Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Carcere e città

Il carcere non è fuori dalla città. È il modo in cui la città decide chi conta e chi no.

Sollicciano, IPM Meucci, Gozzini, salute mentale, giustizia riparativa, misure alternative.

Lotta 5 · palagixfirenze.it · Aggiornata all’11 ottobre 2026. Il lavoro fuori dal Consiglio, con il Gruppo Foucault, ha una scheda dedicata e ora un sito suo, gruppofoucault.it.

A che punto siamo

Sollicciano ha sette sezioni sotto sequestro dal 16 giugno 2026. Il Gip le ha sigillate per violazione delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sulle stesse carenze che l’AUSL aveva messo a verbale e che il Comune aveva in mano da dicembre 2025; il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro. Oltre cento persone sono state trasferite in altri istituti, lontano da famiglie e percorsi: al 3 luglio l’istituto contava 515 presenti su 341 posti, 119 trasferite. In aula, il 22 giugno, l’assessore ha ammesso che il Comune «si è attivato la settimana scorsa», cioè dopo i sigilli, senza un elenco delle persone spostate né un numero sui posti per le misure alternative.

Il 22 settembre la Corte costituzionale ha discusso la questione sollevata dal Tribunale di sorveglianza di Firenze sull’articolo 147 del codice penale, cioè sulla possibilità di rinviare la pena quando è scontata in condizioni inumane: l’Avvocatura dello Stato ha sostenuto che «il quadro è mutato», Antigone che «nulla è stato fatto». La decisione è attesa. Intanto il 27 luglio il Consiglio ha approvato la nostra mozione sul Meucci (tavolo permanente e protocollo con la Giustizia minorile), il 2 settembre abbiamo documentato che i posti comunali per le misure alternative sono diciotto in tutta la città, e il 9 settembre il Garante comunale, audito in Commissione 4, ha confermato i ritardi sull’ICAM e annunciato una relazione annuale. Il Gruppo Foucault ha pubblicato il Quaderno «Castigo e delitto», con le relazioni di sei sopralluoghi, e il 9 ottobre ha lanciato «Diritti materiali»: una raccolta per i materiali che le direzioni di Sollicciano e del Meucci hanno indicato come necessari, con rendiconto pubblico.

7sezioni di Sollicciano sotto sequestro dal 16 giugno 2026
515 su 341presenti e posti a Sollicciano il 3 luglio 2026
119persone trasferite dopo il sequestro (dato della direzione, 3 luglio)
18posti comunali per le misure alternative in tutta Firenze

C’è un riflesso automatico ogni volta che si parla di carcere: non è affare del Comune. È dello Stato, della magistratura, del Ministero. Palazzo Vecchio guarda dall’altra parte — e quando non può più farlo, si indigna per qualche giorno e torna all’abitudine.

Ma dietro quel riflesso c’è qualcosa di più profondo: una scelta politica che dura da decenni. Il legislatore produce continuamente nuove norme penali — ogni anno nuovi reati, pene più dure, scorciatoie securitarie — e così delega al potere esecutivo, alla polizia e all’amministrazione penitenziaria, la gestione di problemi che la politica non vuole affrontare strutturalmente. La povertà, la marginalità, la malattia mentale, la mancanza di casa: tutto finisce dentro le mura. Il carcere diventa la discarica sociale di chi la politica non riesce — o non vuole — tenere in carico. E la politica, producendo nuove leggi, finge di aver fatto il suo dovere.

Noi partiamo da un rifiuto di questa logica e da un fatto semplice: Sollicciano è sul territorio del Comune di Firenze. Al confine tra Firenze e Scandicci, nel Quartiere 4. Le persone che ci vivono — detenute, operatori, educatori, volontari — sono parte della città. Le loro condizioni di vita, i loro diritti, la loro salute sono una questione politica che l’amministrazione comunale può e deve affrontare.

