Tag: giustizia sociale

  • Bike-Tour della Decrescita a Firenze e in Toscana

    Bike-Tour della Decrescita a Firenze e in Toscana

    “Presentazione oggi in Palazzo Vecchio di un percorso che incontrerà tante esperienze del territorio”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ringraziamo il Movimento per la Decrescita Felice che in questi giorni attraversa Firenze e la Toscana, per incontrare tante realtà importanti, che con i nostri Enti Locali hanno rapporti, o che comunque si rivolgono alle istituzioni per un modello di sviluppo diverso da quello attuale, insostenibile sul piano sociale come su quello ambientale.

    Riportiamo qui integralmente la nota presentata oggi in Sala Macconi, ringraziando anche l’ufficio stampa del Comune, che ci garantisce ogni volta di rendere Palazzo Vecchio un luogo capace di accogliere chi si impegna per un futuro migliore.


    Bike Tour MDF 2025 – Toscana: Pedalando per il lavoro giusto e la transizione eco-sociale

    Dal 8 al 16 giugno 2025 la decima edizione del Bike Tour del Movimento per la Decrescita Felice (MDF)attraverserà la Toscana, da Campi Bisenzio a Rosignano, passando per Firenze, Prato, Mondeggi, Colle Val D’Elsa e Volterra. Un viaggio in bicicletta inclusivo con tappe e costi accessibili, tra colline e valli, per incontrare comunità resistenti e sociali alternative, esperienze di mutualismo, lotte ambientali e pratiche di trasformazione dal basso. Il Bike Tour è un momento di confronto, formazione e attivazione collettiva che unisce la mobilità dolce alla lotta per la giustizia climatica e sociale.
    Al centro: il lavoro come diritto, senso e cura

    In un momento storico di precarizzazione diffusa, sfruttamento ambientale e un’economia sempre più diseguale, il Bike Tour MDF propone di ripensare radicalmente il lavoro, riflettendo sul lavoro che manca, quello che sfrutta, quello che serve per (soprav)vivere, e su come – con la scusa di creare e mantenere lavoro – si trasformano e si sfruttano i territori e le comunità, con auto inquinanti, distruggendo paesaggi, promuovendo un turismo che gentrifica le città. Il viaggio sarà un’occasione per interrogarsi su che cos’è, oggi, un lavoro giusto: utile, dignitoso, sostenibile, liberato dalla dipendenza dal mercato, orientato al benessere collettivo.
    Incontro con Ex-GKN: Verso una Transizione Giusta con il Patto di Post-Crescita per l’Italia

    Lunedì 9 giugno a Campi Bisenzio dalle 17 alle 19 il Bike Tour farà tappa alla fabbrica recuperata ex-GKN, simbolo delle lotte per il lavoro dignitoso, la democrazia economica e la riconversione ecologica. Sarà l’occasione per presentare e iniziare a discutere della proposta di “Un Patto di Post-Crescita per l’Italia”.

    Spiega Carlotta Paglia: “Il Patto di Post-Crescita per l’Italia è un pacchetto di proposte politiche che mira ad affrontare allo stesso tempo la crisi ecologica, l’ingiustizia sociale e il vuoto democratico. Al centro vi è l’idea che il cambiamento debba partire dal riconoscimento del valore del lavoro di cura e dalla garanzia dei bisogni fondamentali per tutti.” Il patto si compone di:

    • un Reddito di Cura Universale e incondizionato per riconoscere l’importanza del lavoro di cura, di relazione, di comunità che tiene in piedi la società.
    • dei Servizi di Base Universali: acqua, cibo, sanità, energia, istruzione e trasporti garantiti come diritti e non trattati come merci, sotto controllo pubblico e comunitario.
    • una Riduzione dell’orario lavorativo per redistribuire l’occupazione e restituire tempo alle persone, contro stress, disoccupazione, consumo compulsivo e produzione di oggetti inutili e dannosi.
    • una limitazione dei redditi e patrimoni più elevati, p.es. aumentando la tassazione, serve a finanziare il patto ma anche a ridurre gli impatti ecologici sproporzionati dei ricchi – oggi il 10% più ricco del mondo produce il 50% delle emissioni di gas serra.
    • per rafforzare la partecipazione e la democrazia nelle scelte collettive, si propongono dei Forum Deliberativi locali per discutere e decidere sulla transizione eco-sociale.

