Partigiani ieri, partigiani oggi

Un breve ricordo del partigiano fiorentino Alessandro Sinigaglia scritto dal compagno Mario Noferini.

Un breve ricordo del partigiano fiorentino Alessandro Sinigaglia scritto dal compagno Mario Noferini.


Alessandro Sinigaglia è una delle figure più significative, e forse anche tra le più dimenticate, della Resistenza fiorentina. 

La sua biografia umana e politica ne sono una testimonianza. Nato nel 1902, figlio di un padre di lontana origine ebraica e di una madre nera americana, meccanico l’uno e domestica l’altra in una villa di proprietà di una famiglia di ricchi statunitensi a Fiesole, già di per se costituiva una bella singolarità nella Firenze di inizio secolo.

Ebreo, nero e comunista che non ebbe paura a combattere a viso aperto i nazifascisti

Da subito aderisce al movimento comunista, partecipando alle azioni degli arditi del popolo, e dopo il servizio militare svolto in marina come sommergibilista, riprende intensamente l’attività militante ormai in semi clandestinità. Nel 1928 viene spiccato un mandato d’arresto nei suoi confronti da parte delle autorità fasciste ma riuscirà, con una freddezza che diventerà poi leggendaria, a sfuggire agli agenti di polizia venuti ad catturarlo.

Raggiungerà poi l’Unione Sovietica, dove frequentata la scuola di partito, inizierà una attività, di organizzatore e attivista, principalmente rivolta alla lotta antifascista. Nel 1935 lascerà la Russia inviato a collaborare con la missione dell’Unione Sovietica in Svizzera. Allo scoppio della guerra di Spagna sarà uno dei primi a raggiungere le forze della Repubblica e contribuirà alle attività di sminamento del porto di Barcellona.

Nell’ora della Retirada rientrerà in Francia dove verrà internato nel campo profughi di Vernet  e  da lì, finito nelle mani  del regime di Vichy, trasferito in Italia e confinato a Ventotene. 

Dopo la caduta di Mussolini si stabilisce a Firenze dove contribuisce all’immediata riorganizzazione del partito comunista locale e soprattutto alla creazione del Gap, i gruppi di azione patriottica, le formazioni partigiane che combattono in città. La sua convinzione ideale, l’età, l’esperienza militare ne fanno un comandante naturale. Come tale parteciperà alle prime significative azioni della resistenza armata a Firenze.

Riconosciuto in un’osteria nella zona di Santa Croce da alcuni componenti della banda Carità, privo di armi, riuscito in un primo momento a sfuggire agli assassini, verrà ucciso in via Pandolfini, dove una lapide ricorda il suo sacrificio. Era il 13 febbraio 1944, il suo corpo rimarrà per ore sul selciato.

Una delle brigate partigiane che l’11 agosto 1944 parteciperanno alla liberazione di Firenze sarà intitolata a suo nome.

Nel dopoguerra verrà assegnata una medaglia d’argento al valor militare, ben poco riconoscimento per un combattente della libertà della sua statura. Ebreo, nero e comunista che non ebbe paura a combattere a viso aperto i nazifascisti, sapendo di rischiare ben più di molti altri per quel suo impegno.


Rusciano alla collettività!

Non lasciamo che una parte importante del nostro patrimonio pubblico venga svenduto: giardini, palazzi, ville, sono tutti parte del tessuto collettivo che rende la nostra città quella che è.

Non lasciamo che una parte importante del nostro patrimonio pubblico venga svenduto: giardini, palazzi, ville, sono tutti parte del tessuto collettivo che rende la nostra città quella che è.

Ospitiamo le parole di Marco Toccafondi, attivista del quartiere da sempre impegnato nella difesa delle attività locali.


Ieri 16 aprile al teatro dell’Affratellamento si è svolta l’iniziativa “Rusciano: stop alla vendita, quale futuro?” organizzata da Beni Comuni Quartiere 3, un gruppo di cittadini che si batte da anni contro le privatizzazioni dei servizi essenziali e le svendite del patrimonio pubblico, prima fra tutte appunto la Villa e il Parco di Rusciano, capolavoro storico, architettonico e ambientale che il Comune sta cercando di vendere da anni a dispetto dei vincoli di destinazione e di quelli imposti dal Codice del paesaggio. Beni Comuni Q3 ha agito in questi anni con il coordinamento di Giovanna Sesti, consigliera di quartiere per Firenze Riparte A Sinistra e con il costante appoggio del circolo PRC Firenze Sud.

