Tag: beni comuni

  • Le Rose, 30 anni di storia e un bene comune a rischio abbandono

    Le Rose, 30 anni di storia e un bene comune a rischio abbandono

    “Il giorno dopo quello in cui la cooperativa annuncia il trasferimento forzato e nasce la nuova Associazione Le Rose, il gruppo consiliare chiede conto alla Giunta del protocollo del 2021 firmato dall’allora assessora, oggi Sindaca”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il 2 giugno 2026, ieri, la Cooperativa sociale Le Rose ha celebrato, insieme a moltissime persone, la propria festa annuale annunciando che da settembre dovrà lasciare la sede storica di via Quintole (dichiarata inagibile dall’Azienda USL Toscana Centro cinque anni fa): come gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune depositiamo questa mattina un’interrogazione alla Sindaca e alla Giunta per chiedere conto del ruolo del Comune in questa vicenda.

    La Cooperativa Le Rose gestisce da oltre 30 anni un centro diurno per persone con disabilità nel Comune di Impruneta, costruendo una comunità di cura e integrazione riconosciuta istituzionalmente. Quando l’ASL ha dichiarato inagibile la struttura, la cooperativa ha segnalato la propria disponibilità a reperire risorse per la ristrutturazione e a partecipare a percorsi condivisi. Le istituzioni hanno risposto con promesse che non si sono tradotte in azioni.

    Il 23 novembre 2021, con atto n. 00541, l’allora assessora all’Educazione, al Welfare e all’Immigrazione (oggi Sindaca) ha portato in delibera un protocollo d’intesa tra Comune diFirenze, Società della Salute, ASL Toscana Centro e Comuni limitrofi per avviare un tavolo di co-progettazione sulla sede di via Quintole. Il protocollo non è mai diventato operativo: l’Azienda USL Toscana Centro, che lo aveva essa stessa proposto, è rimasta l’unica parte a non averlo firmato, nonostante fosse già stato sottoscritto da tutti i Comuni e dalla Cooperativa stessa.

    La cooperativa ha comunicato pubblicamente di aver accettato il trasferimento a Casalta, nel Comune di San Casciano in Val di Pesa, come alternativa alla revoca immediata del servizio da parte della Società della Salute. Questo avrebbe comportato la dispersione degli utenti fragili in altre strutture e la perdita del posto di lavoro per tutti gli operatori. Nel proprio comunicato, la cooperativa descrive questa scelta come il risultato di pressioni istituzionali alle quali «utenti e famiglie, già provate dal passare degli anni e da un futuro incerto per i propri figli», non avrebbero potuto reggere. In concomitanza con questo annuncio, prende vita l’Associazione Le Rose, costituita con l’obiettivo dichiarato dicontinuare a «presidiare, abitare e custodire» gli spazi di via Quintole con il sostegno della cittadinanza. La cooperativa avverte esplicitamente che l’allontanamento della struttura rischia di portare il luogo «all’abbandono oppure in futuro alla vendita, sottraendolo così alla cittadinanza».

    Quello che è accaduto a Le Rose racconta qualcosa di preciso su come il sistema pubblico tratta le sue esperienze più preziose: le riconosce, le celebra, poi le lascia andare senza batterci ciglio. Il Comune di Firenze non era uno spettatore: aveva sottoscritto un protocollo, aveva una convenzione diretta con la cooperativa per attività con persone con disabilità, aveva assegnato un proprio immobile alla cooperativa nel 2024. La Sindaca era l’assessora che quel protocollo lo aveva portato in delibera. Vogliamo sapere cosa ha fatto l’Amministrazione in questi cinque anni per rendere operativo quell’impegno, e cosa intende fare adesso per evitare che gli spazi di via Quintole (di proprietà pubblica) vengano abbandonati o sottratti alla loro funzione di bene comune.

    L’interrogazione chiede alla Giunta se abbia sollecitato concretamente l’ASL a firmare il protocollo del 2021; quale posizione il Comune abbia sostenuto nelle sedi della Società della Salute riguardo all’alternativa posta alla cooperativa tra trasferimento e revoca del servizio; se si intenda garantire la continuità delle attività convenzionate con Le Rose anche dopo il trasferimento fuori dal territorio fiorentino; se l’Amministrazione intenda sostenere la riapertura del tavolo di co-progettazione per riconoscere la natura di benecomune degli spazi di via Quintole; e quali iniziative concrete intenda assumere per impedire che un immobile di proprietà pubblica venga abbandonato o alienato, a fronte della disponibilità della comunità (ora organizzata nell’Associazione Le Rose) a continuare a gestirlo con finalità sociali ed educative.

  • Gucci torna a Firenze tra Piazza della Signoria, Santo Spirito e Piazza del Carmine

    Gucci torna a Firenze tra Piazza della Signoria, Santo Spirito e Piazza del Carmine

    “Solo un’ordinanza. Dopo la sfilata Cruise, il Comune intende ignorare di nuovo la residenza?”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Con il provvedimento dirigenziale n. 2280/2026 del 7 aprile, il Comune di Firenze ha disposto modifiche alla viabilità per l’”Evento Palazzo Gucci e Palazzo Settimani”, organizzato da Enic Meetings & Events per il 15 e 16 aprile. A meno di un anno dalla sfilata Gucci Cruise che nel maggio 2025 provocò la chiusura di Piazza Santo Spirito alla cittadinanza e una vasta mobilitazione della residenza, l’Amministrazione ha intenzione di cambiare approccio o tutto sarà replicato?