    “Questo patto”, dice Karl Krähmer, co-presidente del Movimento per la Decrescita Felice, “è uno stimolo alla discussione con sindacati, partiti politici e movimenti sociali. È una proposta da elaborare e migliorare insieme per costruire una politica lungimirante e coraggiosa per ecologia e giustizia, condivisa da un’ampia alleanza di soggetti.”

    Gli altri eventi del Bike Tour

    Gli eventi sul lavoro giusto nella transizione eco-sociale non si fermano con l’incontro all’exGKN. Il 9 giugno sera a Casa Caciolle si presenteranno alla cittadinanza le proposte in materia di lavoro formulate da MDF con il Centro Nuovo Modello di Sviluppo.

    Il 10 giugno di mattino i ciclisti saranno a Prato per sostenere SUDD Cobas e le lotte dei lavoratori del tessile di quel territorio. Nel pomeriggio seguirà incontro itinerante con Salviamo Firenze X Viverci per discutere dei fenomeni di turistificazione della città. In serata, presso il centro culturale Instabile, lo spettacolo Siamo Moltitudini di Altri Mondi BikeTour.

    Prima di lasciare Firenze il mattino dell’11 giugno il gruppo incontrerà il Comitato di cittadini dell’ex Panificio Militare di via Mariti, che da anni si batte per poter partecipare attivamente alle decisioni sul futuro dell’area dove 16 mesi fa 5 lavoratori hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti nel cantiere Esselunga. Si dirigerà quindi alla volta di Mondeggi Bene Comune dove sosterrà il progetto con una giornata di lavoro nei campi che si concluderà con la proiezione del documentario Meet the Pickers sul lavoro sfruttato dei migranti nel settore agricolo europeo.

    Lungo il percorso verso il mare, Il 12 giugno, a Colle Val d’Elsa, ci sarà un incontro sul caporalato con esponenti della CGIL, al mattino del 13 giugno, a Volterra, si parlerà invece di artigianato a basso impatto ambientale ed alto contenuto sociale e la sera, a Pomarance, di energia geotermica. Il tour si concluderà a Rosignano dove Industria, Lavoro, Salute ed Ambiente si intrecciano da decenni alla ricerca di un difficile equilibrio.

    Contatti e info:

    info@decrescitafelice.it

    www.decrescitafelice.it

    Per più info sul Bike Tour e MDF: Karl Krähmer, 3895818947

    Per più info sul Patto di Post-Crescita per l’Italia: Carlotta Paglia, 3427813792

    Bike Tour 2025 – 8-15 giugno

    Incontro Ex-GKN – 9 giugno ore 17-19 a Campi Bisenzio, via Fratelli Cervi 1

  • Procura dei Minori: un allarme che conferma un problema di sistema

    Procura dei Minori: un allarme che conferma un problema di sistema

    “Se non si mette in discussione quello che non funziona, è evidente che la politica deve chiarire perché non vuole cambiare le cose”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    La Procuratrice del Tribunale dei Minori di Firenze conferma quanto da tempo si dice da più parti. «La prima accoglienza, prevista da una normativa all’avanguardia, non è adeguata». Il problema è nazionale ma «in Toscana non ci sono comunità, non ci sono strutture che possano adeguatamente effettuare una prima accoglienza. Chi è portato a delinquere, quindi, lo è portato all’ennesima potenza. Manca infatti un’assistenza psicologica, così come quella tossicologica» E ancora: «noi dobbiamo misurarci con questa problematica. I minori stranieri non accompagnati sono tantissimi, sono completamente abbandonati a se stessi e sostanzialmente riversano tutto questo carico di sofferenza, di inadeguatezza nel rispetto delle regole del vivere civile, sulle forze dell’ordine e sulla procura minorile che si trova una montagna di comunicazioni notizie di reato».

