“Una risorsa enorme usata per fare cassa e per finanziare il controllo dello spazio pubblico, invece che per governare l’overtourism e restituire alla città chi ne è espulso”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Ci viene presentata come un adeguamento tecnico, ma è una scelta politica precisa, e per giunta non è nemmeno la maggioranza a firmarla: è una delibera di Fratelli d’Italia che il centrosinistra approva. Si prende la principale risorsa fiscale prodotta dal turismo (82 milioni di euro nel 2025) e la si destina a coprire i costi dei rifiuti e a finanziare la sicurezza urbana, fino alle assunzioni a tempo determinato e agli straordinari della polizia locale. Non un euro vincolato all’abitare, a chi a Firenze non trova più casa.
Sui rifiuti la delibera non offre alcuna garanzia. La TARI potrebbe calare per le persone residenti, ma nel testo non c’è nessun vincolo: né una quota minima, né un meccanismo, né l’impegno a far scendere davvero la bolletta delle famiglie. Il gettito è fungibile e finisce nel bilancio generale: così si fanno quadrare i conti, non si restituisce nulla alla cittadinanza. E si continua a non dire quanto costa davvero il turismo alla città: quel dato non è mai stato prodotto, nemmeno quando la pandemia ci aveva offerto il confronto perfetto tra un centro UNESCO svuotato e uno travolto dall’overtourism. Si chiede di coprire un costo che si rifiuta di misurare.
Una Giunta di centrosinistra, inoltre, fa propria una norma del Decreto Sicurezza del Governo Meloni e la mette nel proprio Regolamento. Anche sul piano tecnico è un errore: si finanzia personale strutturale con un meccanismo derogatorio e fragile, fatto di precariato e straordinari, su cui la Corte dei conti non si è ancora pronunciata. Ma il punto è politico: i proventi della tassa sul settore più redditizio della città vengono indirizzati al controllo dello spazio pubblico, anziché a chi quello spazio lo abita e ne è espulso. La sicurezza delle persone si costruisce con i servizi, la cura e la manutenzione dei luoghi, non con la militarizzazione del decoro.
Per Sinistra Progetto Comune la delibera tratta l’overtourism come un problema di cassa e di ordine pubblico, naturalizzandolo: si fa pagare alla città turistica una fetta marginale delle sue esternalità e si lascia acceso il motore. Ma i costi ambientali (rifiuti, acqua, consumo di suolo, emissioni) restano socializzati sulla residenza, mentre la rendita (un giro d’affari stimato in due miliardi l’anno) ad avvantaggiare i privati, o meglio soprattutto le grandi concentrazioni
Il gruppo ha depositato quattro ordini del giorno collegati alla delibera: il primo chiede di rendere verificabile la riduzione della TARI per le persone residenti, quantificando ogni anno la quota di costi imputabile ai flussi turistici; il secondo, la pubblicazione in open data dei dati e dell’impronta ambientale del turismo, che il Comune possiede ma non diffonde; il terzo, di escludere il gettito dalla spesa per la polizia, destinando l’eventuale quota “sicurezza” a presidio sociale, servizi e manutenzione; il quarto, di adottare uno schema pubblico e trasparente che colleghi ogni anno il gettito dell’imposta alle spese effettive per ciascuna finalità, oggi mai rendicontate.
L’alternativa l’abbiamo già scritta, nell’ordine del giorno per un’imposta di soggiorno differenziata sulle locazioni turistiche brevi, che sono il 56 per cento dei posti letto della città, con il gettito vincolato al Fondo per l’edilizia residenziale pubblica e sociale. Si prende la risorsa dove si produce il danno e la si restituisce a chi il danno lo subisce. Questo è governare il turismo. Il resto è solo fare cassa, nell’enorme caos che rende quasi illeggibili i bilanci di PLURES – ALIA e dello stesso Comune.