C’è un sentimento comune che la privatizzazione non può e non deve essere l’unica alternativa al degrado

Marco Toccafondi

Con una mossa di evidente sapore elettorale, il Comune ha sospeso la vendita (dopo due aste andate deserte) ma si è ben guardato dal togliere Rusciano dall’elenco dei beni in vendita; d’altra parte ha inserito il Parco tra i beni oggetto di un avviso di interesse per gestione condivisa (il parco non è mai stato in vendita essendo urbanisticamente destinato a verde pubblico).

L’iniziativa dell’Affratellamento è nata proprio per cercare di coinvolgere i cittadini nella stesura di un progetto di uso pubblico di Rusciano. Sono intervenuti esperti di botanica (Paolo Degli Antoni), diritto (Paolo Solimeno), urbanistica e storia dell’arte (Roberto Budini Gattai, Stefania Vasetti) oltre che ex allievi dell’Istituto Vittorio Veneto. Dopo gli interventi, dal dibattito in sala sono emersi spunti interessanti, come il valore turistico di Rusciano (che il Comune dovrebbe valorizzare anche in alternativa ai consueti percorsi) e il sentimento comune che la privatizzazione non può e non deve essere l’unica alternativa al degrado.

Marco Toccafondi

Casa per tutte e tutti: è un nostro diritto!

La casa è un diritto umano e la nostra priorità è riprenderci questo diritto: iniziamo creando un elenco degli immobili, pubblici e privati, sfitti. Vogliamo nomi e cognomi!

Ecco come vogliamo affrontare il problema degli alloggi a Firenze: facciamo un elenco del patrimonio edilizio sfitto, invenduto o abbandonato, pubblico e privato. Conoscendo nomi e numeri interverremo con tutti gli strumenti che il Comune ha per risolvere il problema. Con Antonella Bundu noi costruiremo Firenze Città Aperta per tutte e tutti!

Cercare casa non può essere difficile quanto trovare i piani della Morte Nera. Avere una casa è un diritto umano.


? Diritto all’abitare! Una proposta concreta e immediatamente realizzabile per il Comune di Firenze

? A Campi Bisenzio, grazie al lavoro del compagno Lorenzo Ballerini in quel consiglio comunale, è stato approvato «un censimento del patrimonio edilizio abbandonato, sfitto e invenduto da oltre due anni, attivando controlli incrociati sulle utenze, sulle residenze, sulla registrazione dei contratti di affitto, sul pagamento dell’IMU e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione».

Dario Nardella ha ignorato proposte simili avanzate dalla nostra coalizione in questi cinque anni, guidata da Tommaso Grassi.

❗️La politica deve avere il coraggio di affrontare i temi e proporre soluzioni. Pensate a quanti dibattiti facciamo sull’emergenza abitativa, sulla poca edilizia popolare e le graduatorie. Pensate inoltre a come si sta svuotando il centro storico e la nostra città. Questa deve essere necessariamente una delle priorità della nuova amministrazione comunale, con Antonella Bundu sindaca. L’attuale Giunta di Dario Nardella ha infatti ignorato proposte simili avanzate dalla nostra coalizione in questi cinque anni, guidata da Tommaso Grassi.

Proponiamo quindi qualcosa di concreto, pratico, immediatamente realizzabile e già accettato da un comune limitrofo. Con Firenze Città Aperta e gli altri alleati della coalizione sappiamo in che direzione andare!


Riportiamo il contributo di Lorenzo Ballerini, consigliere comunale di Campi Bisenzio, promotore della storica mozione che ha visto la luce in questi giorni. La coordinazione con il territori è un punto centrale per garantire la maggiore efficacia possibile dei nostri provvedimenti.


Nel consiglio comunale di ieri è stata approvata, dopo una bella e appassionata discussione,  un’ importante mozione presentata dal sottoscritto sul tema dell’emergenza abitativa.

Una mozione che ha l’ambizione di guardare lontano e di provare a innescare una discussione più ampia su quali interventi  adottare al fine di contrastare il dramma dell’emergenza casa.È necessario trovare strumenti nuovi per intervenire in modo efficace e concreto, davanti al dramma di  chi rischia di rimanere in strada.

È fondamentale allora capire e studiare come valorizzare il patrimonio sfitto e invenduto del comune, e in questa direzione vuole andare l’atto approvato ieri in Consiglio con il voto favorevole della maggioranza e di SI, il voto contrario di Forza Italia e l’astensione delle Lega oltre che, inspiegabilmente, anche quella del consigliere Matteini.

