Tag: Sollicciano

  • Sollicciano: dal Ministero ulteriori conferme sui problemi strutturali

    Sollicciano: dal Ministero ulteriori conferme sui problemi strutturali

    “Contratto del 2019 ancora non ultimato. Docce nelle celle ancora un progetto. Sistemi di sicurezza? Quelli avanzano”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Dopo la conferenza stampa di ieri del Gruppo Foucault, un altro tassello conferma l’urgenza di cambiare l’approccio della politica al sistema carcere, almeno sul territorio.

    Il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha risposto a un’istanza di accesso civico generalizzato del 12 marzo 2026 sugli interventi edilizi alla Casa Circondariale di Firenze dal 2020 a oggi. La risposta, firmata dall’Ufficio VI Trasparenza il 10 aprile 2026, è indicativa.

    Prima cosa: i documenti non sono trasmessi. La risposta parla della “genericità dell’istanza” e dell”ingente numero di documenti”, dando la possibilità di consultarli fisicamente, magari a Roma. Ringraziamo comunque l’Ufficio Trasparenza, perché ha voluto dare riscontro nei tempi previsti per legge . Senza ironia, sappiamo che non è fatto scontato, per quanto sia dovuto per legge.

    Seconda cosa: il contratto del 2019 non è mai stato ultimato. Il principale appalto per la manutenzione straordinaria di Sollicciano — facciate, impianti termici, dorsali idro-sanitarie, adeguamento al DPR 230/2000 — è stato affidato il 12 dicembre 2019 e nel 2026 è ancora in fase di “risoluzione contrattuale”. Sei anni e mezzo. Sei anni e mezzo durante i quali centinaia di persone hanno vissuto, dormito, lavorato, si sono ammalate in quegli spazi. E si ricordi: il DPR 230/2000 — il regolamento penitenziario che fissa gli standard minimi di vita in carcere — è una legge di venticinque anni fa. Non si richiede nessun lusso: si chiede di rispettare ciò che la Repubblica si è data come soglia minima di civiltà un quarto di secolo fa. Politicamente chi si vuole assumere la responsabilità?

    Terza cosa: le docce nelle celle non ci sono ancora, e non è chiaro quando ci saranno. Il progetto esecutivo per i lavori nei reparti maschili (giudiziario e penale) — che include l’installazione della doccia in ogni camera — è ancora in fase di aggiudicazione: le offerte sono scadute il 9 dicembre 2025 e la commissione giudicatrice sta ancora deliberando. Ma c’è di peggio: questo progetto potrà partire solo “a completamento dei lavori di cui al punto 1”, cioè dopo aver risolto il contratto del 2019. La catena delle dipendenze burocratiche si allunga all’infinito, senza nessun cronoprogramma vincolante, senza nessuna data certa.

    Quarta cosa: i sistemi di sicurezza avanzano. L’adeguamento e l’ampliamento dei sistemi di sicurezza è già in fase di collaudo. Questa gerarchia di priorità non è un caso: è la filosofia di un sistema che tratta il carcere come dispositivo di contenimento, disciplinamento, non come luogo soggetto al rispetto di obblighi costituzionali. Per questo ribadiamo che si tratta di una discarica sociale.

    Tutto questo arriva mentre il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha già sollevato questione di legittimità costituzionale (ordinanza 636/2026), definendo le condizioni di Sollicciano strutturalmente disumane e certificando l’”obiettivo inadempimento” del Ministero. Mentre l’AUSL Toscana Centro ha documentato infiltrazioni, infestazioni di cimici, topi, assenza di acqua calda, intonaci cadenti. Mentre Sollicciano è al 161% di sovraffollamento con 141 posti inagibili.

    Ringraziamo ancora una volta la risposta di Roma e rinnoviamo il nostro impegno con il Gruppo Foucault: porteremo queste informazioni all’assemblea al Circolo ARCI di San Niccolò del prossimo venerdì, alle 18:00.

