Idy Diene: la targa che il Comune non ha mai messo

Il 5 marzo 2018 Idy Diene veniva ucciso sul Ponte Amerigo Vespucci: ambulante senegalese, in Italia da quasi vent’anni, colpito da sei proiettili davanti ai passanti della mattina. Dodici giorni dopo, il Consiglio comunale approvava con 29 voti una mozione per apporre una targa sul ponte: otto anni dopo, quella targa non c’è ancora.

29 voti favorevoli alla mozione
12 marzo 2018
8 anni senza targa istituzionale
sul Ponte Vespucci
2028 scadenza del vincolo decennale:
da allora nessuna deroga necessaria

Pagina di approfondimento — Sicurezza sociale · palagixfirenze.it / A cura di Sinistra Progetto Comune · Aggiornato al 24 giugno 2026

Chi era Idy Diene

Idy Diene era un cittadino senegalese di 54 anni, in Italia da quasi vent’anni — arrivato nel 2001 — con regolare permesso di soggiorno. Viveva a Pontedera e ogni mattina raggiungeva Firenze in treno per lavorare come ambulante: ombrelli, calzini, accendini e piccoli oggetti. Era una figura nota nelle strade del centro, presente da oltre vent’anni.

La sua storia si intreccia con un’altra ferita della città. Idy Diene era cugino di Samb Modou, uno dei due ambulanti senegalesi uccisi nella strage razzista del 13 dicembre 2011. Dopo la morte del cugino aveva sostenuto per anni la vedova, Ndeye Rokhaya «Kene» Mbengue, aiutandola anche economicamente a far studiare la figlia in Senegal; pochi mesi prima del marzo 2018 i due si erano sposati. Rokhaya Mbengue si è così trovata «vedova due volte»: prima di Samb Modou, poi di Idy Diene.

Nota: il legame con Samb Modou e il matrimonio con Rokhaya Mbengue sono documentati da fonti giornalistiche. Un riscontro diretto con la famiglia è necessario prima di una pubblicazione definitiva.

Il 5 marzo 2018

La mattina del 5 marzo 2018, poco prima di mezzogiorno, Idy Diene veniva ucciso sul Ponte Amerigo Vespucci. A sparare fu Roberto Pirrone, ex tipografo in pensione residente nel Pontederese. Pirrone esplose sei colpi e finì la vittima con un colpo alla testa.

Pirrone ha sempre sostenuto di aver scelto la vittima «a caso», dichiarando di essere uscito di casa depresso con l’intenzione di togliersi la vita. La ricostruzione tuttavia è più complessa: Pirrone camminò per circa un chilometro fino al ponte — ripreso da più telecamere di sorveglianza — ed esitò a lungo osservando i passanti prima di estrarre il revolver. La selezione della vittima dopo un lungo tragitto deliberato, in una città già segnata dalla strage del 2011, ha alimentato nella comunità senegalese e in larga parte della cittadinanza la convinzione di un omicidio a sfondo razzista. Sul ponte fu affisso un cartello con la scritta «assassinato da mano razzista».

Il contesto: la strage razzista del 2011

L’omicidio di Idy Diene non può essere letto isolatamente. Il 13 dicembre 2011, a Firenze, Gianluca Casseri — frequentatore di ambienti di estrema destra vicini a CasaPound — aprì il fuoco contro alcuni ambulanti senegalesi al mercato di Piazza Dalmazia, uccidendo Samb Modou e Diop Mor e ferendone altri, prima di togliersi la vita mentre era braccato dalla polizia.

Per la comunità senegalese, la morte di Idy Diene nel 2018 è stata vissuta come la terza vittima senegalese di un clima di odio razzista mai realmente affrontato dalla città: «Razzisti, è il terzo senegalese ucciso a Firenze» fu uno degli slogan delle giornate successive. Il giardino di via Maragliano è stato intitolato a Samb Modou e Diop Mor nell’ottobre 2021 (→ § 5). Le due vicende restano intrecciate anche sul piano della memoria pubblica: la strage del 2011 e l’omicidio del 2018 formano un unico filo che la città non ha ancora saputo riconoscere come tale.

Il processo

Il procedimento penale a carico di Roberto Pirrone si è svolto con rito abbreviato. Il nodo politico e simbolico dell’intera vicenda è il mancato riconoscimento — in nessun grado di giudizio — dell’aggravante del movente razzista.

7 gen 2019 Primo grado — GUP di Firenze, rito abbreviato. Condanna a 16 anni. Non riconosciute le aggravanti dei motivi futili e abietti né quella del razzismo: «nessun elemento per ritenere che Pirrone abbia ucciso per il colore della pelle».
11 set 2019 Appello — Corte di Assise di Appello di Firenze. Condanna a 30 anni (con rito ordinario sarebbe stato l’ergastolo). Riconosciuta l’aggravante dei motivi abietti e futili. Non riconosciuta l’aggravante del movente razzista.
? Cassazione / esito definitivo — non documentato da fonti pubbliche. Da accertare: se vi sia stata pronuncia di Cassazione e/o eventuale estinzione del reato per morte dell’imputato.

