Forti coi deboli, deboli coi forti?

Immagine da pexels.com

Intervento durante una trasmissione Radio Wombat cliccando qui.


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Sorvegliare la cittadinanza con le telecamere, l’esercito nelle strade, la continua contestazione dei comportamenti individuali, mentre si rimuove il tema delle imprese e si sceglie di non citare alcun dato.

La percezione soggettiva del Sindaco di Firenze è quella egemone in questa fase. Una persona cammina per strada, isolata? Merita di essere censurata. Un cane a passeggio? Il primo pensiero è sospettare del numero di volte in cui questo viene portato fuori.

La classe lavoratrice sciopera? Sono poche persone irresponsabili, mentre chi è chiamato a turni massacranti è bene che continui a uscire di casa, mettendo a rischio la propria salute e il servizio stesso.

Noi così leggiamo una serie di dichiarazioni che si stanno aggiungendo, l’una dopo l’altra, mentre il Consiglio comunale è bloccato e persino chiedere di poter essere informati sarebbe inopportuno.

Mentre l’emergenza si allunga nel tempo, i limiti di un impianto solo repressivo dovrebbero essere evidenti a chi ha una coscienza democratica (anche mettendo da parte la nostra cultura di sinistra).

Ci si interroga sulla solitudine delle persone rinchiuse nei propri appartamenti? O basta delegare i problemi al volontariato e alle reti sociali del Paese?

Quanti controlli vengono effettuai nei luoghi di lavoro? Quanto impegno si è messo nel garantire la tutela della classe lavoratrice in appalto, impegnata anche per conto del Comune di Firenze?

Massima comprensione per le difficoltà che si ritrova ad affrontare chi governa in una fase del tutto inedita. Pensiamo però che tanti limiti siano stati superati, per ora più con le dichiarazioni che con le azioni, forse, ma non possiamo rimanere in silenzio.


Una trasmissione di Radio Wombat in cui c’è stato modo di intervenire anche su questi punti la trovate cliccando qui.


Un articolo su wumingfoundation di Pietro De Vivo cliccando qui.

Un articolo di Lucia Capuzzi su Avvenire cliccando qui.