Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Acqua pubblica e TARI

Il conto dei rifiuti cresce di un terzo in cinque anni, il debito del gestore passa da 323 a 869 milioni in un anno, gli investimenti restano fermi. Le decisioni che contano non passano dai Consigli comunali.

Acqua, rifiuti, gas: servizi pubblici, non gruppi finanziari.

↻ Pagina viva. Aggiornata al 30 settembre 2026: i conti 2025 del gestore nella relazione del Comune, le carte dell’autorità d’ambito, l’acqua pubblica ferma, le nostre interrogazioni di settembre. Come si forma materialmente la tariffa è spiegato nella scheda TARI.
+6,71%entrate tariffarie 2026: il massimo consentito
135,8 mln €quanto paga Firenze per i rifiuti nel 2026
869 mln €debiti di Plures verso terzi: erano 323
5,6 su 144,1milioni di lavori in corso riconosciuti dall’ATO

La bolletta dei rifiuti non è decisa da chi raccoglie i tuoi sacchi. È il prodotto di una catena di scelte — in parte regolatoria, in parte politica — che attraversa quattro enti prima di arrivare nella tua cassetta delle lettere. Come si forma la tariffa lo spieghiamo nella scheda TARI. Qui c’è quello che è successo, e quello che abbiamo chiesto.

Agosto e settembre 2026: i conti, le carte, l’acqua ferma

I conti del gestore, scritti dal Comune. La relazione della Direzione Società Partecipate sui bilanci 2025, datata 11 agosto, dice che il risultato operativo del settore rifiuti e ambiente di Plures passa da +18,5 milioni del 2024 a −4,3 milioni nel 2025, mentre i ricavi del settore crescono da 645 a 676 milioni (+4,8%). La città paga di più, il gestore incassa di più, e il ramo rifiuti chiude in perdita: gli utili del gruppo li fanno l’acqua, l’energia e il gas. La posizione finanziaria netta del gruppo sale da 836,9 a 1.126,5 milioni in dodici mesi. È la stessa relazione a chiedere «una reportistica più leggibile per i soci pubblici» (la nota del 12 agosto).

Le carte dell’autorità d’ambito. Negli allegati alla proposta tariffaria, pubblicati da ATO Toscana Centro e aggiornati il 6 agosto, c’è la contestazione formale del 27 gennaio 2026 (nota prot. 231): violazione dell’articolo 37 del contratto di servizio per il mancato invio dei dati necessari a calcolare la tariffa. C’è anche la relazione tecnica di un professionista incaricato dall’autorità, che descrive la tendenza del gestore a «traslare sulla TARI oneri che non dovrebbero gravarvi», giudica il piano degli investimenti 2026-2029 «non validabile» e scrive che «non appare ad oggi configurabile un deficit strutturale» della concessione: gli scostamenti dipendono in prevalenza da scelte del gestore. A Firenze il costo unitario del servizio è di 58 centesimi al chilo, contro un parametro di riferimento di 42,8 (la nota del 31 agosto).

Chi paga di più. Dalle delibere tariffarie 2021 e 2026: per due persone in settanta metri quadri la TARI passa da 154,90 a 218,80 euro l’anno, +41,3% in cinque anni. Cresce soprattutto la quota variabile, quella che non dipende dalla superficie (+63,6%), e quindi l’aumento pesa di più sulle case piccole: +47,2% a quaranta metri quadri, +35,6% a centoventi. Per le famiglie residenti non c’è nessuna agevolazione nuova.

L’acqua pubblica ferma al primo passo. Il 28 aprile l’Autorità idrica toscana ha scelto la gestione in house del servizio idrico, con un calendario: il passaggio a Plures del 40% di Publiacqua oggi del socio privato; entro il 30 settembre la convenzione per il controllo analogo e statuti che vincolino il capitale a restare interamente pubblico ed eliminino ogni riferimento alla quotazione in borsa; entro il 31 ottobre gli atti per l’affidamento, con la nuova gestione dal 1° gennaio 2027. Secondo quanto riportato dalla stampa a settembre, il socio privato non ha risposto all’invito a trasferire le azioni e si valuta di costituire una nuova società interamente pubblica. Nessuno di questi passaggi è stato portato in Consiglio comunale.

