Tag: diritti

  • Palestina: venti di repressione all’Università

    Palestina: venti di repressione all’Università

    “La nostra solidarietà al lavoratore fermato dalle forze di Polizia e al corpo studentesco che non ha potuto discutere la sua mozione in Senato Accademico”


    Dmitrij Palagi, Consigliere comunale Sinistra Progetto Comune

    Esprimiamo solidarietà a chi sta subendo un pesante clima repressivo all’interno dell’Ateneo fiorentino. Episodi non isolati, che confermano un deterioramento del tessuto democratico anche locale, non solo nazionale.

    Un lavoratore è stato fermato dalla Polizia, a causa di due bandiere palestinesi che spuntavano dal suo mezzo. È stato reso difficile a lui e alla persona con lui poter accedere agli spazi a cui doveva accedere. Una limitazione dei diritti ingiustificata, se non per questioni politiche che niente dovrebbero avere a che vedere con l’ordine pubblico.

    Nella stessa giornata, in Senato accademico, studentesse e studenti hanno contestato la decisione di non discutere una mozione sui rapporti tra l’Ateneo e il governo di Israele.

    La nostra coalizione ha sempre attraversato le piazze e le contestazioni, rivendicando la libertà di esprimere conflitto e proposte soprattutto nei luoghi in cui si dovrebbe coltivare ricerca, discussione, confronto.

    Non possiamo quindi che confermare la nostra vicinanza al lavoratore coinvolto e a Firenze per la Palestina. Ci chiediamo inoltre chi abbia dato l’autorizzazione alla Digos di entrare nell’Ateneo all’ingresso del parcheggio in via La Pira. Ci aspettiamo che Palazzo Vecchio voglia confrontarsi con il Rettorato su questi aspetti.

  • Diritti degli animali,i nostri impegni(in risposta a LAV Firenze)

    Diritti degli animali,
    i nostri impegni
    (in risposta a LAV Firenze)

    Dmitrij Palagi, candidato sindaco per Sinistra Progetto Comune (Possibile, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista) e Firenze Ambientalista e Solidale.


    Abbiamo ricevuto una richiesta da parte di LAV Firenze per l’inserimento di alcune proposte nel nostro programma di governo.

    Cogliamo l’occasione per esplicitare il nostro impegno a tutela dei diritti degli animali, che è stato portato avanti anche in questi anni. Non si tratta solo di promesse, ma di azioni concrete in parte già portate avanti.

    Nel corso della consiliatura 2019-2024 abbiamo proposto:

    • l’adesione di Palazzo Vecchio al Meat Free Monday, per rafforzare una limitazione del consumo di carne all’interno dei servizi di refezione del territorio, a partire da quelli comunali e trovando accordi con gli altri soggetti presenti;
    • una posizione chiara per il divieto di esportazione di animali vivi e per il rafforzamento delle norme europee sul benessere animale;
    • il definitivo superamento di ogni attività circense che preveda l’utilizzo di animali;
    • di rafforzare il ruolo della Consulta degli animali, coinvolgendo le realtà del territorio e dotandole di sempre maggiori strumenti per svolgere una funzione di autonoma proposta nei confronti del Comune;
    • di rendere strutturale e più estesa la tutela degli animali e del loro benessere anche per il periodo delle festività natalizie e di passaggio al nuovo anno (andando oltre le singole ordinanze che parzialmente limitano i “botti”);
    • l’ottenimento di costi calmierati per tutte le spese collegate agli animali da assistenza sanitaria;
    • l’abolizione dell’utilizzo dei cavalli per attività di traino, individuano misure di tutela dell’occupazione per lavora con tali mezzi;
    • la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, in particolare denunciando quando questa veniva compromessa (come avvenuto alle Cascine).

    Nel programma depositato ufficialmente insieme alle liste elettorali abbiamo già introdotto l’importanza di una Città capace di dare spazio alle istanze dell’antispecismo, confermando la volontà, una volta al Governo, di:

    • superare lo sfruttamento degli animali per ragioni turistiche e di intrattenimento;
    • promuovere politiche alimentari sempre più consapevoli, a partire dai servizi di refezione;
    • garantire le biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

    Riteniamo quindi di essere ampiamente in linea con le ragioni che hanno portato LAV a rivolgersi a chi si candida in questa tornata elettorale. Aggiungiamo volentieri nuovi impegni da assumere.

