Gli alloggi di via Niccolò da Tolentino e via Arnoldi sono stati aggiudicati per circa 6,1 milioni di euro, contro un costo storico fra 100.000 e 150.000 euro ad appartamento. Il Comune non ha comprato e non ha esercitato la prelazione. Ha confermato il vincolo e ha rilasciato il nulla osta al passaggio di proprietà, che non è pubblico: le famiglie non sanno ancora a quali condizioni resteranno nelle loro case.
A che punto siamo
Le case sono state vendute. Il blocco di via di Scandicci (24 alloggi) era stato aggiudicato il 23 aprile. Per i 137 alloggi di via Niccolò da Tolentino e via Arnoldi la procedura si è chiusa il 29 giugno: più offerte e oltre venti rilanci, partendo da un’offerta irrevocabile di 4,5 milioni, fino a circa 6,1 milioni complessivi, con ogni probabilità verso proprietà diverse. L’Amministrazione non ha informato il Consiglio comunale né della cifra né di chi ha comprato.
La prelazione non è mai stata esaminata. Le convenzioni del 2005 prevedono un diritto di prelazione per chi abita le case e, in subordine, per il Comune. Dall’accesso agli atti risulta che i nulla osta alla vendita, firmati il 14 agosto 2024 (via di Scandicci e via Arnoldi) e il 28 luglio 2025 (via Tolentino), non hanno mai istruito né valutato quel diritto, e non sono passati dal Consiglio. Al question time del 6 luglio la Giunta non ha risposto; sui tre alloggi di via Arnoldi abbiamo depositato il 13 luglio l’interrogazione 1323, ancora senza risposta.
Il video si carica da YouTube quando premi play6 luglio 2026: question time QT/2026/01229 su esito dell’asta e nulla osta al subentro. Risponde l’assessore Giovanni Bettarini per l’assessore Paulesu.
Nel 2023 c’era un’altra strada. Con la delibera di Giunta n. 28 del 2023 il Comune si era impegnato a cercare investitori istituzionali per acquisire gli alloggi. Nello stesso anno Investire SGR aveva manifestato interesse a inserirli in un bando di Cassa Depositi e Prestiti per l’edilizia sociale; il liquidatore aveva firmato, poi la prospettiva è caduta senza che risulti alcuna iniziativa del Comune per tenerla in vita. È lo stesso schema, con lo stesso gestore, che Palazzo Vecchio ha scelto per l’ex caserma Lupi di Toscana (il comunicato del 23 luglio).
Il vincolo, per ora, regge. Con la delibera di indirizzo n. 335 del 13 agosto 2026, votata all’unanimità dalla Giunta e pubblicata il 2 settembre, il Comune ha ribadito di non ridurre il vincolo permanente di locazione a canone concordato, di riportarlo nel nulla osta e negli atti conseguenti, e che l’aggiudicatario dovrà mantenere la locazione a canone calmierato; ha anche dato mandato all’Avvocatura di resistere in ogni grado di giudizio. È un risultato della mobilitazione del Comitato dei nuclei assegnatari, di SUNIA e di Unione Inquilini. Il vincolo resta però impugnato al TAR Toscana (R.G. 472/2023), e chi ha comprato subentra in quel giudizio.
Il nulla osta c’è, le garanzie no. A settembre il Comune ha rilasciato il nulla osta al subentro, senza pubblicarlo. Chi vive a Le Quinte non sa ancora quali clausole vi siano entrate, a quali condizioni verranno rinnovati i contratti, cosa succede a chi ha un contratto in scadenza, chi controllerà i canoni e chi risponderà delle manutenzioni. Il Comitato, con SUNIA e Unione Inquilini, ha chiesto formalmente un’assemblea con l’Amministrazione (il comunicato del 29 settembre).
Cosa chiediamo adesso
- Un’assemblea pubblica con il Comune, con tutte le famiglie, prima che il passaggio al nuovo proprietario diventi un fatto compiuto.
- Rendere pubblico il nulla osta e le clausole che contiene.
- Un patto scritto fra Comune, famiglie, Comitato e sindacati degli inquilini, che il nuovo proprietario sia tenuto a rispettare sotto controllo pubblico: rinnovi, canoni, manutenzioni, continuità abitativa di chi ci vive oggi.
- Verificare la prelazione prevista dalle convenzioni.
- L’acquisizione pubblica, che resta l’unica soluzione vera: la nostra mozione è ferma in Commissione «per approfondimenti» dal 14 novembre 2025.
- Discutere la delibera 335 in Commissione, come abbiamo chiesto il 17 agosto, e rispondere alle interrogazioni ferme da marzo: la 472, la 824, la 967 e la 1323.