    A questo occorre aggiungere quanto riportato nel report Accoglienza al collasso uscito a marzo 2025, riferito al 2024, curato da Openpolis e Actionaid. Ricorda tra le altre cose il rischio di clientelismo e malagestione, soprattutto nel sistema degli appalti con affidamenti diretti.

    Chiediamo alla Commissione Politiche Sociali di invitare la Procuratrice in audizione. Con un’interrogazione e un impegno sistematico proveremo a fornire qualche prima risposta a una domanda: a chi conviene questo sistema di sfruttamento, che espone le persone alle politiche securitarie, mentre raramente discute di chi gestisce i sistemi di illegalità.

  • Viale Corsica 81: case e nessuno spazio pubblico

    Viale Corsica 81: case e nessuno spazio pubblico

    “Dopo lo sgombero erano state fatte promesse dell’allora Sindaco e dalla sua Giunta: tutte smentite dai fatti”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Thomas Maerten – Sinistra Progetto Comune Quartiere 5


    Al Partito Democratico piace inseguire le destre sulla legalità. Lo abbiamo visto durante gli sgomberi avvenuti in viale Corsica 81. Per ammantarsi di un’apparenza di sinistra, l’allora Sindaco Nardella e la sua Giunta, scelsero di pronunciare promesse sul futuro dell’immobile. Sarebbe stato a disposizione della Città, in particolare per rispondere a condizioni di disagio giovanile, o comunque offrire servizi.

    La curatrice fallimentare, la più determinata a pretendere le azioni repressive, aveva negato questa possibilità.

    Chi aveva ragione? Il privato, a quanto pare. 

    Perché prima si è proceduto ad abbattere l’edificio, su richiesta della società Perseo. Demolire costava meno che pagare la vigilanza privata per impedire nuovi episodi di autogestione. Meglio il vuoto e il nulla, rispetto a pratiche fuori dalle dinamiche di mercato.

    Poi si è proceduto ad abbattere anche gli alberi. Ma alla nostra interrogazione su questo non è mai stato risposto.

    Ora si aggiunge un altro tassello. La Perseo ha chiarito le sue intenzioni negli ultimi mesi, chiedendo il permesso per realizzare un fabbricato di 5 piani fuori terra e di uno seminterrato, per un totale di circa una decina di appartamenti e cantine.

    Tutto legittimo, se non fosse che la politica ha detto cose che alla prova dei fatti risultano false e non ha chiesto nemmeno scusa. Ricordiamo che viale Corsica è stato militarizzato per giorni e giorni, causando forti disagi alla residenza.

    Dagli uffici di Palazzo Vecchio ci era già stato spiegato che il Comune aveva riscosso delle polizze, quindi non poteva avanzare pretese su viale Corsica 81. Allora perché non dirlo subito?

    Depositeremo una nuova interrogazione, per capire se qualche tentativo in questi mesi sia stato fatto, per recuperare spazi in funzione dei servizi e per capire come mai sono stati tagliati anche tutti gli alberi.

  • Ex Fulgor: troppa retorica fa male alla Città

    Ex Fulgor: troppa retorica fa male alla Città

    “L’ondata emotiva per un singolo episodio non dirime i problemi che da anni vengono sottovalutati”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Non è chiaro perché il pubblico non possa imporsi per espropriare l’immobile dell’ex Fulgor. 

    Abbiamo fatto questa proposta in campagna elettorale e depositato un’interrogazione dopo aver effettuato un accesso agli atti, da cui si chiarisce che la licenza di cinema è decaduta, nel fallimento della proprietà subentrata nella gestione delle sale, ma che mai ha aperto le porte dell’attività.

    Sappiamo bene come soggetti economici privati abbiano perplessità sul fatto che la soluzione possa arrivare dal pubblico. Perché da un paio di decenni c’è un’unica ideologia, che riduce le istituzioni alle divise e qualche procedura burocratica.

    Per anni abbiamo chiesto conto di questo spazio. Ci sono sempre state date risposte legate alle norme. Mai una sola volta le varie Giunte si sono affacciate a capire la possibilità di diventare direttamente proprietà dell’edificio.

