“Un corpo civile di prossimità dovrebbe avere una formazione diversa”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
L’addestramento con cui le nuove agenti e i nuovi agenti della Polizia Municipale di Firenze si sono preparati alla cerimonia di giuramento è stato curato «da Commissari del Corpo coadiuvati da Istruttori dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche». Lo scrive la Giunta nella risposta, datata 23 settembre, alla nostra interrogazione n. 1184/2026, che chiedeva chi avesse organizzato schieramento in plotoni, marcia e saluto, e con quale modello formativo.
Ringraziamo per la risposta, che conferma quanto ci era stato segnalato. Le cerimonie sono state due, il 20 gennaio e il 19 settembre 2025, e il formato del «giuramento» è stato «ripristinato dopo tanto tempo» con lo «scopo precipuo di rafforzare lo spirito di corpo». La collaborazione con l’Aeronautica è avvenuta, si legge, «senza alcun costo» e «all’interno della consueta collaborazione fra Corpi e Istituzioni dello Stato», senza che venga indicato un atto che la regoli. Le ore di addestramento formale sono state «aggiuntive» rispetto al corso della Scuola Interregionale di Polizia Locale.
Quante siano, però, non viene detto. Avevamo chiesto come si ripartisce il monte ore della formazione iniziale fra ordine pubblico e prossimità, mediazione e servizi alla cittadinanza: su questo la risposta non fornisce alcun numero. Non risponde neppure alla domanda sui costi complessivi della cerimonia del 19 settembre 2025. Sono le due informazioni che permetterebbero di capire quanto pesa, nella formazione di chi entra nel Corpo, la parte che più interessa a chi vive la città.
Non contestiamo la cerimonia pubblica, né la presenza delle famiglie, né il Coro del Corpo. Il punto è un altro, e la risposta lo rende esplicito quando definisce la Polizia Municipale «un corpo armato con funzioni di polizia giudiziaria, pubblica sicurezza e polizia amministrativa» e porta a esempio la parata del 2 giugno a Roma. La legge quadro sulla polizia locale, la n. 65 del 1986, attribuisce al personale funzioni di pubblica sicurezza di natura ausiliaria, e l’armamento dipende da una scelta dell’ente. È un corpo civile, che lavora in strada, nelle scuole, nei mercati, nei conflitti di vicinato, sugli incidenti. Scegliere di formarne l’identità a partire dalla marcia e dall’addestramento con istruttori militari significa indicare un modello, e quel modello è una scelta politica della Giunta, non un dettaglio di protocollo.
Anche per questo avevamo proposto di discutere in Consiglio comunale e nei Quartieri di prossimità, del senso del corpo stesso, oggi a metà tra due visioni molto distanti tra loro, tra chi come noi propone una forte vocazione civile e chi a destra chiede più militarizzazione del territorio.
Continueremo a chiedere un rafforzamento sempre maggiore delle logiche di prossimità.