La mancata qualificazione come «razzismo» in sede giudiziaria è stata usata a lungo dall’amministrazione come argomento per non apporre la targa istituzionale. Ma l’assenza di una condanna con aggravante razziale non cancella il contesto in cui la morte è maturata — la dinamica dell’omicidio, la storia della città, le tre vittime senegalesi — né può giustificare l’assenza di un riconoscimento pubblico. Come abbiamo scritto nel comunicato del 24 giugno 2026: «nei tribunali non si è arrivati a condanna definitiva riconoscendo la matrice razzista», ma questo non esonera chi governa dalla responsabilità di dare un nome a ciò che è accaduto.

Gli atti del Comune di Firenze

La mozione del 12 marzo 2018

Pochi giorni dopo l’omicidio, il 12 marzo 2018, il Consiglio comunale approvava una mozione con 29 voti favorevoli. La mozione impegnava la sindaca a «apporre una targa nel luogo dove è avvenuto il fatto» per ricordare Idy Diene, e chiedeva che l’amministrazione mettesse a disposizione «ogni mezzo» per sostenere il futuro della famiglia.

La vicenda delle targhe (2018–2026)

L’attuazione della mozione si è rivelata una vicenda lunga e contraddittoria, diventata essa stessa il cuore del problema della memoria. Il Comune ha prodotto due targhe: una con il nome di Idy Diene è rimasta bloccata negli uffici; l’altra, senza il nome, è stata collocata in Palazzo Vecchio accanto a quella già posta dall’associazionismo, anziché sul Ponte Vespucci.

L’ostacolo formale invocato è stato la cosiddetta «regola dei dieci anni» — una norma di epoca fascista che impone di attendere dieci anni dalla morte per intitolazioni e targhe, pur in presenza di possibilità di deroga. Nel marzo 2020 l’allora vicesindaca aveva portato la targa destinata al ponte nel proprio ufficio; con il suo passaggio al Consiglio regionale la targa è rimasta «dispersa» tra gli uffici, oggetto di ripetute interrogazioni e comunicati. Il 18 marzo 2021 la Giunta ha confermato che la collocazione in Palazzo Vecchio era, a suo avviso, «l’unica situazione possibile».

Tra fine 2020 e inizio 2021, la campagna di raccolta firme su firenzesolidale.it ha superato le 1.500 firme, consegnate alla Prefetta nel gennaio 2021. Il risultato: nessuna targa sul ponte.

Il giardino di via Maragliano

Il 28 ottobre 2021 il Comune ha intitolato il giardino di via Maragliano a Samb Modou e Diop Mor, le vittime della strage del 2011. La targa del giardino è stata in seguito danneggiata da atti vandalici nel novembre 2023. Il luogo è oggi uno dei principali riferimenti istituzionali della memoria antirazzista cittadina — distinto però dalla questione ancora aperta della targa per Idy Diene sul Ponte Vespucci.

Il sostegno alla famiglia

Sull’altro impegno della mozione — il sostegno alla famiglia — l’atto pubblico più rilevante è stato regionale: nel marzo 2018 la Regione Toscana ha destinato 20.000 euro alla vedova Rokhaya Mbengue, come contributo di solidarietà annunciato al termine della manifestazione nazionale antirazzista. Cosa abbia fatto in concreto il Comune di Firenze rispetto all’impegno assunto con la mozione resta ancora da ricostruire.

Il nostro lavoro in Consiglio

Il gruppo Sinistra Progetto Comune ha tenuto viva la questione in Consiglio con una serie continuativa di comunicati, domande di attualità e interrogazioni, in particolare in occasione di ogni anniversario. Dall’interrogazione del febbraio 2020 fino al comunicato del 24 giugno 2026 — il giorno dei «fochi» di San Giovanni, quando la targa è ricomparsa sul ponte grazie alla Rete Antirazzista — la documentazione del nostro lavoro è raccolta nell’archivio comunicati.

⏳ I numeri di protocollo degli atti formali depositati in Consiglio saranno aggiunti non appena verificati sui documenti originali.

La memoria pubblica

La memoria di Idy Diene è stata tenuta viva soprattutto dalla cittadinanza organizzata e dalla comunità senegalese. Già il 6 marzo 2018 la comunità si raccoglieva sul Ponte Vespucci; il 10 marzo si teneva una grande manifestazione antirazzista cittadina. Da allora, ogni 5 marzo, un presidio e una commemorazione si tengono sul ponte, promossi da comunità senegalese, CGIL, Camera del Lavoro, Rete Antirazzista Fiorentina e associazionismo.

La targa posta dall’associazionismo antirazzista sul ponte ha subito una storia di rimozioni e ritorni: imbrattata di vernice nera nel novembre 2019, sparita nel dicembre 2023, ricollocata dalla Rete Antirazzista e più volte rimossa di nuovo. Una nuova targa è stata posta il 5 marzo 2025 — e di nuovo tolta. La mattina del 24 giugno 2026, festa di San Giovanni, la targa è ricomparsa sul Ponte Vespucci.

