Sanità e sociosanitario: un disastro toscano

“Due testimonianze raccolte oggi: la vittoria parziale di Ezio Gallori e la storia di una donna in RSA a cui la figlia ha pagato per mesi la quota piena, ritrovandosi senza più i soldi per sopravvivere”


Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

Il gruppo consiliare ha raccolto un paio di settimane fa la testimonianza pubblica di Ezio Gallori, per una visita audiologica fissata nel 2022 a Borgo San Lorenzo, poi anticipata a questo pomeriggio a Firenze, dopo una sua lettera pubblica e il parere del Difensore Civico della Toscana che dava ragione alla denuncia. Oggi abbiamo ospitato una conferenza stampa con cui vogliamo dare la disponibilità di Sinistra Progetto Comune a dare mano a chiunque si trovi in una soluzione simile, sia in ambito sanitario che in quello socio-sanitario, per dare sostegno e visibilità a chi si vede negati diritti e dignità.

Queste alcune delle dichiarazioni di stamani di Ezio Gallori:
«Questo pomeriggio avrò la visita audiologica che mi avevano fissato a metà 2022: se non avessi fatto denuncia pubblica non avrei ottenuto questo risultato. Non mi dichiaro quindi soddisfatto, perché una soluzione personale non risponde a un problema generale. Fra qualche giorno, quando il Governo nazionale annuncerà gli interventi per il sistema sanitario nazionale, sarò pronto a organizzare un’iniziativa regionale che evidenzia l’insufficienza di risorse e personale nel pubblico: si tratta di una situazione che nega non solo i diritti delle persone ma anche l’articolo 32 della Costituzione».

A seguire Bruno Bartoletti, dell’Associazione ADINA, ha introdotto la testimonianza di Franca Bonatti, legata a sua madre:
«Entrambe con problemi di salute, la seconda è all’interno di una RSA, dove la Regione Toscana non sta coprendo la parte che spetterebbe al pubblico. La famiglia si è ritrovata a pagare per mesi 3.740 euro il mese, arrivando a vendere anche un piccolo appartamento in piena pandemia, per sostenere le spese. Ora i soldi sono finiti e da giugno viene versato solo il 50% che è a carico dell’utenza. Nel frattempo la signora è scalata, in lista di attesa, dalla posizione 39 alla 79, perché situazioni più urgenti le passano inevitabilmente avanti. Quindi lei avrebbe un diritto, ma non le viene riconosciuto, con grave penalizzazione per la famiglia. La morte è l’unica soluzione per le istituzioni?».

Dmitrij Palagi, conclude così la conferenza stampa:
«Sono due vicende in cui è evidente la crisi di un settore pubblico che durante la pandemia era stato riconosciuto essenziale, promettendo cambiamenti radicali di cui non c’è traccia nella concretezza delle decisioni prese da chi governa, tanto a livello nazionale, quanto sul piano locale.

La maggioranza non si nasconda dietro alle “competenze comunali”: siamo l’ente di maggiore prossimità per la cittadinanza, insieme ai quartieri, con servizi che rivolgiamo a persone in situazioni di necessità che sentono di non avere alcuna possibilità neanche di raccontare le loro vicende».