    • Affiancare a una Consulta, da dotare di poteri autonomi, la figura di una persona che svolga le funzioni di Garante per la tutela dei diritti degli animali.
    • Sviluppare percorsi di formazione (da estendere alla Polizia Municipale) per il personale che opera in strada per prevenire e contrastare le marginalità, procedendo anche a nuove assunzioni, per garantire anche i diritti degli animali. Concordare tali percorsi con la Consulta e il/la Garante.
    • Programmare una fase di transizione per arrivare al superamento del trasporto pubblico a trazione animale.
    • Modifica del Regolamento comunale per la tutela degli animali per ampliare gli spazi e diminuire le ore di esposizione presso negozi e mercati.
    • Avviare immediatamente dopo il voto un percorso di confronto per rivedere gli articoli del Regolamento comunale per la tutela degli animali relativi ai dissuasori per uccelli.
    • Rafforzare i percorsi di educazione alimentare a partire dai servizi di refezione, introducendo una giornata vegana in maniera progressiva.
    • Garantire un dibattito correttamente informato sulla cosiddetta carne coltivata, superando luoghi comuni e conflitti presentati erroneamente come insanabili con il tessuto economico del territorio.
    • Favorire sul territorio i percorsi di ricerca che non prevedano sperimentazione animale, anche istituendo un tavolo specifico con tutti i soggetti coinvolgibili già presenti (a partire dall’Università degli Studi di Firenze).
    • In un confronto con Consulta e Garante, revisione dei regolamenti a tutela delle nidificazioni, in materia di interventi su verde urbano (calendarizzazione abbattimenti e sfalci) e di edilizia (salvaguardia delle cavità), confrontandosi con le Direzioni comunali interessate.
    • Prevenire forme di violenza nei confronti degli animali sul territorio urbano.
    • Revisione dei regolamenti per disincentivare e superare la pratica diffusa di esposizione di carne appesa presso le vetrine delle attività di ristorazione.
    • Avviare immediatamente con la Regione Toscana un confronto per realizzare percorsi tesi a realizzare un servizio pubblico di servizi veterinari, rivolto in primo luogo a chi attesta condizioni di difficoltà economiche.
    • Investire maggiormente in strutture di servizi rivolti agli animali, per supportare la cittadinanza a garantire i diritti di ogni essere vivente. Rafforzare l’esperienza del Parco degli Animali e diffonderla. Sono impegni che pubblicheremo sul nostro sito, inviandoli alla stampa e rendendoli parte effettiva del nostro programma di governo. Firenze, 14 maggio 2024

    Diritti degli animali, i nostri impegni (in risposta a LAV Firenze)

  • Grazia e giustizia per Leonard Peltier, nativo americano in carcere da 48 anni

    Grazia e giustizia per Leonard Peltier, nativo americano in carcere da 48 anni

    “Rispondiamo alla mobilitazione internazionale per non rimanere in silenzio di fronte a una vicenda pesante che da troppo tempo non trova soluzione”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Leonard Peltier è un attivista del Movimento indiano americano, arrestato negli Stati Uniti il 6 febbraio del 1976. 48 anni di detenzione, alcuni dei quali in regime di isolamento. Ha ricevuto la condanna a due ergastoli, con l’accusa di omicidio di due agenti dell’FBI. Ha sempre sostenuto la sua innocenza e numerosi sono i dubbi sull’equità del processo, dovuti anche alla principale testimonianza accusatoria poi ritrattata.

    Ha contratto numerose malattie e negli anni numerosi sono stati i disturbi cronici di salute.

    Le richieste di grazia non hanno mai ricevuto risposta, nonostante gli appelli siano arrivati da tante personalità e istituzioni internazionali.

    Ci sono appelli con milioni di firme, tra cui quello di Amnesty International Italia.

    È stato chiesto un appello a tutte le istituzioni e le voci politiche. Aggiungiamo anche la nostra voce. Perché lottare per i diritti dei nativi americani, per la dignità umana e la natura non può essere un crimine.

    Ricordiamo come Leonard Peltier sia un nativo della comunità Anishinaabe-Lakota, attivista del Movimento indiano americano. La morte dei due agenti avvenne durante uno scontro. La testimone principale, la cui testimonianza è alla base della condanna, ha dichiarato pubblicamente di aver mentito a seguito di mesi di minacce e molestie da parte dell’FBI. La difesa legale di Peltier ha anche acquisito prove balistiche a sostegno della sua innocenza.

    È una brutta pagina, che ci ricorda quanto lo Stato sappia imporre la sua forza in modo opaco e quanto sia importante il peso della mobilitazione dal basso per chiedere giustizia.

