Tag: RSA

  • Piano Integrato della Salute: serve un cambio di passo

    Piano Integrato della Salute: serve un cambio di passo

    “La Società della Salute venerdì proporrà un testo non discusso realmente con la cittadinanza, con i Consigli di Quartiere e quello comunale”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Occorre avere chiaro che la programmazione politica spetta alle assemblee elettive, anche se sempre più svuotate di poteri. Vivere il Consiglio comunale e quelli di Quartiere come spazi di ratifica e mera espressione di parere è un modo per svilire le istituzioni.

    Per questo esprimiamo una forte perplessità sulle modalità riferite stamani in Commissione politiche sociali dalla Direttrice della Società della Salute. In sostanza non ci sono state co-programmazione e partecipazione. Il confronto è stato fatto ma con la parte aziendale (AUSL Toscana Centro) e l’esecutivo (Assessore Paulesu e Presidenti di Quartiere).

    Nel Quartiere 2 non c’è stato nessun passaggio pubblico, negli altri solo dei momenti con le Reti di Solidarietà. Nessuna procedura che permetteva la partecipazione: questo è rimandato a un momento successivo all’approvazione.

    Ci è stato detto che la cosa è dovuta ai tempi imposti dalla Regione Toscana. Tra settembre 2025 e fine febbraio 2026 non c’era modo di fare di più. Non concordiamo. E pensiamo che la responsabilità sia tutta politica. Evidentemente il centrosinistra di governo ha scarsa considerazione di chi siede nelle assemblee elettive.

    È un problema enorme, perché poi i bisogni sono molti e la stessa Direttrice ha riconosciuto che è necessario lavorare di più sulla comunicazione. Ricordiamo che un paio di mesi fa sono state bocciate le nostre proposte di integrare i siti istituzionali con tutte le informazioni necessarie sui servizi sociosanitari e sanitari, per rendere noti i diritti e quali risposte sono presenti sul territorio.

    Prendiamo anche atto che la Società della Salute ha un ruolo importante su RSA, assistenza domiciliare e carcere: tutti ambiti in cui forti sono le criticità.

    Il Consiglio comunale dovrà votare il Piano Integrato di Salute su cui la SdS si esprimerà venerdì. Con quali strumenti di conoscenza e possibilità di incidere?

    Riteniamo che l’avvicendamento della Direzione abbia imposto un’accelerazione su alcuni passaggi finali ma chiederemo a Consiglio e Giunta, con un ordine del giorno, di predisporre un piano e una procedura di programmazione con diverso coinvolgimento del Consiglio, dei Quartieri, della cittadinanza e del terzo settore.

  • RSA e Centro Diurno Le Civette: stiamo perdendo i servizi

    RSA e Centro Diurno Le Civette: stiamo perdendo i servizi

    “Girano voci inquietanti sulla mancata ripresa dei servizi sociosanitari a San Salvi. Interrogazione urgente per capire cosa è successo dopo il 2023”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Nella precedente consiliatura, con Assessora l’attuale Sindaca Funaro, avevamo portato il tema in Consiglio comunale due volte, nel 2023 (a luglio e ottobre). I lavori previsti dall’AUSL Toscana Centro presso gli spazi di San Salvi hanno determinato alla chiusura temporanea di un modulo della RSA e del Centro Diurno presso l’immobile, alla fine di quell’anno.

    Il personale del Centro Diurno è stato trasferito a quello di Montedomini e sarebbe stato comunicato che non verrà ripreso il servizio nel Quartiere 2, nonostante si fosse promesso diversamente e nonostante negli elenchi forniti dalla Società della Salute risulti ancora presente come opzione, illudendo le famiglie e l’utenza che ha bisogno di nuove attivazioni. Quell’elenco che viene inviato è palesemente non aggiornato anche per altre situazioni, a partire dai soggetti gestori.

    L’organizzazione sindacale CUB Sanità ha scritto a inizio giugno all’AUSL per avere chiarimenti, anche perché è stato trasferito personale sanitario dal presidio di Camerata e pare che verranno spostati alcuni servizi del presidio di via d’Annunzio.

