Assistere chi non è più autosufficiente non è un mercato.
RSA convenzionate, rette e finanziarizzazione del welfare a Firenze.
A Firenze 182 persone aspettano un posto in RSA, e le strutture convenzionate sono sempre più in mano a fondi privati che applicano tariffe fino al 31% oltre il massimale regionale. Chi non può permetterselo resta fuori.
Fonti: Comune di Firenze e Società della Salute (dati emersi in Commissione 4 del 10 giugno 2026); Altroconsumo, indagine 2025; Investigate Europe; CGIL, CISL, UIL. Questi numeri non descrivono un’emergenza improvvisa: descrivono il risultato di scelte politiche e di un modello di finanziamento.
Che cosa sono le RSA
RSA sta per Residenza Sanitaria Assistenziale. È una struttura residenziale dove vivono in modo continuativo persone anziane non autosufficienti: persone che non riescono più a vivere da sole o a essere assistite a casa e che hanno bisogno sia di assistenza alla persona (igiene, pasti, mobilità) sia di assistenza sanitaria (infermieri, riabilitazione, controllo delle terapie).
Non è un ospedale e non è una semplice casa di riposo: è una via di mezzo che combina la dimensione abitativa con quella sanitaria. In Toscana le RSA possono essere pubbliche o private, ma per far parte del sistema pubblico devono essere accreditate (autorizzate e riconosciute idonee) e convenzionate (legate da un accordo con l’ente pubblico che le paga in parte).
Come si paga la retta
La cifra che una RSA costa ogni giorno — la retta — non la paga tutta la famiglia. Si divide in due parti.
| Componente | Chi la paga e come funziona |
|---|---|
| Quota sanitaria | La copre il Servizio Sanitario Regionale, tramite l’ASL. A Firenze vale circa 59,10 € al giorno. È salita negli ultimi anni grazie a tre aumenti decisi dalla Regione (delibera DGR 1132/2023). |
| Quota sociale | È la parte legata all’assistenza alla persona (vitto, alloggio, cura). La Regione ha fissato un valore di riferimento — il massimale di 53,50 € al giorno (DGR 995/2016). Ogni importo più alto deve essere concordato e motivato negli accordi contrattuali. |
Chi fa cosa: i ruoli
Il sistema coinvolge molti attori. Capire chi decide cosa serve a capire a chi chiedere conto.
| Attore | Ruolo |
|---|---|
| Regione Toscana | Detta le regole generali: leggi, requisiti di accreditamento, tariffe di riferimento, massimale della quota sociale. È il livello con più potere normativo e di finanziamento. |
| ASL Toscana Centro | Paga la quota sanitaria, effettua le valutazioni cliniche e i controlli sanitari nelle strutture. |
| Società della Salute (SdS) | Consorzio tra Comune e ASL. Gestisce concretamente l’accesso ai servizi: graduatorie, regolamento di accesso, compartecipazione delle famiglie, accordi con i gestori. |
| Comune di Firenze | Ha competenze limitate su norme e finanziamenti (prevalentemente regionali), ma ha un ruolo di programmazione, integra economicamente le rette delle famiglie (spende 9–13 milioni l’anno) e può sollecitare e controllare. |
| Gestori (pubblici e privati) | Chi gestisce materialmente le strutture. A Firenze l’unico soggetto pubblico rimasto è l’ASP Montedomini; gran parte dei posti è in mano a società private. |
| Famiglie | Pagano la differenza non coperta, scelgono (quando possono) la struttura, restano in lista d’attesa. |
| Lavoratrici e lavoratori | Assistono gli ospiti. Nelle strutture private si applica un contratto nazionale fermo da 14 anni, con divari salariali rispetto al pubblico stimati intorno ai 500 € al mese. |
Il quadro normativo essenziale
Negli ultimi due anni il quadro di regole è cambiato molto, spesso senza passare dal Consiglio comunale. Gli atti principali:
| Atto | Cosa fa |
|---|---|
| DGR 995/2016 | Fissa lo schema di accordo contrattuale tra enti pubblici e gestori e il massimale della quota sociale a 53,50 € al giorno. |
| DGR 1132/2023 | Aumenta progressivamente la quota sanitaria fino a circa 59,10 € al giorno. |
| Regolamento SdS 14/2024 | Nuovo regolamento di accesso ai servizi per la non autosufficienza (dicembre 2024): cambia criteri di accesso e calcolo della compartecipazione. Mai illustrato in sede consiliare. |
| LR 35/2025 | Riordina la presa in carico dell’anziano non autosufficiente: ridefinisce PUA, UVM e PAI, cioè chi valuta e come si accede alle strutture. |
| DGR 1108/2025 | Ridefinisce il ruolo delle RSA, ma rinvia la parte più delicata — i livelli di assistenza coerenti con i LEA — per ragioni di sostenibilità finanziaria. |
| DGR 244/2026 | Nuovi requisiti di accreditamento per le strutture residenziali: avrebbe potuto essere usata come leva per rinegoziare le convenzioni. |
La situazione a Firenze oggi
I numeri principali, in parte emersi nella Commissione 4 del 10 giugno 2026, raccontano un sistema sotto pressione e sempre più privato.