  • Il Comune non può accettare che si lavori per 4 euro l’ora

    Il Comune non può accettare che si lavori per 4 euro l’ora

    “Ci dispiace per la sistematica assenza dell’Assessora Funaro: ha deleghe importanti e si vota fra qualche mese”


    Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il Progetto Aliseo ha lo scopo di accompagnare le persone a un inserimento lavorativo, attraverso un percorso di formazione. Si tratta di un fine assolutamente positivo, ma abbiamo denunciato come concretamente questo si traduca in una condizione di lavoro retribuito 4 euro l’ora.

    Abbiamo portato all’attenzione della Giunta la situazione di una persona che dopo un anno e mezzo continua a ricevere un salario di 15 euro al giorno.

    Ci dispiace che non ci fosse l’Assessora Funaro a risponderci. Ultimamente manca spesso: questo si aggiunge alla sistematica assenza di risposte scritte.

    Non ci convince nemmeno la risposta dell’Assessore Bettarini, che l’ha sostituita: in mancanza di lavoro, meglio questo, ci ha detto in sostanza. In realtà ci sono testimonianze di persone che finiscono per preferire lo sfruttamento a nero, perché non si tengono tutelate dallo Stato.

    Per noi rimane inaccettabile elogiare e basta i progetti di inserimento, facendo finta di ignorare i problemi concreti di persone in condizione di marginalità e povertà. Ci ritorneremo. Magari vorrà parlarne con noi anche l’Assessora Funaro, prima della campagna elettorale?

  • Chiarezza per la detenzione di Khaled El Qaisi, ricercatore italo-palestinese

    Chiarezza per la detenzione di Khaled El Qaisi, ricercatore italo-palestinese

    “Il 31 agosto sarebbe avvenuto un arresto, di cui hanno dato notizia moglie e madre, senza che sia stata formulata nessuna accusa”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Un cittadino italo-palestinese si troverebbe in uno stato di detenzione, senza che ancora sia stata formalizzata alcuna accusa, dal 31 agosto 2023.

    Lo denunciano, in una lettera aperta, moglie e madre.

    Stava trascorrendo le vacanze con la sua famiglia a Betlemme. È stato ammanettato davanti al figlio di quattro anni e alla sua compagna, a cui non sono state fornite spiegazioni e che si sarebbe ritrovata senza telefono, senza soldi, o contatti, in un paese straniero. Solo dopo diverse ore moglie e bambino sono riusciti a raggiungere l’Ambasciata italiana.

    Il sospetto è che l’arresto sia dovuto all’attività di Khaled El Qaisi, tra i fondatori del Centro di Documentazione Palestinese, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all’Università La Sapienza di Roma.

    Oggi dovrebbe esserci una nuova udienza, ma in tutti questi giorni nessuna novità è arrivata alla famiglia.

    Nella lettera aperta la moglie e la madre si rivolgono “a chiunque ne abbia il potere”, di accertarsi delle condizioni di Khaled, ottenendo la liberazione.

    Non è un Consiglio comunale che può risolvere questa situazione, ma Firenze ha un’importante storia di mobilitazione per la pace e giustizia, anche in Palestine e Israele.

    Confidiamo che anche Palazzo Vecchio possa far sentire la sua voce, attivando tutti i contatti che ha, per ottenere chiarezza.

  • Basta tortura e trattamenti disumani in Europa:al via la raccolta firme

    Basta tortura e trattamenti disumani in Europa:
    al via la raccolta firme

    “Iniziativa della Cittadinanza Europea al via anche a Firenze, grazie a tante realtà del territorio. Lunedì in piazza de’ Ciompi”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo più volte portato all’attenzione del Consiglio comunale il problema dei diritti umani e della dignità delle persone, quando si ritrovano a migrare e tentano di raggiungere il nostro continente.

    Ci sono dei principi che non vengono rispettati, su cui la Commissione europea si è espressa anche di recente, in risposta a una risoluzione che avevamo depositato sul diritto di asilo in Italia, dopo alcune denunce su ipotesi di violazione delle norme da parte del nostro Stato.

    Rete Antirazzista Fiorentina e Umani per r-esistere hanno promesso un coordinamento tra diverse realtà della nostra città, perché anche Firenze sia parte attiva dell’Iniziativa della Cittadinanza Europea (ICE) che accompagnerà il 2023.

    Si tratta di un meccanismo riconosciuto dall’Unione Europea, che prevede un milione di firme da almeno un quarto degli Stati membri. Riportiamo integralmente il comunicato delle realtà presenti alla conferenza stampa di oggi, ringraziandole e confermando il nostro pieno sostegno, oltre all’adesione, alla mobilitazione.

