Scuola: indignarsi è lecito, ma l’improvvisazione è ancora diffusa

“Dire che le scuole vanno aperte perché c’è aspettativa, come fatto dalla Regione Toscana, ci sembra un’impostazione sbagliata. Sugli spazi scolastici e i trasporti siamo sicuri che sia stato fatto tutto ciò che era necessario? Fino a fine 2020 c’erano ragioni per dubitare”
Immagine di Ross Mann

Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“Un Sindaco di maggioranza e di opposizione, che sceglie di indignarsi nel pieno di una crisi di governo, facendo così di fatto da sponda a Italia Viva. Non vogliamo però pensare così male e quindi attestiamo la rabbia di tantissime famiglie che questa mattina si sono svegliate scoprendo che la notizia riportata sui quotidiani di oggi era già superata, da una gestione della pandemia che si conferma essere imbarazzante, con cui si è fatta slittare la ripresa della didattica in presenza dal 7 all’11 di gennaio (forse?).

Fosse solo l’interlocuzione in Consiglio dei Ministri sulla scuola a rappresentare il problema però sarebbe già qualcosa.

Gli annunci si susseguono invece a ogni livello istituzionale, a partire dal Presidente della nostra Regione, continuamente impegnato a rilasciare dichiarazioni sul colore che vorrebbe.

Chi governa e appartiene a forze politiche al governo dovrebbe manifestare maggiore senso della misura e avere la capacità di concentrarsi su ciò che gli compete.

Noi, come forza di opposizione, abbiamo presente la consapevolezza di dover fare di più, per rafforzare il consenso intorno alle nostre proposte, non ci riteniamo esenti da responsabilità.

Ricordiamo però come la maggioranza abbia scelto di comportarsi quando abbiamo chiesto che per i prossimi tre anni si tenesse conto delle esigenze anche di chi studia, oltre alla giusta centralità delle classi lavoratrici: ci fu detto che non era necessario.

Ora leggiamo nelle parole del Sindaco una presunzione forse eccessiva: davvero il nostro territorio è pronto sul piano degli spazi scolastici e dei trasporti? Se così fosse, a distanza di quasi un semestre dall’inizio dell’anno scolastico, diremmo: meglio tardi che mai, anche se ci era parso di capire che mancassero risorse e non ci fosse chiarezza sul soggetto gestore per una effettiva programmazione.

Nella lotta contro la pandemia, inoltre, ci sarebbe da riconoscere gli errori dei tagli che anche in Toscana – da parte di un partito non diverso da quello attualmente al governo – sono stati portati avanti su trasporti e sanità, i due principali settori che creano una sorta di ricatto tra salute e altri diritti, che valgono meno del consumo secondo questo sistema”.