Non è sufficiente esprimere vicinanza. Serve costruire strumenti di controllo pubblico, accesso alle informazioni, interlocuzione con la magistratura di sorveglianza, pressione sulla Regione per la sanità penitenziaria. Serve portare il carcere dentro il perimetro del discorso pubblico cittadino: non come emergenza da gestire, ma come condizione strutturale da trasformare.

Cosa chiediamo adesso

  1. Seguire una a una le persone trasferite da Sollicciano, attraverso i Garanti comunale e regionale: dove sono, in quali condizioni, con quale continuità di cure e di relazioni, e riferirne alle commissioni consiliari.
  2. Usare i poteri della Sindaca in materia di igiene e salute pubblica (articolo 50 del TUEL) invece di aspettare la magistratura, e dire che cosa si farà delle sette sezioni una volta dissequestrate.
  3. Fare il censimento degli spazi per le misure alternative votato dal Consiglio il 28 luglio 2025, compresi il patrimonio comunale non utilizzato e quello delle società pubbliche: oggi i posti dedicati sono diciotto.
  4. Un protocollo vincolante fra Comune, ASL, Tribunale di sorveglianza e UEPE per chi esce dal carcere con una fragilità psichiatrica, e l’iscrizione anagrafica garantita a chi è detenuto a Sollicciano.
  5. Convocare il tavolo permanente sul Meucci e il protocollo operativo previsti dalla mozione 783/2026, con scadenze.
  6. Un piano straordinario per la magistratura di sorveglianza e poteri di iniziativa reali per i Garanti: il Consiglio comunale se ne faccia promotore verso Parlamento e Governo.

Sollicciano: la responsabilità del Comune

Sollicciano è al 158% della capienza regolamentare. Nel 2025 ci sono stati cinque suicidi, centotrentatré tentativi, milletrecentotre atti di autolesionismo. Nella primavera del 2026 tra alcuni detenuti sono comparsi febbre ed eruzioni cutanee: il sospetto riguarda l’acqua dei rubinetti — la stessa usata per lavarsi e, da chi non può permettersi la minerale dal sopravvitto, per bere. Non è un’eccezione: è la punta di un problema sistemico.

Il 16 giugno 2026 il Gip del Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni (la 1, la 2 e la 7 del giudiziario maschile, la 9, la 10 e la 12 del penale maschile e l’Accoglienza) per violazione delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: pulizia dei locali, abitabilità dei dormitori, impianti elettrici. L’inchiesta è nata dai reclami che le stesse persone detenute hanno presentato ai magistrati di sorveglianza, 446 fra il 2023 e il 2026. Da marzo, con l’associazione Progetto Firenze e il Gruppo Foucault, avevamo chiesto alla Sindaca di dichiarare inagibili almeno in parte quelle sezioni, pubblicando gli estratti dei verbali dell’AUSL ottenuti tramite il Garante comunale: infiltrazioni, muffa, blatte, docce non funzionanti. Gli stessi rilievi su cui la Procura ha costruito il sequestro. Il Comune aveva quei verbali da dicembre 2025.

Il Comune di Firenze non gestisce il carcere. Ma non è un soggetto estraneo. Sono almeno dodici gli atti comunali per servizi e progetti interni a Sollicciano: laboratori di riparazione biciclette, orti urbani, animazione culturale, il progetto ICARE per la rigenerazione della periferia ovest. La Sindaca presiede — nella persona dell’Assessore delegato — la Società della Salute di Firenze, il consorzio pubblico tra Comune e ASL Toscana Centro che governa la salute territoriale. È l’ASL Toscana Centro a erogare i servizi sanitari dentro Sollicciano: medici, infermieri, psichiatri, continuità terapeutica. Il Comune ha già firmato un protocollo per la continuità terapeutica dei detenuti in uscita: ha riconosciuto formalmente la propria corresponsabilità. Quella corresponsabilità va esercitata.

La nostra proposta: il carcere deve entrare stabilmente nell’agenda della Commissione Consiliare competente, con un aggiornamento periodico sulle condizioni e sui diritti violati. Non come eccezione, ma come punto fisso. La risposta strutturale non è la nuova edilizia carceraria, tanto meno nella forma del cosiddetto «carcere volano», che introduce elementi di privatizzazione dell’esecuzione penale: la strada è la decarcerazione, le pene realmente alternative, la riduzione della popolazione detenuta.