    Comunicato Stampa

    ARTICOLO 4: STOP TORTURA E TRATTAMENTI DISUMANI ALLE FRONTIERE D’EUROPA
    Iniziativa dei Cittadini Europei ai sensi del reg. UE 2019/788

    L’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea afferma: “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

    Negli ultimi anni si assiste invece nei confronti dei migranti a un’escalation di violenza intollerabile per le coscienze europee, in aperto contrasto con i principi fondamentali della UE. I rapporti delle organizzazioni quali UNHCR, Amnesty International e Human Rights Watch, le inchieste giornalistiche, le numerose testimonianze delle vittime raccontano di torture, stupri e minacce nei centri di detenzione della Libia, paese con il quale l’Italia ha stretto accordi per controllo delle partenze; di condizioni di estremo degrado nei campi in Grecia e in Bosnia, dove sovraffollamento, assenza di sevizi igienici e di assistenza mettono a rischio la vita dei soggetti più vulnerabili; dell’uso spropositato della forza e di episodi ripetuti di vera e propria tortura da parte della polizia croata nei confronti di richiedenti asilo alla frontiera con la Serbia e la Bosnia; di situazioni di detenzione illegale di migranti in diversi paesi della UE o finanziati dalla UE, di respingimenti violenti lungo tutte le frontiere d’Europa, di sospensione di fatto del diritto a richiedere asilo.

    Gli abusi e le violenze sono diventate il tratto dominante della governance europea nella gestione del fenomeno migratorio.La militarizzazione e l’esternalizzazione delle frontiere interne ed esterne si accompagnano ai respingimenti brutali e alle violenze perpetrate nell’ambito degli Stati membri; nei Paesi terzi con cui l’Europa ha stretto accordi per impedire l’ingresso nel proprio territorio dei richiedenti asilo. In Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna, come in Libia e Turchia, si verifica ormai da tempo l’impietosa sospensione dei diritti umani.

    Una rete di associazioni europee impegnate nella tutela dei diritti dei migranti ha deciso di unire in una azione politica comune tutti coloro che si oppongono alle violazioni dei diritti fondamentali, alle torture, agli abusi nei confronti di esseri umani inermi, colpevoli solo di cercare una vita dignitosa e una speranza per il futuro, lontani dai propri Paesi di origine.

    Attraverso l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei), un milione di cittadini residenti in un quarto almeno degli Stati membri chiederanno alla Commissione UE un intervento legislativo volto a porre fine a queste continue e ripetute violazioni del principio fondamentale dell’Unione europea espresso nell’art. 4 della CDFUE

    Chiediamo all’Unione Europea un’azione concreta tesa a garantire il pieno rispetto da parte dei suoi Membri dell’art. 4 della Carta UE dei diritti fondamentali, che prescrive l’obbligo non solo di repressione ma anche di prevenzione di atti di tortura, trattamenti disumani e degradanti nei confronti di tutti gli individui.

    Chiediamo di proteggere le persone migranti o richiedenti asilo, attraverso:

    -l’istituzione di meccanismi di monitoraggio volti a rilevare e fermare gli abusi dei diritti fondamentali e gli atti lesivi della dignità umana, tanto alle frontiere che nello spazio comune europeo;

    • il recesso ovvero la NON stipulazione pro futuro di accordi internazionali in materia di contenimento dei flussi migratori con Stati terzi colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani; – la definizione di standard minimi di accoglienza validi per tutti i Paesi membri e per l’intero periodo di permanenza sui loro territori;
    • l’eventuale previsione di sanzioni specifiche in caso di violazione delle normative UE.

    L’iniziativa è stata registrata dalla Commissione Europea il 12 gennaio 2023.

    Il regolamento prevede che vengano raccolte nell’arco di un anno un milione di firme di cittadini di almeno sette stati membri dell’UE
    Il 10 luglio la Rete Stop Border Violence lancerà la campagna per la raccolta delle firme in molte città italiane ed europee.

    A Firenze si è costituita, su iniziativa della Rete Antirazzista Fiorentina e del movimento Umani per r-esistere, una rete di associazioni e realtà del territorio che lavoreranno nel corso del prossimo anno alla raccolta di firme e all’organizzazione di iniziative di informazione e sensibilizzazione. Hanno aderito, fra gli altri, la Comunità delle Piagge, la Comunità dell’Isolotto, Mediterranea Firenze, Florence Must Act, COSPE, Assopace. Altre adesioni continuano ad arrivare.

    Per il lancio della campagna di raccolta firme saremo presenti lunedì 10 luglio in piazza de’ Ciompi con un presidio in cui presenteremo alla cittadinanza l’iniziativa, attraverso interventi e materiale informativo

    Stop Border Violence – Firenze