“Una scelta di campo, che si ipotizza possa allargarsi al Teatro del Maggio e a Firenze Fiera”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Il Comune di Firenze si è costituito davanti al TAR della Toscana nei ricorsi con cui Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano chiedono di annullare la valutazione di impatto ambientale della nuova pista di Peretola. Con i propri avvocati, siede fra le parti contro cui quei ricorsi sono proposti, accanto a Toscana Aeroporti. Lo stesso fa la Città Metropolitana in almeno quattro dei cinque giudizi.
È scritto nei decreti con cui, il 10 settembre, la presidenza della prima sezione del TAR ha respinto la richiesta di Toscana Aeroporti di riunire i dodici ricorsi pendenti e di depositare per semplice elenco quasi venticinquemila documenti. Ogni decreto riporta per intero le parti del giudizio, ed è pubblico sul sito della giustizia amministrativa.
I ricorsi contestano il decreto ministeriale n. 678 del 12 novembre 2025 e, con motivi aggiunti, il decreto n. 253 del 2026 che ne ha modificato le condizioni. Li hanno presentati cinque Comuni della Piana, la Provincia di Prato, l’Università di Firenze, l’Ordine degli Architetti di Prato, Italia Nostra, Legambiente, WWF, LIPU e altre associazioni e comitati. Il Comune di Prato, che ha scelto di non costituirsi, compare comunque fra le parti chiamate in giudizio.
Che la Giunta sostenga la nuova pista non è una novità, anche se lo fa senza tenere conto di chi, nella sua stessa maggioranza, la contesta (pensiamo ad AVS-Ecolò). È una scelta politica, e come tale la contrastiamo. Il punto qui è un altro. Esprimere una posizione è una cosa; mettere l’ente dentro un processo contro altri Comuni dell’area metropolitana, su un’opera che divide la città e su cui il Consiglio comunale è intervenuto più volte, è un’altra.
Chi lo ha deciso politicamente, con quale atto, con quale mandato? Cercando per oggetto fra le deliberazioni del 2025 e del 2026 pubblicate sul portale degli atti del Comune, non abbiamo trovato un provvedimento che autorizzi la costituzione. Ci saranno sicuramente questioni tecniche e non mettiamo in nessun modo in discussione l’operato degli uffici: la responsabilità di questa scelta è per noi tutta politica e non può essere scaricata sul personale dipendente.
Negli ultimi giorni è circolata anche la notizia che Pitti Immagine, Firenze Fiera, la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino e le principali associazioni di categoria sarebbero intervenute nel giudizio a sostegno del progetto. Nei decreti del 10 settembre non compaiono: a quella data gli unici interventi a favore dell’opera sono quelli di Autogrill Italia e Dufrital. Crediamo però che sia chiaro da dove nasce questa voce, che circola sulle piattaforme digitali. Il 25 febbraio, al Consiglio della Camera di Commercio, il presidente di Toscana Aeroporti ha chiesto alle categorie economiche di intervenire «con lo strumento dell’intervento ad opponendum», e «non più solo un gesto simbolico».
Se la notizia fosse confermata, riguarderebbe direttamente Palazzo Vecchio. La presidenza del Consiglio di indirizzo del Maggio spetta alla Sindaca, e il Comune versa alla Fondazione 4,5 milioni di euro l’anno. Firenze Fiera è per oltre il 91% di proprietà pubblica: Regione, Camera di Commercio, Città Metropolitana, il Comune di Firenze con il 9,25% e, con il 7,32%, lo stesso Comune di Prato. Una fondazione lirica e una società fieristica sostenute in larga parte con risorse pubbliche che si schierano in un contenzioso ambientale contro altri enti pubblici sarebbero una scelta da spiegare ai propri soci, non una faccenda interna ai rispettivi consigli. Chiediamo chiarimenti, e smentite laddove la notizia non fosse vera.
È questo il cuore della vicenda: il fronte che vuole la pista si organizza, dentro e fuori dal processo, e chiede di schierare apertamente anche istituzioni che appartengono a tutta la città. Dall’altra parte ci sono i Comuni che dell’opera subirebbero gli effetti, l’Università, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste, i comitati. Chi governa Firenze ha scelto da che parte stare in tribunale senza che, per quanto ci risulta, questa scelta sia mai passata dal suo Consiglio comunale.
Per questo depositiamo un’interrogazione. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta con quale atto e da quale organo sia stata decisa la costituzione in giudizio, a chi sia affidata la difesa e con quali costi, quale posizione il Comune sostenga nel processo, e se Maggio e Firenze Fiera abbiano deliberato un intervento, con l’informazione o il concorso del Comune. Chiediamo che la Giunta ne riferisca in Commissione e in Consiglio prima dell’udienza prevista per il 22 ottobre.
Il tema dell’aeroporto, a quanto pare, nonostante le promesse in campagna elettorale, passa eccome dal livello comunale: persino nelle aule dei tribunali.









