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Bilancio partecipato nei Quartieri: il Consiglio lo chiede per la terza volta

“Abbiamo accettato di togliere cifre e date pur di tenerlo nel DUP: la verifica sarà sul bilancio di previsione”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Il Consiglio comunale ha approvato oggi all’unanimità il nostro ordine del giorno n. 1701/2026, collegato al Documento unico di programmazione 2027-2029: il testo invita la Sindaca e la Giunta ad avviare la sperimentazione del bilancio partecipativo nei Quartieri, definendone risorse e modello operativo già nella nota di aggiornamento e nel bilancio di previsione, anche attraverso l’attuazione della delibera di Giunta n. 60/2026 sull’autonomia dei Quartieri nelle piccole manutenzioni.

È la terza volta che quest’aula si esprime sul bilancio partecipativo. Il 31 marzo 2025 lo aveva chiesto all’unanimità con l’ordine del giorno n. 29/2025. Il 4 febbraio 2026, senza voti contrari, con il n. 1864/2025 aveva chiesto «stanziamenti specifici» già nel «prossimo bilancio di previsione». Quel bilancio è il 2027-2029, che accompagnerà la nota di aggiornamento al DUP: nel documento passato dal voto dell’aula a fine settembre, però, la sperimentazione compare ancora solo come parola, senza budget, senza tempi e senza un ruolo per i Consigli di Quartiere.

Per arrivare a un voto condiviso abbiamo accettato emendamenti che pesano. «Impegna» è diventato «invita». Sono uscite la cifra per ciascuno dei cinque Quartieri, la scadenza per presentare in Commissione le tipologie di intervento e il budget previsti dalla delibera 60, e il calendario per riformare il Regolamento entro il primo semestre 2027. È rimasto il punto che conta: risorse e modello vanno definiti adesso, nella manovra di bilancio. È entrato anche il consolidamento del personale degli uffici territoriali nel Piano integrato di attività e organizzazione, il documento con cui il Comune programma le assunzioni.

Il voto non cancella i ritardi. La delibera 60 dava alle Direzioni sessanta giorni per stabilire su quali manutenzioni decidono i Collegi di Presidenza e con quale budget. Quel termine è scaduto il 13 maggio. A cinque mesi di distanza, gli unici atti attuativi che ci risultano pubblicati riguardano i gettoni dei consiglieri di Quartiere. La nostra interrogazione di giugno su questo punto è ancora senza risposta.

Intanto i Consigli di Quartiere, nei pareri sullo stesso DUP, hanno chiesto con un testo comune «canali esclusivi di indirizzo delle piccole manutenzioni», più personale negli uffici decentrati e una riforma dell’architettura istituzionale. Il Quartiere 2 ha richiamato la mozione approvata dai cinque Consigli il 5 novembre 2025, che chiede il «ritorno al quadro amministrativo previgente al 2010».

Con la nota di aggiornamento di fine anno e il bilancio di previsione si vedrà se questo invito diventa un capitolo di spesa. Lo controlleremo sui documenti e lo porteremo in Commissione e nei Quartieri, insieme alle consigliere e ai consiglieri di Sinistra Progetto Comune nei territori.

Decentrare vuol dire spostare decisioni e soldi verso chi vive i quartieri: se ci si ferma alle parole, la partecipazione diventa consultazione, e chi partecipa prima o poi smette di farlo.

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