| RSA convenzionate | 33 strutture |
|---|---|
| Posti letto convenzionati | 1.627 |
| Persone in lista d’attesa | 182 (al 10 giugno 2026) |
| Tempi di attesa | 1–2 mesi per i casi più gravi, fino a 11 mesi per la bassa gravità (media circa 6 mesi) |
| Quote sociali applicate | da 52,79 € a 70 € al giorno |
| Massimale regionale di riferimento | 53,50 € al giorno |
| Spesa comunale di integrazione | circa 9–13 milioni € l’anno (~1.111 beneficiari) |
| Concentrazione privata | due holding milanesi (SAB s.r.l. e Zaffiro Healthcare) controllano circa il 70% dei posti accreditati, dopo tre cambi di gestore nel 2025 |
La struttura più cara, Villa Gisella, è legata a un asset bancario: l’immobile è in capo a un fondo riconducibile a Eurizon–Intesa Sanpaolo, dentro un’operazione immobiliare di tipo vendita e riaffitto su un fondo francese. Si separa così la proprietà degli immobili — che rende — dalla gestione del servizio, mentre il denaro pubblico continua a non bastare alle famiglie.
Firenze che invecchia
La domanda di assistenza non è destinata a calare. Secondo le previsioni demografiche del Comune, tra il 2024 e il 2050 la popolazione di Firenze scende leggermente (da 362.613 a 351.259 residenti) ma invecchia molto: l’età media sale da 48,1 a 51 anni e la fascia 75-89 anni — quella che genera più bisogno di RSA — cresce del 35,7%, mentre gli over 90 aumentano del 34,5%. Meno persone, molte più persone molto anziane.
L’invecchiamento non è uniforme. L’indice di vecchiaia (quanti over 65 ci sono ogni 100 under 15) a Firenze è di 275: quasi tre anziani per ogni giovane. Ma cambia molto da quartiere a quartiere — ed è qui che si misura dove servono di più posti vicini a casa e servizi di prossimità.
Indice di vecchiaia per quartiere (100 = equilibrio tra under 15 e over 65). Gavinana-Galluzzo è il quartiere più anziano, Rifredi il più giovane; gli over 65 sono il 26,6% della città. Fonti: Comune di Firenze, Bollettino di statistica n. 177 (novembre 2025) e previsioni demografiche n. 175 (settembre 2025).
Il quadro nazionale
Firenze non è un caso isolato: è la versione locale di un fenomeno nazionale. In Italia ci sono circa dodicimila strutture residenziali per anziani, per oltre 414.000 posti letto, ma coprono solo una piccola parte del bisogno. Gli anziani non autosufficienti sono circa 2,9 milioni oggi e saliranno verso i 5 milioni entro il 2030. Le domande in lista d’attesa hanno superato le 120.000 nel 2025 (+8.000 in un anno), con un tasso di saturazione dei posti del 98% e un’attesa media intorno ai 116 giorni.
Su questo bisogno crescente si è costruito un mercato. L’83% delle strutture è privato e concentrato al Nord. Dal 2006 oltre cinquanta fondi immobiliari hanno investito circa un miliardo di euro nelle RSA, ricavandone affitti con rendimenti medi tra il 6% e il 7,5% lordo annuo; almeno trenta fondi di private equity sono attivi nel settore. Il meccanismo ricorrente è la vendita e riaffitto (in inglese sale & leaseback): un fondo compra gli immobili e li riaffitta a chi gestisce il servizio. Così la proprietà — che genera rendita garantita con soldi in larga parte pubblici — viene separata dalla cura delle persone. È lo stesso schema che a Firenze ritroviamo su Villa Gisella, ed è il modello dei grandi gruppi del settore (da Zaffiro a KOS, fino ai colossi francesi Korian e Orpea).
