Garanzie parziali per il LAAC, soluzioni solo parziali

“La Giunta ci ha riportato gli aggiornamenti rispetto ai livelli occupazionali e ai servizi del Laboratorio Ausili per l’Apprendimento e la Comunicazione. Ringraziamo AISLA, CUB e tutte le persone che hanno portato avanti una mobilitazione ancora necessaria”
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Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“L’AUSL Toscana Centro risulta aver già attivato un confronto con la nuova realtà che si è aggiudicata l’appalto del Laboratorio Ausili per l’Apprendimento e la Comunicazione, dando notizia “dell’assorbimento di tutta la manodopera” già presente per questo servizio.

A breve dovrebbero partire gli incontri con le parti sindacali, per la decorrenza del nuovo contratto (entro luglio 2021), dopo i quali c’è la disponibilità a un confronto con AISLA.

Queste sono le informazioni ricevute dalla Giunta lunedì, attraverso una nota letta in aula dell’azienda sanitaria: sono informazioni che non possono lasciare soddisfatti, nonostante il risultato di una conferma dei livelli occupazionali, che siamo convinti sia stata ottenuta grazie alla mobilitazione dell’utenza, delle famiglie, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il LAAC continuerà a esistere ma la ridefinizione dell’appalto ha significativamente messo a rischio i servizi: ancora adesso è in discussione la conferma dei salari del personale dipendente, dato che il sistema degli appalti permette di pagare il meno possibile chi lavora, anche in sanità, anche in pieno periodo pandemico, anche finendo per registrare retribuzioni diverse a parità di lavoro.

Ringraziamo quindi AISLA, CUB e le persone che si sono attivate per manifestare la forte preoccupazione sul futuro del LAAC, su cui ancora molto ci sarà da mobilitarsi, sapendo che si sono “limitati i danni”, nonostante sia necessario agire sulle cause.

La politica e le istituzioni avrebbero il dovere di vergognarsi di quanto è avvenuto e rilanciare una dimensione pubblica, in particolare nel settore sanitario e in quello socio-sanitario, superando i gravi problemi che tutti i giorni vengono vissuti sui nostri territori: precarietà, incertezza per l’utenza, penalizzazione di chi vive situazioni di fragilità, ingiustizie sociali.

In che condizioni lavora chi ci garantisce servizi essenziali e dà risposte a bisogni imprescindibili?

Nel LAAC si finirà per vedere le stesse persone che già svolgevano lo stesso lavoro ricevere stipendi più bassi? Di quante ore lavorative si ridurrà il servizio? Quanto è stata impoverita una parte della classe lavoratrice del nostro territorio? Queste domande superano l’ambito di competenza del Comune? Non politicamente, secondo noi.

Per questo abbiamo insistito a portare il tema in aula, grazie alla mobilitazione “fuori dalle istituzioni”.

Questa vicenda non è unica e non è isolata, è indicativa di un sistema che non funziona, il cui superamento dovrebbe essere una priorità assoluta, per mettere al centro della quotidianità i bisogni delle persone e la logica aziendalista del profitto, che spesso causa solo maggiori spese al pubblico”.