Prossime scadenze
- La risposta della Giunta all’assemblea chiesta dal Comitato, da SUNIA e da Unione Inquilini.
- Il ricorso al TAR Toscana R.G. 472/2023, ancora pendente.
- 30 aprile 2027: scadono i contratti di via Arnoldi, primo banco di prova del vincolo con il nuovo proprietario.
Qui sotto la scheda come era prima dell’asta del 29 giugno: la storia del vincolo, l’assemblea del 5 giugno, le richieste di allora e il question time del 15 giugno.
Prima dell’asta: come si è arrivati qui
Quando lo Stato e la Regione finanziano la costruzione di case a canone calmierato, lo fanno con una contropartita precisa: quell’alloggio resta accessibile per sempre, non per dieci anni, non finché fa comodo. È un investimento collettivo che produce un diritto collettivo permanente.
A Firenze, tra il 2005 e il 2008, quel patto è stato sottoscritto per 161 appartamenti costruiti dalla società privata Le Quinte S.p.A. in tre quartieri della città. Il contributo pubblico era del 45% del costo di costruzione — la quota più alta prevista dal programma nazionale «20.000 abitazioni in affitto», riservata a chi si impegnava a tenere gli alloggi in locazione permanente a canone concordato. La società ha accettato. Il vincolo è stato trascritto nei registri immobiliari. Non ha scadenza.
Oggi quel vincolo è in discussione in un tribunale amministrativo. E il Comune — che pure lo ha difeso fino ad ora — ha rilasciato un nulla osta alla vendita in blocco senza alcun passaggio pubblico in Consiglio. L’asta per 137 di quegli appartamenti era fissata per il 29 giugno 2026.
Le Quinte ha costruito i 161 alloggi in tre aree della città: 114 in via Niccolò da Tolentino (ex via di Quarto), 24 in via di Scandicci, 23 in via Alberto Arnoldi. Erano destinati alla cosiddetta fascia grigia — chi guadagna troppo per le case popolari pubbliche ma non abbastanza per il mercato libero. Il canone concordato, circa 300 euro al mese, era la misura concreta di quella tutela.
Nel 2015 la società entra in concordato preventivo liquidatorio. Da quel momento la liquidatrice giudiziale avvia un tentativo sistematico di liberarsi del vincolo: prima chiede al Comune di trasformarlo da permanente a decennale, per consentire la vendita ai singoli inquilini; poi, di fronte al rifiuto unanime della Giunta Nardella nel gennaio 2023 — con l’attuale Sindaca Funaro tra chi ha votato il diniego — impugna quella delibera al TAR Toscana (RG 472/2023). Il ricorso è ancora pendente.
Nel frattempo le aste si susseguono: tre andate deserte perché nessun investitore compra immobili con un vincolo perpetuo che azzera la redditività speculativa. Poi, il 24 aprile 2026, arriva un’offerta irrevocabile per 137 appartamenti — quelli di via Tolentino e via Arnoldi — a 4,5 milioni di euro: circa 33.000 euro ad appartamento, quando il costo storico era tra i 100.000 e i 150.000. I 24 alloggi di via Scandicci sono stati aggiudicati separatamente il giorno prima.
Il prezzo non è un errore: è il mercato che valuta già il vincolo come destinato a cadere. Chi acquisterà subentrerà automaticamente nel ricorso TAR. Se lo vincesse, gli affitti potrebbero salire ben oltre i 300 euro attuali. Il guadagno atteso per il futuro acquirente è esattamente la perdita che pagherebbero le famiglie.
Il video si carica da YouTube quando premi play12 gennaio 2026: question time QT/2026/00008 su via de’ Pepi ed ex alloggi Le Quinte, dopo le aste andate deserte. Risponde l’assessore Nicola Paulesu. Gli altri due question time sono più sotto (15 giugno) e più sopra (6 luglio); la serie completa è nella playlist «Le Quinte».
Cosa rischiano le famiglie
I contratti di locazione delle 137 famiglie sono opponibili al nuovo acquirente: nessuno può essere messo alla porta domani. Ma la tutela reale è condizionata alla tenuta del vincolo.
La liquidatrice ha già scritto agli inquilini di via Arnoldi che i rinnovi contrattuali non saranno automatici: servirà un nuovo passaggio dal Comune. Non è una comunicazione nuova: lettere analoghe erano già arrivate alle scadenze contrattuali precedenti — nel 2016, allo scadere del primo contratto 6+2, e nel 2022 — e i rinnovi, fin qui, sono comunque andati a buon fine. Il salto di rischio, oggi, è un altro: con la proprietà in vendita e il vincolo sotto attacco al TAR, quel «passaggio dal Comune» non è più una formalità ricorrente ma il punto su cui si gioca la tenuta del canone calmierato. I contratti di via Arnoldi scadono il 30 aprile 2027: è il primo banco di prova concreto.