Cosa abbiamo depositato. Il 30 agosto un’interrogazione sulla contestazione ex articolo 37 a Plures (n. 1520); il 6 settembre un’interrogazione sull’aumento per le utenze domestiche e sulla qualità del servizio (n. 1570); il 7 settembre un’interrogazione su controllo analogo, nuova società e assemblea di Plures (n. 1578). Tutti i testi sono nell’archivio del lavoro in Consiglio.

Luglio 2026: il conto, il debito, lo scorporo

In tre settimane il Consiglio comunale ha votato l’aumento massimo consentito della TARI, sono arrivati i numeri della Relazione dell’ATO sul gestore e le organizzazioni sindacali hanno firmato l’accordo che sposta il servizio rifiuti dentro un’altra società. Sono tre fatti collegati, ed è il motivo per cui questa pagina cambia.

Il conto: un terzo in più in cinque anni

Le entrate tariffarie per il 2026 crescono del 6,71%: è il massimo che il metodo nazionale consente. Il conto complessivo che la città paga per i rifiuti passa da 129,6 milioni del 2025 a 135,8 milioni nel 2026, con 139,5 milioni già previsti per il 2027. Nel 2021 erano circa 102 milioni: un terzo in più in cinque anni, il 41% in più rispetto ai 96 milioni del 2020.

Dentro quel conto cambia anche il criterio di riparto: la quota calcolata sui metri quadri scende del 6%, quella calcolata sul numero di persone che abitano la casa sale del 19,2%. Il risultato è che a pagare di più sono le famiglie numerose: una famiglia di quattro persone in ottanta metri quadri paga 24 euro in più all’anno (+7,8%), mentre chi vive da solo in centoventi metri quadri ne paga 1,40 in più (+0,6%). Le utenze non domestiche — negozi, bar, ristoranti, uffici — crescono del 3,2%.

È una scelta politica, non un automatismo. Nel 2020 il Comune aveva ridotto il montante da 102 a 96 milioni con risorse proprie e nel 2021 aveva stanziato 5 milioni per le riduzioni tariffarie: dal 2022 non interviene più. I coefficienti di riparto sono fermi al 2019 e il regolamento rinvia ancora a una delibera di Giunta del 2012, mentre il rapporto fra quota fissa e quota variabile è stato ribaltato quattro volte in quattro anni. Il conguaglio arriverà con la rata del 2 dicembre 2026.

Il debito: da 323 a 869 milioni in un anno

Il 17 luglio 2026 è arrivata la relazione di accompagnamento dell’ATO al piano economico finanziario: novantotto pagine. Nelle tabelle 8 e 9, sui dati pre-consuntivo 2025, i debiti verso terzi del gestore passano da 322,8 a 868,9 milioni di euro in un anno, il 169% in più. Dentro quella cifra: il prestito obbligazionario cresce da 96,6 a 234,3 milioni, con rimborso entro il 2035, e i finanziamenti bancari da 216,4 a 625,7 milioni, di cui la quota a medio-lungo termine passa da 118 a 549.

A quel debito non corrispondono investimenti. L’ATO ha validato 64,9 milioni su 103,4 di spese in conto capitale dichiarate per il 2024 e il 2025, e ha riconosciuto 5,6 milioni su 144,1 di lavori in corso: fuori il 96%. Delle spese informatiche ne ha riconosciute 3,7 su 26 richieste. Il piano investimenti 2026-2029 è stato dichiarato non valutabile per il secondo anno consecutivo, perché mancano le schede di progetto e i cronoprogrammi, e l’Autorità ha dovuto diffidare formalmente il gestore dopo mesi di richieste rimaste senza risposta. Nei piani approvati gli investimenti futuri valgono zero.

Un mese prima, il 29 giugno, l’assemblea dei soci aveva distribuito 34,4 milioni di dividendi attinti dalle riserve. E il problema non riguarda solo Firenze: le entrate tariffarie dell’intero ambito per il 2026 valgono 539,9 milioni contro un tetto di costi ammessi di 474,3, il 13,8% in più. L’eccedenza — 65,6 milioni — viene rimodulata fino al 2029 e oltre, e 33 ambiti su 37 superano il limite. I costi delle strutture centrali esclusi dalla tariffa valgono 6,44 milioni nel 2024 e 6,42 nel 2025.

