Tag: genocidio

  • Firenze per la Palestina sull’apertura del Festival del Maggio Musicale

    Firenze per la Palestina sull’apertura del Festival del Maggio Musicale

    “Presidio domenica 19 aprile 2026, alle 16:00, per ricordare i crimini del Governo di Israele”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo ospitato la conferenza stampa di Firenze per la Palestina, grazie come sempre alla professionalità dell’Ufficio Stampa di Firenze e del personale del Comune.

    Firenze per la Palestina è una realtà a cui va il nostro ringraziamento per la mobilitazione quotidiana in difesa dei diritti del popolo palestinese. La nostra posizione è sempre stata chiara: contro ogni forma di antisemitismo, senza alcuna ambiguità, e contro le politiche del Governo di Israele che massacra civili e persegue una deriva nazionalista su basi novecentesche che la sinistra ha sempre contestato dalle radici. Sono decenni che il diritto internazionale viene ignorato e che la pulizia etnica viene portata avanti. In passato siamo stati accusati gravemente e ingiustamente, e abbiamo sempre risposto proponendo un dialogo che non ha mai trovato riscontro.

    Condividiamo le preoccupazioni espresse nel comunicato, legate al contesto in cui si è scelto di mettere in scena l’opera. Al tempo stesso, riteniamo che la cultura abbia una sua libertà e che il problema non sia di per sé il contenuto artistico, ma una politica che prova a sparire dalla società e il contesto in cui viene messo in scena. È la politica istituzionale – locale, nazionale, europea – che dovrebbe dare risposte nette sui massacri in corso, sul rispetto del diritto internazionale, sulle responsabilità storiche e presenti. L’arte non può supplire a questa assenza, né va caricata di ciò che la politica rifiuta di fare.

    Ricordando che l’opera anni fa è stata contestata per ragioni opposte (perché avrebbe giustificato la resistenza palestinese) auspichiamo che intorno alla messa in scena dell’opera si apra un confronto pubblico in Palazzo Vecchio, coinvolgendo chi ne dà letture diverse: un’occasione per fare ciò che chiediamo da sempre, ovvero discutere apertamente di Palestina, colonialismo e diritto internazionale nel luogo della democrazia cittadina. Contro ogni ambiguità di fronte ai crimini di chi detiene il potere.

    «Comunicato stampa di Firenze per la Palestina

    LA MORTE DI KLINGHOFFER AL MAGGIO: PERCHÉ QUESTA SCELTA?

    “The death of Klinghoffer” di John Adams, aprirà la stagione del maggio Musicale Fiorentino. Presidio domenica 19 aprile 2026, alle 16:00 davanti al Teatro.

    Non contestiamo il diritto di Guadagnino di allestire l’opera, ma ci chiediamo come mai si sia scelto di mettere in scena questo lavoro che, riferendosi ad un fatto certamente da condannare (l’uccisione di un passeggero ebreo americano paraplegico a bordo della nave Achille Lauro sequestrata nel 1985) presenta la resistenza palestinese sotto l’aspetto terroristico.

    Guadagnino descrive l’opera come “un’indagine sull’interiorità umana”. Leggendo il libretto possiamo constatare in effetti che il contesto storico rimane sottinteso e confuso, a partire dall’esordio: i cori degli esuli pale­sti­nesi ed ebrei.

    Pur nel rispetto delle sofferenze di ciascuno, ricordiamo che la lotta del popolo palestinese non è rivolta contro gli ebrei, ma contro l’occupazione israeliana e che i palestinesi stessi non hanno nessuna responsabilità riguardo all’esilio degli ebrei, causato invece dalle scellerate politiche europee fasciste e naziste del novecento.

    Mancando questa chiarezza storica, i drammi a cui l’opera accenna sembrano una serie di lutti senza senso, e i palestinesi un popolo non in cerca di giustizia, ma di vendetta.

    Solleviamo quindi delle perplessità nei confronti del mondo dell’arte “mainstream” e dello spettacolo che, nei pochi casi in cui pretende di toccare una questione come quella israelo-palestinese, invece che puntare il dito senza veli e reticenze contro chi è artefice, e non da ora, di un genocidio, cerca posizioni buoniste ed approssimative, come d’altro canto accaduto spesso anche con chi governa il Comune di Firenze e Regione Toscana, intenti a “costruire ponti” con chi non ha posizioni chiare su chi i ponti li bombarda, a tendere la mano a chi massacra.»

