Si continua a morire nel Mediterraneo, nell’indifferenza europea

Il 19 agosto è stata denunciata la peggiore strage nel Mediterraneo del 2020, secondo OIM e UNHCR (realtà internazionali di area ONU, la loro nota qui).

Nelle ore successive si è parlato di due naufragi (un articolo di Internazionale qui), se non di tre (un articolo di Avvenire qui).

L’indicazione che arriva da chi opera nel settore della cooperazione è precisa: esuberare l’approccio degli accordi bilaterali, creando meccanismi chiari, rapidi e strutturati per gestire il fenomeno degli spostamenti delle persone.

Non c’è alcuna visione, da parte di chi governa. Lo stato di emergenza continua è la via più comoda per gestire l’esistente senza cambiamenti. Una rincorsa ai Governi dell’altra parte del Mediterraneo, vista ancora con occhi coloniali e proprietari, mentre il vecchio continente lasci a chi ha un senso morale ed etico spiccato l’indignazione per le continue morti che si registrano nei percorsi segnati da disperazione e fughe.

Tenuto conto che il Presidente del Parlamento Europeo è del Partito Democratico, che fa parte del Governo nazionale, si conferma una grande ipocrisia da parte del centrosinistra…