Lo scorporo del ramo ambiente

Il 29 luglio 2026 sono stati sottoscritti l’Accordo Concessioni del Gruppo Plures e il Protocollo Appalti. L’articolo 3 stabilisce che la concessione dell’igiene ambientale «sarà trasferita al veicolo societario individuato per la Business Unit dei Servizi Ambientali». La concessione scade il 31 dicembre 2037 ed è stata ottenuta con una gara nel 2017.

Non è una novità improvvisa: è scritta da quattro anni. Il piano economico finanziario «Alia OpCo» dell’agosto 2022 prevedeva già il conferimento del ramo rifiuti a una società controllata al 100%, con le funzioni centrali riaddebitate applicando un ricarico del 10%, e nel 2023 il veicolo è stato costituito trasformando una società già esistente del gruppo. Nell’organigramma allegato all’accordo, la fatturazione e il credito della TARI restano invece in capogruppo.

Il punto politico è dove tutto questo non è stato discusso. Il piano è stato illustrato alle organizzazioni sindacali il 26 maggio, «previo confronto con le Autorità di Ambito». Nessun Consiglio comunale ha deliberato, mentre l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali e il Testo unico sulle società partecipate assegnano proprio alle assemblee elettive gli atti di questa natura. Le delibere del 2022 con cui i Consigli approvarono l’operazione multiutility prevedevano che il progetto industriale tornasse in aula: non è successo.

L’intervento in Consiglio

Video: intervento e dichiarazione di voto sulla TARI 2026 in Consiglio comunaleIl video si carica da YouTube quando premi play

Intervento e dichiarazione di voto nella seduta del 28 luglio 2026, sulle delibere relative al piano economico finanziario e alle tariffe TARI 2026 del Comune di Firenze.

Il problema: chi controlla chi

Il meccanismo ha un difetto di progettazione che non è tecnico, è politico.

Il Comune di Firenze è al tempo stesso il principale azionista di Plures (36,777% — con potere determinante in assemblea) e il partecipante all’ATO che dovrebbe controllare i costi del gestore a tutela dei cittadini. La Vicesindaca con delega all’ambiente è Presidente dell’ATO Toscana Centro.

Questo non è un conflitto di interessi teorico. Il documento di Unbundling ATO 2024 segnala esplicitamente la necessità di «verificare la relazione con il progetto multiutility» rispetto all’esplosione dei costi indiretti di Plures: Servizi Comuni (funzioni centrali) +71% in due anni, consulenze +64%. Plures non si è più limitata ai rifiuti: ha incorporato Publiacqua (acqua) e Estra (gas), diventando un gruppo multiservizio con ricavi 2024 superiori a 2 miliardi di euro e un bond da €200M emesso con PGIM Private Capital (Prudential, USA), nell’ambito di un programma fino a 250M USD.

La domanda che nessuno ha ancora risposto è semplice: chi garantisce che i costi dell’operazione di finanza strutturata non finiscano in tariffa?

Cosa abbiamo fatto

2023–2024: il TAR e il paradosso del controllo democratico

Nel 2023 abbiamo presentato ad Alia Servizi Ambientali tre richieste di accesso agli atti ai sensi dell’art. 43 del TUEL — la norma che garantisce ai consiglieri comunali il diritto di accedere agli atti delle società dipendenti dall’ente locale. L’obiettivo era verificare gli emolumenti della dirigenza aziendale. Alia ha negato l’accesso tutte e tre le volte, sostenendo di non essere una «azienda dipendente» dal Comune di Firenze.

Abbiamo impugnato l’ultimo diniego davanti al TAR Toscana. Il TAR, con sentenza n. 1143 del 10 ottobre 2024, ha respinto il ricorso: Firenze deteneva allora il 36,99% di Plures (oggi 36,777%), ma questo non costituisce controllo «né di diritto né di fatto». Il TAR ha tuttavia compensato le spese processuali — una scelta riservata ai casi di «obiettiva incertezza» — riconoscendo implicitamente che la questione non era semplice.

Il risultato è comunque paradossale: una società il cui capitale è detenuto al 100% da Comuni toscani sfugge agli strumenti di controllo democratico previsti dalla legge per le partecipate locali. Il problema non è la sentenza in sé: il TAR ha applicato le norme esistenti. Il problema è strutturale: le leggi sul controllo delle partecipate locali non tengono il passo con le architetture societarie multilivello come quella che ha prodotto Plures.