  • Sollicciano al 153% di sovraffollamento: un carcere trattato come un “pieno a perdere”

    Sollicciano al 153% di sovraffollamento: un carcere trattato come un “pieno a perdere”

    “Il Gruppo Foucault presenta i risultati della visita del 9 aprile. Proposte concrete e un’assemblea venerdì”


    Giovedì 9 aprile una delegazione del Gruppo Foucault – collettivo nato all’interno delle aree tematiche di Sinistra Progetto Comune, in collaborazione con l’associazione Progetto Firenze – ha visitato per oltre quattro ore la Casa Circondariale di Sollicciano. La relazione integrale viene presentata oggi in conferenza stampa.

    I numeri parlano da soli. Al giorno della visita i detenuti erano 562 (75 donne e 487 uomini) a fronte di una capienza regolamentare di 506 posti, di cui 136 non disponibili. Il tasso di affollamento reale si attesta al 153%. Una quota significativa proviene dalla cosiddetta “marginalità urbana”: persone coinvolte in reati di lieve entità, spesso connessi ad abuso di alcol e sostanze, i cui ingressi registrano picchi nei fine settimana. Il carcere continua a funzionare come discarica sociale.

    Le condizioni dell’istituto sono al punto di rottura. Estese macchie di muffa nera invadono numerose celle sia nel penale sia nel giudiziario, causando problemi respiratori. Le infiltrazioni d’acqua sono pervasive, il riscaldamento carente, i servizi igienici non funzionanti. La delegazione ha osservato direttamente i segni delle punture di cimici su diversi detenuti. A queste si aggiungono segnalazioni ricorrenti di ratti e piccioni all’interno dei reparti.

    La vera emergenza è la rassegnazione istituzionale. L’aspetto più allarmante non riguarda le singole criticità, ma la percezione – dopo aver Parlato con personale e popolazione detenuta – che Sollicciano sia ormai un “pieno a perdere” su cui non vale la pena investire. Questa dinamica di abbandono si autoalimenta e produce una progressiva separazione del carcere dalla società esterna.

    Servono proposte concrete, non nuovi dibattiti sulla demolizione. Ci confronteremo con chi quotidianamente opera dentro la Casa Circondariale per capire quali azioni immediate possiamo favorire, senza volerci sostituire ad associazioni, volontariato e articolazioni sociosanitarie. Nel frattempo il Gruppo Foucault avanza tre proposte operative: geotermia a bassa entalpia per la climatizzazione; impianti fotovoltaici sulle ampie superfici inutilizzate; un “Banco dei materiali” per il recupero e riuso di materiali edili destinati alle riparazioni in autorecupero. Tre interventi che, oltre a migliorare le condizioni di vita, genererebbero risparmi energetici sufficienti ad accantonare fondi per il risanamento delle coperture.

    La salute è il nodo irrisolto. Con 36 pazienti in degenza e un disagio psichico diffuso ben oltre i casi diagnosticati, le tutele sanitarie – in particolare quelle relative alla salute mentale – possono essere efficacemente garantite solo fuori dal carcere, come affermato dalla Corte costituzionale. Il personale educativo, sanitario e di polizia penitenziaria è gravemente sottodimensionato.

    Il Gruppo Foucault proseguirà il suo impegno, a partire dall’assemblea convocata per venerdì 17 aprile 2026, alle 18:00, presso la Casa del Popolo ARCI di San Niccolò.

    I PICCOLI PASSI DI SOLLICCIANO
    Relazione della visita del 9 aprile al carcere di Sollicciano

  • Sopralluogo a Sollicciano: per ribadire la necessità di un rapporto tra carcere e Città

    Sopralluogo a Sollicciano: per ribadire la necessità di un rapporto tra carcere e Città

    “Conferenza stampa di restituzione lunedì. Iniziativa promossa da Sinistra Progetto Comune e Gruppo Foucault”


    Sinistra Progetto Comune

    Giovedì 9 aprile. È in corso un sopralluogo nel carcere di Sollicciano per verificare i principali problemi dell’istituto e confrontarsi con chi a Sollicciano vive e lavora. La visita è stata organizzata dal gruppo di Sinistra Progetto Comune e dal Gruppo Foucault, un collettivo aperto sui temi del carcere.

    Fanno parte della delegazione: Grazia Galli (Associazione Progetto Firenze); Roberta Destrero; Emanuele Baciocchi (Associazione Progetto Firenze); Massimo Lensi (Associazione Progetto Firenze); Dmitrij Palagi, consigliere comunale (SPC). Tutte persone che fanno parte, insieme ad altre, del Gruppo Foucault.

