Tag: cittadinanza

  • Referendum Cittadinanza: si può firmare fino a fine settembre

    Referendum Cittadinanza: si può firmare fino a fine settembre

    “In aula chiederemo con un ordine del giorno che tutta la Città sostenga l’iniziativa, e si impegni a supporto delle persone italiane senza cittadinanza”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Bianca Galmarini – Possibile Firenze
    Lorenzo Palandri – Rifondazione Comunista Firenze

    Con un ordine del giorno chiederemo al Consiglio comunale di sostenere formalmente il Referendum Cittadinanza, che è stato presentato stamani in Palazzo Vecchio da Benedicta Djumpah (Consigliera di Italiani Senza Cittadinanza), Anabely Canari (Presidente IPartecipate, referente CoNNGI), Ikram El Idrissi Sbai (rappresentante ICSE, referente CoNNGI).

    Chiederemo di impegnarsi nella promozione del Referendum e delle istanze di italiani e italiane senza cittadinanza, senza limitarsi alla cittadinanza onoraria da riconoscere almeno secondo i criteri dello ius soli.

    Ma chiederemo soprattutto di sviluppare strumenti di supporto per chi non ha cittadinanza e si ritrova a far fronte a un impianto discriminatorio, a cominciare dal piano degli adempimenti. Una misura dovuta, che prende atto della fotografia della nostra società: a Firenze 59.244 persone hanno nazionalità straniera, il 16,1% del totale. Di queste, 24.562 ha un’età compresa tra gli 0 e i 35 anni, e rimane residente a Firenze per almeno 4 anni (circa il 50%) o per più di 10 (circa il 20%). Sono i dati di giugno del Bollettino di statistica di Firenze. E dato che oggi è il primo giorno di scuola, parliamo di popolazione studentesca: nel Comune di Firenze il 17% di studenti e studentesse è senza cittadinanza (un dato alto anche per altri Comuni dell’area della Città Metropolitana, il 18,3% a Empoli, il 28,1% a Campi Bisenzio, il 15,6% a Sesto Fiorentino). 9.611 persone che vivono e studiano a Firenze, che si sentono e sono fiorentine, ma non godono della cittadinanza italiana.

    Oltre alle tante realtà associative promotrici, e ai partiti Possibile e Rifondazione Comunista, oggi in conferenza stampa, la campagna è supportata da +Europa, Partito Socialista Italiano, Radicali Italiani. Ma occorre che sia rilanciata e sottoscritta dal maggior numero di realtà possibili. Qui tutte le informazioni: https://referendumcittadinanza.it.

    Di seguito riportiamo integralmente la nota dell’associazione Italiani senza cittadinanza.

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    L’associazione Italiani senza cittadinanza, in collaborazione con +Europa e altre organizzazioni e partiti, ha lanciato un importante Referendum di iniziativa popolare volto a riformare la legge sulla cittadinanza.

    L’obiettivo è ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale, necessari per i cittadini extra-UE per poter presentare domanda di cittadinanza italiana. La raccolta firme, avviata qualche giorno fa, mira a raggiungere la soglia di 500.000 firme entro la fine di settembre. Il risultato di questa iniziativa potrebbe portare una svolta decisiva nella vita di milioni di persone che vivono e contribuiscono al Paese da anni.

    La legislazione italiana sulla cittadinanza, attualmente tra le più rigide in Europa, richiede una permanenza ininterrotta di almeno 10 anni per i cittadini non appartenenti all’Unione Europea. Il referendum si propone di dimezzare questo periodo, adeguando l’Italia agli standard già adottati in gran parte dell’Europa. Paesi come la Germania hanno già intrapreso questo percorso, con l’approvazione, all’inizio del 2024, di una legge che prevede proprio 5 anni di residenza per ottenere la cittadinanza. Il contributo dei cittadini stranieri alla crescita del Paese, secondo i promotori del referendum, merita un riconoscimento attraverso diritti e opportunità che rafforzino l’integrazione.

    Un cambiamento per 2,5 milioni di persone

    Il mancato riconoscimento della cittadinanza italiana a milioni di persone extra-UE contribuisce a perpetuare una narrazione di esclusione che alimenta spesso i discorsi d’odio, marginalizzando chi, pur vivendo, lavorando e contribuendo al Paese, non viene riconosciuto come parte integrante della società.