2026: l’accesso civico e la risposta di Plures

Dopo la sentenza TAR, abbiamo cercato uno strumento diverso. Il 22 aprile 2026 abbiamo presentato ad ATO Toscana Centro una richiesta di accesso civico generalizzato ai documenti relativi alla validazione dei costi del servizio rifiuti 2023 e all’aggiornamento del Piano Economico Finanziario 2025 — i documenti che determinano direttamente le tariffe TARI.

Plures si è opposta formalmente con tre argomenti: ha definito la richiesta «un’applicazione funzionalmente sviata» del diritto di accesso; ha sostenuto che i dati sui costi del servizio rifiuti costituiscono «informazioni privilegiate» ai sensi del Regolamento europeo sugli abusi di mercato (MAR) — lo strumento nato per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari; ha invocato il «pregiudizio reputazionale» da divulgazione. ATO ha respinto tutti e tre gli argomenti.

Il 1° giugno 2026 ATO ha accolto parzialmente la richiesta: ha trasmesso la Delibera n. 26/2025 e le relazioni istruttorie sul procedimento di validazione dei costi. Ha invece negato i database di unbundling per il triennio 2022–2024. Valutiamo se procedere con richiesta di riesame. Plures aveva esplicitamente riservato «ogni iniziativa nelle competenti sedi» — cioè azioni legali — se ATO avesse concesso l’accesso. Il fatto che ATO abbia proceduto comunque è un risultato di principio.

Accesso agli atti e trasparenza
  • Tre richieste di accesso agli atti ex art. 43 TUEL ad Alia Servizi Ambientali — tutte negate · apr–nov 2023
  • Ricorso TAR Toscana (R.G. n. 216/2024) — sentenza n. 1143/2024, ricorso respinto, spese compensate · feb–ott 2024
  • Richiesta accesso civico generalizzato ad ATO Toscana Centro sui costi del servizio rifiuti 2023 · 22 apr 2026
  • ATO accoglie parzialmente la richiesta, rigettando i tre argomenti formali di Plures (incluso il tentativo di invocare il segreto di borsa) · 1° giu 2026
Lavoro consiliare
  • Question time al Consiglio comunale: la Giunta condivide la posizione di Plures sulle tariffe come «informazioni privilegiate»? Come intende esercitare i propri diritti di socio? · giu 2026
⏳ Atti formali in arrivo — Stiamo aggiungendo i riferimenti completi agli atti consiliari (numero di protocollo, commissione, esito) man mano che vengono digitalizzati. Questa sezione sarà aggiornata periodicamente.

Cosa abbiamo chiesto

Il 28 luglio 2026 il Consiglio comunale ha votato le due delibere sulla TARI: la DPC/2026/00046 sul piano economico finanziario dell’ATO Toscana Centro per il 2026-2027 e la DPC/2026/00047 sulle tariffe. Abbiamo votato contro. Ma un voto contrario non lascia traccia: per questo abbiamo depositato otto ordini del giorno, uno per ciascuna delle critiche, ognuno con una richiesta verificabile e una scadenza. Nell’archivio degli atti sette su otto risultano «non trattati»: la maggioranza non li ha mai messi in discussione. Le richieste restano, e alcune le abbiamo riproposte a settembre come interrogazioni.