→ Leggi: «Sollicciano sotto sequestro: la magistratura certifica ciò che la politica ha rifiutato di vedere»
→ Leggi: «Sollicciano: l’assessore conferma, il Comune ha aspettato i sigilli»
→ Leggi: «Qualunque sia la decisione del Riesame non si dimentichi chi è dentro»
→ Leggi: «Sollicciano, se anche l’acqua diventa una pena»

Salute mentale: il vuoto istituzionale non lo coprono i volontari

Omar — nome di fantasia, 26 anni, patologie psichiatriche certificate — è uscito da Sollicciano con la copertura farmacologica per pochi giorni e l’indicazione di raggiungere autonomamente un presidio sanitario a Prato. Nessuna presa in carico sanitaria, nessuna soluzione per la notte. Un magistrato di sorveglianza aveva disposto il suo collocamento in una struttura adeguata: quello che è seguito è la fotografia di un sistema che non esiste.

A tenerlo insieme ci ha pensato l’associazione Pantagruel, come fa ogni giorno dentro e intorno a Sollicciano. Non è un elogio — è una denuncia. Il volontariato non può essere l’architettura istituzionale. Non esiste un protocollo operativo che coordini, in modo sistematico, il passaggio dalla detenzione alla libertà per le persone con fragilità psichiatrica: tra Tribunale di Sorveglianza, Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna, ASL territoriale e servizi sociali.

Chiediamo alla Regione Toscana e al Ministero della Giustizia un protocollo vincolante per la presa in carico sanitaria, sociale e abitativa delle persone con patologie psichiatriche al momento della scarcerazione. Gestire ogni caso come un’emergenza non è una risposta: è la garanzia che l’emergenza si ripeterà.

→ Leggi: «Carcere e salute mentale: ora serve un protocollo che valga per tutti»

Giustizia riparativa e misure alternative: piccoli passi, concreti

La giustizia riparativa non è un’idea astratta. È una pratica che esiste, che funziona, che riduce la recidiva e restituisce dignità — a chi ha subito un reato e a chi lo ha commesso. In Italia è stata formalmente introdotta con il D.Lgs. 150/2022. A Firenze dobbiamo costruire le condizioni perché diventi accessibile e non resti un percorso per pochi.

Gli atti approvati nel 2025 e nel 2026 in Consiglio Comunale vanno in questa direzione: il pubblico deve avere un ruolo centrale nei percorsi di giustizia riparativa; le misure alternative alla detenzione devono essere realmente praticabili; la genitorialità detenuta — con le sue ricadute sui figli e sulle famiglie — va trattata come questione sociale, non come dettaglio amministrativo.

Le misure alternative, però, hanno bisogno di posti. L’unica struttura comunale destinata a chi è ammesso a una misura alternativa o in permesso premio è «Il Samaritano», in via Baracca: diciotto posti letto, in un immobile del Comune, contro gli oltre duecento dell’Albergo Popolare, dove il regolamento del 2004 conosce la cella e non l’alternativa. Il censimento degli spazi del territorio da rendere disponibili per le persone in semilibertà, votato il 28 luglio 2025 con 24 voti favorevoli e nessun contrario, dopo più di un anno non risulta fatto.

→ Leggi: «Misure alternative al carcere: il Comune ha diciotto posti dedicati»

IPM Meucci e la giustizia minorile

L’Istituto Penale per Minorenni Meucci è la parte più invisibile del sistema detentivo fiorentino. Al 27 aprile 2026 ospitava 24 persone: 15 minori e 9 giovani-adulti, 16 italiani e 8 stranieri, su diciassette posti regolamentari, con punte di ventinove. La neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è garantita un giorno a settimana, lo psichiatra otto ore. Un numero apparentemente contenuto, ma dietro ci sono traiettorie di vita che la città quasi sempre ignora.

