Guide turistiche: la necessità di ascoltarle

Negozio di “Sali e Tabacchi” – Mantova, foto di Roberto Ferrari da Flickr.com

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“Abbiamo letto dell’impegno della Giunta per un nuovo modello di turismo. Ovviamente salutiamo positivamente gli obiettivi generali che da sempre fanno parte del programma della sinistra di opposizione in Palazzo Vecchio: un turismo sostenibile, che ha rispetto della Città e soprattutto dei diritti di chi lavora in questo settore.

Il contrasto allo sfruttamento è sempre il punto di partenza per poter garantire servizi di qualità. Che la Giunta voglia investire sugli accordi tra Tour Operator e organizzazioni sindacali sul fronte dell’equo compenso, dei tempi di lavoro e dei diritti in generale ci sembra condivisibile. Viceversa, non condividiamo la chiusura verso le guide che operano in autonomia.Il “bollino” che certifica la qualità riconosciuta dalla Città di Firenze prevede l’obbligo di avere Partita IVA, tra gli altri requisiti, penalizzando chi svolge questa attività in maniera occasionale. Chiediamo quindi di fermare il percorso del bando, aprendo un tavolo di confronto per ascoltare le numerose voci di protesta che si stanno alzando.

La discriminazione principale è quella delle partite IVA, ma si aggiungono i timori su cosa implicherà l’obbligo dei corsi di aggiornamento (giusti, ma che rischiano di tradursi in un costo per le professionalità, su cui però non ci sarà un’adeguata attenzione sulla qualità degli stessi). Inoltre l’obbligo della polizza assicurativa pare essere un’estensione restrittiva di quanto la legge prevede per le guide ambientali. Il Comune di Firenze si propone di favorire sul mercato le guide turistiche con il bollino, quindi definirlo volontario è una difesa troppo debole, rispetto alle contestazioni che sono cresciute in questi giorni.

Chiederemo spiegazioni e soprattutto auspichiamo che la Giunta scelga di correggere le parti più deboli del suo impegno sulla costruzione di un modello sostenibile.

Comprendiamo le difficoltà di un settore soggetto al lavoro autonomo, ma davvero è un paradosso quello che vede figure più fragili penalizzate da un bando che si vorrebbe essere teso a difendere i diritti. La soluzione parte sempre dal metodo: ascoltare e avviare un percorso di partecipazione che individui risposte più adeguate e non ingiuste, chiarendo quali sono i bisogni e le esigenze delle parti. In questo percorso andrebbe quantomeno ascoltata anche l’altra parte che ha a che fare con il turismo: la cittadinanza, che spesso, anche in forme associative organizzate, ha avanzato proposte precise.

Per un turismo sostenibile bisogna evitare lo sfruttamento delle persone e lo sfruttamento della città. La scelta di qualificare come virtuose alcune guide turistiche potrebbe accompagnarsi a un’interlocuzione che regoli i flussi e la qualità di questo servizio, a cui Firenze non può pensare di rinunciare, ma che nemmeno può tornare ai livelli di insostenibilità precedenti (turismo di qualità non vuol dire turismo di lusso e anche in questo caso l’unica soluzione è immaginare una città costruita sui bisogni di chi la vive quotidianamente e non per viaggio).