    Secondo le stime, la riforma potrebbe interessare circa 2,5 milioni di persone residenti legalmente in Italia, includendo coloro che, pur vivendo e lavorando nel Paese da molti anni, sono ancora esclusi dai diritti fondamentali riservati ai cittadini italiani. Tra questi, la possibilità di partecipare a concorsi pubblici, di votare, di rappresentare l’Italia in competizioni sportive senza restrizioni, e di accedere con facilità a percorsi di studio e formazione all’estero. La riforma avrebbe inoltre un impatto diretto sui figli e le figlie minorenni di coloro che acquisiscono la cittadinanza, garantendo loro un futuro di pari opportunità.

    I promotori sottolineano che la modifica non regalerà la cittadinanza, ma manterrà invariati requisiti come la conoscenza della lingua italiana, adeguate risorse economiche, e il rispetto delle leggi fiscali e di sicurezza del Paese.

    Il termine ultimo per raggiungere le 500.000 firme necessarie è il 30 settembre. È possibile firmare online gratuitamente con spid o carta di identità elettronica, cliccando sul pulsante in basso!

  • Cassonetti interrati in via Cavour, cittadinanza ignorata

    Cassonetti interrati in via Cavour, cittadinanza ignorata

    “Si è ascoltata la residenza, per poi procedere senza dare seguito alle richieste”


    Francesco Torrigiani, Giorgio Ridolfi – già Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Sono numerose le critiche per il collocamento dei cassonetti interrati in via Cavour all’altezza del civico 32: un progetto che stride con quanto scritto nella presentazione del progetto di rifacimento di Via Cavour: “l’intervento mira ad esaltare il ruolo di Via Cavour quale porta di accesso pedonale al cuore del centro storico, mettendo in comunicazione da un lato Piazza San Marco, riqualificata e servita dalla tramvia, e dall’altro le aree pedonali di Piazza Duomo e Via Martelli”.

    Le criticità segnalate riguardano l’impatto che tale scelta rischia di avere sull’immagine di Via Cavour.

    • Il lato destro (numeri pari) di via Cavour in direzione Piazza San Marco accoglie già un elevato flusso turistico a piedi in direzione Duomo;
    • Tale flusso turistico è destinato a crescere notevolmente con la fermata della tramvia in Piazza San Marco;
    • Il marciapiede è attualmente abbastanza stretto e, nonostante il previsto allargamento, in corrispondenza dei cassonetti interrati risulterà percorribile uno spazio largo poco più di 1 metro;
    • Già nel 2023 sono stati posizionati cassonetti temporanei sempre sul lato destro (numeri pari) nel tratto dei civici 30-32 con risultati di forte disagio per la grande quantità di rifiuti ammucchiati probabilmente da turisti e turiste sul marciapiede.

    Le persone residenti ricordano la presenza di cassonetti in via Cavour nel tratto tra via Guelfa e via de’ Pucci/Gori, facendo presente che tale collocazione non ha generato forti episodi di degrado come quelli già avvenuti con i cassonetti davanti ai civici 28-32 dato che il flusso turistico a piedi in direzione Duomo passa quasi esclusivamente sul lato opposto, inoltre Via Cavour nel tratto Guelfa-Pucci/Gori è più larga e consente e consentirà marciapiedi più larghi rispetto al tratto Guelfa-San Marco.

    Aderiamo anche noi alla richiesta di rivalutare con estrema urgenza il posizionamento dei cassonetti in Via Cavour davanti al civico 32, in una zona con un minor flusso turistico a piedi, come per esempio sul lato opposto della via, auspicando un ascolto delle istanze della cittadinanza, soprattutto quando guardano all’interesse e al bene comune e si accompagnano a proposte alternative. Auspichiamo insomma ancora una volta una partecipazione reale e non di facciata.

  • Cittadinanza a Firenze per Assange: depositata delibera, richiesta da tante persone

    Cittadinanza a Firenze per Assange: depositata delibera, richiesta da tante persone

    “Un atto urgente, che segue quanto fatto a Roma. Importante che tutti i gruppi sostengano l’istanza”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune
    Roberto De Blasi – Movimento 5 Stelle

    I nostri gruppi consiliari hanno sollevato più volte la necessità di sostenere Julian Assange. Una prima mozione è stata approvata il 28 luglio 2022, dichiarando solidarietà al giornalista e sostegno alla libertà di informazione. Lì ci fu chiesto di togliere la richiesta di cittadinanza onoraria, che invece è stata chiesta successivamente con un altro atto, ancora non discusso.

