Fuochi d’artificio in centro: se non si sentono i botti, difficile sentire chi ci abita

Il rione di San Niccolò a Firenze, ai piedi della collina del Piazzale Michelangelo

“Le verifiche annunciate dal Presidente del Quartiere 1 sono un primo passo. Ma le segnalazioni ci sono state, anche nei Consigli di Quartiere aperti: ridurle a ciò che arriva al Presidente in persona è un’idea molto limitata di rappresentanza.”


Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

Il Presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli risponde alla nostra nota dicendo di non aver ricevuto segnalazioni sui fuochi d’artificio a San Niccolò, e annuncia che attiverà delle verifiche. Le verifiche sono la cosa giusta, e lo diciamo senza ironia: se partono davvero, è già un risultato. È la premessa a non reggere. Le segnalazioni ci sono state, eccome, e non le abbiamo raccolte da qualche chiacchiera in rete: sono emerse nei Consigli di Quartiere aperti, cioè proprio negli spazi che il Presidente convoca e per cui — giustamente — raccoglie apprezzamenti. Bene convocarli. Ma a che servono, se poi quello che ci si dice dentro non viene ascoltato?

Se per «segnalazione» si intende soltanto ciò che viene rivolto al Presidente in persona, allora il problema riguarda l’idea stessa di rappresentanza. Chi abita non deve indovinare la porta giusta a cui bussare per avere diritto di essere ascoltato: un fenomeno che si ripete ogni notte, sollevato pubblicamente da chi vive il rione, è già una segnalazione, che finisca o meno sulla scrivania giusta. E aspettare la forma corretta prima di accorgersi di un problema è anche il modo migliore per dare ragione a chi non vota più, convinto che la politica non lo riguardi. Del resto, se non si sentono i botti che partono a mezzanotte, si fa comunque fatica a sentire la voce di chi li subisce.

E allora lo diciamo forte, perché non è una finezza: noi siamo stati votati, e non rispondiamo al Presidente di Quartiere. Rispondiamo a chi ci ha eletto, e anche a chi non ci ha eletto e non ha potere da spendere. È l’esatto contrario di chi il potere lo usa per rimandare la questione al mittente. A chi quei fuochi li subisce ogni notte, a nome delle istituzioni che dovrebbero tutelarlo, viene più da chiedere scusa che da spiegargli perché non aveva segnalato nel modo giusto.

Restiamo nel merito, che è la cosa che conta. Da qui a lunedì 20 c’è una decina di giorni: abbastanza per arrivare al question time con risposte migliori di «non lo sapevamo». Ricordando, se fosse sfuggito, che il fenomeno e le segnalazioni non riguardano solo San Niccolò.

Nel frattempo continuiamo a chiedere a tutte e tutti di partecipare e di tenere lo sguardo critico, anche quando dall’altra parte sembra che non si possa contestare niente. Non è mancanza di rispetto: è esattamente il lavoro per cui la cittadinanza ci ha messo dove siamo.


La replica del Presidente del Quartiere 1

«Come Quartiere 1 – spiega il presidente Mirco Rufilli – non abbiamo avuto nessuna segnalazione riguardo all’uso dei fuochi d’artificio da parte di esercizi di somministrazione nel rione di San Niccolò. Ed i cittadini non mi hanno fatto presente questa situazione di disagio. Il silenzio è dovuto solo ad una mancanza di segnalazione, adesso attiveremo delle verifiche al riguardo anche perché, come tutti sanno, sono necessari patentini idonei e l’autorizzazione di pubblica sicurezza per accendere fuochi d’artificio».

Mirco Rufilli, Presidente del Quartiere 1 — comunicato dell’11 luglio 2026, Città di Firenze

La nostra prima nota: Fuochi d’artificio di notte in centro, tutto regolare?

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