La vergogna europea nel Mediterraneo prosegue

In arresto, sotto tortura, massacrate e uccise quando provano a scappare: ecco cosa significano per migliaia di persone gli accordi che vengono fatti dai Governi italiani con alcuni paesi, per cercare di far morire le persone lontano da un Mediterrano che si immagina debba essere esclusivamente a uso delle vacanze estive e di un sistema produttivo insostenibile.

Con tanto di traffico di esseri umani, come ricorda Giulia Tranchina, su Avvenire di oggi.

Intanto Open Arms Italia torna in mare, con la missione numero 76 e anche grazie all’aiuto garantito da Emergency.

Dicono che è buonismo.

È solo prendersi cura delle vite umane, mentre chi dovrebbe farlo con la politica si limita (quando va bene) a parlare a vuoto di lavoro, salari, sviluppo e futuro, senza fare nulla.

2020, dopo la cosiddetta ‘fase 1’ aumentano le morti sul lavoro

La foto è presa da pxhere.com

“Corri cavallo, corri ti prego”… lavora, non ti fermare.

L’economia è a rischio. Per mesi siamo dovuti stare fermi…

Non possiamo permettercelo. La vita delle classi lavoratrici non conta, rispetto al profitto di poche persone che hanno i mezzi di produzione.

Dall’inizio dell’anno le morti registrate sui luoghi di lavoro sono 570 (+ 18,26% rispetto al 2019). Un numero che non tiene conto di quelle persone che non hanno un contratto, o la cui morte non è stata considerata in questa categoria.

Dal 4 maggio maggio, con la cosiddetta “riapertura del Paese”, fino a Ferragosto sono state 142 le persone morte mentre lavoravano.

La ripresa non ha modo di attendere il rispetto delle norme, lo Stato non può garantire i controlli. Le priorità sono altre. Leggi tutto “2020, dopo la cosiddetta ‘fase 1’ aumentano le morti sul lavoro”

Incendio della Silo SPA a San Bartolo a Cintoia: prosegue la preoccupazione

Immagine da un video pubblicato su vigilfuoco.tv

L’interrogazione depositata cliccando qui.


Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Consigliere e consigliera comunale di Sinistra Progetto Comune
Filippo Zolesi – Consigliere al Quartiere 4 SPC
Vincenzo Pizzolo – Consigliere al Quartiere 5 SPC
Donella Verdi – Sinistra Italiana


Sono passati ormai diversi giorni dall’incendio dell’11 agosto che ha interessato lo stabilimento della Silo SpA, che produce oli e acidi grassi. Le fiamme avrebbero interessato depositi di materiali lavorati e finiti. I pesci di Greve e Arno continuano a morire e ci sono giunte anche segnalazioni fotografiche di alcuni uccelli deceduti. ARPAT prosegue negli accertamenti e ieri la Giunta ha emanato una seconda ordinanza, che integra quella del 13, perché si protrae, evidentemente, una situazione di forte preoccupazione.
Occorrono la massima chiarezza e puntualità, nei confronti della cittadinanza, del Consiglio comunale e di quelli dei quartieri 4 e 5. Anche perché sembrerebbe chiaro che la pulizia dei fiumi e degli argini non sarà per il momento completa: solo parte del materiale sarà rimosso mentre il restante verrebbe solo coperto, in attesa di una futura rimozione.

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Digiuno di giustizia: 102imo giovedì

Da 102 settimane in presidio, dalle 13.00 alle 15.00, davanti alla Prefettura, per chiedere la cancellazione dei decreti sicurezza e di tutte le politiche di odio, razziste, persecutorie dei poveri.

Per attestare l’esistenza di una parte attiva della cittadinanza che non si è rassegnata e vuole restare umana.

Il 102imo giovedì di lotte ha confermato la forza di determinazione di un movimento ampio, che resiste alle intemperie e al caldo, partito da un appello lanciato da Alex Zanotelli e che ha raccolto a Firenze la risposta di Umani per R-Esistere e della Comunità delle Piagge, a cui in tante e tanti si sono aggregati. Leggi tutto “Digiuno di giustizia: 102imo giovedì”

Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende

Chinese New Year 2016 DC, S Pakhrin from DC, USA – Da wikimedia.org

Articolo uscito su Il Becco, l’origina cliccando qui.


Black Mirror è il titolo di una fortunata serie televisiva, in cui si raccontano i potenziali effetti distorsivi della tecnologia nella vita quotidiana. Si parla di distopia quando viene descritto un futuro particolarmente negativo. In questo caso le trame dei diversi episodi sono più vicini alla realtà che a scenari fantascientifici.

Red Mirror di Simone Pieranni (Laterza, 2020) lo attesta, scegliendo di giocare sul titolo, accompagnato da una precisazione esplicativa: “il nostro futuro si scrive in Cina”. Perché dall’oriente arrivano i modelli di controllo sociale e di videosorveglianza a cui tanti politici si richiamano, a partire dal progressista e democratico Sindaco di Firenze, che punta ad avere una tra le città con più telecamere al mondo.

La pratica dei messaggi vocali arriva da Pechino e WeChat rappresenta un modello di riferimento nello sviluppo di Facebook: sono solo due esempi di immediata comprensione, contenuti in questa recente pubblicazione del giornalista de il manifesto. Non si tratta di un testo con cui provare a capire una società comunque diversa da quelle europea e statunitense. Il libro è fondamentale per rendersi conto del presente in cui siamo immersi, in una fase di globalizzazione matura e priva di movimento altermondialisti capaci di occupare l’immaginario di un’alternativa possibile. Leggi tutto “Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende”

Da 100 settimane per chiedere la cancellazione dei decreti sicurezza

“Tutti i giovedì, dalle 13.00 alle 15.00, su iniziativa lanciata da Umani per R-Esistere e dalla Comunità delle Piagge, che raccoglie un appello di Alex Zanotelli, di fronte alla Prefettura di via Cavour, si riunisce un gruppo di cittadine e cittadini, per chiedere la cancellazione dei decreti sicurezza.

Sono cambiati la maggioranza e il governo, a livello nazionale, ma rimangono intatte le ragioni di chi prosegue la mobilitazione.

Siamo arrivati al centesimo presidio. 100 giovedì in strada, esposti al maltempo e al caldo.

Chi partecipa al presidio – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – prende la parola, si presenta e spiega le ragioni per cui è lì.

Microfono aperto e grande apertura. Per la difesa della dignità umana. Per la difesa dei diritti delle persone, di chi è accusato solo di esistere. Leggi tutto “Da 100 settimane per chiedere la cancellazione dei decreti sicurezza”