Niente profitti, ma investimenti: ci è stato detto no

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“Siamo rimasti gli unici e diciamo che ne andiamo fieri: le partecipate facciano investimenti sui territori dove incassano i soldi delle tariffe”


Questo l’intervento di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune


“Abbiamo proposto più atti (uno appena bocciato, mentre scriviamo), in questo periodo di crisi economica derivata dalla pandemia, che propongono di modificare le politiche economiche e fiscali, anzitutto del Comune, ma anche come atti d’indirizzo per il governo nazionale.

Non pensiamo sia verosimile invocare misure da economia sovietica, tranquillizzatevi. Pensiamo però che i soci privati delle aziende pubbliche non debbano prendere i dividenti e portarseli via, quando poi queste aziende investono pochissimo sui territori.
Vogliamo soltanto ricordare lo stato della rete idrica cittadina? dei tubi che cedono? L’alleanza di ferro tra maggioranza e destre ci tiene lezioni di pragmatismo capitalista e ci ricorda che le società fanno quelle che pare loro meglio, così come i soci privati se l’intascano, così come i soci pubblici li iscrivono nei loro bilanci e – siccome sono “buoni” per definizione – ci finanziano i servizi pubblici, come la scuola o il sociale… Ma alzare un po’ le tasse ai benestanti? spendere meno in assunzioni a chiamata per i sodali? abbassare gli stipendi ai supermanager? E così via… e ci sarebbero magari molti più soldi anche per la scuola e il sociale, facendo al contempo anche più investimenti nelle manutenzioni necessarie.

Ci stupisce che ci sia stata “rinfacciata” una mozione precedente con cui chiedevamo di sostenere la spesa del Comune a sostegno delle fasce più fragili della nostra popolazione. Quell’atto è stato approvato con voti trasversali delle altre parti politiche, ma siamo gli unici che ne hanno chiesto l’applicazione in queste settimane. Al di fuori delle dichiarazioni, devono parlare anche le azioni politiche e istituzionali”.