  • Conferimento del ramo rifiuti. Posizione contraria in assemblea dei soci finché i Consigli comunali non abbiano deliberato, come prevedono l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali e il Testo unico sulle società partecipate; trasmissione del progetto di riorganizzazione, del piano economico finanziario della costituenda società, dello schema di atto di conferimento e degli atti sul subentro nella concessione; attuazione del punto 17 della delibera quadro del 2022, che prevede una relazione semestrale all’assemblea.
  • Costi centrali e addebiti fra società del gruppo. Separazione contabile per gli esercizi 2024 e 2025; nessun riconoscimento in tariffa dei costi non validati né dei ricarichi fra società dello stesso gruppo; opposizione al loro recupero attraverso le istanze di riequilibrio.
  • Risorse comunali a mitigazione. Quantificazione nei documenti di programmazione 2027-2029 e proposta, entro il 31 dicembre 2026, di innalzamento della soglia ISEE per le agevolazioni, ferma a 9.000 euro; verifica delle riduzioni per chi ha un solo reddito in cassa integrazione, disoccupazione o mobilità e per chi vive con la pensione minima.
  • Come si ripartisce il carico. Superare il rinvio a una delibera di Giunta del 2012, rivedere i coefficienti e il rapporto fra quota fissa e quota variabile prima delle tariffe 2027, e spiegare alla cittadinanza il conguaglio prima della rata del 2 dicembre 2026.
  • Misurazione puntuale. Studio di fattibilità entro il 30 giugno 2027, confronto pubblico entro sessanta giorni con l’unione dei comitati «Taric sì ma non così», verifica indipendente del fattore di sharing e utile del gestore reinvestito invece che distribuito.
  • Studentati privati. Quadro completo per ciascuna struttura — destinazione urbanistica, titolo abilitativo, categoria TARI, prelievo, imposta di soggiorno — verifica delle strutture che vendono pernottamenti a rotazione con recupero degli arretrati, e una sottocategoria dedicata prima delle tariffe 2027.
  • Flussi turistici. Una quota dell’imposta di soggiorno a copertura dei costi dei rifiuti, in detrazione dal piano 2027; locazioni turistiche brevi collocate fra le utenze non domestiche o in una sottocategoria con coefficienti intermedi; calcolo della popolazione equivalente con la metodologia ISPRA.
  • Eccedenze alimentari. Analisi entro il 31 ottobre 2026 e riduzione nelle tariffe 2027 con copertura fuori dal tributo, insieme all’informativa sull’attuazione della mozione approvata all’unanimità il 28 aprile 2025 e rimasta lettera morta per quindici mesi.

Le scadenze da verificare

QuandoChe cosa
31 ottobre 2026Analisi sulle eccedenze alimentari
2 dicembre 2026Rata di conguaglio: la spiegazione deve arrivare prima
31 dicembre 2026Proposta di innalzamento della soglia ISEE, oggi ferma a 9.000 euro
Prima delle tariffe 2027Revisione dei coefficienti e sottocategoria per gli studentati
30 giugno 2027Studio di fattibilità sulla misurazione puntuale

Torneremo su questa tabella a ogni scadenza. È il modo più semplice per distinguere una promessa da un impegno.

Nel programma 2024

Il capitolo Ambiente e servizi pubblici del nostro programma elettorale (giugno 2024) conteneva proposte specifiche sulla governance delle partecipate e sulla trasparenza tariffaria. → Leggi il programma completo

Le nostre proposte — Capitolo Ambiente e servizi pubblici
1. Trasparenza sui costi delle partecipate che gestiscono servizi pubblici
I costi delle aziende partecipate che incidono sulle tariffe — rifiuti, acqua, gas — devono essere accessibili ai cittadini e ai loro rappresentanti eletti. La separazione contabile (unbundling) deve essere verificabile pubblicamente. Stato: Plures ha opposto il segreto commerciale e il diritto finanziario per bloccare l’accesso. ATO ha resistito, ma i database di unbundling restano inaccessibili.
2. Separare il ruolo di azionista da quello di controllore
Il Comune non può essere insieme primo azionista di Plures e membro dell’ATO che ne valida i costi. Questo conflitto strutturale va riconosciuto e affrontato con regole chiare di incompatibilità o con organismi terzi di controllo. Stato: La Vicesindaca con delega all’ambiente è Presidente dell’ATO Toscana Centro. Nessuna modifica introdotta.
3. Governare la multiutility come servizio pubblico, non come gruppo finanziario
L’incorporazione di acqua, rifiuti e gas in un’unica multiutility con bond quotati e struttura finanziaria da società privata crea pressioni incompatibili con la logica del servizio universale. Le scelte di finanza strutturata non devono scaricarsi sulle tariffe. Stato: Il bond da €200M con PGIM Private Capital (Prudential, USA) è stato emesso (marzo 2025). I costi indiretti di Plures sono cresciuti del 44% dal 2018.

La posizione

L’acqua, i rifiuti e il gas sono servizi essenziali: non possono essere governati con la logica dell’impresa quotata in borsa. Quando uno strumento finanziario — un bond, un rating, una clausola di riservatezza per gli investitori — viene usato per limitare la trasparenza verso i cittadini e verso i loro rappresentanti eletti, il problema non è tecnico: è politico.

La questione non è se Plures sia «buona» o «cattiva»: è se il modello di governance scelto — una multiutility pubblica, ma con struttura finanziaria da società privata — sia compatibile con il controllo democratico. La risposta, fin qui, è no.

