Tag: cultura

  • InStabile: svolta positiva, poteva arrivare molte settimane fa

    InStabile: svolta positiva, poteva arrivare molte settimane fa

    “Il tavolo politico-urbanistico era la strada giusta. Ora si apra alla coprogrammazione come metodo diffuso in tutta la Città”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    La notizia di oggi è positiva e la accogliamo con soddisfazione: l’udienza del 1° aprile al TAR Toscana ha aperto un percorso condiviso che riconosce la natura stagionale del chapiteau e porta al ritiro delle contestazioni di abuso. È un risultato concreto, costruito dalla mobilitazione di una comunità che non si è rassegnata.

    Avevamo ragione a insistere. Come Sinistra Progetto Comune avevamo chiesto fin dall’inizio un tavolo politico-urbanistico, non l’applicazione meccanica di una procedura. Il conflitto — l’assemblea, il ricorso, la pressione pubblica — è stato necessario per arrivare a un dialogo che il Comune avrebbe potuto aprire molto prima. Il confronto non è stato un ostacolo alla soluzione: ne è stata la condizione necessaria.

    Riconosciamo ovviamente che alla mobilitazione hanno partecipato anche altri gruppi di opposizione e maggioranza, segno di quanto ampio e diffuso è il riconoscimento dell’importanza di InStabile sul territorio (comunale e metropolitano).

    Ma una vertenza chiusa non basta. Quello che vale per Instabile vale per tanti altri spazi culturali della città. Per questo torniamo a chiedere l’apertura di un tavolo di coprogrammazione — strumento previsto dal Codice del Terzo Settore — per mappare i bisogni, avviare la ricognizione degli spazi disponibili e costruire con le realtà del territorio una risposta strutturata. Lo chiediamo con più forza perché l’Associazione Icché Ci Vai Ci Vole APS aveva già avanzato questa richiesta un anno fa. Cosa è stato fatto?

    La cultura indipendente non ha bisogno di protezione: ha bisogno di condizioni infrastrutturali che permettano di far emergere bisogni e conflitti. A InStabile è stato consegnato l’opposto in questi anni, chiedendo a chi fa cultura di farsi carico di precarietà e debiti.

    Il Comune smetta di inseguire le emergenze e cominci a programmare.

  • Tutto è InStabile: per questo siamo al fianco di questa realtà

    Tutto è InStabile: per questo siamo al fianco di questa realtà

    “Ribadiamo anche fuori dalle istituzioni la nostra posizione, confidando che arrivino presto soluzioni da parte di Palazzo Vecchio”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Oggi, domenica 29 marzo, parteciperemo all’iniziativa “Tutto è Instabile” (Chapiteau InStabile, via della Funga). Alle 15.00 prenderemo parola al talk “Libertà & Creatività. Spazi culturali e di aggregazione indipendenti in città”, a cui partecipano operatrici e operatori culturali, insieme a rappresentanti di diverse forze politiche.

    Come Sinistra Progetto Comune ci saremo perché Instabile non è un caso amministrativo: è un presidio culturale che la Città ha il dovere di non lasciare solo. Il chapiteau era stato regolarmente autorizzato dal Comune nell’ottobre 2025, salvo essere di fatto revocato a dicembre tramite PEC, senza le garanzie che la legge ci risulta concedere quando si annulla un atto favorevole su cui il privato aveva già fatto affidamento. Abbiamo chiesto un tavolo urbanistico urgente e ci aspettiamo che l’incontro del 31 marzo con l’Ufficio Urbanistica sia un punto di svolta reale: dal 2023 le socie fondatrici chiedono indicazioni chiare su come regolarizzare le strutture, e dal 2025 non ricevono risposta. Questa non è amministrazione, è pressione.

    La vicenda di InStabile è anche lo specchio di un modo sbagliato di fare politica culturale: si stanzia un budget, si aprono bandi, si erogano contributi, e ci si dimentica delle infrastrutture. Gli spazi che costruiscono comunità — luoghi di incontro, formazione, conflitto, socialità — non si producono a bando e non si sostengono ignorando le condizioni che li rendono possibili. Chiediamo al Comune di essere garante di quelle condizioni, non ostacolo. E di iniziare a vivere le politiche culturali come qualcosa che riguarda la società nel suo insieme, da dibattere nei Quartieri e in Consiglio comunale.

  • Educandato Poggio Imperiale: revocare la nomina

    Educandato Poggio Imperiale: revocare la nomina

    “Sosteniamo le ragioni del personale e della FLC CGIL”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Di fronte al documento del personale dell’Educandato Poggio Imperiale e alla presa di posizione della FLC CGIL, la politica non può rimanere in silenzio.

    È secondo noi evidente che il Ministero abbia proceduto a una nomina che risponde a equilibri interni ai partiti, a discapito di ogni altro criterio.

    C’è una richiesta di forte discontinuità di cui si deve tenere conto. La comunità scolastica dell’Educandato deve essere ascoltata, in modo che l’istituzione fiorentina possa pienamente svolgere una funzione culturale ed educativa centrale per il territorio.