    Lunedì 13 aprile, alle 12.30, è prevista una conferenza stampa della delegazione presso la Sala Macconi in Palazzo Vecchio.

    L’iniziativa è un modo per ribadire l’importanza di rilanciare la necessità di un rapporto tra carcere e città, nell’ottima dell’impegno ribadito in questi due anni, fuori e dentro Palazzo Vecchio.

  • Sollicciano: i verbali dell’AUSL Toscana Centro confermano l’urgenza di agire

    Sollicciano: i verbali dell’AUSL Toscana Centro confermano l’urgenza di agire

    “Sollicciano deve essere dichiarato inagibile, almeno in alcune sue parti, con un intervento diretto della Sindaca. Non rimandabile un intervento sulle cucine”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Massimo Lensi – Associazione Progetto Firenze

    Il gruppo consiliare di Sinistra Progetto Comune ha richiesto al Garante delle persone private della libertà del Comune di Firenze tutta la documentazione ricevuta da Palazzo Vecchio dalle diverse articolazioni dello Stato, in relazione alle strutture detentive del territorio. Lo ringraziamo per aver dato puntuale riscontro e pensiamo sia necessario condividere i contenuti di quanto scritto dall’AUSL Toscana Centro in relazione a Sollicciano, come da scheda allegata a questa nota.

    Il quadro che emerge non è nuovo. Le basse temperature hanno diminuito il problema delle cimici che però non è scomparso ed è destinato a esplodere nuovamente. Come attestato da Damiano Aliprandi sul Dubbio di ieri, la disinfestazione conclusa a febbraio 2026 rischia di essere vanificata dalla profondità delle crepe presenti.

    Infiltrazioni, muffe, problemi idraulici: il quadro che emerge espone chiarimenti a rischio di malattie respiratorie, definendo condizioni igienico-sanitarie che dovrebbero permettere alla Sindaca di intervenire e dichiarare inagibili almeno alcune sezioni, o parti, della Casa Circondariale. Non serve fantasticare di edilizia carceraria, come se uno schiocco di dita potesse cambiare radicalmente il contesto. Occorre capire quante persone possono accedere a misure alternative e iniziare a diminuire la popolazione detenuta, vista anche la forte pressione che sta vivendo.

    A essere urgente è un’azione diretta sulle cucine, in particolare presso la sezione maschile. Dalle relazioni dell’AUSL la presenza di infestanti si può desumere con una certa facilità. Si aggiunge il fatto che la “nuova” cucina inutilizzata costituisce, oltre che un potenziale spreco, uno spazio di rischio.

    Il rapporto tra carcere e città deve permettere a chi ogni giorno vive Sollicciano di trovare aiuto nel resto della società. Permettere condizioni simili è una ferita aperta di tutto il sistema politico e istituzionale.

    Scheda informativa con estratti ricavati a seguito di una richiesta di accesso agli atti.

    Dal verbale del 3 dicembre 2025, dopo intervento di vigilanza nella sezione maschile delle Casa Circondariale di Sollicciano.

    • «Il sopralluogo ha confermato la presenza di importanti carenze igienico-sanitarie e manutentive, dovute in gran parte alle già note problematiche strutturali dell’edificio».
    • «Sono state rilevate evidenti tracce di umidità da infiltrazioni in molte zone a comune e all’interno delle sezioni con formazione di raccolte di acqua a terra, tracce di umidità e distacchi di intonaco e tinteggiatura su pareti e soffitti».
    • Si confermano problemi di celle inagibili, danneggiamenti, infiltrazioni, sfogliature dell’intonaco e docce non funzionanti nel reparto penale.
    • Nonostante le temperature più fredde abbiano reso meno frequenti le morsicature da cimice dei letti, rimangono tracce di questi insetti schiacciati anche presso il giudiziario.
    • Tracce di infiltrazioni umide si trovano anche nel reparto degenza.
    • Il trasporto del vitto presso il Reparto Giudiziario avviene a mano, dato l’ascensore non funzionante.
    • Sezioni e celle inagibili presso il Giudiziario, con diffusa presenza di umidità da infiltrazioni e imbiancature sfogliate, a cui si aggiungono alcuni casi di deviazione dello scarico del lavandino nel wc.
    • Abbondanti tracce di umidità anche presso i locali destinati a scuola e laboratori.
    • In cucina due delle tre cappe aspiranti non erano funzionanti e tutte erano sprovviste di filtri. Mancano coperchi adeguati per i contenitori dei rifiuti e non c’è nessun monitoraggio interno per quanto riguarda gli infestanti, gestito da ditte in appalto. «Risulta opportuno, comunque, prevedere un piano di monitoraggio interno, documentato, oltre a interventi per la gestione degli infestanti periodici e proporzionati alla valutazione del rischio presente per la struttura considerata».
    • Problemi anche per il trasporto dei pasti che «avviene tramite carrelli e contenitori in acciaio non a temperatura controllata».
    • Per il magazzino della cucina l’AUSL resta in attesa della scadenza dei termini previsti da prescrizioni impartite in precedenza.