La retta media mensile a carico delle famiglie in Italia è di circa 2.031 € (indagine Altroconsumo 2025). E chi lavora in queste strutture lo fa con un contratto nazionale fermo da quattordici anni: il 17 aprile 2026 trecentomila lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA hanno scioperato in tutta Italia, con un’adesione stimata intorno al 70%, contro un divario salariale di circa 500 € al mese rispetto al pubblico.
I nodi critici
- Quote ingiustificateLe tariffe variano fino a 70 € al giorno senza che siano spiegate le differenze di servizio rispetto al massimale di 53,50 €.
- Esclusione delle famiglieLe poche strutture con posti liberi sono tutte nella fascia alta: chi non copre la differenza privata resta fuori da ogni scelta.
- Finanziarizzazione del welfareI cambi di gestore hanno portato i posti in mano a fondi. Si separa la proprietà degli immobili — che rende — dalla gestione, mentre il denaro pubblico non basta mai alle famiglie.
- Opacità decisionaleTre cambi di titolarità recepiti con semplici determine dirigenziali, senza passaggio in Commissione o Consiglio; regolamento e leggi nuove mai discusse in aula.
- Diritti del lavoroContratto nazionale fermo da quattordici anni; sciopero nazionale del settore il 17 aprile 2026 con adesione stimata al 70%.
- Comunicazione ai cittadiniChi è in graduatoria spesso non riceve comunicazione della propria posizione né informazioni chiare sulle scelte possibili.
Cosa abbiamo fatto e ottenuto
Il lavoro parte da marzo 2025, quando in Consiglio avevamo già denunciato la variabilità delle quote e l’assenza di una regia comunale. Le tappe principali.
Gli atti depositati
Interrogazioni e ordini del giorno depositati dal 2024 in poi: INT 500/2024, INT 347/2025 (urgente), ODG 745/2025, ODG 1019/2025, INT 518/2026 su Le Civette/San Salvi, rimasta senza risposta.
Tre articoli pubblici di approfondimento hanno ricostruito quote, disponibilità, assetti proprietari e finanziarizzazione, con scheda dati allegata:
- 2 giugno 2026 — RSA a Firenze: quote sociali variano da 52,79 a 70 euro, la situazione è peggiorata
- 3 giugno 2026 — RSA a Firenze: la RSA più cara è legata a un asset bancario
- 10 giugno 2026 — Tariffe RSA insostenibili: la Commissione 4 approva il monitoraggio permanente
Il risultato in Commissione (10 giugno 2026)
La Commissione 4 (Politiche Sociali e Salute) ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che istituisce un monitoraggio permanente sulle RSA convenzionate, rendendo la Commissione la sede stabile di confronto verso il rinnovo delle convenzioni del 2027. È un primo passo, da trasformare in pressione concreta.
I cinque impegni che ne derivano
- Momenti informativi permanenti in Commissione con SdS, gestori e Regione.
- Riforma del regolamento della Società della Salute per la differenziazione modulare delle RSA (per esempio moduli dedicati all’Alzheimer).
- Interrogazione sulle forme contrattuali nelle RSA e sull’incidenza dei contratti scaduti da quattordici anni sugli aumenti.
- Linee guida di trasparenza su quote e criteri di accesso.
- Monitoraggio continuativo delle trasformazioni societarie dei gestori.
La nostra posizione e i prossimi passi
L’assistenza a chi non è più autosufficiente non può diventare un mercato in cui la rendita immobiliare cresce mentre le famiglie restano escluse e chi lavora resta sottopagato. Il denaro pubblico che entra in una RSA convenzionata deve tornare in cura, trasparenza e diritti — non in dividendi.
In attesa che l’ordine del giorno passi anche in Consiglio comunale, le priorità su cui ci muoviamo sono: l’interrogazione sui contratti di lavoro scaduti; la trasparenza delle graduatorie e il diritto di scegliere la struttura più vicina; il sollecito delle interrogazioni rimaste senza risposta; l’accesso agli atti sugli accordi con le strutture che superano il massimale.