contenute avremmo voluto che fossero messe a disposizione di tutti i visitatori, anziché essere messere a cornice dell’ennesimo magnifico resort, ma anche sull’eventualità di un collegamento col giardino di Boboli.Abbiamo chiesto di poter provare a pensare soluzioni alternative a cabinovie, trenini a cremagliera e altre soluzioni per poter facilitare i visitatori di Forte Belvedere, anche solo per fare due conti se un bus elettrico dedicato magari fosse costato meno e magari non stava lì come un taglio nella collina. Forse, magari… una via pedonale dei colli? “No” è stata la risposta.

Abbiamo chiesto, per il prossimo futuro, di non approvare contestualmente il Piano Unitario Convenzionato e la Variante urbanistica, quando sarà scaduta la fase delle osservazioni, se il PUC non fosse arrivato con adeguato anticipo per permettere sufficienti approfondimenti alla Commissione consiliare competente. Un altro “No”, il tempo stringe…

Per San Gallo – aggiungono Bundu e Palagi – abbiamo provato a chiedere di confrontarsi con la proprietà del complesso affinché si potesse impegnare a sottoscrivere un accordo per rivedere e aumentare le percentuali delle funzionali dedicate alla parte residenziale, per favorire il ritorno di residenti, non necessariamente milionari, in una zona del centro storico.

Ma anche perché si potesse garantire alla cittadinanza e ai visitatori l’apertura del complesso, rendendo accessibili in modo gratuito e permanente, gli spazi aperti interni (chiostri, piazze, giardini ecc.).

Altri “No”, perché per il privato non ci sono i margini e questo ci deve bastare.
Ma il modello di Firenze tutta sbilanciata sul turismo non era fallito?…”.