    L’evento coinvolgerà il 15 aprile Piazza della Signoria – con divieto di sosta dall’alba e chiusura al transito veicolare dalle 18 alle 24 nel tratto tra via dei Magazzini e via dei Gondi – e il 16 aprile si sposterà in Oltrarno, con interventi pesanti su Piazza Santo Spirito (rimozione dei paletti artistici con catena, divieti di sosta a rimozione forzata, area riservata ai veicoli dell’evento), via delle Caldaie e Piazza del Carmine (abbassamento del dissuasore mobile e deroga alla ZTL e all’area pedonale per i mezzi della manifestazione).

    Ancora una volta la Città verrà messa a disposizione di un grande marchio del lusso senza un reale confronto pubblico e un ragionamento sugli spazi? Il provvedimento di viabilità è stato adottato prima che la Direzione Attività Economiche completasse l’iter per l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, creando di fatto le condizioni materiali per lo svolgimento dell’evento prima ancora della sua formale autorizzazione? È una procedura che pregiudica la possibilità stessa di un diniego?

    Dopo la sfilata del maggio 2025 chiedemmo un cambio di rotta nella gestione degli spazi pubblici, in particolare per la concessione delle piazze monumentali fiorentine per eventi privati esclusivi. La risposta dell’Amministrazione c’è stata, ma per noi insufficiente. Bene che ci siano pranzi in piazza e socialità, ma deve stare dentro un’idea pubblica e una programmazione efficace. In questo caso ci sono compensazioni quali? Si coinvolgerà il Quartiere 1?

    Il tema non è Gucci in sé, ma il modello di Città che questa Giunta sta favorendo, in continuità con quelle precedenti. Un modello in cui il tessuto urbano è uno spazio da affittare, in cui non esiste luogo pubblico che tenga di fronte al potere economico, in cui la residenza viene informata a ridosso degli eventi – quando va bene – mentre gli organizzatori privati sembrano godere di corsie preferenziali nell’iter amministrativo.

    Presentiamo oggi un’interrogazione urgente alla Sindaca per conoscere nel dettaglio le condizioni economiche dell’evento, le valutazioni d’impatto sulla residenza e come mai non si è voluto dare notizia pubblicamente, visti i fatti dello scorso anno.

    Le piazze di Firenze sono beni comuni, non merce da mettere a valore per operazioni di marketing del lusso. Continuiamo a pensare che la Città non è una passerella e non deve esserlo.

  • Acqua pubblica e multiutility sono incompatibili

    Acqua pubblica e multiutility sono incompatibili

    “L’ambiguità del centrosinistra fa male alla politica e favorisce le logiche private di mercato”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il centrosinistra continua a inquinare il dibattito pubblico, provando a confondere la sostanza di un percorso che si muove tra tante difficoltà.

    Tutta l’operazione multiutility ha sempre previsto l’uscita di ACEA da Publiacqua. Anzi, inizia proprio da qui, dalla richiesta ai Consigli comunali di votare lo scioglimento dei patti parasociali per dire “arrivederci” alla multiutility romana e far nascere quella fiorentina.

    All’epoca, parliamo del 2020, avevamo proposto quella che resta la nostra richiesta: «proseguire il percorso di ripubblicizzazione, coinvolgendo gli altri Comuni interessati, valutando la costituzione di una società unicamente partecipata dai Comuni per la gestione del servizio idrico integrato, che operi secondo i criteri delle aziende speciali senza scopo di lucro».

    Per restare sulla politica: per noi è sbagliato consegnare un bene comune a una società che opera sul mercato secondo le logiche del profitto e dei dividendi, invece di potersi permettere investimenti attenti anche ad altri aspetti.

    Ci preoccupa inoltre l’esposizione debitoria e la sostenibilità del servizio di gestione dei servizi ambientali, che immaginiamo tragga grande beneficio dal potersi appoggiare su profitti certi, quali sono quelli del servizio idrico.

    Aggiungiamo che l’attuale Amministratore Delegato Irace non è mai venuto, una sola volta, in Commissione controllo, ma continua a rilasciare legittimamente dichiarazioni pubbliche. Un uomo per tutte le stagioni, o continuiamo ad avere un piano industriale che necessita di quotazione in borsa, compensando con prestiti e altre operazioni finanziarie?

    Intanto proveremo a fare un accesso agli atti per capire quanti soldi ha dato Plures per lo scorso capodanno, visto che la Sindaca e la Giunta non vogliono darci questa risposta. Se dovesse arrivarci un diniego, valuteremo un nuovo ricorso al TAR, alla luce anche di recenti sentenze di altre regioni, che chiariscono il diritto-dovere di chi siede in Consiglio comunale per la funzione di controllo prevista dal quadro normativo.

