Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Ponte da Verrazzano: un annuncio da 7 milioni annunciati non rimuove il problema

“Le decisioni sulla tramvia continuano a passare dalla Giunta e dalle conferenze stampa, mai dal Consiglio comunale o dai Quartieri”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
Lorenzo Fantoni – Sinistra Progetto Comune Quartiere 3

Oggi la Sindaca e l’Assessore alla tramvia Andrea Giorgio hanno presentato la verifica di sicurezza sul Ponte da Verrazzano: sette mesi di lavori, un costo stimato di 7 milioni di euro. Abbiamo cercato quell’annuncio dove le decisioni diventano vincolanti, cioè negli atti: al 12 agosto, cercando «Verrazzano» su tutti i tipi di atto di luglio e agosto, sul portale della trasparenza non risulta pubblicata alcuna determina né alcuna delibera. È plausibile che sia qualcosa discusso in Giunta ieri e in attesa di finire in Rete Civica.

L’Assessore dice che il risultato «conferma l’ipotesi sostanzialmente già definita nel progetto iniziale». Gli atti raccontano un percorso meno lineare. Con la determina 06000 del 19 agosto 2025 il Comune aveva affidato un semplice «Collaudo statico»; con la n. 01991 del 19 marzo 2026 l’incarico è stato adeguato alla VAL4, il livello di verifica più rigoroso previsto dalla legge. Le ispezioni di base sui cassoni della campata centrale (determine n. 04785 e n. 04897) sono state affidate il 19 e il 23 giugno 2026: sette settimane prima della conferenza stampa di oggi. E sulla stessa linea un’altra variante ha già ammesso per iscritto un’«omissione in fase di progettazione», con un importo che è più che raddoppiato, da 95.692 a 240.567 euro (a carico del Concessionario, non del Comune: il problema lì non è il costo pubblico, è la capacità politica di programmazione e il modo in cui si comunica quando si governa).

Il 7° atto aggiuntivo alla Convenzione di concessione, quello che alloca questi rischi, è stato approvato dalla sola Giunta con la deliberazione n. 216 del 14 maggio 2024. È la cornice di tutta la vicenda: sul sistema tramviario le decisioni che contano si formano in Giunta e si comunicano in conferenza stampa, mentre al Consiglio comunale e ai Consigli di Quartiere resta il compito di prenderne atto dopo.

Il progetto definitivo prevedeva 152 giorni di lavori sul ponte, da giugno a ottobre 2026; oggi se ne annunciano circa sette mesi, con avvio possibile a settembre. Vuol dire più disagi prima non annunciati per chi ogni giorno attraversa l’Arno fra il Quartiere 2 e il Quartiere 3.

Peccato che ci sia questa visione delle istituzioni, se arrivassero le risposte alle interrogazioni e ci fosse un dialogo migliore con le assemblee elettive, sarebbe probabilmente possibile anche diminuire i disagi diffusi in Città.

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