Pieni poteri per grandi opere sbagliate?

Michele Riva da videos.pexels.com

“Il Sindaco vuole poteri, per sé, come sindaco, ma l’idea è quella di rafforzare le posizioni di chi governa, ovunque sia, a prescindere.

Anche il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Toscana ha affermato la necessità di ripartire senza lacci e burocrazia.
Ma la burocrazia – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – spesso discende da norme in cui ci finisce dentro di tutto, a scapito della chiarezza e della semplicità, mentre i lacci a volte sono cose che qualcun altro chiama controlli. Perché troppo spesso le regole devono essere rispettate solo da chi non ha potere, dalla cittadinanza “semplice”, in nome del decoro, mentre le aziende e i potenti possono fare quello che vogliono, specialmente se si parla di grandi opere e ingenti somme. Così dove c’è speculazione, troppo spesso, la politica parla di investimenti.

La messa in sicurezza del territorio – proseguono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – è la priorità che viene sempre invocata dopo un’alluvione o un terremoto, ma che viene presto dimenticata, anche quando al governo nazionale è arrivato un soggetto politico (quale il Movimento 5 Stelle) che si era sempre dichiarato contrario alla logica degli interventi faraonici per un presunto sviluppo del Paese e dei nostri Comuni.

Quindi, se ora, anche in ragione del momento particolare per il sistema-paese, si vuole avviare una discussione pubblica, seria e rapida sull’impianto normativo relativo alla realizzazione dei lavori e agli appalti, ben venga. Leggiamo di come l’ANAC stessa sia disponibile in tal senso, forse anche per ridare coerenza alla materia.

Altra cosa è invece usare l’emergenza Covid-19 per chiedere poteri emergenziali per imporre l’avvio dei lavori per il nuovo aeroporto e per il completamento del sistema dell’Alta Velocità, invocando pieni poteri. Una scorciatoia, scorretta e di cattivo gusto, soprattutto quando viene tirato nel mezzo il ponte di Genova, infrastruttura già pre-esistente, che ci ricorda lo stato di abbandono dell’esistente e di come soltanto le manutenzioni delle opere che ci sono già significherebbero lavori per miliardi, generando altrettante utilità. E proprio Renzo Piano ha più volte evidenziato la necessità di connettere le periferie e le parti fragili della nostra società (se proprio dobbiamo fare qualcosa di nuovo…), quindi in direzione opposta ad un sindaco – concludono Palagi e Bundu – che vuole pieni poteri per tirare dritto con opere sbagliate, ad alto impatto, basate su progetti superati e datati”.