I dati sugli ingressi raccontano una tendenza preoccupante: nel 2020 erano entrati all’IPM 46 giovani; nel 2024 erano 75, quasi il doppio. Il 2025 segna un calo (67), ma il trend quinquennale indica che sempre più persone giovani finiscono dentro il circuito penale — e che i servizi territoriali, la scuola, il lavoro, la salute mentale non riescono ad intercettarle prima. A livello nazionale, dopo il decreto Caivano, i ragazzi negli istituti penali sono passati da 381 a fine 2022 a 572 a metà 2026: non è cresciuta la criminalità, è cresciuta la risposta penale.

La risoluzione del dicembre 2025 contro la squalificazione della giustizia minorile nasce da una convinzione: che la risposta penale per le persone giovani debba essere l’ultima risorsa, non la prima. Che il Meucci debba essere connesso — non separato — dai servizi educativi, sociali e culturali della città. Il 27 luglio 2026 il Consiglio ha approvato, emendata, la nostra mozione 783/2026: impegna la Giunta a promuovere un tavolo permanente con l’IPM e il Centro per la Giustizia Minorile della Toscana e dell’Umbria, e in quella sede un protocollo operativo locale, con la regia dei servizi comunali e della Società della Salute sui minori stranieri non accompagnati. Sono cadute le scadenze: senza scadenze un tavolo permanente può restare un annuncio, e lo verificheremo.

Fonte ingressi: Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Centro per la Toscana e l’Umbria — dati ufficiali trasmessi al Gruppo Foucault, 29/04/2026. Dati nazionali: Antigone, rapporto di metà anno, 5 agosto 2026.
→ Leggi: «Carcere minorile Meucci: il Consiglio comunale approva nuovi impegni»

Copertina di «Castigo e delitto», Quaderno del Gruppo Foucault

Il Gruppo Foucault e il Quaderno «Castigo e delitto»

Il Gruppo Foucault è un collettivo aperto nato nel febbraio 2026 nelle aree tematiche di Sinistra Progetto Comune, con l’associazione Progetto Firenze: persone e realtà con lunga esperienza nelle politiche penitenziarie, che entrano negli istituti, scrivono relazioni e portano il carcere nel dibattito pubblico. Nel 2026 ha fatto sei sopralluoghi a Sollicciano, al Gozzini e al Meucci e cinque assemblee pubbliche. Il suo primo Quaderno, «Castigo e delitto. Anche il carcere è città», si legge per intero e si scarica dalla scheda dedicata, insieme a relazioni, verbali e note stampa.

Dal 9 ottobre 2026 il Gruppo raccoglie arredi per i passeggi coperti di Sollicciano e materiali per il laboratorio d’arte del Meucci: è la campagna «Diritti materiali». Le note, le visite e il rendiconto stanno sul sito del Gruppo, gruppofoucault.it.

La campagna «Diritti materiali» → La scheda del Gruppo Foucault →

Nel programma 2024

Le proposte su carcere e giustizia che abbiamo portato in campagna elettorale, e su cui continuiamo a lavorare in Consiglio.

  • Inserire il carcere nell’agenda permanente della Commissione Consiliare competente, con aggiornamenti periodici sulle condizioni
  • Protocollo vincolante tra Comune, ASL e Tribunale di Sorveglianza per la presa in carico delle persone con fragilità psichiatrica all’uscita dal carcere
  • Garantire l’iscrizione anagrafica di tutte le persone detenute a Sollicciano, condizione per l’accesso ai servizi
  • Sostenere e finanziare i percorsi di giustizia riparativa come alternativa strutturale alla recidiva
  • Contrastare ogni forma di squalificazione della giustizia minorile e rafforzare i servizi educativi per i giovani a rischio

→ Leggi il programma completo 2024

Un lavoro sistematico dal 2019 a oggi

Dal 2019 al 2026, sette anni di interventi: prima per vedere e capire, poi per costruire strumenti di controllo pubblico, allargare i diritti, promuovere la giustizia riparativa, resistere alle politiche securitarie e programmare il futuro. Qui gli atti principali; tutti gli atti sul carcere sono nell’archivio.

