A Firenze un patto contro il capitalismo della sorveglianza

Tra le principali minacce alla nostra insicurezza quella di cui siamo meno consapevoli è forse quella alla nostra privacy.

Shoshana Zuboff lo ha chiama “capitalismo della sorveglianza” (e il suo articolo dà il titolo al numero di Internazionale di questa settimana).

Google, Facebook, Whatsapp sono i nomi più noti, ma sono centinaia le applicazioni sui nostri cellulari che raccolgono dati, il cui utilizzo è ai più sconosciuto (persino in ambito sanitario, dai cicli di ovulazione alla respirazione notturna).

La nostra vita è un oggetto su cui fare profitto e ci stanno convincendo dell’inevitabilità di un futuro fatto di controllo e mercato.

Stiamo sviluppando maggiore intimità con il nostro mondo digitale, rispetto alle relazioni sociali reali.

Questo vale soprattutto nelle città, dove le logiche di profitto della Silicon Valley bene si sovrappongono al tema del decoro e dell’ordine pubblico.

A Firenze l’amministrazione di Dario Nardella è andata nella direzione sostenute dalle destre. ll numero di telecamere all’interno del Comune (e dei milioni spesi) ci ha reso una delle capitali in questo campo. Inoltre la Polizia Municipale e la Giunta sono invitati a relazionarsi direttamente con la cittadinanza attraverso segnalazioni via chat. Uno svuotamento del territorio rispetto a realtà partecipate e intermedie. Il cittadino isolato che invoca la repressione, frustrato perché è impossibile poter tenere in piedi un efficace sistema di intervento senza una presenza diffusa, da costruire con i servizi sociali più che con le divise.

Nardella ha anticipato l’impostazione del nuovo presidente del Brasile, Bolsonaro.

Il centrosinistra a Firenze appare del tutto inconsapevole della società in cui viviamo e di come sta cambiando.

A noi invece interessa riprendere quanto scritto in un recente libro.

«C’è bisogno di ampie alleanze tra le città, i movimenti sociali e le organizzazioni politiche progressiste. Abbiamo bisogno di nuove politiche tecnologiche, ambiziose e di lungo respiro, accompagnate da forti investimenti pubblici nelle infrastrutture critiche del futuro – dati e intelligenza artificiale in primis – e nuovi sistemi di welfare incentrati sul bene comune». (Francesca Bria, Evgeny Morozov, Ripensare la smart city, Codice Edizioni, 2018)


L’immagine è presa da darionardella.it

Ex Asilo Ritter

Il recupero del patrimonio pubblico a fini residenziali e sociali è uno degli impegni prioritari e qualificanti del programma, e per questo con grande soddisfazione partecipiamo alla fine dei lavori e all’inaugurazione dei primi appartamenti dell’ex Asilo Ritter.

Un progetto di autorecupero che arriva a compimento e che conferma che questa è la strada per risolvere il problema casa e la speculazione  senza cementificare e desertificare.

Si tratta di una delle poche esperienze di autorecupero in questa città e in questo paese. Un segnale importante in tempi di svendita alla speculazione privata, caratterizzanti le giunte del Partito Democratico. Purtroppo il clima in questo Paese, tra la linea della Lega di Salvini e le scelte di Nardella, ci fanno poco sperare sulla possibilità di vedere ripetute esperienze come quella del Ritter, se non eleggeremo Antonella Bundu sindaca!

L’inaugurazione dei primi appartamenti è per noi motivo di grande soddisfazione: premia la nostra profonda convinzione relativa alla possibilità di risolvere la situazione di oltre 2000 famiglie in graduatoria. Con questo tipo di pratiche potremmo risolvere il 60% dei problemi, senza cementificare un metro quadro di suolo libero in più!

Viene premiata anche la forza e la tenacia di piccoli gruppi, rappresentati in tutti questi anni in Comune e in Regione, che si fosse in maggioranza o all’opposizione. E così l’ex Asilo Ritter e via Aldini non vengono sgomberati, ma al contrario viene avviato un progetto di autorecupero, grazie soprattutto al ruolo di Rifondazione Comunista che, in maggioranza nell’allora giunta di Firenze (ai tempi di Primicerio sindaco), impedì l’annientamento di questa esperienza. Un impegno proseguito anche svolgendo un’opposizione coerente alla giunta Domenici, a cui seguì un finanziamento capace di dare definitivamente gambe al progetto, a cui contribuì l’allora Assessore regionale toscano Salvatore Allocca.

Arrestare la gentrificazione di Firenze, far tornare la residenza anche nelle aree più “pregiate” della città, perché la residenza è il miglior modo di valorizzare il nostro Comune, patrimonio dell’Unesco, riportando lavoro e vita sociale in tutto il tessuto urbano.

Ieri come oggi e domani il diritto alla casa e all’abitare rimangono una priorità assoluta!

Rimandiamo al mittente le promesse di chi in questi cinque anni trascorsi non ha fatto niente e oggi ipotizza alloggi per il futuro.

