Polimoda, la cura riservata al patrimonio non vale per chi ci lavora

“Dall’audizione in Commissione Controllo emerge un vuoto organizzativo che ricade sul personale. Chiediamo che la centralità sia data a chi fa vivere la scuola, prima che ai rendimenti finanziari”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Polimoda è un ente che il Comune di Firenze ha contribuito a fondare nel 1985 e di cui è tuttora socio. Oggi si è svolta un’audizione dei vertici in Commissione Controllo.

Diamo atto del cambio di governance: un percorso lungo, un periodo transitorio che è servito ai soci e che si è concluso con l’elezione unanime della nuova Presidenza, dopo la guida di Ferruccio Ferragamo. Ci è stato detto che si tratta di un passaggio fisiologico e non contestiamo la scelta. Osserviamo però che una transizione così prolungata ai vertici ha lasciato aperti nodi organizzativi che oggi ricadono soprattutto sul personale.

Dall’audizione è emerso con chiarezza un vuoto organizzativo. Manca da tempo la figura dirigenziale dell’area finanza e controllo (la stessa che ha seguito le importanti operazioni immobiliari) e la sua sostituzione è ancora soltanto “in ricognizione”. Non esiste, ci è stato detto, un mansionario: un tema da anni sul tavolo della trattativa sindacale e mai “battezzato”. Tutto questo con 85-86 dipendenti e una stagione recente segnata da punte di tensione sindacale, oggi in via di ricomposizione, almeno auspicata.

Ciò che ci colpisce è la proporzione. Sul patrimonio immobiliare ogni cosa è precisa e rivendicata con orgoglio: prezzi al metro quadro favorevoli, “scommessa vinta”, un ente “estremamente patrimonializzato”, liquidità diversificata in convenzioni ad alta redditività, acconti gestiti tramite anticipazioni su titoli. Sull’organizzazione del lavoro, invece, prevale la provvisorietà: funzioni “trasversali” non codificate, una posizione chiave scoperta, strumenti di chiarezza rinviati. La stessa cura riservata ai conti e agli immobili dovrebbe valere per le persone che quella scuola la fanno vivere.

La nostra posizione è netta e non ostile a una realtà importante per il territorio: stiamo dalla parte di chi lavora e ne garantisce il funzionamento quotidiano. Chiediamo che la centralità sia data al personale prima che ai rendimenti finanziari. Serve un mansionario chiaro e condiviso, la rapida copertura delle funzioni rimaste vacanti, il consolidamento del clima di collaborazione annunciato (anche attraverso il piano con finanziamento regionale di cui si è parlato) e il pieno rispetto degli obblighi verso chi lavora.

Prendiamo atto che il Documento di Valutazione dei Rischi ci è stato dapprima presentato come redatto e risolto: a una domanda successiva ci è stato spiegato che così non è. Le giustificazioni addotte riguardano gli aspetti organizzativi e le situazioni vacanti già citate, ma a noi risulta un problema legato alla valutazione dello stress da lavoro correlato.

La sensazione è che Polimoda muova risorse e patrimonio tali da potersi permettere di ignorare i soci pubblici. Questa è una responsabilità politica precisa di chi governa la Città, e faremo di tutto perché cambi, soprattutto in una fase di forti crisi nel settore. Chiediamo attenzione anche ai benefit riconosciuti alle figure apicali, su cui non sono stati forniti chiarimenti perché alcune valutazioni sarebbero ancora in corso.

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