Tag: Maggio Musicale

  • Maggio Musicale: avevamo avvertito. Ci vuole chiarezza verso chi lavora

    Maggio Musicale: avevamo avvertito. Ci vuole chiarezza verso chi lavora

    “Chiediamo a Sindaca e Giunta di esprimersi sulla vicenda. Sono anni che al personale vengono chiesti sacrifici”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    La vicenda che riguarda Ilias Tzempetonidis — fresco di nomina come casting manager del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con contratto già formalizzato a partire da novembre — non è una questione che riguarda solo la stampa nazionale. Riguarda le lavoratrici e i lavoratori del Maggio, che hanno il diritto di sapere in quale contesto istituzionale si trovano a operare.

    È tema che abbiamo già sollevato, e lo abbiamo fatto emergere in Commissione Controllo. Lo ripetiamo oggi, perché la situazione ha rinnovato l’attenzione pubblica. E chiediamo: è stato definito l’importo per l’incarico, visto che su questo non ci erano state date risposte.

    Tzempetonidis risulta tra i dodici indagati nell’inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione del Teatro San Carlo, condotta dalla Guardia di Finanza con l’ipotesi di truffa, peculato e falso. Non c’è ancora un rinvio a giudizio: siamo nella fase delle indagini. Lo diciamo con chiarezza, perché le garanzie valgono per tutte e tutti. E perché non è questo il problema politico principale, come ci è capitato di precisare per le vicende della stagione Pereira. L e soluzioni ai problemi non vanno trovate nei tribunali e le garanzie individuali non esimono le istituzioni dal fare il proprio lavoro. Leggiamo dai quotidiani che due sigle sindacali della Fondazione del Maggio — FIALS e CGIL — hanno scritto che il teatro rischia un «pregiudizio reputazionale» e che il clima è di «evidente apprensione». Hanno chiesto esplicitamente di riesaminare l’incarico. Quella richiesta non ha trovato risposta da parte della direzione.

    Le lavoratrici e i lavoratori del Maggio non sono una variabile secondaria nella gestione di un teatro pubblico. Sono una sua parte imprescindibile ed essenziale. E quando le loro rappresentanze sindacali chiedono formalmente attenzione su una nomina che li riguarda — in una fondazione i cui soci fondatori includono il Comune di Firenze — la Giunta non può limitarsi ad aspettare gli sviluppi giudiziari. Anche perché da anni alle maestranze si chiedono sacrifici e da tempo si chiede una riorganizzazione complessiva del Teatro.

    Presenteremo un atto formale chiedendo alla Sindaca e alla Giunta di esprimere una posizione pubblica: se ritengano opportuno che la Fondazione del Maggio prosegua senza modifiche con una nomina contestata dai sindacati e legata a un’indagine in corso; quali strumenti di vigilanza intendano esercitare nell’ambito delle proprie prerogative di socio fondatore; e se vi sia disponibilità a convocare un momento di confronto che includa le rappresentanze dei lavoratori.

    Il Maggio è un bene pubblico. La sua credibilità si costruisce anche attraverso la trasparenza nelle nomine e il rispetto di chi ci lavora ogni giorno.

  • Firenze per la Palestina sull’apertura del Festival del Maggio Musicale

    Firenze per la Palestina sull’apertura del Festival del Maggio Musicale

    “Presidio domenica 19 aprile 2026, alle 16:00, per ricordare i crimini del Governo di Israele”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo ospitato la conferenza stampa di Firenze per la Palestina, grazie come sempre alla professionalità dell’Ufficio Stampa di Firenze e del personale del Comune.

    Firenze per la Palestina è una realtà a cui va il nostro ringraziamento per la mobilitazione quotidiana in difesa dei diritti del popolo palestinese. La nostra posizione è sempre stata chiara: contro ogni forma di antisemitismo, senza alcuna ambiguità, e contro le politiche del Governo di Israele che massacra civili e persegue una deriva nazionalista su basi novecentesche che la sinistra ha sempre contestato dalle radici. Sono decenni che il diritto internazionale viene ignorato e che la pulizia etnica viene portata avanti. In passato siamo stati accusati gravemente e ingiustamente, e abbiamo sempre risposto proponendo un dialogo che non ha mai trovato riscontro.

    Condividiamo le preoccupazioni espresse nel comunicato, legate al contesto in cui si è scelto di mettere in scena l’opera. Al tempo stesso, riteniamo che la cultura abbia una sua libertà e che il problema non sia di per sé il contenuto artistico, ma una politica che prova a sparire dalla società e il contesto in cui viene messo in scena. È la politica istituzionale – locale, nazionale, europea – che dovrebbe dare risposte nette sui massacri in corso, sul rispetto del diritto internazionale, sulle responsabilità storiche e presenti. L’arte non può supplire a questa assenza, né va caricata di ciò che la politica rifiuta di fare.