    Per questo riteniamo fondamentale evitare di finire la consiliatura senza azioni concrete. Oltre duecento persone, in poche ore, hanno firmato una richiesta precisa.

    «Deliberare entro la fine della consiliatura, possibilmente nel mese di febbraio 2024, per il conferimento della cittadinanza onoraria di Firenze a Julian Assange, come riconoscimento per il suo impegno per la libertà di informazione e come testimonianza concreta di solidarietà».

    Raccogliendo questa istanza abbiamo depositato in queste ore una proposta di deliberazione, ringraziando le tante persone che si sono attivate fuori dalle istituzioni per fare una giusta e necessaria pressione su Palazzo Vecchio.

  • Cittadinanza perJulian Assange a Firenze:sostegno raccolta firme

    Cittadinanza per
    Julian Assange a Firenze:
    sostegno raccolta firme

    “Dopo le proposte di Sinistra Progetto Comune e Movimento 5 Stelle è necessario procedere a una delibera”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune
    Roberto De Blasi – Movimento 5 Stelle

    Nel corso della consiliatura abbiamo già ottenuto un voto in solidarietà a Julian Assange, mentre è ancora all’ordine dei lavori la proposta di cittadinanza onoraria.

    Da ieri – in occasione della proiezione al Cinema Giunti Odeon del documentario Ithaka – tante persone residenti hanno iniziato a raccogliere le firme, che porteranno in Palazzo Vecchio, perché questo giornalista possa ricevere il giusto riconoscimento della cittadinanza.

    La consiliatura volge al termine. Appena arriveranno le sottoscrizioni ci impegniamo al deposito di una delibera del Consiglio comunale, sperando di trovare consenso già nella conferenza capigruppo di domani anche con le altre forze del Salone de’ Dugento.

  • Sant’Orsola: 9 emendamenti e4 ordini del giorno per mettere al centro la cittadinanza

    Sant’Orsola: 9 emendamenti e
    4 ordini del giorno per mettere al centro la cittadinanza

    “Creare un buco vuoto e applaudire i privati non è il modo in cui il pubblico dovrebbe governare”


    Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, così come Firenze Riparte a Sinistra nella consiliatura successiva, già oltre 10 anni fa indicavano il pericolo che a Sant’Orsola ci potessero essere solo risposte private.

    Oggi il Comune di Firenze si è dovuto esprimere sui progetti di Arte, che ha annunciato di voler realizzare – tra le altre cose – una scuola di hotellerie, una foresteria (aperta al turistico-ricettivo per 60 giorni l’anno), un ristorante e altri servizi per poter “consumare locale e sano”.

    C’era un progetto di partecipazione importante. La Città Metropolitana poteva svolgere un ruolo attivo, constrastando la creazione di un “buco nero”.

    Invece siamo qui a votare su investimento di capitali francesi, come se fossero qui per fare beneficenza.

    Vedremo come andranno i nostri 9 emendamenti e i nostri 4 ordini del giorno, per mitigare i problemi e recuperare maggiori servizi alla cittadinanza (facendo venire meno i giorni di turistico-ricettivo).

  • Diritto di voto alle amministrative per chi ha la residenza: richiesta dal Consiglio

    Diritto di voto alle amministrative per chi ha la residenza: richiesta dal Consiglio

    “Le destre insistono a voler confondere il merito delle questioni, non capiamo per quale ragione, ma la mancata partecipazione favorisce lo sfruttamento”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo avuto di nuovo modo di votare in aula una richiesta di estendere il diritto di voto per le amministrative a chi ha la residenza ma non la cittadinanza.

    Si tratta di una necessità, per avere un territorio dove le comunità dialogano tra loro e collaborano per il futuro del territorio.

    Chi paga le tasse non può contribuire a discutere il loro utilizzo?

    In tanti paesi europei questa proposta è già norma ed è dimostrato che si tratta di un potenziale elettorato che magari vota le coalizioni di centrodestra, se non di destra.

    Tenere ai margini della società le persone favorisce il loro sfruttamento e la paura, alimenta i problemi di sicurezza (sociale e non).

    Senza questa consapevolezza, diventa difficile confrontarsi seriamente su una questioni, fuori dalla propaganda elettorale, che alimenta scontri sbagliati.