    Ricordiamo che i servizi sociosanitari hanno bisogno di programmazione anche per il tipo di utenza a cui si rivolgono, oltra a essere necessaria una diversa modalità di rispettare il personale che opera, spesso in appalto, in condizioni di precarietà che segnano nel profondo la quotidianità di chi si prende cura della nostra cittadinanza, anche in condizioni di fragilità o marginalità.

    Per mantenere Le Civette ci sono state importanti mobilitazioni degli anni. Da parte della politica servirebbe decisamente un atteggiamento molto diverso, rispetto a quella che sembra essere indifferenza.

    Le domande sono semplici. Torneranno a esserci 40 posti RSA e il Centro diurno presso le Civette di San Salvi?

  • RSA e assistenza domiciliare: annunci della Sindaca ignorano i problemi attuali

    RSA e assistenza domiciliare: annunci della Sindaca ignorano i problemi attuali

    C’è anche un voto all’unanimità del Consiglio comunale che pretendeva soluzioni strutturali per i problemi di chi in appalto si occupa di persone anziani o fragili.


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    L’annuncio della Sindaca di oggi è coerente con alcune risposte fornite nel tempo dall’Assessore Paulesu, sul tentativo di rafforzare l’assistenza domiciliare come alternativa alle strutture residenziali, dove è possibile e corrisponde alle scelte dell’utenza.
    Ci sorprende però che non abbia voluto dire una parola su chi lavora in questo ambito, data la forte esperienza che ha nel sociale.

    Nonostante i question time e un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, continuano a esserci problemi per chi ogni giorno, in appalto, si prende cura di persone anziane, o in condizioni di fragilità.
    Continua a esserci una banca ore negativa, collegata al ritardo nelle nuove attivazioni e sostituzione dei servizi. Ricordiamo che nel recente cambio di soggetto gestore ci sono state buste paga fortemente ridotte, talvolta quasi a zero.

    Le organizzazioni sindacali da tempo chiedono di modificare gli orari, in un’interlocuzione che deve coinvolgere necessariamente il Comune.
    Si continuano a calcolare 12 minuti di spostamento tra un servizio e un altro, ma è una stima lontana dalla realtà, con conseguenti ritardi che si accumulano per il personale, a cui si aggiunge la denuncia di un malfunzionamento dell’applicazione da utilizzare per segnare le presenze.
    Tante altre criticità restano aperte, compreso il problema del parcheggio dei mezzi con cui si muovono le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto a seguito delle nuove politiche della sosta.

    Vogliamo esprimere solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei Servizi di Assistenza Domiciliare. Sulla loro pelle una parte della politica “si fa bella”, ignorandone la rabbia e la frustrazione. Non è il nostro modo di agire.

  • RSA nel Comune di Firenze: sono stati chiesti aumenti non concordati

    RSA nel Comune di Firenze: sono stati chiesti aumenti non concordati

    “La conferma nella risposta a un question time che indica l’insostenibilità del sistema”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Alcune RSA hanno comunicato ai nuclei familiari dell’utenza degli aumenti della quota sociale non concordati con il Comune di Firenze e fuori dalle linee guida definite dalla Regione Toscana. È un fatto grave, a cui infatti segue il fatto che tali importi non sono stati poi effettivamente richiesti, perché sarebbe gravissimo prescindere dalle istituzioni con cui si firmano le convenzioni.

    La maggior parte delle realtà avrebbe già sottoscritto i nuovi accordi con Palazzo Vecchio. Ricordiamo che sono scaduti a fine 2024 e quindi resta aperto il problema di chi autonomamente ha valutato di aver bisogno di più soldi delle altre realtà. Ricordiamo che già in passato è stato permesso un divario da € 53,50 a € 67,00, che rischia di aumentare.

    Un evidente problema riguarda anche chi lavora in queste strutture. Ogni realtà applica i contratti di lavoro che vuole. Una disomogeneità che compromette la dignità di chi garantisce i servizi, in termini di sistema.