    Ricordando che l’opera anni fa è stata contestata per ragioni opposte (perché avrebbe giustificato la resistenza palestinese) auspichiamo che intorno alla messa in scena dell’opera si apra un confronto pubblico in Palazzo Vecchio, coinvolgendo chi ne dà letture diverse: un’occasione per fare ciò che chiediamo da sempre, ovvero discutere apertamente di Palestina, colonialismo e diritto internazionale nel luogo della democrazia cittadina. Contro ogni ambiguità di fronte ai crimini di chi detiene il potere.

    «Comunicato stampa di Firenze per la Palestina

    LA MORTE DI KLINGHOFFER AL MAGGIO: PERCHÉ QUESTA SCELTA?

    “The death of Klinghoffer” di John Adams, aprirà la stagione del maggio Musicale Fiorentino. Presidio domenica 19 aprile 2026, alle 16:00 davanti al Teatro.

    Non contestiamo il diritto di Guadagnino di allestire l’opera, ma ci chiediamo come mai si sia scelto di mettere in scena questo lavoro che, riferendosi ad un fatto certamente da condannare (l’uccisione di un passeggero ebreo americano paraplegico a bordo della nave Achille Lauro sequestrata nel 1985) presenta la resistenza palestinese sotto l’aspetto terroristico.

    Guadagnino descrive l’opera come “un’indagine sull’interiorità umana”. Leggendo il libretto possiamo constatare in effetti che il contesto storico rimane sottinteso e confuso, a partire dall’esordio: i cori degli esuli pale­sti­nesi ed ebrei.

    Pur nel rispetto delle sofferenze di ciascuno, ricordiamo che la lotta del popolo palestinese non è rivolta contro gli ebrei, ma contro l’occupazione israeliana e che i palestinesi stessi non hanno nessuna responsabilità riguardo all’esilio degli ebrei, causato invece dalle scellerate politiche europee fasciste e naziste del novecento.

    Mancando questa chiarezza storica, i drammi a cui l’opera accenna sembrano una serie di lutti senza senso, e i palestinesi un popolo non in cerca di giustizia, ma di vendetta.

    Solleviamo quindi delle perplessità nei confronti del mondo dell’arte “mainstream” e dello spettacolo che, nei pochi casi in cui pretende di toccare una questione come quella israelo-palestinese, invece che puntare il dito senza veli e reticenze contro chi è artefice, e non da ora, di un genocidio, cerca posizioni buoniste ed approssimative, come d’altro canto accaduto spesso anche con chi governa il Comune di Firenze e Regione Toscana, intenti a “costruire ponti” con chi non ha posizioni chiare su chi i ponti li bombarda, a tendere la mano a chi massacra.»

  • Maggio Musicale: stallo sindacale e finanziamenti incerti

    Maggio Musicale: stallo sindacale e finanziamenti incerti

    “L’Assessore ha provato a rassicurare, ma gli elementi di preoccupazione ci appaiono oggettivi, quanto evidenti”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Nonostante il tentativo dell’Assessore Bettarini di rassicurare, con la risposta a un nostro question time, la situazione del Maggio Musicale continua ad apparirci potenzialmente critica.

    Gli equilibri di bilancio rimangono stabili ci ha detto, ma in un quadro in cui c’è «rischio di erosione della liquidità» e «resta critica il peso dei ricavi per biglietti e abbonamenti», come recita un documento della Direzione del Comune di Firenze che si occupa di partecipate e controllate.

    Non solo, il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo torna a essere incerto nei suoi finanziamenti e questo determinerebbe una inevitabile crisi.

    Le trattative per i contratti sono in stallo. Ed è evidente quanto si continuino a usare figure a tempo determinato per coprire ruoli previsti in organico.

    Questo si configura come un eccesso di precariato, che allontana competenze dopo esperienze di 36 mesi.

    Non entriamo nel merito della qualità artistica. Capiamo che l’Assessore abbia preferito aprire elogiando il Pagliacci, opera andata in scena ieri. Ma il merito di tutti i risultati non può essere ascritto unicamente alla Soprintendenza. Anche perché ricordiamo che ai tempi di Pereira gli elogi erano sperticati, per poi abbandonarlo. Bisogna sempre ricordare che un teatro è fatto di tutte le sue maestranze e della eterogenea componente artistica. Condannare le lavoratrici e i lavoratori a precarietà, o a retribuzioni inadeguate, è un’offesa alla cultura.

    Occorre capacità di visione e programmazione. Per noi rimane una domanda: le produzioni programmate e i necessari rinnovi contrattuali hanno adeguata copertura economica? Non vorremmo che allo scoppio di eventuali problemi si tornasse allo spettacolo per cui il centrosinistra scarica le colpe sulle destre nazionali e viceversa.