    Dal verbale dell’11 dicembre 2025, dopo intervento di vigilanza nella sezione femminile delle Casa Circondariale di Sollicciano.

    • «Rispetto alla precedente ispezione, permangono insufficienze igieniche e manutentive dovute alle problematiche strutturali dell’edificio già segnalate in passato, soprattutto in riferimento alle infiltrazioni di umidità».
    • «Si evidenzia, in molte zone a comune, nei corridoi e all’interno delle sezioni, la presenza di tracce di infiltrazioni di acqua su soffitto e pareti, con conseguenza in alcuni casi di distacco di intonaco e formazione di muffa e condensa. Altra problematica riscontrata era rappresentata da rotture del vetro cemento nella parte alta delle pareti dei corridoi con rischio di caduta di frammenti».
    • Sono state trovate aree interdette in attesa di esecuzione dei lavori di ripristino/manutenzione, tra cui il Nido, la Sezione Penale al secondo piano, la Chiesa, il Cinema, il Laboratorio di Sartoria e il Passeggio della Sezione Giudiziaria al primo piano. Gli ambulatori adiacenti alla cucina non risultavano utilizzati.
    • Presso gli spazi utilizzati per l’Articolazione Tutela Salute Mentale fino a luglio 2025 c’era il rischio di infestazioni di volatili.
    • La cucina si trova in condizioni migliori di quella della sezione maschile, ma ci sono comunque criticità. «Persistenti ed evidenti zone di sfaldatura ai soffitti del locale cucine. Una delle zone maggiormente interessata da questa sfaldatura è sotto la zona lavaggio dove veniva fatta la mondatura delle verdure». Si aggiungono «alcune rotture delle reti antinsetto» e la necessità anche qui di monitoraggio interno per l’eventuale presenza di infestanti, di cui non si rileva la presenza.

    Dal verbale del 21 luglio 2025, dopo intervento di vigilanza nella sezione maschile delle Casa Circondariale di Sollicciano, con riferimento alla cucina.

    • «Durante il sopralluogo sono state verificate le condizioni igienico-strutturali dei locali considerati che risultano al limite della sufficienza».
    • «Al momento del sopralluogo […] vengono rilevate n. 3 trappole multicattura con all’interno esemplari adulti di blatte […]. Si continua a rilevare la presenza di una seconda cucina per la preparazione dei pasti per i detenuti ad oggi non utilizzata ed in stato di abbandono che, data la prossimità con la cucina principale, potrebbe costituire potenziale luogo di proliferazione di infestanti (in tale zona non è sta rilevato nessun tipo di monitoraggio».
  • Sollicciano al 161%: si discute del carcere nuovo, ma 141 posti restano inagibili

    Sollicciano al 161%: si discute del carcere nuovo, ma 141 posti restano inagibili

    “Il sovraffollamento in alcune sezioni potrebbe essere addirittura sopra il 200%”


    Massimo Lensi – Associazione Progetto Firenze
    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    I dati emersi dopo il sopralluogo della Commissione 4 a Sollicciano evidenziano che siamo di fronte a un tasso di sovraffollamento tra i peggiori di sempre. Con 141 posti detentivi non disponibili, si arriva al 161%: 583 persone detenute a fronte di 361 posti effettivamente disponibili. Un dato medio che, inevitabilmente, potrebbe portare ad avere alcune sezioni con un sovraffollamento superiore al 200%.