    Chiediamo al Comune di essere un luogo in cui dare spazio a questa vicenda, favorendo una soluzione coerente con i bisogni del nostro territorio.

  • Overtourism e Accademia: Sindaca e Giunta contro tutti

    Overtourism e Accademia: Sindaca e Giunta contro tutti

    “Prosegue l’incapacità della maggioranza di rispettare la dialettica politica. Difendersi non cambierà la realtà”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Palazzo Vecchio è sotto assedio. E invece di allearsi con la Città, chi la governa preferisce rinchiudersi. Lo ha fatto anche l’Assessore Vicini nel rispondere alla Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze e del Bargello.

    Le misure intraprese dal Governo cittadino sono insufficienti. Basta uscire per strada per vederlo. L’overtourism continua a essere un problema e il problema non è solo il tipo di persone che vengono. Il turismo di qualità non può essere un meccanismo classista, che rende Firenze una vetrina del lusso, tenendo distante chi ha bassa capacità di spesa.

    Il diritto alla cultura deve essere pienamente garantito a tutte e tutti, a partire dalla residenza.

    È un modello insostenibile, che sta consumando il territorio e chi vive del proprio salario, a favore della rendita. Purtroppo il blocco di potere che esprime il governo cittadino scricchiola principalmente per equilibri interni, mentre chiunque provi ad aprire un ragionamento critico, dal suo ruolo istituzionale, viene accusato di voler far polemica.

    Questa volta è il turno della Direttrice Andreina Contessa. Sotto a chi tocca?

  • Maggio Musicale: stallo sindacale e finanziamenti incerti

    Maggio Musicale: stallo sindacale e finanziamenti incerti

    “L’Assessore ha provato a rassicurare, ma gli elementi di preoccupazione ci appaiono oggettivi, quanto evidenti”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Nonostante il tentativo dell’Assessore Bettarini di rassicurare, con la risposta a un nostro question time, la situazione del Maggio Musicale continua ad apparirci potenzialmente critica.

    Gli equilibri di bilancio rimangono stabili ci ha detto, ma in un quadro in cui c’è «rischio di erosione della liquidità» e «resta critica il peso dei ricavi per biglietti e abbonamenti», come recita un documento della Direzione del Comune di Firenze che si occupa di partecipate e controllate.

    Non solo, il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo torna a essere incerto nei suoi finanziamenti e questo determinerebbe una inevitabile crisi.

    Le trattative per i contratti sono in stallo. Ed è evidente quanto si continuino a usare figure a tempo determinato per coprire ruoli previsti in organico.

    Questo si configura come un eccesso di precariato, che allontana competenze dopo esperienze di 36 mesi.

    Non entriamo nel merito della qualità artistica. Capiamo che l’Assessore abbia preferito aprire elogiando il Pagliacci, opera andata in scena ieri. Ma il merito di tutti i risultati non può essere ascritto unicamente alla Soprintendenza. Anche perché ricordiamo che ai tempi di Pereira gli elogi erano sperticati, per poi abbandonarlo. Bisogna sempre ricordare che un teatro è fatto di tutte le sue maestranze e della eterogenea componente artistica. Condannare le lavoratrici e i lavoratori a precarietà, o a retribuzioni inadeguate, è un’offesa alla cultura.

    Occorre capacità di visione e programmazione. Per noi rimane una domanda: le produzioni programmate e i necessari rinnovi contrattuali hanno adeguata copertura economica? Non vorremmo che allo scoppio di eventuali problemi si tornasse allo spettacolo per cui il centrosinistra scarica le colpe sulle destre nazionali e viceversa.

  • Giorno del Ricordo: si conferma la necessità di una riflessione sul Novecento

    Giorno del Ricordo: si conferma la necessità di una riflessione sul Novecento

    “Il caso del Consiglio della Regione Toscana rende ancora più necessario realizzare una Casa della Cultura e della Storia del Novecento e del tempo presente”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Le comunicazioni in occasione del Giorno del Ricordo di oggi hanno insistito sulla necessità di accettare tutte le memorie, nell’ambito di comuni valori antifascisti. Riteniamo importante insistere sulla distanza che ci separa dal Novecento, un secolo di violenze, segnato in modo particolare dalla barbarie della seconda guerra mondiale.

    Condividiamo l’impegno a rispettare tutte le sofferenze vissute, comprese quelle di chi ha dovuto emigrare, raggiungendo Firenze. Lo abbiamo chiesto quando si votava sul futuro di Sant’Orsola, di avere cura di queste vicende.

    È preoccupante quanto avvenuto pochi giorni fa. In parte la seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana è stata rivista, senza interventi esterni, ma rimane grave l’uso che Fratelli d’Italia fa del Giorno del Ricordo, per sdoganare un anticomunismo intriso di incompatibilità con il rispetto della Costituzione italiana, o meglio della storia da cui nasce.

    Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno, che esprime perplessità per quanto avvenuto in Consiglio regionale e che recupera con urgenza la necessità di realizzare una Casa della Cultura e della Storia del Novecento e del tempo presente, a partire da un incontro (entro l’estate 2026) con le tante realtà del territorio che l’hanno proposta ormai alcuni anni fa.