Quello che chiediamo è coerenza: una società interamente pubblica, finanziata dalle tariffe dei cittadini, deve rispondere agli strumenti di controllo democratico previsti dalla legge. Se questi strumenti non bastano, vanno cambiati — non aggirati con argomenti di diritto finanziario.

Cronologia

DataEvento
Apr–nov 2023Tre richieste di accesso agli atti ad Alia (ex art. 43 TUEL). Tutte negate.
Febbraio 2024Ricorso al TAR Toscana (R.G. n. 216/2024).
Ottobre 2024Sentenza TAR n. 1143/2024: ricorso respinto, spese compensate.
Aprile 2026Richiesta accesso civico generalizzato ad ATO Toscana Centro.
Maggio 2026Plures si oppone con tre argomenti formali, incluso il tentativo di invocare le norme europee sull’abuso di mercato. Riserva di azioni legali.
1° giugno 2026ATO accoglie parzialmente la richiesta, rigettando tutti gli argomenti principali di Plures.
Giugno 2026Question time al Consiglio comunale. Valutazione ricorso TAR per accesso parziale.
23 giugno 2026Interrogazione sull’esposizione debitoria di Plures e su quando sarebbe stata portata in Consiglio.
29 giugno 2026L’assemblea dei soci distribuisce 34,4 milioni di dividendi attinti dalle riserve.
17 luglio 2026Arriva la relazione dell’ATO al piano economico finanziario: novantotto pagine, con i dati sul debito e sugli investimenti non riconosciuti.
23 luglio 2026L’Assemblea dei Sindaci dell’ATO approva il piano 2026-2029: 43 favorevoli, 13 contrari, 2 astenuti.
28 luglio 2026Il Consiglio comunale vota le delibere DPC/2026/00046 e DPC/2026/00047. Depositati otto ordini del giorno.
29 luglio 2026Firmati l’Accordo Concessioni del Gruppo Plures e il Protocollo Appalti: l’articolo 3 trasferisce la concessione dell’igiene ambientale al veicolo societario dei servizi ambientali.
11 agosto 2026La relazione del Comune sui bilanci 2025 delle partecipate: il ramo rifiuti di Plures passa da +18,5 a −4,3 milioni di risultato operativo, il debito netto del gruppo cresce di quasi 290 milioni.
30 agosto 2026Interrogazione sulla contestazione ex articolo 37 del contratto di servizio a Plures.
31 agosto 2026Negli allegati dell’ATO la contestazione formale al gestore e la relazione tecnica che giudica «non validabile» il piano degli investimenti.
6-7 settembre 2026Due interrogazioni: sull’aumento per le utenze domestiche (+41,3% in cinque anni per due persone in settanta metri quadri) e su controllo analogo, nuova società e assemblea di Plures.
30 settembre 2026Scade il termine fissato dall’Autorità idrica per la convenzione sul controllo analogo e gli statuti interamente pubblici.
2 dicembre 2026Rata TARI con il conguaglio.

I numeri

+6,71%
aumento delle entrate tariffarie a Firenze nel 2026 · il massimo consentito dal metodo nazionale
135,8 mln €
il conto dei rifiuti per Firenze nel 2026 · erano 129,6 nel 2025, 139,5 previsti nel 2027
+169%
crescita dei debiti verso terzi di Plures in un anno · da 322,8 a 868,9 milioni
5,6 su 144,1
milioni di lavori in corso riconosciuti dall’ATO su quelli dichiarati dal gestore
34,4 mln €
dividendi distribuiti dall’assemblea dei soci il 29 giugno 2026 · attinti dalle riserve
65,6 mln €
eccedenza delle entrate tariffarie d’ambito 2026 sul tetto dei costi ammessi · 539,9 contro 474,3
36,777%
quota del Comune di Firenze in Plures · primo azionista dell’azienda che gestisce i rifiuti
6,42 mln €
costi delle strutture centrali esclusi dalla tariffa nel 2025 · 6,44 nel 2024

Fonti: relazione di accompagnamento di ATO Toscana Centro al piano economico finanziario 2026-2029 (17 luglio 2026, tabelle 8 e 9); delibere DPC/2026/00046 e DPC/2026/00047 del Consiglio comunale di Firenze; Accordo Concessioni del Gruppo Plures e Protocollo Appalti (29 luglio 2026); delibera ATO Toscana Centro n. 26/2025; documento di separazione contabile ATO 2024; compagine societaria del gruppo.


Per approfondire