Se il TAR dovesse dare ragione al ricorrente, il vincolo permanente cadrebbe e con esso la garanzia del canone calmierato. Firenze ha oltre 3.000 famiglie in lista d’attesa per una casa popolare. Far uscire 137 appartamenti dal circuito calmierato non è una questione tecnica: è una scelta politica enorme. E, fino ad ora, silenziosa.
L’assemblea del 5 giugno: nasce il Comitato
Il 5 giugno 2026, al Circolo ARCI 25 Aprile, Sinistra Progetto Comune ha organizzato un’assemblea pubblica. Quasi cento persone hanno partecipato. Erano presenti il SUNIA e l’Unione Inquilini.
Le persone presenti hanno deciso di costituire un Comitato autonomo di tutela dei nuclei assegnatari. Ne rispettiamo la piena autonomia e garantiamo il pieno sostegno. Il Comitato unisce persone con sensibilità diverse, accomunate dall’urgenza di difendere il proprio diritto all’abitare su una convenzione pubblica che qualcuno sta cercando di smontare in tribunale.
Gli obiettivi prioritari che il Comitato si è dato: tutelare il vincolo perpetuo e verificare i margini perché la proprietà diventi direttamente pubblica.
Il quadro politico
Questa vicenda non è un caso isolato. È un esempio preciso del meccanismo che trasforma le risorse pubbliche in rendita privata: fondi collettivi usati per costruire case accessibili, un fallimento societario che rischia di consegnare quelle stesse case alla speculazione.
Lo Stato e la Regione hanno pagato il 45% della costruzione. La società ha scelto consapevolmente il vincolo permanente — in cambio di un contributo più alto rispetto ai vincoli decennali. Oggi i creditori vogliono cancellare quell’impegno. Se ci riuscissero in tribunale, sarebbe una svendita del patrimonio sociale costruito con risorse di tutte e tutti.
Cosa chiedevamo prima dell’asta
L’azione della Giunta a tutela del vincolo, fino a qui, è stata corretta. Ma la situazione richiede ora maggiore coraggio politico. Le nostre richieste concrete, prima della scadenza del 29 giugno:
- Il Comune partecipi all’asta entro il 26 giugno, presentando un’offerta migliorativa per i 137 alloggi, oppure tratti l’acquisizione diretta. Gli strumenti ci sono: cofinanziamento regionale, fondi PNRR per la rigenerazione abitativa, Cassa Depositi e Prestiti, BEI. Il prezzo è basso proprio perché incorpora il vincolo: è il momento giusto per comprare.
- La Commissione consiliare calendarizzi la mozione SPC sull’acquisto pubblico, depositata nell’ottobre 2025 e ferma dopo una sola seduta del 14 novembre 2025 «per approfondimenti». Va discussa prima del 29 giugno.
- Venga reso pubblico l’atto del nulla osta rilasciato dal Comune alla vendita in blocco: data, numero, ufficio firmatario, istruttoria. Un atto che riguarda il futuro di centinaia di famiglie non può restare senza trasparenza.
- Venga attivato un tavolo Comune – Liquidatore Giudiziale – SUNIA, SICET, UNIAT, Unione Inquilini per garantire continuità contrattuale e accompagnare le famiglie nelle scadenze imminenti.
- Vengano resi pubblici i contributi incassati da Le Quinte, i flussi di canone percepiti in vent’anni, le spese dichiarate per le manutenzioni. Solo così si può valutare se la «non redditività» lamentata dal liquidatore sia reale o la giustificazione di una scelta industriale del privato.
Il 15 giugno abbiamo portato la vicenda in Consiglio con il question time (QT/2026/01046). L’assessore si è impegnato a incontrare le famiglie: è un primo risultato. Ma non ci sono state risposte sul diritto di prelazione né sugli ostacoli concreti all’acquisto. La Commissione 4 deve calendarizzare la mozione sull’acquisto pubblico prima del 29 giugno, non dopo.
Esito del question time (15 giugno)
Il 15 giugno 2026, in Consiglio comunale, era presente una delegazione dei nuclei assegnatari insieme a SUNIA e Unione Inquilini. Il question time QT/2026/01046 — depositato da Sinistra Progetto Comune l’11 giugno — ha ottenuto risposta dall’assessore con delega alla Casa.
Il video si carica da YouTube quando premi playNella replica, abbiamo chiarito che l’obiettivo principale resta la tenuta del vincolo, e che siamo pronti a essere alleati su questo — ma che ci muoviamo con relativo ritardo e che occorre la massima garanzia. Il comunicato completo è disponibile sul sito.