    La spesa sostenuta nel 2024 per la quota sociale RSA è stata di € 8.550.00, a favore di 1.152 persone beneficiarie, a cui si devono aggiungere però gli importi per altre strutture destinate a persone anziane o disabili.

    Rispetto allo studio presentato il 18 aprile 2025 dalla Regione Toscana, la Giunta non ritiene utile replicare uno studio specifico sui costi sul territorio comunale, ma preferisce una valutazione di natura regionale, con un approfondimento e un focus per aree territoriali omogenee sulla base di quei criteri. La Società della Salute coincide con l’area amministrativa del nostro Comune: non ha caratteristiche peculiari tali per essere considerata un’area territoriale specifica da approfondire di per sé?

    Ringraziamo l’Assessore Paulesu e gli uffici che hanno predisposto in pochi giorni la risposta al question time. Proseguiremo ad approfondire il tema, con accessi agli atti e interrogazioni, per capire come superare un sistema che evidentemente, a nostro giudizio, non funziona e di cui ha responsabilità precisa la politica.

  • RSA: dalla Regione impegni anche per il Comune di Firenze

    RSA: dalla Regione impegni anche per il Comune di Firenze

    “I dati esposti questa mattina rinnovano l’urgenza di approfondire questioni ancora aperte”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo sollevato nelle ultime settimane il problema della diversità di quote sociali nelle RSA, che variano da 53 a 67 euro (a seconda delle strutture) e che dovrebbero essere oggetto di rinnovo in questi giorni.

    Non capiamo quali siano i criteri per cui una struttura come Montedomini prende il minimo e altre di più: non solo, se il Comune copre solo 53 euro chi è nelle altre realtà come fa a coprire i costi, se è in condizioni di difficoltà economiche?

    Stamani in Regione Toscana sono state avanzate alcune analisi, che impongono al Comune di Firenze di approfondire aspetti essenziali, su cui invitiamo a lavorare anche la Commissione politiche sociali e sanità di Palazzo Vecchio.

    Siamo in grado di effettuare uno studio sulla sostenibilità, i costi e i servizi delle strutture presenti sul nostro territorio comunale?

    Vogliamo approfondire il ruolo delle strutture pubbliche, collegandolo al peso dei prezzi, della sostenibilità, della qualità del lavoro, del coinvolgimento dell’utenza e delle famiglie?

    Quali sono i contratti nazionali applicati nelle singole strutture del nostro territorio?

    Inoltre è urgente capire a che punto siamo con le richieste degli aumenti arrivate da alcune realtà e se stiamo aiutando Montedomini a far fronte alle spese dovute anche per le condizioni degli edifici.

  • RSA: discriminazione per l’utenza non va bene

    RSA: discriminazione per l’utenza non va bene

    “Chi non può permettersi nemmeno pochi euro al mese non può di fatto accedere alle strutture con quota superiore a quella rimborsata dal Comune”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Sviluppiamo i dati fatti uscire ieri. Chi entra in una RSA che prevede una quota sociale superiore a quella coperta dal Comune per chi ne ha diritto, come fa a pagare la differenza, se non se li può permettere?

    Montedomini, per esempio, è da considerare quindi una RSA di serie B? Per questo chiediamo di chiarire i criteri prima di rinnovare le convenzioni. 53,50 € al giorno non sono 67 €.

    Si aggiunge un altro tema legato alla sicurezza nelle strutture. I problemi in RSA2 e al Centro Diurno, legati alle tubature, impediscono davvero di cambiare i letti, nonostante quest’ultima si presenti come necessità?

    Inoltre: se i tempi della mozione che stiamo presentando non sono compatibili con il rinnovo della convenzione tra Comune, AUSL, Società della Salute e gestori, la Giunta ha la disponibilità di coinvolgere le commissioni sociali di Comune e Quartieri per illustrare i criteri?

    Abbiamo letto le rinnovate richieste di aumenti. La domanda è: questo sistema è sostenibile? Va chiesto al pubblico e al privato. Per evitare di arrivare a un punto di rottura, che travolgerebbe il personale (in appalto e non) come l’utenza.