Toscane Energia: sosteniamo lo sciopero, sbagliata la privatizzazione

“Sosteniamo lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di Toscana Energia indetto dalle organizzazioni sindacali il prossimo 4 novembre. Da sempre – sottolineano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune con Ciccio Auletta di Diritti in comune Pisa. Una città in comune PRC e Pisa possibile – siamo stati contrari a questa ennesima privatizzazione di un servizio strategico, portata avanti dal Partito Democratico, che aveva come unico obiettivo quello di massimizzare i profitti a favore del nuovo socio privato di maggioranza, Italgas.

E puntualmente come nel caso di altre operazioni simili, i nodi sono venuti al pettine con la decisione della società di procedere al distacco di parte del personale dalla Toscana in altre sedi fuori Regione e con l’esternalizzazione di alcune attività, con conseguenze sia sul fronte occupazionale sia sulla qualità dei servizi forniti all’utenza.

Il rischio concreto è lo svuotamento di attività di una azienda strategica per il territorio e i Comuni toscani da parte di Italgas in nome dei propri interessi privati con ciò che questo potrebbe produrre con un peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro e salariali dei dipendenti nonché di aumento delle tariffe per i cittadini e le cittadine.

Riteniamo grave – aggiungono Palagi, Bundu e Auletta – il totale silenzio del Comune di Firenze e di Pisa, e dei rispettivi sindaci, a fronte di quello che sta accadendo, nonostante le richieste di incontro e i solleciti da parte dei sindacati e dei lavoratori a prendere parola.

Centro-destra e centro-sinistra si ritrovano insieme su politiche liberiste che, come già visto per la gestione di altri servizi, hanno provocato solo disastri?

Per queste ragioni abbiamo presentato in questi giorni nei consigli comunali di Pisa e Firenze degli atti affinché i nostri Comuni, insieme a tutti gli altri soci pubblici, prendano una posizione chiara contro questa operazione e intraprendano tutte le iniziative necessarie per contrastarlo, aprendo un confronto da subito – concludono i consiglieri – con le organizzazioni sindacali”.