    Ed è qui che si inserisce l’azione della Sorveglianza di Firenze, che ha accolto il ricorso di un detenuto, sollevando davanti alla Consulta la questione di costituzionalità relativa all’art. 147 del codice penale (rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena) e all’art. 47-ter O.P. (detenzione domiciliare).

    Siamo di fronte a una situazione che non deve essere minimamente sottovalutata e il Comune ha ampi margini per poter agire.

    Va chiesto in modo chiaro quali sono le esigenze per far tornare disponibili i 141 posti detentivi, superando quel muro di gomma tra diverse articolazioni dello Stato che rende quasi impossibile anche solo cambiare una lampadina.

    Lo ribadiamo: il Comune, in accordo con l’AUSL, agisca per accertare l’inagibilità di parti della Casa Circondariale. Che fine farà la popolazione da “evacuare”? Questa è una bella sfida da porre al Ministero e al Governo, partendo da tutti i percorsi alternativi alla detenzione su cui pure gli Enti locali, a partire dalla Regione Toscana, sono coinvolti.

  • Sollicciano: dichiarare inagibile la sezione 7

    Sollicciano: dichiarare inagibile la sezione 7

    “Il sopralluogo, oggi, della Commissione 4 conferma la necessità di individuare misure alternative alla detenzione”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ringraziamo il Presidente della Commissione 4, la Direttrice della Casa Circondariale di Sollicciano e il Vicecomandante della Polizia Penitenziaria, insieme a tutto il personale dell’istituto penitenziario, per il sopralluogo effettuato questa mattina.

    Un’ora, o poco più, è davvero un tempo insufficiente per rendersi conto della situazione effettiva, ma comprendiamo i vincoli istituzionali e ci impegniamo, come gruppo, a organizzare un sopralluogo insieme al Gruppo Foucault, nato pochissime settimane fa proprio per mettere al centro il rapporto tra Carcere e Città.

    Abbiamo contribuito a chiedere di visitare le sezioni 7 e 8 del giudiziario. L’ultima è inagibile, ma anche metà delle celle dell’altra sono chiuse, per problemi idraulici e perdite, che di fatto sussistono su tutto il piano. Ribadiamo alla Sindaca la nostra richiesta: si trovino aree da liberare per ragioni sanitarie, in accordo con l’AUSL Toscana Centro e le autorità preposte. La Sindaca ha tra i suoi doveri la tutela della salute e dell’incolumità di chi si trova sul suo territorio. La popolazione detenuta a Firenze e il personale che ci lavora rientrano nell’ambito di sua competenza.

    Rispetto alle due cucine, abbiamo appreso che quella nuova non è utilizzabile per via di un problema di pendenze, mentre in quella dove si cucina un paio di forni non funzionerebbero. Come ci aveva anticipato il Garante delle persone private della libertà a Firenze, sono presenti le trappole dei topi anche in luoghi che in un qualsiasi ristorante farebbero scattare provvedimenti.

    Da parte nostra non vogliamo alimentare una narrazione sensazionalistica del carcere. Lo sappiamo: non basta un’ora di visita per pretendere di conoscere quello che ogni giorno succede. Ma dopo anni di esperienza crediamo di dover evidenziare la necessità di creare un’urgenza sulle misure alternative alla detenzione.

    La questione non si risolverà mai con l’edilizia carceraria. Va allentata la pressione su Sollicciano. Dichiarando inagibili le sezioni messe peggio e diminuendo la popolazione detenuta, possibilmente senza che questo si traduca in minori stanziamenti, visto che già quelli previsti sono insufficienti.

    Confermata anche l’assurdità di prevedere uno spazio come quello dell’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale. Che senso ha detenere le persone con certi tipi di problemi psichiatrici in quelle condizioni?

    Di carcere dobbiamo parlare ogni giorno, anche fuori dai singoli casi di cronaca. Anche la sezione migliore tra quelle visitate ha il riscaldamento che non funziona da giorni e registra infiltrazioni. Sono cose che si ripetono da anni e anni. Sappiamo bene che la Direzione dell’istituto è impegnata a risolverli, ma la politica deve fornire strumenti e possibilità, a partire da strutture alternative.