  • Xaviaer DuRousseau a Firenze? Sarebbe una provocazione

    Xaviaer DuRousseau a Firenze? Sarebbe una provocazione

    “La propaganda di guerra e la disinformazione navigano sul digitale. Importante che le provocazioni non trovino spazio nella nostra Città”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Raccogliamo la preoccupazione che sta crescendo in Città e sul digitale per l’annuncio di Xaviaer DuRousseau, che avrebbe in programma di venire a Firenze fra un paio di settimane.

    Lo ha annunciato tra i tanti suoi video e post che fanno propaganda esplicita, arrivando a negare la situazione a Gaza, sostenendo che non esisterebbe un problema di alimentazione in Palestina.

    Ci aspettiamo che le nostre istituzioni sappiano chiarire quanto il suo modo di agire sia estraneo al nostro territorio, senza delegare alla spontanea reazione della cittadinanza.

    Non è in discussione la libertà di pensiero, ma occorre riconoscere come il potere si muove, offendendo la dignità umana e la sofferenza di chi sta subendo, di fatto, un genocidio in diretta.

  • Kairós Palestina: testimonianza di un popolo che soffre

    Kairós Palestina: testimonianza di un popolo che soffre

    “Il Governo di Israele continua ad agire in una sostanziale impunità che diventa insostenibile per chi subisce sopraffazione e violenza”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Kairós Palestina è una testimonianza che nasce dalle sofferenze del popolo cristiano, a causa della sistematica violazione del diritto internazionale da parte del Governo di Israele. Una delegazione sta attraversando l’Italia, per riportare quanto sta avvenendo.

    Ringraziamo il Presidente del Consiglio, i Vicepresidenti e i gruppi consiliari presenti per aver ascoltato parole importanti oggi in sala Firenze Capitale.

    Ci fa piacere che il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Consiglio comunale sia stato ritenuto importante. Abbiamo preso tre impegni da portare in aula nelle prossime sedute almeno tre punti: chiedere che le condanne nei confronti del Governo di Israele abbiano delle conseguenze, esplicitare che è in corso un massacro che chiama in causa le categorie di genocidio e pulizia etnica (senza sostituirsi a chi nel diritto internazionale deve sancirlo, ma riconoscendo la specificità di quanto avviene), togliere ogni ambiguità alla legittimità di contestare uno Stato senza per questo coinvolgere la categoria di antisemitismo (chiarendo che il ripudio è totale, essendo il razzismo e la discriminazione nemici della convivenza, della pace e della giustizia).

    Riportiamo una parte della nota di Pax Christi che annuncia la missione della delegazione ricevuta oggi.

    «Dal 17 al 23 Febbraio gli innumerevoli incontri dei tre delegati di Kairos a Napoli, Roma, a Firenze, Bologna, Padova e Venezia, si sentiranno incoraggiati da questo Appello, esplicito fin dal titolo: “Per difendere la dignità e la presenza del popolo di Gaza”, che Kairos amplificherà col suo grido di dolore “di fronte al genocidio, alla spoliazione e alla pulizia etnica” (Kairos Palestina, 12 dicembre 2024). Davanti al papa e ancor più alla Commissione esteri della Camera, i delegati Munther Isaac, Rifat Kassis e Sahar Francis, daranno voce alla “gente di Gaza, famiglie che hanno vissuto per generazioni nella terra dei loro antenati, che non deve essere costretta all’esilio, privata di ciò che resta delle loro case, della loro eredità e del loro diritto a rimanere nella terra che costituisce l’essenza della loro identità” (I Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme, 14.02.25). Al tono severo del brano biblico scelto per esprimere il “guai a coloro che fanno leggi ingiuste che negano il diritto agli oppressi” (Isaia 10,1-2) i leaders religiosi accostano le richieste che nessuna diplomazia occidentale ha avuto il coraggio di esplicitare, pretendendo non solo “l’accesso umanitario immediato e senza restrizioni a coloro che sono in disperato bisogno”, ma anche che “non ci sia alcuna giustificazione per lo sradicamento di un popolo che ha già sofferto oltre misura, affinché la sacralità della vita umana e l’obbligo morale di proteggere gli indifesi superino le forze della distruzione e della disperazione”».

  • Il mondo non ignori le comunità yazide

    Il mondo non ignori le comunità yazide

    “Parere positivo nella Commissione 7 di ieri, dove si è recuperato un appello in cui ricorda l’offensiva del governo turco a danno delle popolazioni yazide e kurde”


    Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    L’Isis non è sparito e neanche Al Qaida: piuttosto il quadro si è fatto ancora più complesso, specialmente a danno delle popolazioni yazide e kurde, sempre più isolate dalla diplomazia internazionale, mentre per fortuna non diminuisce il movimento di solidarietà dal basso tra popoli e realtà attente alla lotta per la libertà.

    (altro…)