I tre luoghi
Gli 161 alloggi sono distribuiti in tre aree della città: 114 in via Niccolò da Tolentino (quartiere Q5, ex via di Quarto), 24 in via di Scandicci (quartiere Q4), 23 in via Alberto Arnoldi (quartiere Q5, Novoli). I 24 di via Scandicci sono già stati aggiudicati (23 aprile 2026); i 137 restanti sono quelli oggetto dell’asta del 29 giugno.
I tre luoghi: via Niccolò da Tolentino · via Alberto Arnoldi · via di Scandicci. Fonte: OpenStreetMap.
Cronologia
| Data | Fatto |
|---|---|
| 2005–2008 | Le Quinte costruisce 161 alloggi con il 45% di contributo pubblico; vincolo permanente a canone concordato trascritto nei registri immobiliari |
| 3 giugno 2015 | Le Quinte entra in concordato preventivo liquidatorio |
| 31 agosto 2022 | Il liquidatore chiede al Comune di eliminare il vincolo permanente |
| 31 gennaio 2023 | La Giunta Nardella rifiuta (voto unanime; l’attuale Sindaca Funaro tra i favorevoli al diniego) |
| 10 aprile 2023 | Le Quinte impugna la delibera al TAR Toscana (RG 472/2023, ancora pendente) |
| 14 agosto 2024 | Il Comune firma i nulla osta alla vendita in blocco per via di Scandicci e via Arnoldi, senza passare dal Consiglio e senza istruire la prelazione (accesso agli atti SPC) |
| Giugno 2025 | Prima asta: deserta |
| 28 luglio 2025 | Nulla osta alla vendita in blocco per via Niccolò da Tolentino |
| Novembre 2025 | Seconda asta: deserta |
| Fine ottobre 2025 | SPC deposita mozione per l’acquisto pubblico |
| 14 novembre 2025 | La mozione viene sospesa in commissione «per approfondimenti» — ancora ferma |
| 23 aprile 2026 | Asta via di Scandicci: aggiudicata (24 alloggi) |
| Aprile 2026 | Terza asta via Tolentino: deserta |
| 24 aprile 2026 | Offerta irrevocabile per 137 alloggi: € 4.500.000 (≈ 33.000 €/appartamento) |
| 29 aprile 2026 | Liquidatore scrive agli inquilini di via Arnoldi: i rinnovi non sono automatici |
| 5 giugno 2026 | Assemblea pubblica SPC (~100 persone): nasce il Comitato dei nuclei assegnatari |
| 11 giugno 2026 | SPC deposita question time QT/2026/01046 sul vincolo e sull’asta |
| 15 giugno 2026 | Question time in Consiglio: Giunta si impegna a incontrare la delegazione assegnatari + SUNIA + Unione Inquilini; confermato il no all’acquisto diretto; nessuna risposta sul diritto di prelazione |
| 26 giugno 2026 | Termine per le offerte migliorative |
| 29 giugno 2026 | Asta per via Tolentino e via Arnoldi: 137 alloggi aggiudicati per circa 6,1 milioni, oltre venti rilanci |
| 2 luglio 2026 | SPC deposita il question time QT/2026/01229 su esito dell’asta e nulla osta al subentro |
| 6 luglio 2026 | Risposta in aula dell’assessore Bettarini: nessuna informazione sull’acquirente, silenzio sulla prelazione |
| 13 luglio 2026 | Interrogazione 1323 sui tre alloggi di via Arnoldi: prelazione e nulla osta |
| 14 luglio 2026 | Incontro fra Comune e Comitato; la sera assemblea fra le case di via Tolentino |
| 23 luglio 2026 | Emerge la manifestazione di interesse di Investire SGR del 2023 per un bando di Cassa Depositi e Prestiti, lasciata cadere; nuova interrogazione |
| 5 agosto 2026 | Assemblea di SUNIA, Unione Inquilini e Comitato: la mobilitazione continua ad agosto |
| 13 agosto 2026 | Delibera di Giunta n. 335: confermato il vincolo permanente, da riportare nel nulla osta (annunciata il 17 agosto, pubblicata il 2 settembre) |
| settembre 2026 | Il Comune rilascia il nulla osta al subentro, non pubblicato; Comitato, SUNIA e Unione Inquilini chiedono un’assemblea con l’Amministrazione |
| 29 settembre 2026 | SPC chiede un’assemblea pubblica e un patto scritto a tutela delle famiglie |
I numeri
Fonti: avviso di vendita sul Portale delle Vendite Pubbliche; convenzioni del 25 ottobre 2005 (rep. 60692, 60693, 60694); delibere di Giunta n. 28/2023 e n. 335/2026; accesso agli atti SPC sui nulla osta; stime SUNIA