AttoOggettoStato
Mozione 2026/00783IPM Meucci e Società della Salute: tavolo permanente e protocollo operativoApprovata 27 lug 2026↗
Question time 2026/01089Sequestro di sette sezioni di Sollicciano, trasferimenti e ruolo del ComuneRisposta in aula 22 giu 2026↗
Mozione 2026/00963Tutela della salute a Sollicciano: intervento urgente dell’autorità sanitaria localeDepositata 27 mag 2026↗
Mozione 2026/00782Un servizio bibliotecario dentro l’IPM MeucciDepositata 3 mag 2026↗
OdG 2025/01866Giustizia riparativa e alternative al carcereApprovato 4 feb 2026↓
Risoluzione 2025/01144Contro la squalificazione della giustizia minorileApprovata 17 dic 2025↓
OdG 2025/01249La giustizia riparativa veda un ruolo centrale del pubblicoApprovato 28 lug 2025↓
OdG 2025/01248Aggiornare la relazione sul carcereApprovato 28 lug 2025↓
OdG 2025/00851Il Garante dei detenuti nella Commissione 4Approvato 19 mag 2025↓
OdG 2025/00850Risolvere il problema delle iscrizioni anagrafiche dei detenutiApprovato 19 mag 2025↓
OdG 2024/00423Carcere, ICAM, genitorialità detenuta: Sollicciano è anche questione di spesa socialeApprovato 29 lug 2024↓
OdG 2021/01166Un rapporto migliore tra Consiglio comunale, città e carcereApprovato 8 nov 2021↓
Mozione 2019/00689Recupero sociale delle detenute e dei detenuti a SolliccianoApprovata 28 ott 2019↓

📄 Relazione della Commissione Consiliare 4 su Sollicciano — luglio 2025

I numeri

158%
sovraffollamento Sollicciano (relazione del Garante regionale 2026)
5
suicidi a Sollicciano nel 2025
133
tentativi di suicidio nel 2025
1.303
atti di autolesionismo nel 2025
446
reclami ai magistrati di sorveglianza, 2023-2026
64.741
persone detenute in Italia per 46.343 posti reali (30 giugno 2026)
24 su 17
presenti e posti all’IPM Meucci (27/04/2026)
572
ragazzi negli istituti penali per minorenni in Italia (30 giugno 2026)

Fonti: Garante regionale delle persone private della libertà, relazione al Consiglio regionale 2026 (Sollicciano 2025); reclami 2023-2026 dai dati citati nella nota del 9 luglio 2026; Antigone, rapporto di metà anno, 5 agosto 2026 (dati nazionali e minorile); Ministero della Giustizia — Dipartimento Giustizia Minorile, dati trasmessi al Gruppo Foucault 29/04/2026 e mozione 783/2026 (IPM Meucci).

Il carcere di Sollicciano, Firenze
Il carcere di Sollicciano, al confine tra Firenze e Scandicci, nel Quartiere 4. (foto Gianni Carpini / Reporter)

La nostra posizione

Il carcere non è una parentesi nella vita della città: è il luogo dove si misura quanto valgono i diritti quando riguardano chi è stato spinto ai margini. Rifiutiamo l’idea che Sollicciano, il Meucci e la salute mentale dietro le sbarre siano «competenza di altri». Sono competenza di chiunque governi questa città.

Non chiediamo compassione: chiediamo strumenti. Il carcere come punto fisso dell’agenda consiliare, un protocollo vincolante per chi esce con una fragilità psichiatrica, l’iscrizione anagrafica garantita, la giustizia riparativa finanziata e accessibile, posti veri per le misure alternative. Sono misure concrete, già scritte nei nostri atti — non costano retorica, costano volontà politica.

Continueremo a portarle in Consiglio finché non smetteranno di essere eccezioni. Piccoli passi, concreti e misurabili: la dignità delle persone non sopporta rinvii.