    Proporremo una mozione e chiederemo un incontro a chi sta gestendo la procedura fallimentare.

    Apprezziamo la solidarietà della Sindaca alla famiglia della vittima e ovviamente esprimiamo tutta l’umana vicinanza possibile. Però che la risposta sia solo la convocazione di un tavolo di ordine pubblico e sicurezza è davvero triste. Una subalternità a una visione che dovrebbe appartenere le destre.

    Perché il problema del Fulgor esisteva anche prima e non si governa in modo subalterno rispetto a quanto più colpisce emotivamente.

  • Accademia del Cimento: incendi e ancora incertezze

    Accademia del Cimento: incendi e ancora incertezze

    “Ci continuano ad arrivare domande e segnalazioni da una zona che pare non essere di interesse della Giunta”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Thomas Maerten – Sinistra Progetto Comune Quartiere 5

    In via Accademia del Cimento ci sono tanti nuclei familiari sottoposti a continue incertezze. Stiamo parlando degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in cui si è proceduto a forzare degli spostamenti per permettere dei lavori comunicati con pochissimo preavviso.

    Grazie alla mobilitazione di nuclei assegnatari è stato possibile ottenere una serie di condizioni che non è ancora chiaro se siano valide anche per chi ancora deve lasciare le proprie abitazioni  (come la copertura dei costi del trasloco e delle volture).

    Negli ultimi mesi tante persone hanno sperimentato cosa voglia vivere in mezzo a un cantiere. Questa settimana ci sono arrivate alcune segnalazioni in merito a dei fuochi che sarebbero stati accesi per bruciare degli scarti, oltre a richieste di verifica del rispetto di tutte le norme.

    Si va a concludere una stagione pesante per la residenza di lì. Tante situazioni esasperate si sono susseguite, a partire dal protrarsi di una condizione di abbandono di auto non rimosse (di cui una sarebbe stata anche incendiata).

    Non ci si può occupare delle case popolari solo in campagna elettorale, o quando c’è chi si occupa di risolvere i problemi anche in assenza di politiche adeguate.

  • RSA, liste di attesa e il ruolo del Comune di Firenze

    RSA, liste di attesa e il ruolo del Comune di Firenze

    “Ci sono mobilitazioni nazionali in corso e le competenze della Regione, ma anche gli enti di maggiore prossimità hanno un ruolo”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Le Società della Salute «organizzano e gestiscono le attività sociosanitarie della non autosufficienza e disabilità e le attività di assistenza sociale individuate dal piano sanitario e sociale integrato regionale». Chi le presiede? Quella di Firenze è stata presieduta da Sara Funaro, ora Sindaca, all’epoca assessora al welfare. Ora il Presidente è Nicola Paulesu?

    In campagna elettorale abbiamo preso un impegno: svelare il ruolo degli enti locali nell’ambito degli aspetti sanitari e socio-sanitari, per evitare il luogo comune che immagina di poter scaricare tutto su Regione e Governo nazionale.

    Durante la pandemia era evidente il ruolo dei Comuni. Troppo facile e veloce è stata la rimozione di questo aspetto.

    Le liste di attesa sono un problema quotidiano per tanti nuclei familiari, che si accompagnano con la precarietà insita nei sistemi di appalto. Una comune agonia per utenza e personale, quando invece gli ambiti di cura dovrebbero evitare difficoltà in contesti difficili.

    Depositeremo oggi un’interrogazione per sapere se esista una valutazione dei bisogni stimati per i prossimi 5-10 anni, viste le previsioni demografiche di una città sempre più “anziana”. Vorremmo anche capire se esistano dati complessivi in relazione a quanto riusciamo a coprire nella compartecipazione delle spese per la quota sociale e se c’è chi ne avrebbe diritto ma resta fuori per mancanza di risorse. Semplificando: il Comune di Firenze sa di quanti soldi avremmo bisogno e intende confrontarsi con la Regione Toscana per capire come costruire insieme le risposte? Perché spetta a noi. Politicamente, ma anche sulla base del ruolo della Società della Salute.