  • Fuoriuscita di acqua in via Aretina da venerdì

    Fuoriuscita di acqua in via Aretina da venerdì

    La cittadinanza ci ha segnalato che nelle ore in cui girava questa nota Publiacqua è intervenuta per risolvere il problema.

    “Ricevuta una richiesta della cittadinanza, dopo segnalazioni inviate a Publiacqua e Municipale”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri, Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    In via Aretina, in prossimità del Tabernacolo del Madonnone, in prossimità del civico 70, da venerdì mattina c’è un’importante fuoriuscita di acqua, da un tombino bene in vista, con intorno una serie di transenne, che però nulla possono di fronte alla fuoriuscita.

    La cittadinanza ha avvertito subito Publiacqua e ieri – in assenza di interventi visibili – ha contattato anche la Polizia Municipale. Purtroppo ancora stamani non sembravano prospettarsi soluzioni.

    Questa è la gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali affidati secondo regole di mercato?

    C’è preoccupazione, sia per l’evidente spreco, che per il possibile impatto sulla fibra lì vicino, anche se chiaramente sono sentimenti non fondati su elementi precisi.

    Confidiamo che la ripresa di questa denuncia possa aiutare ad accelerare un intervento risolutivo, sapendo che le attività dei nostri rispettivi Consigli sono sospese.

  • Podere La Mattonaia: anche gli antichi lavatoi abbattuti

    Podere La Mattonaia: anche gli antichi lavatoi abbattuti

    “In caso di ripristino come si pensa di poter rimediare alla situazione documentata dalle foto che ci sono arrivate?”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Marco Ottonieri, Sinistra Progetto Comune Quartiere 3

    Podere La Mattonaia. Dove c’era un’area verde e storica si vuole realizzare un parcheggio. Abbiamo più volte denunciato numerosi aspetti, incompatibilità urbanistiche e mancanze progettuali nella pratica, che non ci tornano di questo intervento , anche con una conferenza stampa in campagna elettorale con Giovanna Sesti di Cantieri Beni Comuni Quartiere 3, ma adesso lanciamo un allarme urgente, perché ci giunge documentazione fotografica per cui i lavori avrebbero già danneggiato, se non distrutto, i lavatoi storici.

    Se la posizione di Palazzo Vecchio è sempre quella di dire che “in caso di irregolarità si chiederà a chi sta portando avanti il progetto di ripristinare l’area”, come si immagina sia possibile tornare indietro dopo un simile danno?

    È agosto, molte persone sono in ferie, o limitate nei movimenti dal caldo. Già è impossibile che il verde possa tornare come era, ora si aggiunge anche la distruzione dei manufatti.

    Siamo in una pausa amministrativa e non possiamo presentare question time o domande di attualità, non a caso i lavori vanno avanti. Diffondiamo le foto e chiediamo al Comune di fare tutte le verifiche del caso, non solo con un’interrogazione urgente ma anche con questa nota stampa.

  • Multiutility: lunedì chiederemo di fermare l’operazione

    Multiutility: lunedì chiederemo di fermare l’operazione

    “Parere negativo di Commissione 2 e Controllo questo pomeriggio, ma nel Salone de’ Dugento continueremo a insistere”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune
    Roberto De Blasi, Lorenzo Masi – Movimento 5 Stelle

    I movimenti per l’acqua pubblica e i beni comuni hanno avanzato numerose perplessità sui rischi a cui gli enti locali stanno andando incontro, rispetto al progetto di multiutility.

    Rispetto a ottobre c’è una maggiore consapevolezza di cosa stiamo parlando, quando commentiamo l’ipotesi di quotare in borsa la gestione del servizio idrico o quelli ambientali.

    Non solo, abbiamo registrato il ritardo con cui si è dato l’avvio della fusione (di pochi giorni fa, mentre sarebbe dovuta avvenire entro la fine del 2022). Nel frattempo tanti comuni hanno manifestato perplessità o confermato la loro contrarietà.

    La Corte dei Conti ha scelto di non esprimersi come avrebbe fatto in caso di nuova società, rendendo quindi ancora più inaccettabile (politicamente) quel breve lasso di tempo lasciato ai Consigli e alla cittadinanza per analizzare gli atti e gli allegati.

    Alla luce del nuovo contesto, abbiamo condiviso con il consigliere Andrea Asciuti la mozione presentata in tutta la Toscana, su invito dei movimenti no multiutility e per l’acqua pubblica. Oggi la Commissione 2 e Controllo, di cui ringraziamo i presidenti per la convocazione, hanno espresso parere contrario. Partito Democratico, Centro e Fratelli d’Italia si trovano uniti a difesa del progetto.

    Con la Lega abbiamo chiesto un Consiglio straordinario sul tema, che si dovrebbe tenere lunedì. Vista l’importanza della questione, vogliamo sperare che le colleghe e i colleghi avranno la capacità di cambiare posizione, a difesa del territorio e di chi lo vive, contro la logica del profitto finanziario su bisogni essenziali.