Società della Salute, 21 mesi senza convenzione

Le risposte della Giunta confermano un problema di programmazione, oltre che di ruolo del Consiglio comunale in ambito sociosanitario e sanitario.


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

La convenzione con cui il Comune di Firenze affida alla Società della Salute i servizi per le persone anziane, con disabilità, con sofferenza psichica e con dipendenze è scaduta il 31 dicembre 2024, e non è stata prorogata. Adesso lo mette per iscritto anche la Giunta, rispondendo all’interrogazione n. 1075 che avevamo depositato a giugno: «nel 2025 non è stata adottata una proroga formale». Sono passati ventuno mesi.

Le risposte alle nostre due interrogazioni, la n. 1075 sulla convenzione e la n. 1074 sui regolamenti dei servizi sociali, sono arrivate il 22 e il 24 settembre dall’Assessorato al Welfare. Ringraziamo l’Assessore e gli uffici per il riscontro.

La tesi della Giunta è che la convenzione, in fondo, non fosse indispensabile: la gestione diretta «non è mai venuta meno» perché la fonda la legge regionale 40 del 2005, e prosegue «legittimamente» attraverso gli atti di programmazione e di bilancio degli enti soci. Non contestiamo che i servizi abbiano continuato a funzionare, e il merito va anzitutto a chi ci lavora. Diciamo un’altra cosa: la convenzione è il documento che stabilisce quali funzioni passano alla Società della Salute, con quale budget e con quale personale, distaccato dal Comune o assegnato dall’Azienda sanitaria. Per ventuno mesi tutto questo non è stato scritto in un atto in vigore. Che servisse lo conferma la stessa risposta, quando annuncia un nuovo accordo che rafforzerà il modello «garantendo piena trasparenza».

C’è poi la sequenza. Lo schema dei nuovi accordi è stato approvato dalla Conferenza aziendale dei Sindaci con la deliberazione n. 3 del 2025 e recepito dall’Assemblea dei Soci della Società della Salute con la deliberazione n. 7 del 2025. L’Azienda USL Toscana Centro ha approvato il testo definitivo del proprio accordo con la delibera del Direttore generale n. 696 del 18 giugno 2026. Il Comune arriva per ultimo: «si procederà, infine, alla definizione e sottoscrizione di analogo accordo con il Comune di Firenze». Nessuna data. Dove prima c’era un’unica convenzione a tre, approvata nel dicembre 2021 con una deliberazione di Giunta, ci saranno due accordi separati, e quello che riguarda il Comune è ancora da scrivere.

La risposta all’interrogazione n. 1074 sceglie invece di non entrare nelle domande, e lo dichiara: «si ritiene di dover rispondere ai diversi punti richiamati dall’interrogazione in senso più generale piuttosto che affrontarli singolarmente». Avevamo chiesto se la Giunta ritenga adeguato che la disciplina comunale dell’assistenza sociale resti affidata a un regolamento approvato dal Consiglio nel 1994, con importi nati in lire, e se intenda proporre un testo organico e aggiornato. Su questo non c’è una parola. C’è invece una conferma: le regole sull’assistenza sociale le approva l’Assemblea dei Soci della Società della Salute, composta dall’Assessore delegato, dal Direttore generale dell’Azienda sanitaria e dai Presidenti dei Quartieri, «ai quali si aggiungono, senza diritto di voto, 3 consiglieri comunali».

È qui che la questione smette di essere procedurale. Il regolamento sui contributi economici, approvato da quell’Assemblea nel 2016, fissa in 500 euro al mese il fabbisogno di una persona sola, e in 500 euro l’importo massimo mensile «in sede di prima applicazione». Lo stesso regolamento prevede che gli importi si aggiornino con un provvedimento della Società della Salute: non lo abbiamo trovato sul sito dell’ente. E il Consiglio comunale, che dovrebbe discuterlo, in quell’Assemblea siede senza votare. Lo Statuto della Società della Salute prevede che gli atti di programmazione passino dal Consiglio per un parere preventivo; i regolamenti, invece, gli vengono soltanto trasmessi «per conoscenza».

Non mettiamo in discussione l’esistenza della Società della Salute, che è uno dei due strumenti con cui la Toscana tiene insieme sociale, sanitario e sociosanitario. Diciamo che un consorzio pubblico non può diventare il luogo in cui le decisioni sul welfare escono dal perimetro dell’assemblea eletta dalle cittadine e dai cittadini.

Per questo chiediamo alla Sindaca e alla Giunta che l’accordo fra Comune e Società della Salute, prima dell’approvazione, venga presentato nelle Commissioni consiliari competenti, con il testo e con le cifre di budget e di personale che trasferisce. E chiediamo che il Comune promuova in Assemblea dei Soci una modifica dello Statuto che estenda ai regolamenti che incidono sui diritti delle persone lo stesso parere preventivo del Consiglio già previsto per la programmazione.

Seguiremo l’accordo in ogni passaggio. Il tema è fondamentale per la vita quotidiana di tantissime persone.

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