Quindi un voto utile, di comprovato impegno, è quello per la coalizione a sostegno di Antonella Bundu, votando la lista Firenze Città Aperta e scrivendo Palagi accanto al simbolo.

Monica Sgherri, Responsabile nazionale casa Prc S.E..
Dmitrij Palagi, capolista Firenze Città Aperta per Antonella Bundu Sindaca

Il CASino della Prefettura

Lavoro e migrazione, solidarietà a chi subisce lo sfruttamento!

In occasione della scadenza del bando della Prefettura di Firenze per la gestione dei CAS (avvenuta il 7 maggio), esprimiamo solidarietà ai molti lavoratori dei CAS del territorio fiorentino che vedono a rischio il proprio posto di lavoro.

Alcuni enti gestori hanno deciso di non partecipare al bando prefettizio sia per i tagli dei finanziamenti sia per i tagli dei servizi rivolti ai richiedenti asilo e altri enti gestori hanno partecipato per un numero molto inferiore di utenti.

Molti lavoratori e lavoratrici (educatori, portieri, mediatori culturali, operatori legali) quindi, si troveranno in esubero.

Lavoratori assunti e sfruttati per far fronte ad una situazione di emergenza, come tale è stato affrontato il tema del fenomeno migratorio, vengono scaricati a causa di una repentina inversione di tendenza della politica dell’accoglienza.

? Valentina Adduci, candidata al quartiere 5 per Firenze Città Aperta a sostegno di Vincenzo Pizzolo – Candidato Presidente al Q5

? Dmitrij Palagi, candidato al consiglio comunale per Firenze Città Aperta a sostegno di Antonella Bundu sindaca

Dopo 40 anni, un parcheggio il 23 maggio!

Quartiere 5: nell’area della ex Galileo sono partiti i lavori per la realizzazione di un parcheggio a venti giorni dalle elezioni amministrative…. Dopo 40 anni di attesa per il progetto di riqualificazione dell’intera area (oltre ai palazzi, in 40 anni è stato realizzato solo un giardino con ben poco verde, mentre tutta l’area è rimasta in stato di abbandono).

Leggi tutto “Dopo 40 anni, un parcheggio il 23 maggio!”

Firenze non è un tempio da depredare

Ma una città di cui prendersi cura e da valorizzare, con grande attenzione alla tutela.

Serve turismo di qualità e una difesa dell’integrità della nostra città!

Ecco una delle molte ragioni per cui il 26 maggio è necessario voltare pagina, votando Antonella Bundu sindaca! Il progetto di speculazione per l’ex ospedale militare, ben 16.000 metri quadri tra via Cavour e via San Gallo, che rivela la povertà culturale attualmente al governo in Palazzo Vecchio. Leggi tutto “Firenze non è un tempio da depredare”

Il problema ecologico

Risolviamo il problema ecologico a casa nostra: riduciamo il traffico, gestiamo i rifiuti, prendiamoci cura dei parchi.

Macchina, bicicletta, autobus, tramvia: non costringiamo la gente a stressarsi per andare a lavoro,  ad alzarsi alle cinque per essere puntuali alle otto.

Integriamo la tramvia con la rete degli autobus, estendiamo le linee esistenti e creiamone di nuove fino a coprire tutta la città. Aumentiamo le corse. Contestualmente facciamo una battaglia per rimettere il trasporto in mano pubblica, sia quello su gomma che quello su ferro, per poter così garantire un efficace sistema integrato.

Costruiamo piste ciclabili, anche a misura dell’infanzia: sicure, senza buche, senza interruzioni sul più bello.

Pensiamo a dei parcheggi intorno a un’area centrale da collegare meglio con il trasporto pubblico.

Vigiliamo sui prezzi dei box auto e ragioniamo del tema anche nell’ottica della riqualificazione abitativa con cui pensare il nostro tessuto urbano.

Garantiamo una scelta a tutti coloro che non vogliono utilizzare l’auto (o che non possono permettersela) e invitiamo per contagio tutti gli altri a mettersi in discussione: il nostro è l’unico pianeta che abbiamo, vale la pena distruggerlo e rovinarsi la vita per venti minuti in meno?

Abbattiamo i tempi morti che passiamo in macchina nel traffico: diamoci un’alternativa.

Richieste specifiche

  • Pianificazione del traffico sulla base delle esigenze reali della popolazione.
  • Collegare tutte le zone di Firenze eliminando la distinzione centro/periferie.
  • Realizzare un sistema di piste ciclabili in linea con le logiche richieste che arrivano da chi si muove pedalando.
  • Costruire un piano di trasporto integrato tra ferro e gomma, avviando tutte le procedure e i percorsi di sensibilizzazione necessari per rimettere il trasporto sotto mano direttamente pubblica.
  • I programmi della coalizione per Antonella Bundu e quello della lista Firenze Città Aperta contengono molte altre proposte giuste e necessarie che vanno in questa direzione!

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