“Utile approfondimento in Commissione controllo. Chiediamo a Palazzo Vecchio di investire politicamente su uno spazio fondamentale per la Città”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Oggi la Commissione Consiliare Controllo Enti Partecipati ha sentito in audizione la Fondazione Museo Stibbert.
Abbiamo contestato la natura giuridica di Ente del Terzo Settore. A noi risulta che gli ETS siano esclusi tra gli enti “controllati da amministrazioni pubbliche”. Il fatto che i contributi economici di Palazzo Vecchio e la governance non vedano un ruolo preminente del Comune non è sufficiente. Secondo noi si sta ignorando quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 117/2017.
E abbiamo preso atto, con preoccupazione, di come non esista alcuna convenzione tra la Fondazione e il Comune di Firenze, rispetto alla gestione di immobili e terreni che sono di nostra proprietà. Non ci sono accordi scritti. Non può funzionare così, nel 2026, indebolisce il museo stesso.
Il Bilancio Sociale 2024, pubblicato dalla stessa Fondazione, ci dice che su cinque membri del Consiglio di Amministrazione, tre rappresentano istituzioni pubbliche italiane: il Comune di Firenze (il Presidente è designato direttamente dalla Sindaca), la Soprintendenza, l’Accademia di Belle Arti. Il 60% del CdA è di nomina pubblica. La questione di superare la forma ETS rimane aperta e merita anche un approfondimento giuridico formale, non rimandabile.
Il contributo che il Comune dichiara di versare alla Fondazione è di 265.000 euro l’anno. A questi si aggiunge la proprietà degli immobili, compresa la Limonaia che viene concessa in locazione per eventi privati (con incassi discontinui e alterni ci è stato spiegato). Comprendiamo la richiesta fatta al nostro Ente di farsi carico dell’apertura e della chiusura del parco, come quella di dare maggiori soldi. Però questo deve accompagnarsi a un cambio di gestione politica e un chiarimento sui rapporti.
Sui costi del personale — che nel 2024 assorbono il 59% dei ricavi totali — ci è stato spiegato di una situazione transitoria legata a pensionamenti con sovrapposizione di figure assunte per sostituire chi ha cessato il proprio rapporto di lavoro. I bilanci ci dicono però che il numero dei dipendenti è salito da 14 a 15 unità tra il 2023 e il 2024, e che il rapporto tra costi del personale e ricavi era già al 59% nel 2023. Il trend strutturale di questi anni — il peso del personale è cresciuto di circa tredici punti percentuali dal 2020 a oggi — non è detto che sia spiegabile solo con un’anomalia transitoria. Ma apprezziamo la scelta di assumere a tempo indeterminato e per tempo, quindi ci limitiamo a chiedere attenzione su questo aspetto.
Ci è stato spiegato che le entrate della bigliettazione nel 2024 sono pari a 150-60.000 euro. Il 2025 chiuderà con circa 160.000-170.000 euro di bigliettazione. È una fase di crescita costante positiva, ma proprio per questo è fondamentale rilanciare il senso di politiche culturali pubbliche, a favore della Città.
Alcuni anni fa si è scelto di aprire all’ambito commerciale, ma contemporaneamente la forma societaria è stata quella della ETS. A noi non convince la prima cosa e oggi non ci torna neanche la seconda.
Proporremo di modificare lo statuto per rafforzare il rapporto tra la Fondazione Stibbert e la Città. Per farlo serve che il pubblico rilanci la sua funzione. Sarebbe anche ottimo per riconoscere che la cultura non è solo quella dei grandi musei.