La sinistra dovrebbe ripartire anche e soprattutto da qui: dalla capacità di formulare idee e soluzioni concrete a problemi reali.

Lorenzo Ballerini

L’amministrazione quindi, con la mozione approvata,  si impegnerà a  promuovere, attraverso la collaborazione degli uffici competenti un censimento del patrimonio edilizio abbandonato, sfitto e invenduto da oltre due anni, attivando controlli incrociati sulle utenze, sulle residenze, sulla registrazione dei contratti di affitto, sul pagamento dell’IMU e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione.

Un primo passo di raccolta dati, utile poi a poter sviluppare una discussione e un dibattito ampio e costruttivo sugli interventi da adottare.L’inizio di un percorso quindi che vedrà, sempre su mia richiesta, la convocazione di una Commissione specifica sul tema casa che possa essere propedeutica anche a un Consiglio Comunale aperto sempre su questo tema.

Un lavoro lungo quindi, ma che ci sta vedendo protagonisti attraverso il contributo di proposte e idee.

La sinistra dovrebbe ripartire anche e soprattutto da qui: dalla capacità di formulare idee e soluzioni concrete a problemi reali.

Lorenzo Ballerini

No al Daspo, Firenze è una città aperta!

Il nostro commento sull’ultima ordinanza in materia di ordine pubblico: il DASPO è sbagliato.

Il nostro commento sull’ultima ordinanza in materia di ordine pubblico. Desertificano la città sulla punta di manganelli e carte bollate, perché non vogliono prendersi cura delle persone. Solidarietà, non divisione: Firenze è e deve rimanere una città aperta, accogliente, sicura perché le sue cittadine ed i suoi cittadini sono sicuri di vivere e lavorare in una città che si impegna per il loro benessere. Dividere Firenze a colpi di Daspo colpisce al cuore la nostra comunità: non lo accetteremo mai.

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Con la FLC contro l’autonomia differenziata

Ci siamo confrontati con la FLC Cgil riguardo l’autonomia differenziata. Opportunità per tutti o solo per i ricchi? Solo per i ricchi.

FATE GIRARE! No, scherziamo. Ascoltate il video per capire la battuta.

Siamo con Paola Pisano, Segretaria FLC CGIL Firenze, all’iniziativa Autonomia differenziata: secessione per ricchi o opportunità?.

Proviamo a dirvi brevemente perché è importante parlare di questo tema.

Abbiamo partecipato al convegno “Autonomia differenziata: secessione per i ricchi o un’opportunità? e abbiamo chiesto alla FLC Cgil un commento. Noi crediamo che l’autonomia differenziata sia un attacco alla unità del nostro Paese e a tutte le lavoratrici, i cittadini, i giovani e gli anziani che hanno diritto a servizi di qualità.

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La politica delle donne, a partire dal lavoro

La politica delle donne, per tutti. Quale ruolo hanno oggi le donne nella società? Rimettiamo in discussioni i ruoli di genere e lavoriamo per costruire una società più giusta.

Abbiamo una candidata a sindaca donna. Al momento è l’unica sulla scheda elettorale per le amministrative del 2019. Ovviamente questo non toglie assolutamente niente al profilo politico di Antonella Bundu, la cui grinta e determinazione guidano l’ampia coalizione di Firenze Città Aperta, fatta di storie politiche diverse ma ben radicate in città.

Può essere utile per provare a pensare al rapporto tra politica e parità di genere, che diventa troppo spesso un tema numerico. Quante ministre con Renzi, quante sotto l’attuale governo, quante nella Giunta Nardella e così via. Il tema complesso è quale ruolo hanno oggi le donne nella società. La disparità salariale ci parla di quanta ipocrisia circoli nella nostra società. Quello lavorativo è quindi inevitabilmente il primo aspetto in cui affrontare la disuguaglianza di genere. Una riflessione è indispensabile, da parte della politica e delle amministrazioni comunali, su come ripensare il modello familiare e quell’impegno di “cura” privato non retribuito a chi si prende in carico figli o genitori. Questo non vuol dire scadere nella propaganda, ma avere senso della realtà. Pensare al tema per come si traduce quotidianamente e mettere in condizione chi è donna di avere pari diritti e opportunità.

Per questo è importante avere Antonella Bundu come nostra candidata sindaca 2019, per dare al Comune di Firenze un ruolo centrale nel cambiamento indispensabile per migliorare la città e il mondo in cui viviamo!

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Qui trovi il volantino in formato elettronico, diffondilo online, sul posto di lavoro, in famiglia: costruiamo una città aperta, impegniamoci tutte e tutti insieme!