La richiesta della targa istituzionale è sostenuta da una rete ampia: Rete Antirazzista Fiorentina, Comunità delle Piagge, ANPI Firenze, ARCI, Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario, CGIL, COBAS, CUB, USB, Diaconia Valdese, MAG Firenze e altri — insieme al gruppo SPC.

La nostra posizione

La targa istituzionale sul Ponte Vespucci non è mai stata apposta, nonostante una mozione votata dall’intero Consiglio comunale. Questo è il principale impegno disatteso. L’uso della «regola dei dieci anni» come ostacolo formale è stato scelto dall’amministrazione anche in presenza di possibilità di deroga: una scelta politica mascherata da vincolo burocratico.

La mancata qualificazione giudiziaria del movente come «razzismo» non può tradursi nella rimozione del contesto in cui la morte è maturata: tre vittime senegalesi a Firenze nel giro di sette anni non sono una coincidenza da non nominare. Il razzismo non ha bisogno di una sentenza per esistere — e una città che lo ignora lo alimenta.

Nel marzo 2028 scadranno i dieci anni dalla morte di Idy Diene. Da quel momento verrà meno anche l’alibi della regola prefettizia: la targa istituzionale potrà essere apposta senza ulteriori deroghe. È un appuntamento su cui costruire fin da ora la pressione politica. Chiediamo che l’amministrazione si impegni pubblicamente a rispettare la mozione del 2018 — senza aspettare altri anniversari.

Chiediamo anche la cura continuativa delle targhe esistenti: ripetuti atti vandalici e sparizioni segnalano la necessità di una tutela attiva, non di una memoria affidata alla sola resistenza dei movimenti.

Nel 2028 verrà meno anche l’alibi della regola decennale. Da quel momento, l’unica ragione dell’assenza sarà la scelta politica di non ricordare.

Cronologia essenziale

13 dic 2011Strage razzista di Piazza Dalmazia: Gianluca Casseri uccide Samb Modou e Diop Mor.
5 mar 2018Roberto Pirrone uccide Idy Diene sul Ponte Vespucci con sei colpi di pistola.
6 mar 2018Manifestazione della comunità senegalese; fiori e messaggi sulla ringhiera del ponte.
10 mar 2018Grande manifestazione antirazzista cittadina.
12 mar 2018Il Consiglio comunale approva la mozione per la targa e il sostegno alla famiglia (29 voti).
mar 2018La Regione Toscana destina 20.000 euro alla vedova Rokhaya Mbengue.
7 gen 2019Primo grado: 16 anni a Pirrone, senza aggravanti (movente razziale escluso).
11 set 2019Appello: 30 anni, riconosciuti i motivi abietti e futili (non il movente razzista).
nov 2019La targa dei movimenti sul ponte viene imbrattata di vernice nera.
mar 2020La targa comunale finisce nell’ufficio della vicesindaca; inizia la «dispersione» negli uffici.
dic 2020 – gen 2021Raccolta firme (oltre 1.500) consegnata alla Prefetta nel gennaio 2021.
18 mar 2021La Giunta conferma la collocazione in Palazzo Vecchio come «unica soluzione possibile».
28 ott 2021Intitolazione del giardino di via Maragliano a Samb Modou e Diop Mor.
nov 2023La targa del giardino di via Maragliano viene danneggiata da atti vandalici.
dic 2023La targa dei movimenti sparisce dal ponte; la Rete Antirazzista ne ricolloca una.
5 mar 2025Nuova targa dei movimenti sul Ponte Vespucci — di nuovo rimossa nei giorni successivi.
24 giu 2026Festa di San Giovanni: la targa ricompare sul ponte grazie alla Rete Antirazzista. SPC chiede all’amministrazione di impegnarsi in vista del 2028.
mar 2028Scadenza dei dieci anni dalla morte: la targa istituzionale potrà essere apposta senza deroghe.

I numeri

29 voti favorevoli alla mozione consiliare del 12 marzo 2018 Comune di Firenze
8 anni senza targa istituzionale sul Ponte Vespucci (marzo 2018 – 2026) —
1.500+ firme raccolte nel 2021 per la targa sul ponte, consegnate alla Prefetta campagna firenzesolidale.it, gen 2021
30 anni condanna in appello (settembre 2019) — ergastolo con rito ordinario Corte di Assise di Appello, Firenze
20.000 € contributo della Regione Toscana alla vedova Rokhaya Mbengue Regione Toscana, mar 2018
2028 scadenza del vincolo decennale — da allora nessuna deroga servirà più norma prefettizia sui dieci anni

Fonti: fascicolo documentale SPC (24 giugno 2026); comunicati e atti pubblicati su palagixfirenze.it/tag/idy-diene/; Comune di Firenze; il manifesto; Sky TG24; FirenzeToday; Toscana Notizie; ANSA.