  • Maggio Musicale: diffida presentata per manifestazione di interesse. Troppi tempi determinati

    Maggio Musicale: diffida presentata per manifestazione di interesse. Troppi tempi determinati

    “Ci è stato confermato che anche per la Fondazione è necessaria maggiore attenzione del Comune in materia di politiche culturali e rispetto dei diritti di chi lavora”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ringraziamo l’Assessore Bettarini e il Sovrintendente Fuortes per le risposte fornite al question time di oggi.

    La Fondazione del Maggio Musicale ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per profili di direzione di scena, «per esigenze temporanee e contingenti per picchi di produzione». È arrivato un atto di diffida, dovuto al fatto che c’è un eccesso di uso di tempi determinati a fronte di una pianta organica che prevede questa figura, ma per cui non si intende procedere ad assunzione a tempo indeterminato per vincoli di spesa. Ma così non si spende di più, rendendo più fragile anche la capacità di programmare la produzione artistica? A noi risulta che però dopo quell’avviso, ormai chiuso, non si sia proceduto ancora a nessuna assunzione.

    Ci sembra necessario che il Comune si attivi per capire, anche perché a dicembre 2025 uno sciopero di diverse sigle sindacali ha insistito su numerose criticità non risolte.

    Il personale della Fondazione per anni ha generosamente garantito le attività, venendo spesso sacrificato in nome dell’emergenza. Si tratta di cambiare linea con determinazione, per il bene della Fondazione, di chi ci lavora e della città tutta.

  • Maggio Musicale: diamo centralità a chi lavora

    Maggio Musicale: diamo centralità a chi lavora

    “Dopo la proclamazione dello sciopero di dicembre, question time per sapere se sono state presentate diffide per un avviso di manifestazione di interesse per Direzione di Scena”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    A dicembre è stato proclamato uno sciopero al Maggio Musicale, da diverse organizzazioni sindacali, per ricordare i tanti problemi che interessano il personale del Teatro. Tra questi rimane il sistematico utilizzo di contratti a tempo determinato, che causano precarietà e di fatto anche un potenziale aumento dei costi, a fronte di una minore qualità, che si uniscono alla denuncia dell’assenza di trasparenza sulle voci retributive aggiuntive e l’assenza di aumenti per le classi lavoratrici.

    Poco prima era stato pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per il conferimento dell’incarico di Direzione di Scena, sempre per un periodo limitato di tempo di 36 mesi. Non ci pare che ancora sia uscito l’esito e ci chiediamo se siano state presentate diffide, per un abuso di questa modalità di azione, a fronte di una pianta organica che stabilmente prevede questo tipo di figura.

    Sarà il punto di inizio di una rinnovata attenzione su una Fondazione su cui è scesa una sorta di narrazione unica, per cui l’emergenza è passata e ora i problemi non ci sarebbero più. Lo facciamo con il costante impegno dimostrato in questi anni a tutelare il Maggio Musicale, con la sua qualità artistica e culturale, che per noi è dare protagonismo all’insieme delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, la cui centralità è stata costantemente sacrificata in questi anni.

  • Su Cristiano Chiarot parole gravi da parte del Presidente della Commissione Cultura della Camera

    Su Cristiano Chiarot parole gravi da parte del Presidente della Commissione Cultura della Camera

    “Non ci fu nessuna fuga, ma un errore gravissimo da parte del Partito Democratico e dell’allora Sindaco Nardella”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    A Fratelli d’Italia non piace la libertà di espressione. La scelta di attaccare Cristiano Chiarot, da parte del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, non ci stupisce. Ma questo non toglie niente alla gravità delle parole del deputato che afferma che il già Sovrintendente del Maggio Musicale sarebbe “scappato” da Firenze, costringendo il nostro Comune a intervenire di urgenza, invertendo completamente l’ordine dei fatti. Magari a destra sognano di riscrivere la storia, ma per fortuna è facile smentirla quando ci prova.

    Nel 2019 la Fondazione lirico sinfonica fu scossa dal desiderio di affidare la sua Presidenza a Salvatore Nastasi (che poi non arrivò). Fu la politica di governo cittadino di centrosinistra a prendere un percorso delicato e farlo deragliare, facendo arrivare il Sovrintendente Alexander Pereira. Cristiano Chiarot è poi stato trattato malissimo dal PD fiorentino, nella fase in cui si difendeva la stagione Pereira, finita non nel migliore dei modi, come è noto.

    Ci aspettiamo delle scuse dall’onorevole Mollicone. E sarebbe bello che l’eurodeputato Dario Nardella e la Sindaca attuale Sara Funaro (all’epoca in Giunta) avessero la serietà di ricordare da parte loro come sono andate le cose.

    Troviamo grave che l’onorevole Mollicone abbia voluto citare l’attività di Cristiano Chiarot sul quotidiano il manifesto. Si torna al fastidio che prova la destra per la libertà di informazione, di pensiero e di stampa.